REATI PERSEGUIBILI D UFFICIO

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REATI PERSEGUIBILI D UFFICIO Sono tali quei reati per i quali non vi è bisogno della denuncia da parte della persona offesa perché l Autorità Giudiziaria possa procedere REATI PERSEGUIBILI A QUERELA DI

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REATI PERSEGUIBILI D UFFICIO Sono tali quei reati per i quali non vi è bisogno della denuncia da parte della persona offesa perché l Autorità Giudiziaria possa procedere REATI PERSEGUIBILI A QUERELA DI PARTE Sono tali quei reati per i quali senza la denuncia della persona offesa di chi li ha subiti non è possibile che siano perseguiti dall Autorità Giudiziaria La QUERELA è la dichiarazione di volontà della persona offesa che chiede all A.G. di accertare la responsabilità penale del colpevole in ordine al fatto denunciato QUALI SONO I REATI PERSEGUIBILI D UFFICIO Art. 572 c.p. MALTRATTAMENTO Art. 582 c.p. LESIONE PERSONALE (solo nel caso di malattia che ne deriva abbia durata superiore ai 20 giorni o quando decorra con alcuna delle circostanze aggravanti) Art.575 c.p. OMICIDIO Art. 571 c.p. ABUSO DEI MEZZI DI CORREZIONE E DI DISCIPLINA NOTIZIA DI REATO Qualsiasi fatto di abuso configurato come reato perseguibile d ufficio di cui si ha conoscenza sia direttamente dalla vittima sia attraverso documenti o altre fonti di prova La notizia di reato è per sua natura specifica o sufficientemente specifica, non può avere come oggetto in modo del tutto vago una serie indeterminata di persone o fatti SU CHI GRAVA 1) PUBBLICI UFFICIALI 2) INCARICATI DI PUBBLICO SERVIZIO I pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio sono tutti gli operatori sanitari e assistenziali che lavorano nelle strutture pubbliche a prescindere dal tipo di rapporto di servizio instaurato OBBLIGO DI DENUNCIA Sussiste obbligo di denuncia in capo ai pubblici ufficiali (art. 331 c.p.p.) o incaricati di pubblico servizio (art. 334 c.p.p.) allorchè, nell esercizio delle loro funzioni, vengano a conoscenza di un reato perseguibile d ufficio La notizia di reato deve essere trasmessa per iscritto e senza ritardo all Autorità Giudiziaria Tale obbligo nasce anche quando non è individuabile il responsabile del presunto abuso VIOLAZIONE DELL OBBLIGO DI DENUNCIA La violazione dell obbligo di denuncia è penalmente sanzionata in base all art. 361 c.p. OBBLIGO DI REFERTO L obbligo di referto è penalmente sanzionato in base all art. 365 c.p. e riguarda tutti coloro che esercitano una professione sanitaria A CHI FARE LA DENUNCIA Al P.M. c/o il T.O. se il presunto indagato è maggiorenne Al P.M. c/o il T.M. se il presunto indagato è minorenne Sempre al P.M. c/o il T.M. per gli interventi civili di protezione PER ISCRITTO: CONTENUTO DELLA DENUNCIA (art.332 c.p.p.) 1) Sintetica esposizione del fatto 2) Riferimenti temporali e nominativi quanto possibile 3) Indicazioni sociali sulla famiglia 4) Personalità del minore e dei famigliari 5) Intervento socio-assistenziale attuato o da attuarsi a protezione del minore 6) Non deve contenere ipotesi o accuse di alcun tipo 7) Non deve contenere valutazioni sull attendibilità del fatto SENZA RITARDO: LA TEMPESTIVITA DELLA DENUNCIA Dipende dalla capacità di valutare segni e sintomi che dipende a sua volta dalla sensibilità e preparazione dell operatore che li rileva E condizione imprescindibile perché il processo penale possa avviare in breve tempo l accertamento della verità LE FASI DEL PERCORSO DI INTERVENTO 1) RILEVAZIONE 2) SEGNALAZIONE 3) DIAGNOSI O VALUTAZIONE 4) TRATTAMENTO O TERAPIA 1) RILEVAZIONE DEFINIZIONE: è quella fase del percorso di intervento che consiste nella raccolta delle informazioni volte a comprendere come sta quel bambino, come vive nella sua dimensione di vita FINALITA : si cerca di comprendere se sussiste un ragionevole dubbio sull eventuale condizione di rischio e se questo può tramutarsi (o si è già tramutato) in danno vero e proprio, tale da richiedere un intervento QUANDO SI ATTUA Si attua nel momento in cui il professionista viene a conoscenza di una situazione di sospetto abuso nei confronti di un minore QUALI SONO I POSSIBILI INVIANTI a) l operatore può essere informato direttamente dalla vittima (rivelazione diretta) b) l operatore rileva, si accorge di una serie di sintomi o di comportamenti sospetti che portano a ritenere che quel bambino vive in una situazione di disagio/sofferenza c) l operatore può ricevere una segnalazione da parte di diversi soggetti -genitori o parenti del bambino -persone anonime -vicini di casa o conoscenti -telefono azzurro o altre associazioni -agenzie educative e/o sportive -scuola di ogni ordine e grado -servizi sanitari di base o specialistici (pediatra di base o medico scolastico, P.S., ecc.) -altri servizi sociali -comunità di accoglienza -associazioni di volontariato -Procura della Repubblica c/o il T.M. -Tribunale per i Minorenni -Tribunale Ordinario -Forze dell Ordine -ecc. a)la RIVELAZIONE DIRETTA -è la presa di contatto del minore con la propria esperienza traumatica -può comportare il rischio di una temporanea riacutizzazione della sofferenza -quanto più un bambino è stato danneggiato dall abuso, tanto più può essere compromessa la sua capacità di ricordare e raccontare -è un processo che passa per fasi e che possono non risultare lineari e logiche (a volte è conseguente ad interventi di protezione) CHE COSA OCCORRE FARE -la rivelazione va sempre raccolta e approfondita anche se si presenta frammentata, bizzarra, confusa (tutto il materiale deve essere registrato attentamente) -la rivelazione va accompagnata da congrui interventi di protezione e sostegno QUINDI TENENDO IN CONSIDERAZIONE L ETA DEL BAMBINO OCCORRE: 1) Aiutare il bambino a contestualizzare il fatto (tempo, spazio, persone presenti, a chi altri il bambino si è rivolto) formulando domande aperte e non suggestive 2) Prendere immediatamente appunti sul racconto del bambino (inclusi verbatim) OCCORRE EVITARE -Formulare domande guidanti, ripetere le domande, usare dei rinforzi, utilizzare vocaboli che il bambino non conosce -avere in testa un modo che le cose siano andate in un certo verso -connotare negativamente l indagato -non porsi come figura intimidatoria e forte -utilizzare modi che colpevolizzino il bambino -mostrare imbarazzo, disgusto, pena o fastidio -fingere di credere a qualsiasi cosa il bambino dica -prolungare il colloquio oltre le capacità del bambino -fare pressioni sul bambino -interrompere il bambino -spostare il discorso del bambino -fare promesse probabilisticamente vane RARAMENTE COMUNQUE I BAMBINI RIVELANO GLI ABUSI SUBITI E PIU FACILE CHE IL BAMBINO ESPRIMA IL SUO DISAGIO CON DISTURBI SOMATICI, PSICOSOMATICI, PSICHIATRICI, TURBE DEL COMPORTAMENTO b) Sintomi o comportamenti Per l operatore occorre: sospetti -una preparazione adeguata a leggere i sintomi significativi: area del Sapere -cercare il dialogo, la collaborazione con i colleghi, con gli specialisti: area del Saper fare -sospendere i propri giudizi e ascoltare le proprie emozioni attivate con l impatto della sofferenza del bambino: area del Saper essere c) A seconda dei diversi soggetti.. La fase della raccolta delle informazioni è da intendersi come una prima valutazione come sta quel bambino Occorre prendere contatto con tutti gli interlocutori più significativi nella vita di quel bambino (scuola, pediatra di base, servizi educativi, ecc.) Nella raccolta delle informazioni occorre anche considerare il coinvolgimento della famiglia secondo il principio della trasparenza per valutare il suo ruolo di protezione MA NEI CASI DI SOSPETTO ABUSO Il principio della trasparenza trova un limite ed occorre muoversi nell ambito della segretezza Inoltre, l operatore deve stare attento a rilevare il disagio del bambino che può essere dovuto ad un possibile abuso, non l abuso in sé. In questa fase di prima valutazione occorre: -agire in rete -connettere ogni singolo indicatore in un quadro più complessivo di elementi (nessuno è portatore di una verità univoca) -raccogliere gli elementi utili per una segnalazione utile (segnalazione qualificata) -determinare il livello di gravità Art. 403 c.c. quando il minore si trovi in una condizione di grave pericolo per la propria integrità fisica e psichica, la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell infanzia, lo colloca in luogo sicuro sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua collocazione 2) SEGNALAZIONE La segnalazione è lo strumento per rispondere agli obiettivi di protezione e di ottemperanza agli obblighi di legge La segnalazione è trasversale in ogni fase del percorso di intervento Con la segnalazione gli operatori informano l A.G. minorile o penale (nel caso di reati perseguibili d ufficio) degli elementi che hanno raccolto sul minore e sulla sua famiglia SEGNALAZIONE QUALIFICATA La segnalazione oltre ad ottemperare agli obblighi di legge deve fornire un contributo al lavoro della magistratura Qualificare una segnalazione significa andare a considerare tutti gli indicatori utili per ricostruire un quadro conoscitivo il più possibile completo (escluse le situazioni in cui sussiste una urgenza oggettiva) Ha lo scopo di -non esporre rischiosamente il bambino -fornire elementi vitali alla eventuale indagine che dovrà essere fatta in ambito penale -facilitare il T.M. nell attivare la presa in carico nella relazione di aiuto -ridurre la ripetizione di interventi facilitando le successive azioni specialistiche La segnalazione qualificata è una relazione informativa e valutativa contenente tutti gli elementi raccolti in ambito interdisciplinare, scaturiti da un sospetto Non deve contenere giudizi o approfondimenti circa la veridicità dei fatti 3) DIAGNOSI E la parte della valutazione più complessiva, il risultato degli aspetti sociali, medici, psicologici, educativi che cerca di confermare o escludere la condizione di rischio, di valutare il danno psico-fisico del bambino, effettuare una prognosi di recupero o meno delle competenze genitoriali, di elaborare un progetto di trattamento e di aiuto d) TRATTAMENTO E quella fase successiva alla formulazione di una diagnosi. Nel caso si sia valutata positiva la trattabilità del bambino e della famiglia la terapia sarà integrata (medica, psicologica e sociale) Se la prognosi è negativa si attiveranno risorse alternative (psicoterapia per il bambino, adozione)
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