RAPPORTO ANALITICO MAFIA IN LIGURIA PDF

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27th July 2013 RAPPORTO ANALITICO MAFIA IN LIGURIA 2013 [http://2.bp.blogspot.com/- iww1gywhhmw/tzoojmgh3oi/aaaaaaaaab0/zevhxdlieyq/s1600/rapporto+liguria.jpg] PER UNA LIGURIA SENZA MAFIA ANALISI 2012/2013

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27th July 2013 RAPPORTO ANALITICO MAFIA IN LIGURIA 2013 [http://2.bp.blogspot.com/- iww1gywhhmw/tzoojmgh3oi/aaaaaaaaab0/zevhxdlieyq/s1600/rapporto+liguria.jpg] PER UNA LIGURIA SENZA MAFIA ANALISI 2012/2013 A cura di Salvatore Calleri FONDAZIONE CAPONNETTO LA LIGURIA NON E' TERRA DI MAFIA MA LA MAFIA C'E' E RISCHIA DI COLONIZZARE LA REGIONE E SI PRESUME CHE IL SUO FATTURATO OSCILLI TRA 10 E 11 MILIARDI DI EURO INDICE PRESENTAZIONE PROLOGO LUOGHI COMUNI 'NDRANGHETA COSA NOSTRA CRIMINALITA' MAFIOSA CAMPANA SACRA CORONA UNITA CRIMINALITA' ORGANIZZATA STRANIERA https://stopmafia.blogspot.it/2013/07/rapporto-analitico-mafia-in-liguria-2013.html 1/16 Criminalità nordafricana Criminalità nigeriana Criminalità cinese Criminalità centroamericana/sudamericana Criminalità albanese Criminalità senegalese Mafia Russa Criminalità Rumena Mafia Serba RAPPORTI TRA LE VARIE MAFIE RAPPORTI TRA MAFIE E MONDO DELLA POLITICA ANALISI TERRITORIALE PER PROVINCIA PROVINCIA D'IMPERIA Imperia Ventimiglia Bordighera San Remo Diano Marina Riva Ligure Vallecrosia PROVINCIA DI SAVONA Savona Albenga Vado Ligure PROVINCIA DI GENOVA Genova Tigullio PROVINCIA DI LA SPEZIA La Spezia Sarzana CONCLUSIONI https://stopmafia.blogspot.it/2013/07/rapporto-analitico-mafia-in-liguria-2013.html 2/16 INDICI PRESENTAZIONE DELLA COLLANA DEI RAPPORTI DI PIERO GRASSO (inviata per il rapporto sulla Toscana presentato il 19 luglio 2013) Anche quest anno, il Rapporto Per una Toscana senza mafia, curato dalla Fondazione Antonino Caponnetto, offre un analisi accurata e puntuale sulla penetrazione della criminalità organizzata in una Regione, come la Toscana, famosa in Italia e nel mondo soprattutto per le sue bellezze paesaggistiche ed artistiche, per la sua cultura e storia secolari, per la sua capacità imprenditoriale. Eppure, lo stesso territorio toscano, da sempre considerato impermeabile alle infiltrazioni mafiose, non manca di presentare elementi di rischio. È questo il campanello d allarme che, come già nelle precedenti edizioni, il Rapporto invita a non sottovalutare. Non possiamo mai considerarci al sicuro di fronte al fenomeno mafioso, neanche in quelle realtà, come la Regione Toscana, dove la mafia trova condizioni meno favorevoli. Penso alla mancanza di consenso sociale verso la criminalità organizzata, al radicamento nella collettività locale di un senso di appartenenza allo Stato e alle istituzioni pubbliche, alla presenza di una sana e capillare economia di mercato. Nonostante questi importanti fattori di garanzia, non possiamo abbassare la guardia nè cadere nei tanti luoghi comuni che, in Toscana come altrove, circondano il fenomeno mafioso. Per questa sua funzione pedagogica, oltre che per il suo contenuto informativo e per i preziosi spunti di riflessione e di intervento, il Rapporto 2013 rappresenta uno strumento fondamentale della nostra battaglia comune verso la legalità. Ho speso 43 anni della mia vita professionale al servizio della magistratura e della giustizia. Quando ho scelto di lasciare questa attività per dedicarmi alla politica, l ho fatto pensando che, come esperto del settore, avrei potuto continuare ad occuparmi di giustizia da un altra prospettiva. Oggi, come Presidente del Senato, sono chiamato a un ruolo di garanzia che mi impedisce di entrare nel vivo del procedimento di formazione della legge e persino di votare le leggi. Ma non per questo ho rinunciato alla lotta per la legalità e la giustizia. È questo un obiettivo al quale tutti dobbiamo contribuire, con un rinnovato impulso etico e una ancora maggiore conoscenza tecnica del fenomeno. Sono certo che questo Rapporto, straordinariamente innovativo nella sua capacità di analizzare le infiltrazioni mafiose, sarebbe piaciuto ad Antonino Caponnetto, eroe simbolo di questa lotta. Nonno Nino, come lo chiamavano tutti, era per me un padre, da quando - lui Consigliere Istruttore a capo del Pool antimafia, io fresco di nomina quale a giudice a latere nel maxi processo di Palermo - mi dette un buffetto sulla guancia, che somigliava ad una carezza, per darmi la forza di andare avanti e per invitarmi a seguire solo la voce della mia coscienza. https://stopmafia.blogspot.it/2013/07/rapporto-analitico-mafia-in-liguria-2013.html 3/16 Il suo coraggio, la sua forza, la sua capacità di creare armonia e affiatamento nel lavoro sono ora la linfa vitale della Fondazione che porta il suo nome, impegnata in prima linea contro la criminalità organizzata, in particolare attraverso la costante opera di formazione e sensibilizzazione rivolta ai giovani, i futuri cittadini del nostro Paese. Senza l impegno della Fondazione Antonino Caponnetto e di tutte le altre realtà associative che ogni giorno lottano per la legalità saremmo oggi sicuramente più indifesi nel contrasto alle mafie. Alla Fondazione, a Nonna Betta, all Autore Renato Scalia ed alla Regione Toscana va dunque il mio sentito ringraziamento per questo primo volume della collana, al quale spero seguiranno presto i prossimi, dedicati all Emilia Romagna, alla Liguria e all Umbria. Piero Grasso Presidente del Senato https://stopmafia.blogspot.it/2013/07/rapporto-analitico-mafia-in-liguria-2013.html 4/16 PROLOGO Il rapporto sulla Liguria è il 2 elemento della collana di cui alla presentazione. La Liguria non è originariamente una terra che ha dato vita a forme mafiose autoctone di una certa rilevanza e per questo motivo parlare di tale argomento su un territorio considerato un'isola felice non è mai stato facile. La banda dei genovesi attiva negli anni '70 non è mai stata in grado di trasformarsi in forma mafiosa. Un campanello d'allarme comunque in Liguria c'è sempre stato: la presenza del clan dei marsigliesi... Ma provenivano dalla Francia. I marsigliesi erano comunque in affari con gli italiani, come tra l'altro lo sono i loro eredi oggi. Altro campanello d'allarme da non sottovalutare riguarda l'emanazione della prima sentenza che ha dimostrato l'esistenza di cosa nostra in Liguria e che risale a 25 anni fa. La presenza al confino di mafiosi sin dagli anni '50 tra l'altro ha contribuito all'esportazione di tale fenomeno. Negli anni novanta da altre sentenze fu colpito il mercato delle slot machines in mano sempre ai clan siciliani. I rapporti della DIA sin da quando sono stati redatti si sono occupati delle infiltrazioni mafiose in Liguria. I rapporti della DNA curati ultimamente dalla Dott.ssa Canepa giovane memoria storica dell'antimafia stimata dal giudice Caponnetto per il suo impegno confermano le presenze mafiose anche per l'anno in corso. La Liguria, per la posizione geografica di confine con la Francia e per i numerosi porti presenti, quali Genova, Savona, Vado Ligure e La Spezia, rappresenta una manna per le organizzazioni criminali mafiose che infatti sono ben rappresentate. Nei vari rapporti la Liguria è spesso considerata come uno snodo del narcotraffico internazionale. Non bisogna inoltre dimenticare che a Sanremo c'è il casinò e solitamente queste strutture sono considerate appetibili dalle varie mafie. L'analisi che seguirà terrà conto anche dei cosiddetti reati spia tipo la corruzione e la frode che aiutano in modo diretto e/o indiretto le forme criminali organizzate. LUOGHI COMUNI La mafia ed i luoghi comuni. Vediamo quali sono. 1) la mafia non esiste. Oramai è stato appurato il contrario. Ma fino al maxiprocesso del 1986 di Caponnetto era il più diffuso. 2) la mafia se esiste è puramente un fenomeno criminale. Persiste ancora e favorisce la sottovalutazione del problema. Se fosse un puro e semplice fenomeno criminale sarebbe stata già debellata da tempo. 3) si ammazzano tra di loro a noi non interessa. Errato. Quando c'è una guerra di mafia chi rimane vivo rafforza il proprio gruppo ed aumentano i problemi. 4) di mafia non bisogna parlarne perché si rovina la reputazione di un territorio. Errore gravissimo che tuttora persiste in quasi tutto il nord ed in parte del centro e del sud. Non parlare della mafia significa aiutare la sua espansione. 5) teoria dell'isola felice. Non esistono luoghi nel nostro paese ed in Europa ove la mafia in qualche sua forma non sia presente. Questo errore di valutazione ad oggi persiste specialmente nel centro nord. 6) la mafia nasce dalla povertà. Al contrario la mafia nasce nei territori potenzialmente ricchi e li rende poveri. In Sicilia Cosa Nostra ha iniziato nella conca d'oro con il traffico di limoni. 7) teoria della totale sconfitta dopo gli ultimi arresti. Errore strategico già commesso nel Mai vendere prima della sua morte la pelle dell'orso. https://stopmafia.blogspot.it/2013/07/rapporto-analitico-mafia-in-liguria-2013.html 5/16 8) la mafia una volta era buona. Falso non lo è mai stata. 9) di mafia straniera non bisogna parlarne perchè si rischia il razzismo. Errore grave perchè parlarne significa aiutare gli stranieri onesti. 10) non si fanno passi avanti. Falso. In Italia ne sono stati fatti molti. Non bastano però in quanto bisogna agire sul piano internazionale. In Europa sono messi peggio. 11) ci prendiamo solo i soldi del riciclo dei mafiosi. Tanto i mafiosi non arrivano. Falso. I mafiosi dopo arrivano. 12) la mafia è invincibile. Non è vero. I danni che ha subito sono notevoli. 13) la mafia dà lavoro. Falso. Se fosse vero Reggio Calabria, Palermo e Napoli non avrebbero disoccupati, anche se in determinate situazioni l'unico lavoro possibile è quello offerto dai mafiosi dopo la distruzione del territorio. La mafia è un virus. Un virus mutante. Superare i luoghi comuni è come un vaccino e rappresenta un primo passo per sconfiggerla. 'NDRANGHETA La 'ndrangheta al momento è la forma mafiosa di cui si parla di più. E' ben presente in tutto il territorio ligure ed utilizza la regione come testa di ponte per la Francia e per i porti ivi presenti. Attualmente risultano presenti locali a Genova, Ventimiglia, Lavagna, Sarzana e probabilmente anche a Sanremo, Rapallo, Imperia, Savona, Taggia. Per la DNA esiste in Liguria una struttura intermedia denominata camera di controllo . Per la DIA la Liguria si conferma essere il territorio di elezione di diverse forme di criminalità organizzate e, tra queste, assume particolare rilievo la presenza di sodalizi riconducibili alla 'ndrangheta. Le operazioni condotte contro la 'ndrangheta sono numerosissime ma quella che più di tutte ha dato un contributo fondamentale a capire gli insediamenti al nord è stata la c.d. operazione crimine del 13 luglio 2010 che ha permesso di scoprire la presenza organica della 'ndrangheta sul territorio ligure con gli effettivi organigrammi. I ROS dei carabinieri quotidianamente contrastano la 'ndrangheta sul territorio ligure. Dalla relazione della commissione antimafia del 2008 allora diretta da Francesco Forgione emerge la presenza di una camera di compensazione per le cosche liguri e piemontesi per la gestione degli affari ed il ruolo della locale di Ventimiglia per il coordinamento. Il biennio 2010/2011 è stato un periodo molto intenso per la procura di Genova che ha potuto contrastare le cosche con le operazioni maglio 2 e maglio 3. Il rapporto 2013 della commissione parlamentare antimafia italiana ha tra l'altro dedicato spazio al fenomeno degli attentati incendiari ad opera della 'ndrangheta compiuti mediante un vero e proprio tariffario dai 700 ai 1000 euro e compiuti da manovalanza formata da criminali comuni. COSA NOSTRA La mafia siciliana è storicamente presente in Liguria. Il rapporto della DNA ritiene pacifico come dato giudiziario accertato la presenza, in particolare su Genova, ma non solo, di decine, diretta emanazione di famiglie di cosa nostra. In particolare si registra un'attenzione per il riciclaggio, l'usura, lo sfruttamento della prostituzione, la https://stopmafia.blogspot.it/2013/07/rapporto-analitico-mafia-in-liguria-2013.html 6/16 distribuzione delle bevande, la gestione delle slot machines non solo abusive o clonate ma sempre più ufficiali con tanto di autorizzazione dei Monopoli di Stato. Risultano presenti in particolare i gruppi di Caltanissetta e Gela oltre al gruppo vicino ai Fidanzati. Dal rapporto di DNA emerge la presenza di decine di cosa nostra. Il rapporto della DIA conferma ciò con una maggiore penetrazione in Genova e provincia ma con l'intera regione considerata un terreno appetibile per le organizzazioni criminali per il rifugio ai latitanti ed il riciclaggio in attività lecite. Si segnala, inoltre, l'attenzione dei clan siciliani per la gestione ufficiale dei rifiuti. I clan di cosa nostra mostrano anch'essi una notevole attenzione per gli investimenti in Francia e Costa Azzurra. Alla penultima inaugurazione dell'anno giudiziario il Primo Presidente della Corte di Cassazione Ernesto Lupo, ha dichiarato che l'attività criminale di Cosa Nostra si ramifica anche in Liguria. I fatti gli stanno dando ragione con una maggiore presenza di gruppi siciliani attivi sul territorio senza vincolo di subordinazione alcuna nei confronti delle altre forme mafiose. CRIMINALITA' MAFIOSA CAMPANA I vari rapporti che si sono succeduti nel corso degli anni, sia della DIA sia della DNA, confermano la presenza in Liguria di soggetti operativi della criminalità mafiosa campana in grado di sviluppare autonome relazioni criminali. La presenza della camorra è stata riscontrata a La Spezia, a San Remo e Ventimiglia. Le ramificazioni hanno privilegiato oltre allo spaccio ed al gioco d'azzardo la contraffazione. Vi sono inoltre elementi di spicco di origine camorristica fuggiti in Francia e che da oltre confine gestiscono affari anche con i francesi. SACRA CORONA UNITA Iniziano ad essere presenti anche esponenti della criminalità mafiosa pugliese in Liguria, più precisamente nella zona di Savona in accordo con gruppi di albanesi dediti allo spaccio. L'espansione della scu non avviene per clan ma per singoli esponenti e lentamente si estende sul territorio regionale. CRIMINALITA' ORGANIZZATA STRANIERA In Liguria come del resto nel centro nord, vi sono numerose forme di criminalità straniera che si possono definire mafiose da un punto di vista pratico, per la loro attitudine, anche se magari non ci sono i requisiti per far scattare l'art. 416 bis. Pertanto si è soliti parlare di criminalità organizzata. Criminalità nordafricana I criminali nordafricani sono presenti in modo spalmato su tutto il territorio regionale e si dedicano prevalentemente allo spaccio di droga al dettaglio. Vengono inoltre utilizzati dalle organizzazioni mafiose italiane per la gestione dei loro traffici. Dal rapporto DIA si evince comunque che è in atto una maggiore organizzazione con relativa verticizzazione criminale. In alcuni casi nel capoluogo esistono delle vere e proprie gang. https://stopmafia.blogspot.it/2013/07/rapporto-analitico-mafia-in-liguria-2013.html 7/16 Criminalità nigeriana La c.d. Mafia nigeriana è presente soprattutto, ma non solo, nel capoluogo ed è dedita allo spaccio di droga ed allo sfruttamento della prostituzione. Nel corso degli ultimi anni sono state numerose le operazioni di polizia che hanno portato all'arresto di diversi nigeriani. Criminalità cinese Rispetto ad altre zone del centro Italia il fenomeno è limitato. Ciò non toglie che in futuro la situazione possa cambiare. Al momento l'unico fatto di rilievo criminale da annotare è l'utilizzo dei porti di Genova e La Spezia in asse con il porto di Livorno e Gioia Tauro. Emergono inoltre per la DNA anche condotte anomale di acquisto e cessione di beni immobili ed esercizi commerciali di consistente valore economico che fanno intuire, in via ipotetica, attività di riciclaggio . Criminalità centroamericana/sudamericana In Liguria esistono, soprattutto concentrate nel capoluogo Genova, le c.d. Gang Pandillas da non sottovalutare. L'AISI se ne è occupata inserendola fra i rischi a causa della crescente aggressività delle diverse bande... Gli accordi degli anni passati, stipulati tra le gang di immigrati di prima generazione, potrebbero essere disattesi per il desiderio di affermazione delle emergenti generazioni, che mirano al controllo soprattutto degli ambienti giovanili in seno alle diaspore, con il rischio di tensioni suscettibili di violenze. Dal rapporto DNA: un cenno a parte deve dedicarsi al fenomeno di particolare allarme sociale riconducibile alla criminalità ecuadoriana, con specifico riferimento alla conflittualità tra bande giovanili ... Le tensioni interne alle bande giovanili di ecuadoriani sono espressione di una logica di casualità (spedizioni punitive per offese reciproche, questioni sorte fortuitamente tra componenti di gruppi avversi) piuttosto che indicativi di una forte componente organizzativa. I componenti dei gruppi stanziati in Italia sono frequentemente figli di immigrati sudamericani, nati in Italia o arrivati attraverso i ricongiungimenti familiari e quindi radicati sul territorio nazionale dalla propria infanzia: ragazzi cresciuti in un ambiente nuovo, che non sentono come loro, ma che tuttavia hanno perso lo stretto legame con il paese d origine sfumando fortemente la originaria connotazione e tipicità delle bande costituite in quel territorio . Criminalità albanese Ci sono i primi segnali di un maggior peso criminale rispetto al passato. Vi sono stati diversi casi di reati contro il patrimonio e l'organizzazione di piccoli gruppi criminali sul modello della banda a volte mista con soggetti italiani e siciliani. Spesso collaborano con le mafie italiane, in particolare la pugliese. Viene anche segnalata la nascita di gang. Dall'ultimo rapporto della DNA si evince che i gruppi criminali di albanesi pertanto hanno rafforzato la loro solidità e si rivelano particolarmente operativi nei traffici internazionali di sostanza stupefacente Criminalità senegalese https://stopmafia.blogspot.it/2013/07/rapporto-analitico-mafia-in-liguria-2013.html 8/16 In Liguria è segnalata la presenza di gruppi organizzati in vero e proprio cartello della droga che proviene da Dakar. Utilizzano connazionali disperati che per mille euro fanno i trasportatori. Mafia Russa La Commissione parlamentare antimafia nella sua ultima relazione lancia l'allarme per i capitali russi ed ex sovietici con cui sono state acquistate strutture turistico alberghiere in Liguria. Criminalità rumena Dal rapporto DNA emerge che: La criminalità di origine rumena è tra quelle che destano maggiore preoccupazione in relazione ai fenomeni delinquenziali che si registrano sul territorio. Sostanzialmente inalterati permangono i settori criminali di interesse ed in particolare i furti, la connessa attività di ricettazione e lo sfruttamento della prostituzione, compresa quella minorile. Particolarmente preoccupanti sono i frequenti episodi di degenerazione del premeditato reato di furto o di truffa ai danni di anziani. Si evidenza inoltre, il fenomeno della clonazione delle carte di credito e del relativo utilizzo fraudolento in danno dei principali circuiti bancari internazionali, fonte illecita di rilevanti proventi economici da impiegare in ulteriori attività delittuose . Mafia Serba La mafia serba ha inserito nelle proprie rotte i porti di Genova, La Spezia, Livorno e Venezia. RAPPORTI TRA LE VARIE MAFIE La Liguria essendo una terra che non ha dato origine a forme mafiose è un luogo in cui convivono varie forme di criminalità mafiosa ed organizzata. La regola principale di convivenza è quella del non disturbarsi a vicenda. In molti casi, inoltre, scattano dei meccanismi collaborativi. Possono comunque sorgere anche forti tensioni all'interno soprattutto dei gruppi criminali organizzati ma meno forti dei mafiosi, o tra questi ed i gruppi organizzati che a volte alzano troppo la testa. Nel rapporto della DNA è segnalata anche una tensione fra i calabresi ed i siciliani nel momento successivo allo smantellamento di un settore gestito in modo esclusivo dai clan provenienti da Gela in difficoltà dopo alcuni arresti in cui la 'ndrangheta voleva entrare(usura e videopoker).. E' inoltre operativo un accordo tra i nuovi clan marsigliesi e la 'ndrangheta per gli affari in comune che tran
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