RAMAKRISHNA PARAMAHAMSA. Maestro & Discepolo III. Quaderni Advaita & Vedanta ASSOCIAZIONE VIDYA BHARATA

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Sri Ramakrishna - Il Vangelo - Maestro & Discepolo III 1 ASSOCIAZIONE VIDYA BHARATA RAMAKRISHNA PARAMAHAMSA Maestro & Discepolo III Quaderno n Gennaio 2008 Quaderni Advaita & Vedanta

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Sri Ramakrishna - Il Vangelo - Maestro & Discepolo III 1 ASSOCIAZIONE VIDYA BHARATA RAMAKRISHNA PARAMAHAMSA Maestro & Discepolo III Quaderno n Gennaio 2008 Quaderni Advaita & Vedanta 2 Vidya Bharata - Quaderno n. 56 Maestro & Discepolo III (Il Vangelo di Ramakrishna) Nelle scritture si dice che l acqua sia una delle forme di Dio. Ma c è acqua adatta per lavarsi il viso e altra solo per lavare i piatti o i panni sporchi. Non si può far uso di quest ultimo tipo per bere o per uso liturgico. In modo simile, Dio risiede indubbiamente nel cuore di tutti, santi e peccatori, onesti e disonesti, ma l uomo non dovrebbe però avere mai a che fare con le persone empie, coi malvagi, con gli impuri. Non dovrebbe star loro nemmeno vicino. Con alcuni di questi può scambiare qualche parole, ma con altri nemmeno questo. Dovrebbe semplicemente starne alla larga. Un devoto: Signore, se un cattivo è in procinto di fare del male, o se lo fa davvero, dobbiamo in questo caso starcene zitti?. Maestro: Chi vive nella società dovrebbe mettere in mostra del tamas per proteggersi dai malvagi, però non dovrebbe far del male a nessuno prima di subire quel male che probabilmente riceverà da essi. State a sentire questa storia. Dei giovani pastori erano soliti accudire al loro bestiame in un campo dove viveva un serpente terribilmente velenoso e tutti stavano sempre all erta dalla paura. Un giorno un brahmachari passò per quel campo. I pastori corsero da lui e gli dissero: Reverendo, per favore non passi da quella parte, perché lì vive un serpente velenoso. E con questo, cari ragazzi? disse il brahmachari, Non ho paura del serpente e conosco dei mantra. Così dicendo, continuò per la sua strada lungo il campo. I pastori, però, non lo accompagnarono perché avevano paura. Nel frattempo il serpente si fece avanti rapidamente verso il brahmachari, veloce e con la testa alta, pronta ad attaccarlo. Non appena gli arrivò vicino, egli recitò un mantra ed il Sri Ramakrishna - Il Vangelo - Maestro & Discepolo III 3 serpente gli giacque ai piedi innocuo come un verme di terra. Il brahmachari gli disse: Stammi a sentire, perché te ne vai in giro a far del male alla gente? Vieni qui che ti do una sacra parola e, se la ripeterai, imparerai ad amare Dio ed alla fine Lo realizzerai sbarazzandoti così della tua natura violenta. Così dicendo, egli insegnò al serpente la sacra parola e lo iniziò alla vita spirituale. Il serpente si inchinò davanti al maestro e gli disse: Reverendo, come dovrò fare pratica delle discipline spirituali? Ripeti quella parola sacra, gli disse il maestro, e non far del male a nessuno. In procinto di andarsene, il brahmachari gli disse: Ti rivedrò un altra volta. Passò qualche giorno ed i pastori notarono che il serpente non mordeva più. Così cominciarono a tirargli dei sassi e ciononostante questi non si infuriava, comportandosi come se fosse un verme. Un giorno, uno dei ragazzi gli andò vicino, lo prese per la coda, lo fece roteare più volte, lo sbatté con forza per terra e lo gettò lontano. Vomitando sangue, il serpente perse conoscenza. Era stordito, non si poteva muovere e quindi, credendolo morto, i ragazzi se ne andarono. A tarda notte, il serpente riprese conoscenza e lentamente, e con gran difficoltà, si trascinò nella sua tana. Aveva delle ossa rotte e si muoveva a malapena. Passarono molti giorni ed il serpente divenne praticamente uno scheletro ricoperto di pelle. Ogni tanto, di notte, usciva alla ricerca di cibo, ma, per paura dei ragazzi, non abbandonava mai la sua tana di giorno. Da quando il maestro gli aveva dato la sacra parola, egli aveva smesso di far del male agli altri. Si manteneva in vita mangiando immondizia, foglie e frutta caduta dagli alberi. Circa un anno dopo, il brahmachari passò ancora per quella strada e chiese notizie del serpente. I pastori gli dissero che era morto, ma egli non riusciva a crederci poiché sapeva che il serpente non sarebbe potuto morire prima di avere ottenuto il frutto della sacra parola con la quale lo aveva iniziato. Ritrovò quindi la strada dove viveva il serpente e, cercandolo qui e là, lo chiamò con il nome che gli aveva dato. Nell udire la voce del maestro, il serpente uscì dalla tana e gli si inchinò davanti con grande riverenza. Come stai? gli chiese il brahmachari, Sto bene, signore, rispose il serpente. Ma, disse il maestro, come mai sei così magro? Il serpente rispose: Reverendo, Lei mi disse di non fare del male a nessuno, per cui ho vissuto soltanto di foglie e di frutta. Forse ciò mi ha fatto dimagrire. 4 Vidya Bharata - Quaderno n. 56 Il serpente aveva sviluppato la qualità del sattva e non si adirava ormai più con nessuno. Aveva del tutto dimenticato che i pastori l avevano quasi ammazzato di botte. Il brahmachari disse: Non può esser stata una semplice carenza di cibo a ridurti così. Ci deve essere qualche altra ragione. Pensaci su un po. Al che il serpente si ricordò che i ragazzi lo aveva sbattuto per terra e disse: Sì, reverendo, ora ricordo. Un giorno i ragazzi mi hanno sbattuto con violenza per terra. Dopo tutto, sono ignoranti e non si erano resi conto del grande cambiamento che era sopravvenuto nella mia mente. Come facevano a sapere che non avrei morso o fatto del male a nessuno? Il brahmachari esclamò: Vergognati! Che stupido sei stato! Non sai come fare a proteggerti. Ti ho chiesto di non mordere, ma non ti ho impedito di sibilare. Perché non hai fatto loro paura sibilando? Quindi dovete sibilare ai malvagi. Dovete spaventarli, altrimenti vi faranno del male. Non iniettate mai in loro, però, il vostro veleno. Non bisogna fare del male agli altri. Nel creato di Dio ci sono una varietà di cose: uomini, animali, alberi, piante, ecc. Tra gli animali, ce n è di buoni e di cattivi. Ci sono delle bestie feroci, come la tigre. Tra gli alberi, alcuni danno dei frutti dolci come il nettare, altri danno dei frutti velenosi. In modo simile, tra gli esseri umani, ci sono i buoni ed i cattivi, i santi e gli empi. C è chi è devoto a Dio e chi prova attaccamento per il mondo. Gli esseri umani possono essere divisi in quattro classi: quelli che sono incatenati al mondo, quelli che aspirano alla liberazione, quelli che si sono liberati ed quelli che sono sempre stati liberi. Tra i sempre liberi possiamo identificare i saggi, come Narada, che vivono nel mondo per il bene degli altri e per insegnare al genere umano le verità spirituali. Chi è incatenato, è immerso nelle cose del mondo e dimentico di Dio. Questi non penserà a Dio nemmeno per sbaglio. Chi aspira alla redenzione vuole liberarsi dall attaccamento per il mondo. C è chi ci riesce e chi no. Le anime liberate, come per esempio i sadhu ed i mahatma, non sono intrappolate dal mondo della donna ed oro. La loro mente è libera dalle cose del mondo ed essi meditano sempre ai Piedi di Loto di Dio. Immaginate che una rete sia gettata in un lago per prendere i pesci. Ci sono dei pesci che sono così scaltri che non vi resteranno mai presi dentro. Questi sono come le anime sempre libere. Ma la maggior parte dei pesci rimane intrappolata nella rete. Alcuni di loro provano a saltarne fuori, e Sri Ramakrishna - Il Vangelo - Maestro & Discepolo III 5 questi sono come coloro che cercano la liberazione. Ma non tutti i pesci che ci provano ci riescono. Sono ben pochi quelli che saltano fuori dalla rete, con un gran balzo nell acqua. In questo caso i pescatori gridano: Guarda! Eccone uno grosso che se ne va! Ma la maggior parte dei pesci presi nella rete non riesce a scappare, e tanto meno si sforza di farlo. Al contrario, questi pesci si sprofondano nel fango con la rete in bocca e lì si adagiano quieti, pensando, Non c è più bisogno di aver paura; qui siamo davvero al sicuro. Ma i poveretti non sanno che i pescatori li tireranno fuori con la rete. Questi pesci sono come gli uomini incatenati al mondo. Le anime in schiavitù sono legate al mondo con le catene di donna ed oro. Sono legate mani e piedi. Pensano che donna ed oro li possano far felici e dar loro della sicurezza, invece non si rendono conto che li condurranno all annientamento. Quando un uomo legato in questo modo al mondo sta per morire, la moglie gli chiede Te ne stai andando, ma per me che cosa hai fatto? E poi, tale è il suo attaccamento alle cose di mondo che, se vede la lampada che arde un po troppo, egli dirà: Abbassa la luce, sta consumando troppo olio. Ed è sul letto di morte! Le anime così asservite non pensano mai a Dio. A loro agio si lasciano andare in pettegolezzi idioti ed in stupide conversazioni o intraprendono qualche lavoro inutile. Se ad uno di loro se ne chiede il motivo, questi risponde: Oh, non son capace di starmene tranquillo, per cui costruisco una staccionata. Se non sanno come passare il tempo, probabilmente si mettono a giocare a carte. Nella stanza era sceso un profondo silenzio. Un devoto: Signore, allora non c è più rimedio per colui che vive nel mondo?. Maestro: Sicuro che c è. Questi dovrebbe di tanto in tanto andare a vivere in compagnia di sant uomini e ritirarsi saltuariamente in solitudine per meditare su Dio. Dovrebbe inoltre fare pratica di discriminazione e pregare Dio affinché gli conceda fede e devozione. Quando si ha la fede, si è raggiunto tutto. Non c è niente più grande della fede. (A Kedar) Sicuramente hai sentito parlare dell immenso potere della fede. Nei Purana, si dice che Rama, che era Dio fatto Persona e l incarnazione del Brahman Assoluto, fu costretto a costruirsi un ponte per traversare il mare fino a Ceylon. Hanuman, però, che aveva fede nel nome di Rama, saltò quello stesso braccio di mare tutto in una volta ed arrivò sull altra sponda, senza aver bisogno di nessun ponte. (Tutti risero.) 6 Vidya Bharata - Quaderno n. 56 Una volta un uomo stava per attraversare il mare. Bibhishana scrisse su di una foglia il nome di Rama e la arrotolò in un angolo della sua tunica, dicendogli: Non temere, abbi fede e cammina sulle acque. Ricordati però che se perderai la fede annegherai. L uomo s incamminò agevolmente sull acqua. All improvviso, però, ebbe un desiderio intenso di vedere cosa c era legato alla sua tunica. Sciolse così il nodo ma vi trovò solo una foglia sulla quale era scritto il nome di Rama. Cos è questo? egli pensò. Soltanto il nome di Rama! Il dubbio non ebbe il tempo di sorgergli nella mente, che egli sprofondò nell acqua. Se si ha fede in Dio, anche se si sono commesso i peccati più atroci, come l uccisione di una mucca, di un bramino o di una donna, questi sarà certamente salvato in virtù della sua fede. Basta soltanto che dica a Dio, O Signore, non farò più un azione del genere e non avrà niente da temere. Così dicendo, il Maestro cantò: Se soltanto potessi morire Ripetendo il nome di Durga, Come potresti Tu allora, O Benedetta, Negarmi la liberazione, Per sciagurato che io sia? Potrei anche aver rubato un sorso di vino, O ucciso un bambino non nato, O colpito a morte una donna, una vacca, O causato la morte di un bramino, Ma se pur tutto questo fosse vero, Niente di esso mi farebbe sentire a disagio; Ché per il potere del Tuo dolce nome La mia anima sciagurata può ancora aspirare Persino alla condizione del Brahman. Indicando Narendra, il Maestro disse: Voi tutti vedete questo ragazzo. Qui si comporta in un modo. Un monello sembra restare molto tranquillo quando c è suo padre, ma diventa completamente un altra persona quando gioca in cortile. Narendra e le persone del suo genere appartengono alla classe dei sempre liberi e non cadono mai nella trappola del mondo. Quando crescono, essi sentono che la loro coscienza interiore si risveglia e li conduce direttamente a Dio. Essi nascono con il solo scopo di insegnare agli altri e non hanno alcun interesse per le cose del mondo. Inoltre, non provano nessun attaccamento per donna ed oro. Sri Ramakrishna - Il Vangelo - Maestro & Discepolo III 7 Nei Veda si parla dell uccello di homa che vive altissimo nel cielo. Appena ha deposto il suo uovo, questo comincia subito a cadere da lassù, ma è talmente alto che continua a cadere per molti giorni. Durante la caduta, esso comincia a schiudersi e ne esce un pulcino. Sempre nella caduta, gli si aprono gli occhi e si rende conto che sarà fatto a pezzi se cadrà a terra, quindi, all improvviso, si mette a volare verso la madre su in alto, là nel cielo. A questo punto Narendra uscì dalla stanza, mentre Kedar, Prankrishna, M. e molti altri vi rimasero. Maestro: Vedete, Narendra eccelle nel canto, nel suonare gli strumenti musicali, nello studio ed in ogni cosa che fa. L altro giorno ebbe una discussione con Kedar e smantellò completamente le sue argomentazioni. (Tutti ridono.) (A M.) C è qualche libro in inglese sul ragionamento?. M: Sì, signore, si chiama Logica. Maestro: Dimmi di che cosa tratta. M., un po imbarazzato, disse: Una parte del libro tratta del modo di dedurre dal generale al particolare. Per esempio: tutti gli uomini sono mortali. Gli studiosi sono uomini. Quindi gli studiosi sono mortali. Un altra parte tratta del modo di ragionare dal particolare al generale. Per esempio: questo corvo è nero, quel corvo è nero, i corvi che si vedono dappertutto sono neri. Quindi tutti i corvi sono neri. Però, conclusioni tratte in questo modo possono avere dei difetti, poiché, se si fa un indagine, si può trovare che in qualche posto ci sono dei corvi bianchi. C è un altra illustrazione. Se piove, c è o c è stata una nuvola, quindi la pioggia proviene dalla nuvola. Un altro esempio ancora: quest uomo ha trentadue denti. Quell uomo ha trentadue denti. Tutti gli uomini che vediamo hanno trentadue denti. Quindi gli uomini in generale hanno trentadue denti. La logica inglese tratta di simili induzioni e deduzioni. Sri Ramakrishna non fece quasi caso a queste parole, poiché mentre le stava a sentire, divenne mentalmente assente. La conversazione, quindi, non andò lontano. (Continua) Distributed by Copyright Edizioni I Pitagorici 8 Vidya Bharata - Quaderno n. 56 Associazione Vidya Bharata Iscrivendosi alla Mailing List Advaita Vedanta si ricevono gratuitamente traduzioni prevalentemente inedite. Nella Mailing List Vidya Bharata si riceve l omonimo periodico con articoli, brani e notizie. I brani sono tratti o ispirati dalla tradizione metafisica universale e possono essere uno spunto meditativo-riflessivo per coloro che vogliano confrontarsi con un percorso tradizionale. Per iscriversi NOTIZIA SUL COPYRIGHT Copyright 2007 Edizioni I Pitagorici, Catania, Italia. I contenuti di questo documento sono protetti dalla legge italiana sul diritto d autore. Questo documento può essere diffuso, stampato e copiato liberamente, purché venga mantenuto integro, senza modifiche, nella sua interezza, includendo interamente questa pagina e quella di copertina, purché non venga posto in vendita o commercializzato direttamente o indirettamente. I diritti di traduzione in altre lingue sono riservati. LIBRI (www.pitagorici.it) 1) Il Vangelo di Råma a presentazione di Raphael 2) Satya Sai Baba e il Vedånta Advaita di Prema Dharma 3) Avadh tag tå di Dattåtreya, presentazione di Raphael 4) Dialogo distruzione di Prema Dharma 5) Råma a - Ricordi Vol. I di A.D. Mudaliar, Sådhu Aru åchala.
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