Il conflitto collettivo post moderno: lo sciopero dei lavoratori autonomi

Description
Università degli Studi di Catania Facoltà di Giurisprudenza Bruno Caruso e Gabriella Nicosia Il conflitto collettivo post moderno: lo sciopero dei lavoratori autonomi WP C.S.D.L.E. Massimo D Antona.IT

Please download to get full document.

View again

of 20
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

Shopping

Publish on:

Views: 0 | Pages: 20

Extension: PDF | Download: 0

Share
Transcript
Università degli Studi di Catania Facoltà di Giurisprudenza Bruno Caruso e Gabriella Nicosia Il conflitto collettivo post moderno: lo sciopero dei lavoratori autonomi WP C.S.D.L.E. Massimo D Antona.IT - 43/ Bruno Caruso Gabriella Nicosia 2006 Facoltà di Giurisprudenza Università di Catania ISSN X Centro Studi di Diritto del Lavoro Europeo Massimo D Antona Via Crociferi, Catania (Italy) Tel: Fax: 1 Il conflitto collettivo post moderno: lo sciopero dei lavoratori autonomi Bruno Caruso e Gabriella Nicosia Università degli studi di Catania 1. Dallo sciopero al potere di coalizione: tornano indietro le lancette della storia? Struttura e portata della legge sul conflitto nei servizi pubblici essenziali: riforma o assestamento? Sciopero e potere di coalizione tra realismo giurisprudenziale e razionalità del legislatore L'opzione terminologica del legislatore e le ricadute sul piano giuridico: diritto, quasi diritto o libertà? Astensioni collettive di lavoratori subordinati e astensione dalle prestazioni di lavoratori autonomi, liberi professionisti o piccoli imprenditori, tra diritto e libertà; ovvero: il valore della tradizione Il background giurisprudenziale e il ruolo del giudice L ambito oggettivo di applicazione dell art. 2 bis L'ambito soggettivo di applicazione dell art. 2 bis Il presente articolo costituisce la fusione e l aggiornamento di due articoli già editi, rispettivamente CARUSO B. (2002), Il conflitto collettivo post-moderno: come si adegua il diritto del lavoro, Giorn. Dir. Lav. 2002, p. 93 ss; NICOSIA G. (2004), La sostenibile leggerezza del confine tra sciopero e astensione collettiva dei lavoratori autonomi, Riv. it. dir. lav, I, p. 121 ss. Lo scritto, pur frutto di una riflessione comune, consta dei paragrafi 1-3 e 11 redatti da B. Caruso e dai paragrafi 4-11 redatti da G. Nicosia ed è in corso di pubblicazione sul Commentario diretto da E. Ghera e B. Veneziani. 2 BRUNO CARUSO GABRIELLA NICOSIA 9. Le sanzioni e i codici: nuovi strumenti di effettività della tutela La procedimentalizzazione della rilevazione della condotta sanzionabile: il ruolo dell autorità di regolazione Conclusioni Riferimenti bibliografici...53 IL CONFLITTO COLLETTIVO POST MODERNO: LO SCIOPERO DEI LAVORATORI AUTONOMI 3 1. Dallo sciopero al potere di coalizione: tornano indietro le lancette della storia? C è una suggestiva opinione che circola tra gli studiosi francesi secondo la quale le lancette della storia si sarebbero messe a correre a ritroso. Sinteticamente: il ricorso storico, cui oggi si assiste, è segnato dal passaggio dallo sciopero al potere di coalizione, come asse del conflitto sociale 1. E la coalizione, intesa non soltanto come rifiuto del lavoro (lo sciopero) ma come fenomeno riassuntivo di tutte le azioni mirate ad incidere collettivamente (il boicottaggio, la messa all indice, il closed shop) che segna l alba dei moderni sistemi sindacali 2 ; è proprio contro la coalizione che si rivolge la prima legislazione repressiva nella fase pre e proto industriale 3. Lo sciopero, infatti, ha rappresentato la forma tipica del moderno conflitto delle società pluraliste, cioè il conflitto industriale dicotomico tra classi sociali dai contorni scolpiti, i cui antagonistici interessi nascevano e si componevano (a partire dal e) nel luogo di produzione di beni materiali, organizzato secondo il paradigma fordista e il metodo taylorista. Da lì i diritti negoziali generati dal compromesso sul conflitto si trasformavano, in virtù della peculiare alchimia operata dallo stato sociale di diritto, in diritti tendenzialmente universali; da cui il riconoscimento dello sciopero come diritto costituzionale strumentale al diritto di contrattazione e ad altri diritti sociali. Se tutto questo ha rappresentato una delle identità costitutive del diritto del lavoro moderno, qualcosa oggi starebbe cambiando 4. L avvento della società post industrializzata, post materializzata, dell organizzazione del lavoro post fordista - ove l impresa e lo stesso datore di lavoro si dissolvono in una dimensione senza muri né confini (la rete di imprese, la delocalizzazione) - segnerebbe l inevitabile declino (rectius la trasformazione) dello sciopero come fenomeno sociale di protagonisti tipici in luoghi confinati (collettività dei lavoratori subordinati nell impresa di produzione di manufatti operante nei confini nazionali); 1 E il contenuto di una intrigante provocazione intellettuale proposta da G. LYON CAEN 1993, p. 413 ed, ampiamente, ripresa da SUPIOT 2001, p. 688, ma passim. 2 D obbligo il riferimento a WEBB S. E B Rispettivamente per questa stagione storica della legislazione del lavoro in Francia e nel Regno Unito, ROSANVALLON 1988, p. 150 ss.; WEDDERBURN 1998a, p. 19 ss. Pure SIMITIS Per efficaci descrizioni del passaggio dalla modernità alla post modernità, osservato attraverso il caleidoscopio del lavoro e della sua organizzazione sociale, COHEN 1999; d obbligo ormai anche RIFKIN 1995; ma cfr. pure CASTELLS 1998; BOYER, DURAND 1998; BECK 2000; REVELLI 2001; KUMAR 2000; per una prospettiva giuslavoristica STONE 2004 4 BRUNO CARUSO GABRIELLA NICOSIA segnerebbe il declino della sua funzione socialmente tipica: prevalentemente il fine economico del miglioramento degli standard di trattamento contrattuali; della sua proiezione formale (il riconoscimento in termini di diritto costituzionale) e sostanziale (la tutela che ne deriva: la legittimità dell inadempimento delle obbligazioni nascenti dal contratto di lavoro subordinato) 5. Per cui dalla terziarizzazione dello sciopero, intesa come step intermedio di evoluzione della crisi/cambiamento della fattispecie 6 si sarebbe entrati in una fase di socializzazione del conflitto caratterizzata da un ampliamento della ribalta dei protagonisti, con ritorno del potere di coalizione come concetto esplicativo della nuova realtà sociale e delle nuove tendenze regolative 7. Il passaggio dallo sciopero a ciò che si è indicato con il sintagma concettuale potere di coalizione implica una fase in cui il conflitto nella società, in molte sue espressioni, si separa dallo sciopero (nella sua configurazione sociale tipica e nella sua proiezione giuridico formale) 8 e si mette al servizio di interessi parziali e contingenti, di rivendicazioni ambientali, o di tipo identitarie di livello locale e/o territoriale ma anche sociale (il consumerism) 9, di pressioni lobbystiche e/o politiche istituzionali 10, di generiche istanze anti globalizzazione 11 ecc. E la stessa capacità di coazione e di iniziativa concertata di soggetti portatori di interessi disparati e di forza diversa che costituisce la sostanza di un conflitto che ha rilevanza giuridica (ed è questa la grande differenza con lo sciopero) non in funzione della legittimazione sostanziale degli interessi e dello scopo (la legittimità della pretesa e la meritevolezza della tutela giuridica rapportata ad altri valori costituzionali: l art. 3 5 Si rinvia alle incisive pagine di SUPIOT 2001, specie 691 ss. 6 Con il caratteristico riscontro empirico della diminuzione quantitativa e dell aumento della diversificazione dei suoi connotati e delle sue finalità: scioperi, buoni, cattivi, odiosi nel settore dei servizi pubblici, anche con obiettivi di mera affermazione di identità: competizione tra gruppi e sigle. 7 Sulle trasformazioni sociali del conflitto e dello sciopero e sulle sue ragioni la letteratura è ormai vasta: dal pessimistico testamento culturale di KAHN FREUND 1980, p. 472 ss.; all ormai classico ACCORNERO 1985; fino a più recenti analisi, TREU 2000b, p. 293 ss; MANGHI 2001; CELLA 2000, p Sull intrinseca genericità e vaghezza del concetto di sciopero nella sua struttura tridimensionale: fattuale, sindacale e giuridico positivo, si v. l accurata analisi di BORGOGELLI 1998, p. 11 ss. riferita all ordinamento italiano. 9 Sul movimento del consumerism, che indica la tendenziale trasformazione degli utenti portatori di diritti in consumatori nel e per il mercato, la letteratura incomincia ad essere corposa: tra i tanti, in senso critico, BARNES, WALKER 1996; WILHELMSSON 1998, cfr. pure DEAN, GOODLAD, ROSENGARD, 2000; LLOYD MICHELETTI Sulla valenza politico istituzionale degli scioperi degli avvocati in Italia PASCUCCI 1999, p. 32; NOGLER 2001; CARINCI 2001b. 11 Si rinvia ai best sellers della letteratura no global, FORRESTER 2000; KLEIN 1998. IL CONFLITTO COLLETTIVO POST MODERNO: LO SCIOPERO DEI LAVORATORI AUTONOMI 5 comma 2, l art.2, l art. 35, l art. 39 comma 1 Cost. 12 ); ma soltanto e nella misura in cui il rifiuto di segmenti di prestazioni indispensabili a far funzionare la rete delle connessioni sensibili, blocca circuiti di collegamento attraverso cui le società, i mercati e le istituzioni si organizzano ed operano, incidendo negativamente su diritti e beni ritenuti essenziali e meritevoli di protezione (vita, salute, sicurezza, libertà di circolazione e comunicazione e via elencando: art. 1 comma 1 e 2 l. 146/90); beni e diritti totalmente disconnessi con la pretesa oggetto dell esercizio del potere di coalizione. Sul piano delle istituzioni è la considerazione della centralità e dell autonomia della logica di azione di concreti soggetti che erogano servizi pubblici essenziali (pubbliche amministrazioni, imprese in mano pubblica, aziende private), che detta una regolazione che presuppone il potenziale fallimento delle capacità autoregolative del mercato; e ciò non sarebbe una novità. Il conflitto post moderno nasce anche da un eccesso di esternalità negative del mercato e la sua regolazione eteronoma, per via di una autorità di regolazione indipendente, serve da succedaneo alla sua incapacità di prevenire il conflitto con fisiologiche relazioni negoziali 13. Ovvero presuppone il fallimento della capacità autoregolativa dei conflitti di interessi da parte dei gruppi sociali, uno dei postulati del pluralismo classico 14. I conflitti postmoderni vedono protagonisti gruppi dagli interessi e dagli scopi differenziati e spesso contraddittori: gli autotrasportatori subordinati e autonomi che si confrontano con regimi di orario pericolosi anche per la sicurezza pubblica, ma che rifiutano processi di riorganizzazione del settore che ne contrastano i microinteressi 15 ; i piloti dell aviazione civile che si confrontano con gli effetti della globalizzazione e che, difendendo vecchi privilegi messi in discussione, finiscono magari per contribuire alla causa della sicurezza del trasporto aereo 16 ; i titolari delle imprese di distribuzione di carburante che si misurano con gli effetti di razionalizzazione di un mercato governato da una authority 17 ; gli avvocati che riscoprono l identità di ceto in rivendicazioni in bilico tra 12 Sempre attuale il riferimento a ROMAGNOLI Si veda, ad esempio, la vicenda delle quote latte e dei conflitti originati dalla PAC politiche agricole comuni di ambito europeo: BEUTLER, BIEBER, PIPKORN, STREIL, WEILER 2001, p. 517; NUGENT 1995, p Per la vicenda storica del fallimento dell autoregolazione sindacale in materia di sciopero nei spe si rinvia agli autori citati alla nota 25, cui adde CORSO 1981; PASCUCCI Riferimenti in BOLOGNA 1997, p. 20; MAGGI 2001, p. 294; per la situazione francese, particolarmente significativa in relazione alla questione del tempo di lavoro HAUTDIDIERE, REMACKERS 1995; GAVALDA BLYTON, MARTÌNEZ LUCIO, MCGURK, TURNBULL Riferimenti in NOGLER 2001, p. 103 ss. 6 BRUNO CARUSO GABRIELLA NICOSIA richieste di garantismo e riforme istituzionali, interesse di corporazione e rischio di poujadismo; gli agricoltori che bloccano i valichi di frontiera contro le regole del mercato comune, ma anche contro la manipolazione transgenica della produzione agricola imposta dalle grandi corporation che controllano i processi di riproduzione biologica delle specie animali e vegetali; i titolari di farmacie alle prese con l inefficienza della p.a., ma che, al contrario di altri cittadini in simili condizioni, pretendono di riversare i costi dell inefficienza sugli utenti, e via elencando. Tali conflitti non sono monocausali, non si spiegano soltanto sulla base di logiche di settorializzazione o corporativizzazione degli interessi, ma sono spesso determinati dalle complesse interazioni tra i gruppi, dai continui stravolgimenti di assetti consolidati indotti dalla globalizzazione, da processi di razionalizzazione dei mercati nazionali e sovranazionali, da esternalità negative prodotte dal mercato, da inefficienze della p.a., da motivazioni lato sensu politiche. Si tratta di dinamiche, per altro, non lineari, ma in continuo e drammatico cambiamento. La coalizione post moderna, che spesso si costituisce in funzione del conflitto, genera, pertanto, cortocircuiti tanto intollerabili anche per limitate frazioni di tempo, quanto le società, i governi e gli stessi datori di lavoro, sono ormai in grado di sopportare (e di piegare) la forma più eroica e drammatica dello sciopero nei settori tradizionali e obsoleti, vale a dire lo sciopero ad oltranza, come dimostra la vicenda, simbolica della chiusura definitiva di un ciclo storico, dei minatori inglesi della metà degli anni o dell occupazione della Fiat in Italia agli inizi degli anni 80. Da qui la necessità di riconoscere la legittimità formale dei conflitti indotti da tali coalizioni (anche sulla base di una esplicita piattaforma costituzionale), per moderarli e regolarli (in Italia, come si vedrà, si è invocato l art. 18 sulla libertà di associazione, ma anche l art. 41 della Cost., sulla libertà di iniziativa economica) 19. E proprio il settore dei trasporti e della logistica che tratteggia, in modo plastico, questo passaggio cruciale nella new economy (ma si potrebbero fare altri esempi: il settore elettrico, la telefonia): in esso la rappresentazione del dramma del conflitto post moderno assume quotidianamente sembianze vivide e suggestive. La storia dell evoluzione dei mezzi di trasporto su strada, su rotaia, sul mare, nell aria ed ora telematica (la telematica dei trasporti) 20, è storia della loro progressiva 18 JACKSON 1985, p Sul punto si vedano ex aliis le riflessioni di GIANFRANCESCO 2002a, p. 103 ss. 20 Per telematica dei trasporti si intende l insieme delle tecnologie che consentono di intervenire sulla regolazione del traffico nelle diverse modalità di trasporto che mirano a sfruttare a pieno la capacità di autoregolazione del processo attraverso l intelligenza distribuita , MERLINO, TESTA 2001, p.138. IL CONFLITTO COLLETTIVO POST MODERNO: LO SCIOPERO DEI LAVORATORI AUTONOMI 7 trasformazione da strumenti al servizio della produzione di beni e alla loro circolazione (oltre che delle persone), in porzioni del ciclo e della stessa organizzazione della produzione di beni e dei servizi 21 ; non a caso in tale settore rilevano libertà assurte al rango di diritti fondamentali (la circolazione delle merci e delle persone), identificative di un ordinamento in costruzione (quello comunitario). E un processo evolutivo che conferma l opportunità della scelta del legislatore italiano di unificare (art. 1 comma 1 l. 146) - allo scopo della modalità di tutela, della garanzia dei servizi essenziali e per l obiettivo del contemperamento - categorie eterogenee di diritti 22 : vale a dire beni di preminente rilevanza costituzionale (il nocciolo duro: la vita, la salute, la libertà delle persone, la integrità dei beni pubblici e privati) da un lato, e interessi che, in astratto, non potrebbero ritenersi prevalenti sul diritto di sciopero se non nella misura e nelle forme stabilite dagli accordi sindacali (trasporti, telecomunicazioni, informazione radiotelevisiva pubblica, scuola, assistenza sociale ecc.), dall altro. Proprio le dinamiche evolutive dell organizzazione sociale dimostrano, come al di là del nocciolo duro, comunque invariabile, il tasso di essenzialità di altri beni può possa subire variazioni che ne confermano, nel tempo, la necessità di un livello anche elevato di regolazione, in funzione del contemperamento, preferibilmente con l accordo sindacale, ma anche senza 23. Dove il ciclo produttivo segue ancora il circuito lineare e diretto della produzione di beni manufatti 24 non c è, invece, necessità alcuna di regolare tempi e modalità del conflitto, né di contenerlo; in tale contesto 21 Senza piena e rapida libertà di circolazione non potrebbe esserci produzione just in time, non potrebbe funzionare l organizzazione sociale e produttiva globalizzata; l intera economia del turismo mondiale si basa sui servizi alla persona garantiti dalle reti di trasporto pubblico e privato. Per quanto riguarda le merci, fino ad oggi l impatto dell ICT è stato considerato soprattutto in termini di riduzione delle scorte e miglioramento del customer service attraverso una maggiore integrazione della catena cliente-fornitore, mentre relativamente poco discusso è stato l impatto sui trasporti che l evoluzione dell ebusiness potrebbe avere , MERLINO, TESTA 2001, p. 140; si v. pure MAGGI 2001, p. 287 ss. 22 BALLESTRERO 1994a, p Sulla esclusione della possibilità che il diritto di sciopero potesse recedere di fronte a beni non di primaria rilevanza costituzionale, onde la essenzialità della regolazione sindacale (da cui il dibattito sul valore meramente ricognitivo o costitutivo dell accordo sindacale) D ANTONA 1989 ora 2000b; ma il suo ripensamento successivo in linea con il pensiero maggioritario, ID ora 2000d; una chiara ricostruzione della questione in PASCUCCI 1999, p Su questo tendenziale dualismo dell organizzazione del lavoro e della produzione nella fase post fordista che rischia pure di creare un dualismo, o una frammentazione delle tutele e dello stesso apparato teorico del diritto del lavoro, che si ritiene sussumibile unitariamente nella nuova dimensione del diritto sociale europeo, cfr. SUPIOT 2000, specie pp , ma 236 ss.; ID 8 BRUNO CARUSO GABRIELLA NICOSIA il conflitto assume le sembianze dello sciopero classico, identificato nella fattispecie concreta più comune, anche se non giuridicamente esaustiva nell ordinamento italiano: la astensione collettiva dal lavoro per scopi prevalentemente economici. Non c è necessità di regolare tempi e modi perché manca l interconnessione reticolare con la produzione di beni e l organizzazione di servizi essenziali connessi a diritti e libertà fondamentali (ragione estrinseca) che ne rende indispensabile la regolazione; ma anche perché i fenomeni di riorganizzazione delle strutture di comando 25 e dei modi di organizzazione dell impresa, il dissolvimento del datore di lavoro nell organizzazione multinazionale o reticolare o la sua fisica e giuridica sparizione (come nel settore marittimo) 26, rendono sempre meno vulnerante e socialmente costoso il conflitto basato sulla sanzione e sulla pressione del ritiro del lavoro; infine, perché il mutamento della composizione del lavoro (riduzione del lavoro subordinato e sua tendenziale precarizzazione), hanno indebolito la disponibilità sia all organizzazione che al conflitto collettivo classico dei nuovi soggetti coinvolti nel sistema produttivo 27. Di fronte a questa trasformazione della struttura e della funzione del conflitto sociale, il legislatore italiano (unico in Europa) ha adeguato la sua legislazione, ampliando l ambito soggettivo ed oggettivo della regolazione, prima quasi del tutto limitata alla regolazione dell esercizio del diritto di sciopero nei s.p.e., estendendola a meccanismi di prevenzione del conflitto e a forme di conflitto diverse dallo sciopero. Tracce normative di questa ratio non mancavano già nella l. 146, ma collocate in un contesto in cui la regolazione del conflitto, al di là dei confini dello sciopero dei lavoratori subordinati incidente sui servizi essenziali, appariva ipotesi residuale. Una ratio legis che si presentava, dunque, in guisa di criterio di legittimazione accessorio rispetto alla basilare politica del diritto sottesa alla legge, prioritariamente mirata non a regolare il diritto sciopero limitandolo, ma a salvaguardare, attraverso una regolazione consensuale delle modalità d
Related Search
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks