La rilevanza del Fronte Popolare

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Prefazione La rilevanza del Fronte Popolare La Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML) ha deciso di ripubblicare il rapporto del compagno Georgi Dimitrov al VII

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Prefazione La rilevanza del Fronte Popolare La Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML) ha deciso di ripubblicare il rapporto del compagno Georgi Dimitrov al VII Congresso dell'internazionale Comunista, celebrato il 2 agosto del 1935, nel quale venne formulata la politica di Fronte Popolare per sbarrare la strada all'offensiva del fascismo e collocare i partiti comunisti e la classe operaia nella prospettiva della conquista del potere politico. Benché scritte quasi 80 anni fa, le tesi fondamentali del rapporto mantengono una loro sostanziale validità, specie quando, come in quelle circostanze, il sistema capitalista è scosso da una crisi ed i governi al suo servizio adottano misure per scaricare il suo peso sulla classe operaia ed i popoli; quando in diversi paesi appaiono evidenti fenomeni che indicano che il fascismo è un'opzione politica della borghesia per liquidare il più possibile i diritti e gli interessi della classe operaia e dei lavoratori, per appropriarsi dei bilanci pubblici degli Stati, soggiogare nazioni, impadronirsi delle risorse naturali, minerarie ed energetiche, allo scopo di rilanciare l accumulazione del grande capitale finanziario. È dunque opportuna la decisione di ripubblicare quest opera, perché i comunisti si trovano di fronte a compiti politici che trovano in essa alcuni orientamenti teorici e pratici di inestimabile valore. Il VI Congresso dell'internazionale, aveva messo in guardia dal pericolo fascista nel mezzo della crisi del sistema capitalista. In una della sue risoluzioni si segnalava che quasi dappertutto esistono tendenze fasciste e germi di un movimento fascista in forma più o meno sviluppata . Nel suo rapporto al VII Congresso, il compagno Dimitrov va ben oltre l indicazione dell'esistenza di germi fascisti e denuncia una offensiva fascista della borghesia per frenare l approfondimento e l ampliamento della crisi del sistema capitalista. Come fosse oggi, afferma che I circoli imperialisti tentano di scaricare tutto il peso della crisi sulle spalle dei lavoratori ed aggiunge: Essi mirano a risolvere il problema dei mercati soggiogando i popoli deboli, aggravando l oppressione coloniale e dividendosi un altra volta il mondo per mezzo della guerra . Sia per l uno, sia per l altro obiettivo, Dimitrov conclude che hanno bisogno del fascismo. Che il sistema capitalista sia oggi in crisi è una verità indiscutibile. Nello sviluppo delle sue diverse fasi è evidente che sono cresciute la disuguaglianza e la polarizzazione sociale. La ricchezza si è concentrata sempre più in poche mani, con il conseguente impoverimento della grande maggioranza. Persino il Forum Economico che si riunisce periodicamente nella città svizzera di Davos ha dovuto riconoscere che l abisso sempre più profondo tra ricchi e poveri sta aprendo prospettive di guerre civili. Questo vuole dire che i magnati, o i loro rappresentanti, che si riuniscono lì, sono preoccupati dal fatto che la crescita dei poveri in tutto il mondo possa essere un ostacolo per trovare sbocchi agli enormi capitali accumulati dalle imprese transnazionali. E, coscienti come sono delle conseguenze politiche e sociali di tale realtà, costoro definiscono e mettono in pratica diverse politiche e misure. Incentivano l'accumulazione capitalistica attraverso guerre e interventi militari, mediante i quali distruggono forze produttive, ne scoprono e ne producono altre, al fine di far realizzare enormi profitti all'industria bellica, strettamente legata, come è noto, al capitale finanziario. L Iraq, l Afghanistan, e altri vari paesi del Medio Oriente e dell Africa, sono esempi evidenti di queste politiche. La riduzione dei salari, l'eliminazione o la restrizione delle prestazioni previdenziali e sociali in generale, costituisce una specie di rapina del capitale finanziario mediante il quale si impadronisce dei fondi pubblici e scarica per questa via la crisi sulla classe operaia ed i popoli, creando con ciò maggiori disuguaglianze sociali, ma anche più ampie possibilità per le lotte popolari. Una terza componente delle politiche e misure borghesi è la speculazione finanziaria in tutti i paesi attraverso il settore immobiliare, l energia e le risorse energetiche, i prestiti ai governi e gli investimenti diretti per sfruttare le ricchezze naturali, con i quali, mentre vengono saccheggiate le ricchezze dei popoli, si provocano seri danni all ambiente. Ma ciò mette anche in rilievo la contraddizione tra gli interessi nazionali di questi paesi e popoli ed il capitale imperialista espresso dalla multinazionale di turno. Un altra componente della politica per scongiurare la crisi, che a sua volta contiene elementi fascisti, si osserva in alcune zone degli Stati Uniti d America, nella repressione dei migranti e delle proteste che essi portano avanti. In questo paese è in auge l'industria carceraria che serve a rinchiudere in prigioni private migranti privi di quei documenti che il governo pretende per la loro permanenza nel territorio. Essi sono sequestrati in prigioni e in seguito deportati da imprese private che ricevono dallo Stato pagamenti per tale servizio. È un traffico redditizio nel quale sono implicate società finanziarie, e che per i suoi scopi richiede la produzione di leggi, opinioni e valori nella società che permettano di trasformare i migranti in elementi pericolosi che devono essere perseguitati, imprigionati e prontamente espulsi. La xenofobia, le dissertazioni sulla superiorità razziale, di stampo fascista, prendono corpo in quel paese ed in varie parti dell'europa. Corrections Corporation of America, un'impresa privata statunitense, che si dedica anche all'incarceramento dei migranti, ha protestato contro la tendenza ad allentare le norme e i controlli sui migranti, perché ciò ridurrebbe la domanda di carceri e servizi legata all affare. In mezzo alla crisi, si sviluppano dunque posizioni neofasciste in vari paesi. Dimitrov definisce il fascismo come la dittatura terroristica aperta della borghesia, che sorge e si sviluppa proprio nei momenti di crisi del sistema capitalista, allorché la classe operaia e le masse popolari in generale prendono l'iniziativa per difendere i loro interessi e diritti e conquistare importanti rivendicazioni politiche. In altri termini, il fascismo è la fusione del capitale finanziario, delle multinazionali, con il potere politico più reazionario. In questo momento, elementi reazionari sono al governo in Spagna, Germania, Italia, Turchia, Israele, mentre i governi influenzati dalla socialdemocrazia si sono completamente venduti al capitale finanziario, eliminando dai loro programmi le timide richieste sociali che li caratterizzavano, confermando così il loro storico carattere di essere anticamera dei governi di ultradestra e all occasione del fascismo. Dagli anni della seconda guerra mondiale fino ad oggi, la ricerca dell'accumulazione del capitale in tempi di crisi si è sempre basata su tre fattori: 1. - Il predominio del capitale finanziario su ogni altra forma del capitale; 2. - L'impulso all'industria militare; 3. - La ricerca, il ritrovamento e il controllo delle risorse naturali, del petrolio, del gas e dei minerali in generale. Negli Stati Uniti d America, tuttora la principale potenza del sistema capitalista, il bilancio del Pentagono è cresciuto più del 90% dal 2000, fatto che si è accompagnato all aumento del coinvolgimento dei militari nelle decisioni politiche. Si constata, inoltre, che in uno solo anno, dal 2009 al 2010, i gruppi della destra radicale impegnati a promuovere l'odio razziale ed il nazionalismo estremo, sono cresciuti da a Una relazione del 2010 del Dipartimento di Sicurezza Interna segnala che numerosi personaggi di estrema destra, incluso milizie che sostengono la supremazia dei bianchi, si stanno dedicando alla questione dei migranti per reclutare e agire contro di essi. Non possiamo affermare che il fascismo, come è successo nel passato, sia al potere negli Stati Uniti d America ed in Europa. Ma dobbiamo denunciare che vi sono condizioni e processi che prendono corpo e puntano in tal senso, e che come comunisti siamo tenuti ad adottare misure precauzionali. La criminalizzazione della protesta sociale ed il proposito di introdurla all interno di modelli costituzionali che sostengono l'economia di mercato, la necessità di imporre l assoggettamento della classe operaia e delle masse popolari all obbedienza di leggi e regolamenti che derivano da tale concezione, come stanno facendo governi populisti tipo quello di Rafael Correa in Ecuador, o quello di Ollanta Humala in Perù; l'oppressione esercitata dai sionisti israeliani sul popolo palestinese; la criminalizzazione dei migranti in molti paesi, incluso quella subita dagli haitiani nella Repubblica Dominicana; la stessa occupazione militare di Haiti da parte di una forza diretta dagli yankee sotto l egida dell'onu; l'attività ed influenza negli USA dell'ultrareazionario Tea Party; l'invasione imperialista della Francia in Mali; il genocidio in Congo, la diffusione di gruppi neonazisti in tutta Europa, costituiscono elementi che portano acqua al mulino del fascismo, quanto meno alla fascistizzazione della vita politica e sociale di molti paesi. In questa prospettiva, è di grande rilevanza la politica di Fronte Popolare, al di là della denominazione che assume nei diversi paesi, che, in quanto fronte, è una coalizione di differenti partiti e organizzazioni che stabiliscono un accordo programmatico e una linea di azione, allo scopo di comuni obiettivi. Senza un atteggiamento flessibile, è difficile, se non impossibile, giungere ad accordi con altre forze politiche che hanno matrice ideologica ed obiettivi politici diversi da quelli del Partito comunista. A tal proposito, il compagno Dimitrov afferma quanto segue: la maggioranza di questi partiti e di queste e organizzazioni, sia politiche, sia economiche, è ancora sotto l'influenza dalla borghesia e marcia al suo seguito. La composizione sociale di questi partiti e organizzazioni non è omogenea. Dobbiamo perciò procedere in modo differenziato (sottolineatura nostra) nei riguardi di queste organizzazioni, tenendo conto che spesso la massa degli aderenti non conosce la vera figura politica della propria direzione. In circostanze determinate, possiamo e dobbiamo far convergere tutti gli sforzi per attirare questi partiti e queste organizzazioni, o singole loro parti, malgrado la loro direzione borghese, dalla parte del Fronte popolare antifascista. In ogni paese vi saranno circostanze specifiche che determinano quali forze politiche possono formare il fronte, quali dovrebbero essere le linee del suo programma, gli scopi e gli obiettivi fondamentali che lo ispirano. Tra queste condizioni c è il livello di sviluppo del Partito comunista, in quanto partito della classe operaia, che ha per obiettivo fondamentale quello di guidarla al potere e costruire il socialismo. Generalmente, in una politica di Fronte Popolare, da un lato il Partito entra in una collaborazione politica, che non è collaborazionismo di classe, con altri partiti sulla base di talune convergenze, per una congiuntura che può essere breve o più lunga nel tempo, alla ricerca di obiettivi comuni con quelle forze. A tal proposito, si mostra disponibile a concessioni politiche in cambio di ottenerne altre, e concludere così un accordo. Dall altro lato, ed è una questione di principio, il partito non rinuncia mai al suo carattere ed ai suoi obiettivi rivoluzionari, che manterrà per intero e che promuoverà durante l'accordo, mentre adempie strettamente alla sua parola e al suo fermo impegno in esso. Il partito comunista non deve mai rinunciare alla sua missione, e deve sempre tener presente che deve essere costruito come forza destinata ad essere l avanguardia dirigente e combattiva di questo processo. L'esistenza attiva del partito è una condizione per il sorgere e lo sviluppo del fronte. Considerate queste cose, volte al perseguimento del potere in tutto o in parte, tali sono le questioni generali alle quali debbono attenersi i comunisti in ogni paese al momento di dare impulso alla politica di Fronte Popolare. Come esso venga denominato, quali forze lo compongano ed a quale obiettivo miri, sono faccende determinate dalle specifiche realtà. Esposto in generale, sulla carta, è facile da comprendere tutto ciò. Ma nella pratica è più complicato, perché sussistono molteplici fattori, tra i quali gli interessi e gli atteggiamenti delle forze politiche e dei settori sociali che possono partecipare al fronte. Tuttavia, potrebbe anche essere di ostacolo il nostro livello di comprensione teorica della questione, l immobilismo e la passività potrebbero danneggiarci, se non addirittura la mancanza di fermezza rivoluzionaria. La politica di Fronte Popolare è quella delle alleanze, ed in ciò spesso si commettono deviazioni ed errori, come i seguenti: 1.- Deviazioni di destra, riformiste, in sostanza opportuniste; per il motivo che ci si dissolve nel fronte cancellando i confini con le altre forze; oppure perché ci si adatta a obiettivi minimali, immediati, convertendo le riforme in un fine a sé, dimenticando che devono aiutarci a creare migliori condizioni per le finalità rivoluzionarie; 2.- Deviazioni di sinistra o di ultrasinistra, che si esprimono nel disconoscimento o nel rifiuto a fare concessioni politiche, molte volte mascherate da discorsi sulla necessità di mantenere la purezza dei nostri obiettivi e principi generali, quando quello che è in discussione non è la validità della rivoluzione ed il socialismo, bensì come combattere assieme ad altre forze contro un nemico che al momento appare potente e rappresenta l'ostacolo da abbattere affinché la rivoluzione guadagni in ampiezza e prenda un corso impetuoso; 3.- La deviazione del nullismo, che si esprime nella negazione di qualsiasi accordo, per paura di commettere errori, o perché il nostro limitato sviluppo non ci permette di egemonizzare il fronte, dimenticando che le nostre idee chiare e corrette possono indicare la rotta da seguire, e che tra alleati di massa possiamo crescere in qualità e quantità. I nostri partiti sono tenuti a superare queste deviazioni e ad osare nella lotta per affermare le proprie idee e contendere la direzione delle masse popolari agli altri partiti di sinistra, socialdemocratici, o di centro, a secondo dei casi concreti di ogni paese. Per il Partito del proletariato è necessaria la comprensione del concetto e della pratica della politica di alleanze, di accordo o di compromesso, in qualsiasi circostanza: per resistere all'offensiva reazionaria, per ampliare gli spazi della partecipazione politica, per conquistare posizioni nelle organizzazioni sindacali e popolari, per partecipare alle elezioni nella democrazia borghese, per avanzare nel processo di accumulazione di forze. Il partito del proletariato deve tenere presente che queste politiche sono necessarie tanto nelle condizioni di difficoltà ed inferiorità, quanto nelle circostanze di superiorità delle forze rivoluzionarie. Su tali questioni vi sono molteplici esperienze, in diversi luoghi e tempi. La giusta politica di Fronte Popolare formulata dal Comintern nel periodo fu incompresa da taluni ed attaccata da altri. Spagna e Francia hanno esperienze da offrire in questo senso. Tra i critici e gli oppositori viscerali di quella politica si distinsero Trotsky ed i suoi seguaci chi misero in discussione i fronti popolari qualificandoli come ambiti di conciliazione di classe con la borghesia, e contrapposero ad essi i fronti uniti composti da settori di lavoratori con identità di classe. Sintetizzando: la politica di Fronte Popolare è una risposta pratica dei comunisti alla politica imperialista di continuare a scaricare la crisi sulle spalle della classe operaia. Ancora più importante, questo orientamento va nel senso che i comunisti si propongono di conquistare il potere, o di farne parte, mediante governi democratico popolari che, oltre a fornire soluzione ai principali problemi immediati della classe operaia e dei lavoratori in genere, garantiscano loro i diritti democratici e le libertà politiche, al tempo stesso che eliminano il pericolo della fusione del capitale finanziario con gli elementi più reazionari dello Stato borghese per imporre una dittatura terroristica. I risultati politici della attuale crisi economica capitalista dipenderanno dell azione delle forze politiche e dalla loro capacità di trarre vantaggio dalla situazione. Da una crisi economica e da una guerra mondiale scaturì la prima Rivoluzione socialista, quella dell Ottobre 1917 in Russia; ma da un altra grande crisi economica sorse il fascismo tedesco, capeggiato da Adolf Hitler. Questo significa che la crisi può contribuire alla rivoluzione, se c'è una forza politica con influenza nelle masse e capacità di sviluppare i movimenti tattici che permettono di rovesciare i governi borghesi e pro-imperialisti. La questione del Partito Comunista, come categoria storica e forza dirigente, assieme al Fronte Popolare, che unisce e mobilita in un solo senso le riserve rivoluzionarie e patriottiche, per farla finita col dominio imperialista ed i suoi governi lacchè, è un compito in cui dobbiamo persistere dandovi urgente soluzione. Agosto 2013 Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML)
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