Illustrazione del POT (Piano Operativo Triennale) del Sindaco di Livorno Alessandro Cosimi - Consiglio Comunale del 16 luglio PDF

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Illustrazione del POT (Piano Operativo Triennale) del Sindaco di Livorno Alessandro Cosimi - Consiglio Comunale del 16 luglio 2010 La discussione di oggi è sul POT e il documento che presentiamo è la nostra proposta di integrazione, definita in questi mesi anche grazie agli incontri con la conferenza dei capigruppo, condotta principalmente dall Assessore Picchi, nella quale sono stati dati contributi. Ringrazio la conferenza dei capigruppo anche per quei contributi, anche critici, nei confronti del POT. Va da sé che la nostra condizione è di particolare attenzione perché il POT viene dopo un percorso che è stato sviluppato nel POT È ovvio che questo elemento deve confrontarsi con una condizione generale della crisi dello scenario dei porti, per i quali le condizioni attuali dei traffici rappresentano un momento di grande sofferenza all interno di tutti i porti italiani. Questo dato non è in controtendenza su Livorno, ma registra una minore sofferenza rispetto ad altri. Faccio questa premessa perché poi il POT assume alcuni dati dentro il proprio sviluppo che partono proprio dalla considerazione che un porto come il nostro è un porto che ha una condizione di un offerta variegata di merci, un offerta ovviamente legata alle tradizioni del porto stesso di Livorno, che hanno consentito proprio in questa diversificazione un inferiore condizione di sofferenza rispetto ad altri. La condizione del nostro porto è che non è un porto intraship, quindi come tale il valore di uno sbarco di un contenitore o della merce assume un peso ulteriore come elemento di ricchezza, ma ne esalta anche la necessità dell inserimento di questo all interno di un nodo logistico che dia la possibilità di un utilizzo in maniera maggiormente importante del territorio. Questo elemento lo diversifica in maniera forte anche da tutta una serie di porti che assumono una specie di compito misto, penso per esempio ai porti di Cagliari e di Genova o La Spezia, che sono porti che sono legati principalmente alla cultura del contenitore e che dentro a questo sviluppo assumono anche elementi di grande contraddizione con la comunità che intorno a loro si è sviluppata. La seconda considerazione da fare è che il nostro è un porto cosiddetto porto-emporio, è un porto costruito su una tradizione per cui ad un certo punto i Medici decisero di costruirlo per affrontare le necessità di un territorio e stabilire una relazione tra questo territorio e grande parte dell Italia, attraverso un percorso che fosse quello della caratterizzazione commerciale della tipologia di porto. Quando si parla di porto-emporio si parla di un porto che ha una grande presenza di immagazzinamento, una grande presenza di variegate merci, dal terminal petrolifero fino ai forestali, a infusi. In questa tradizione il porto-emporio vede crescere la città e il porto insieme e da un punto di vista urbanistico l osmosi fra questo porto costruito nel Da una parte la crisi, dall altra un problema che renderà urbanisticamente complessa anche la relazione per la soluzione della crisi, se penso soltanto che questa città ha visto nascere quartieri, intrecciarsi con attività produttive e traffico pesante, oggi vissute anche con sofferenza dai cittadini. Il porto quindi ha un altro compito, quello di essere propedeutico del PRP seppur diviso rispetto alla bozza del piano regolatore generale. Sarebbe sbagliato e colpevole considerare l uno la gemmazione dell altro, questo punto tra POT e Piano Regolatore del porto è completamente separata da un punto di vista della norma, ma sarebbe allo stesso tempo sbagliato non capire che la fase che stiamo vivendo vede nel POT un passaggio che si intreccia in maniera importante con il lavoro fatto per la variante generale del PRP per la Darsena Europa, un idea che chiaramente porta a collazione l idea che solo nel POT e del PRG. Dall altra parte il punto fondamentale che è quello della revisione del Piano Strutturale. Un documento quindi che sta dentro un idea, un elemento di una visione che non può che partire dal punto che noi consideriamo un dato su cui in questi giorni ci siamo confrontati. Quello che era stato fissato nel POT del 2007 ha visto una concretizzazione di programmi e di interventi, erano finanziati nel medio periodo, e che hanno visto lo svilupparsi sia di un importante volume di investimento sia il raggiungimento di obiettivi strategici. È chiaro che questo elemento è stato finalizzato nel POT con la famosa dizione il porto dei porti e riprendiamo l obiettivo di mantenere una pluralità di segmenti che siano in grado di fronteggiare le fluttuazioni improvvise dei mercati. L idea di porto emporio, dovrà confrontarsi con una modernizzazione che vedrà sempre più un porto che abbandona questa caratteristica e che diventa il nodo della logistica e, come i porti del Nord Europa, forzosamente è comunque un punto che si prevede nello sviluppo del Piano Triennale E lo si vede perché evidentemente questa prospettiva funzionale deve essere proiettata verso un obiettivo di lungo periodo ed è chiaro che all interno dei nuovi processi di regionalizzazione delle funzioni portuali queste proposte mantengono non solo la vocazione ma danno il segno che questa, nei numeri, ha consentito di rispondere, in quella parte, alla crisi. Minimi segnali di ripresa oggi danno il segno che all interno di questa quantità di traffici le scelte fatte sono state propedeutiche per cogliere questa ripresa in tutta la sua intensità. Sarà una condizione che guarda a una necessaria rappresentazione all interno di una programmazione nazionale che in questo momento vede fenomeni di grande novità. Mi permetto di aggiungere questo alle riflessioni che sono state fatte all interno della conferenza dei capigruppo perché credo che si debba ricordare che in questo scenario la proposta del porto era anche anticiclica come quantità economica, a fronte di una condizione in cui i due porti maggiori che abbiamo in Italia rispetto anche a quelli europei stanno attraversando un punto di grande transizione. In questa proposta c è quindi una fase temporale che valorizza il lavoro fatto in questi due anni e costruisce una strategia verso un PRP che migliora approfittando anche di una crisi sostanziale che i porti principali concorrenti hanno in questo momento. Mi riferisco per esempio alla situazione del porto di Genova, che vive in un momento di grande transizione rispetto alle ben note vicende che hanno visto elementi di difficoltà anche a definire la struttura operativa che in quel porto opera, mi riferisco alla profonda crisi che c è stata nella non assegnazione del sesto modulo a Genova, con le nuove vicende anche giudiziarie, mi riferisco a Trieste con un operazione del tutto atipica e che vede per certi versi un elemento di novità con la L. 84/94. Vi ricordo anche le critiche e gli emendamenti presentati da Marco Taradash, mi pare molto difficile sostenere un operazione meno porto pubblico più richiamo ai terminalisti per le loro responsabilità e valutazioni del piano d impresa, quando, per esempio, in alcune scelte politiche propone lo schieramento Unicredit sul porto di Trieste con un General contractor che avoca a sé la cancellazione di tutte le concessioni al fine di avere la possibilità di una univocità di manovra per costruire in quel porto una condizione di competitività esterna. E un po come se si sospendessero le potestà, per esempio, di normazione del territorio dei Comuni e ci fosse un autorità della logistica, per aumentare la competitività. Ma non è polemica, è per segnare la difficoltà anche della norma, ad entrare dentro un mondo che onestamente, e questo è un limite anche per la città di Livorno che non si può certo addossare a Roberto Piccini e a questa Autorità Portuale, un limite, che vive di fatto una separatezza e che tende ad avere una comunità che regola le questioni al proprio interno. A questo proposito, esprime un giudizio positivo quindi, in questo quadro, per l Autorità Portuale che ha dato stabilità, capacità di seguire il percorso che non è soltanto quello del doveroso aggiornamento delle opere pubbliche, ma anche teso a proseguire il percorso realizzativo, con risultati che noi definiamo soddisfacenti e lo sottolineo. Ho visto una nota di Gianfranco Lamberti che si connotava come se ci fosse ritrosia a dare giudizi positivi. Credo di aver espresso in maniera molto franca la mia idea anche dentro la Conferenza dei Capigruppo come percorso soddisfacente. Questa proposta che viene fatta ha anche le caratteristiche di stare dentro un ragionamento che favorisce le procedure, cosa che trovo estremamente importante, perché credo che consentirà di lavorare raccorciando i tempi per quei temi che ho già indicato (la Variante Anticipatrice al Piano Strutturale della Città) e soprattutto per questioni che oggi noi dimentichiamo, ma importanti anche dal punto di vista formale. Mi riferisco al rapporto procedimentale sottoscritto con la Regione e quelle modalità ovviamente che questo Consiglio riterrà di adottare sulla base di quello che abbiamo impegnato a licenziare l Autorità Portuale. Dentro questo ci sono significativi aspetti e orientamenti che vedono anche alcune contraddizioni ma che guardano la complessità dei problemi: mi riferisco alla capacità di progredire nello sviluppo rispetto all attività crocieristica, mi riferisco ovviamente a situazioni nelle quali lo sviluppo del porto-passeggeri e crociere si consolida non solo attraverso la destinazione di aree di questo sistema funzionale, ma conferma una tendenza che è l aumento importante di quel settore che si chiama RO-RO, che sta medianalmente rispetto all aumento delle merci rinfuse, dei passeggeri, degli scarrabili e quant altro. Questa nuova regolazione che il POT sottende favorisce ovviamente una condizione per cui questo programma vede un risultato positivo negli ultimi due anni di crisi mondiale e vede un implementazione con l aumento della struttura tipica degli accosti che hanno caratteristiche tecniche per i RO-RO, ma che coglie dentro questo una possibilità importante di discussione con ciò che la città chiede allo sviluppo del porto. Si sottende e si identifica uno sviluppo del sistema della diportistica che mette la città e il Consiglio Comunale nella condizione di dare risposta alle modalità programmatorie a questo tipo di problema, sottolineando la possibilità dell utilizzo dell area della Bellana come specchio acqueo per la realizzazione di un nuovo approdo per la diportistica locale. Si creano in questo senso la possibilità, nell ambito di un ragionamento che sarà nel Consiglio, dell analisi programmatica che investe lo studio sul piano della costa a cominciare da valutazioni che siano concomitanti e collaboranti tra la dimensione della Bellana data dall Autorità Portuale e la dimensione dell ampliamento ovviamente degli attuali porticcioli, dei quali è stato specificatamente attivato uno studio tra l Autorità Portuale e l Amministrazione Comunale, nei prossimi giorni, che consentirà di assumere al riguardo orientamenti. Va da sé che sotto questo aspetto noi pensiamo che l idea del POT dia una risposta importante anche all ipotesi sul porto dei contenitori, mette in fila un procedimento amministrativo di destinazione di nuovi piazzali a questa attività, definisce in maniera più precisa le condizioni per le quali questa attiviità può essere all interno del porto di Livorno e definisce anche la relazione tra quello che già dentro il porto è oramai conclamato, mette in coerenza l uso di banchine e piazzali con ciò che viene evidenziato dai piani di impresa relativi agli investimenti in ordine ai traffici marittimi e all occupazione. È chiaro che noi rispetto a questo abbiamo due problemi ulteriori: confermiamo ovviamente il giudizio positivo sul lavoro fatto e chiediamo che questa conferma avvenga anche attraverso il progredire più veloce possibile del percorso verso la Darsena Europa. Il POT è legato alla filosofia del POT precedente e su questo abbiamo anche prospettive e proposte da integrare rispetto alle aree retro-portuali, a quelle peri-portuali, in una prospettiva di attività logistica industriale che porta forte impulso al lavoro e all occupazione. Oltre a delineare meglio ciò che ci interessa c è una azione di rivitalizzazione e di spazio e un legame tra porto e città. Ieri è stato quell articolo sul Corriere fiorentino, rispetto alla questione, per esempio, dei siti dismessi. Viene avanti anche una filosofia del lavoro col nuovo assessore regionale all urbanistica, di recupero del territorio di riuso e non di abuso, per la quale i Comuni fanno una proposta di incentivo al riuso che si lega in maniera importantissima al recupero dei siti industriali soprattutto delle aree peri-portuali. Bisogna allora discutere con chiarezza, anche con gli operatori privati, perché alcuni traffici che consumano territorio, possano e debbano essere riorganizzati proprio in funzione di una logistica industriale che può essere il nuovo asse sul quale il porto di Livorno si confronta. Questo potrà avvenire anche grazie al collegamento con l interporto di Guasticce, che oggi sta andando verso una riflessione della cessione, non credo di rivelare un segreto, della quota della Regione Toscana, a un operatore logistico internazionale al fine di creare un sistema su Livorno che veda grandi interpreti mondiali che possono rilanciare, non solo la prospettiva generale, ma anche quella della Darsena Europa. Ovviamente dovrà essere una ricerca di un soggetto che andare a concorrenza internazionale. Su questo ovviamente la nostra attenzione si appunta anche sul fatto che il programma 2010 vede un impegno di investimenti pari a circa 165 mila milioni di euro all interno dei quali ci sono i programmi di immediata spesa. Sono ovviamente importanti perché una quota di questi 165 milioni si riferisce a riparazioni ordinarie e straordinarie in porto, che ovviamente possiamo considerare anche elementi da destinare al lavoro e all occupazione della nostra città. Sotto questo aspetto è importantissimo un altro punto che ho visto in questi giorni un po sottovalutato: il settore delle bonifiche dei dragaggi, che è un altro dei punti sui quali si confronterà la capacità di questo porto di essere competitivo. Ci sono alcuni punti come quelli del dragaggio della punta sud che sono dentro questa programmazione, che sono finanziati, che saranno l elemento sul quale anche l organizzazione del lavoro potrà essere cambiata, perché migliorando le condizioni d accesso e di uscita potrà essere riorganizzato il lavoro anche su turni diversi, che, pur essendo lavori interni, saranno nella discussione e consentiranno una maggiore capacità produttiva del nostro porto. Tutto questo accordo per svilupparsi ha la necessità che vi sia un superamento di questa farraginosità delle norme. Onestamente, l ultimo episodio delle vasche di colmata, che ha visto attivare avvisi di garanzia dal Ministro dei Trasporti fino all usciere dell Autorità Portuale non è connesso ad attività che siano losche. Sono attività che in tutta Italia stanno determinando un deficit di competitività. Debbo essere sincero, dentro questo documento noi abbiamo voluto inserire anche altre questioni, una su tutte quella della sicurezza in porto. Credo che su questo non ci sia necessità di dividersi, anzi le ultime due morti che ci sono state nella loro diversità, devono comunque far capireche non esiste procedura assoluta, ma che ci debba essere un attenzione specifica perché le morti sul lavoro sono quanto di più ingiusto possa accadere, anche nei confronti di una famiglia. Che vi sia una necessità ovviamente importante di legare le politiche ambientali a questa revisione del porto, vi ricordo il progetto Greenport, e inserire questo dentro anche il PRG del porto privilegiando le fonti realmente rinnovabili e pulite, superando anche il gap normativo riguardante le biomasse. Attenzione particolare va a un punto su cui siamo anche di fronte a una particolare difficoltà, cioè la produzione dei rifiuti e la necessità che su questo vi sia una grande attenzione per evitarne l aumento, anzi occorre andare verso attività che li riducano. Mi sono lasciato in ultimo un passaggio sulle riparazioni navali, perché ritengo che su questo punto ciò che è scritto nel documento che viene proposto al Consiglio sia un elemento di grande chiarezza e che determini ancora una volta la chiarezza che in questo Consiglio è sempre stata evidente. Noi vorremmo che vi fosse nel PRG del porto una scelta precisa, pensiamo che ciò che è indicato nel POT sulle riparazioni navali possa essere un elemento propedeutico e vorremmo capire, rispetto al bacino in muratura, se ci sono le condizioni perché questo possa, in una scelta di relazione con soggetti imprenditori, lavorare o meno in funzione di quello che è anche il peso della rimessa in pristino. Vogliamo capire se quella struttura abbia una funzione che possa esercitare ora, per andare poi a un cambiamento di collocazione nel PRG del porto. Già ci sono delle bozze, ma vogliamo capire con quali tempi e se ci possono essere le condizioni per far lavorare anche il bacino in muratura oltre che il bacino galleggiante. Su queste considerazioni mi permetto due chiose. La prima, noi riteniamo che questo lavoro sia un lavoro positivo, non per una questione di mera appartenenza, ma perché la presidenza Piccini ha dato stabilità a questo porto. Ha dato una possibilità di superamento di una fase di grande tensione, una fase nella quale gli scontri sono stati furibondi. Nella politica italiana, e lo dico anche per grande parte della sinistra, l obiettivo non è l annientamento del nemico, è il miglior funzionamento. E il mio giudizio è positivo anche in funzione di quello che riteniamo sia il contesto. Ritengo anche che ci siano state attenzioni a percorsi in questo senso che non hanno diviso la città. Proviamo a dare una mano a questa città, se ci sono critiche costruttive, discutiamone in questo contesto, sapendo che la volontà del Sindaco e della maggioranza, penso di poter dire è di costruire una relazione con tutta la città e che questo avverrà non solo qui, ma anche fuori da quest aula. Vi ringrazio.
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