Il cinema del possibile. Quaderno zero di e-iglesias.eu

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2 «Il cinema non è per un'élite, ma per le masse. Parlare ad un'élite di intellettuali è come non parlare a nessuno. Non credo si possa fare una rivoluzione col cinema. Io credo in un processo dialettico

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2 «Il cinema non è per un'élite, ma per le masse. Parlare ad un'élite di intellettuali è come non parlare a nessuno. Non credo si possa fare una rivoluzione col cinema. Io credo in un processo dialettico che debba cominciare tra le grandi masse, attraverso i film e ogni altro mezzo possibile.» Elio Petri 3 4 INDICE DEGLI ARGOMENTI INDICE DELLE IMMAGINI...7 Cinema: finzione e realtà...11 Filmografia essenziale sul potere Cinema: tra biografia e memoria...27 Personaggi emblematici dell'impegno civile e della testimonianza Cinema: il lavoro...41 Filmografia sul tema del lavoro Cinema: tecnologia, scienza e fantascienza...57 Filmografia consigliata sul tema della scienza e della fantascienza LISTA COMPLETA DEI FILM PROPOSTI...71 INDICE DEI NOMI 6 INDICE DELLE IMMAGINI Immagine 1 Being There aka Oltre il giardino, (Hal Ashby. USA 1979) Immagine 2 Il processo (Orson Welles, Francia Germania Italia Jugoslavia 1962) Immagine 3 Black Magic aka Cagliostro (Gregory Ratoff, Italia USA 1949) Immagine 4 Nineteen Eighty-Four aka Orwell 1984 (Michael Radford, UK 1984) Immagine 5 Va' e uccidi (John Frankenheimer, USA 1962) Immagine 6 The manchurian candidate (Jonathan Demme, USA 2004) Immagine 7 La lunga notte del '43 (Florestano Vancini, Italia 1960) Immagine 8 Ogro (Gillo Pontecorvo, Italia 1980) Immagine 9 Agnese va a morire (Giuliano Montaldo, Italia 1976) Immagine 10 The Limits of Control (Jim Jarmusch, USA 2009) Immagine 11 Big Fish (Tim Burton, USA 2003) Immagine 12 Placido Rizzotto (Pasquale Scimeca. Italia 2000) Immagine 13 Un eroe borghese (Michele Placido, Italia 1995) Immagine 14 Sacco e Vanzetti (Giuliano Montaldo, Italia 1972) Immagine 15 Pane e libertà (Alberto Negrin, Italia 2008) Immagine 16 Che: l'argentino (Steven Soderberg, USA 2008) Immagine 17 Frances (Graeme Clifford, USA 1982) Immagine 18 Silkwood (Mike Nichols, USA 1983) Immagine 19 Into the wild (Sean Penn, USA 2007) Immagine 20 Frida, (Julie Taymor, USA 2002) Immagine 21 Giordano Bruno (G. Montaldo, Italia 1972) e Il delitto Matteotti (F. Vancini, Italia 1973) Immagine 22 Mammuth (G. de Kervern e B. Delépine, Francia 2010) Immagine 23 A l'origine (Xavier Giannoli, Francia 2009) Immagine 24 Tutta la vita davanti (Paolo Virzì, 2008) Immagine 25 Louise Michel (G. de Kervern e B. Delépine, Francia 2008) Immagine 26 Il cacciatore di teste (Costantin Costa-Gavras, Francia 2005) Immagine 27 La febbre (Alessandro D Alatri, Italia 2005) Immagine 28 Mi piace lavorare 'Mobbing' (Francesca Comencini, Italia 2004) Immagine 29 Il posto dell anima (Roberto Milani, Italia 2003) Immagine 30 I lunedì al sole (Fernando Leon de Aranoa, Spagna 2002) Immagine 31 Tempo pieno (Laurent Cantet, Francia 2001) Immagine 32 Paul, Mick e gli altri (Ken Loach, UK 2001) Immagine 33 Bread and roses (Ken Loach, USA 2000) Immagine 34 Risorse umane (Laurent Cantet, Francia 1999) Immagine 35 Rosetta (Jean-Pierre e Luc Dardenne, Francia/Belgio 1999) Immagine 36 Grazie Signora Thatcher (M. Herman, UK 1996) Immagine 37 La classe operaia va in paradiso (Elio Petri, 1972) Immagine 38 Il posto (Ermanno Olmi, Italia 1961) Immagine 39 I compagni (Mario Monicelli, Italia 1963) Immagine 40 Blade runner (Ridley Scott, USA 1982) Immagine 41 Matrix (la scena del gatto nero: rivelazione del controllo mentale tramite dèjà-vu) Immagine 42 Cypher (Vincenzo Natali, USA 1999), la scena del brainwashing di gruppo Immagine 43 The Truman Show (Peter Weir USA 1998) Immagine 44 Seconds aka Operazione diabolica (John Frankenheimer, USA 1966) Immagine 45 Enemy of the State aka Nemico pubblico (Tony Scott, USA 1998) Immagine 46 The Adjustment Bureau aka I guardiani del destino (George Nolfi, USA 2011) Immagine 47 A scanner darkly aka Un oscuro scrutare (Robert Linklater, USA 2006) Immagine 48 Viva la libertà (Roberto Andò, Italia Francia 2013), snapshot su libri e farmaci Immagine 49 In Time (Andrew Niccol, USA 2011) Immagine 50 La vita degli altri (von Donnersmarck, Germania 2006) 8 «Ora ho delle idee sulla realtà, mentre quando ho cominciato avevo delle idee sul cinema. Prima vedevo la realtà attraverso il cinema, e oggi vedo il cinema nella realtà.» Jean-Luc Godard 9 10 Cinema: finzione e realtà 100 film per capire il mondo In queste brevi note cercherò di sintetizzare alcuni aspetti spesso trascurati relativi a circa 100 anni di cinema, riportando alla mente, attraverso (approssimativamente) 100 film selezionati dalla produzione cinematografica internazionale, temi ed evocazioni che, visti sotto la giusta luce e il giusto distacco, potrebbero aiutarci a capire il mondo e i rapporti di potere sul mondo. Questa è chiaramente una provocazione, lo stimolo per approfondire e trovare delle indicazioni utili nel nostro percorso quotidiano che possono essere confrontati con fatti e situazioni vissute, conservate nella nostra memoria o riemerse in un fatto di cronaca o della storia recente, nella letteratura o in generale nella cultura che abbiamo frequentato. Il tema principale è il rapporto tra finzione e realtà, nella vita quotidiana, nei rapporti interpersonali, nel teatrino della politica, nei rapporti di potere e col potere dello Stato e delle altre organizzazioni che concorrono, nel bene e nel male, a determinare un ordine sociale , quello nel quale siamo immersi dalla nostra nascita, come nell'aria che respiriamo. Generalmente la storia del cinema preferisce un ordine cronologico, quando si vogliono mettere in contrasto contesti e situazioni fortemente ancorati nel tempo e nello spazio mentre la critica cinematografica, che vuole sottolineare un particolare punto di vista, si rifà agli autori e in particolare alla sceneggiatura e alla regia. Nel seguito useremo un diverso approccio. Queste brevi note non hanno grandi pretese e vogliono solo sottolineare una varietà di temi e molti punti di vista, in un caotico-spazio-temporale che potrebbe mettere in ordine le nostre idee sul mondo e produrre concetti e punti di vista laterali: per alcuni potrebbero essere idee nuove, per altri idee consolidate, per altri ancora idee fortemente discutibili o completamente errate. Il dubbio sarà la nostra guida. Una sintesi estrema, questa che vi propongo, che vede protagonisti gli uomini e le donne che animano la finzione cinematografica per restituire valore alla realtà e alla profondità del mondo. I film proposti non è detto che siano considerati dai più dei capolavori ovvero delle opere universalmente riconosciute, possono essere anche film minori dei quali riconosco il tentativo, più o meno riuscito, di comunicare ragioni ed emozioni significative in qualche senso . Sono certo che mancheranno molti dei vostri film preferiti, ma questo può avere il vantaggio di arricchire la vostra lista dei film da vedere con delle nuove opere interessanti. Per orientarci in questo mare di informazioni ci serviremo della bussola delle parole (o di associazioni di parole) che nella loro semplicità accolgono la sintesi delle immagini in movimento e includono migliaia di altre parole interconnesse tra loro per evocare e generare discorsi, storie, allegorie, metafore e ancora significati e significanti. Per semplificare la citazione userò la convenzione Titolo del film, anno : chi vorrà potrà cercare il film nella lista ordinata per anno, alla fine di queste note, per aggiungere informazioni quali la regia e la nazione di produzione del film e qualche collegamento a risorse in rete. La selezione è 11 puramente soggettiva e tempo-variante, nel senso che se la rifacessi domani sarebbe un'altra lista, e tra un mese sarebbe, molto probabilmente, completamente diversa. Vorrei fare emergere le idee e i contenuti concettuali condivisibili senza concentrare l'attenzione su fatti specifici o sui personaggi della finzione e/o della realtà. Mi scuso fin d'ora per l'omissione di capolavori che sono a tutti cari. Questo viaggio nel risveglio della consapevolezza sopita passa attraverso la finzione dell'immaginazione ma vuole approdare nel reale e guardarlo con occhi nuovi. Il tema dell'apparenza che maschera la realtà è uno dei temi fondamentali della filosofia (da Parmenide a Platone, Aristotele, sino ad Hobbes, Kant e poi con l'erscheinung hegeliana e ancora il velo di Maya in Schopenhauer). Il cinema gioca su questo tema sempre e comunque, è il suo metodo fondamentale, non ne può fare a meno. Spesso il significato profondo di questo tema centrale non si riesce a spiegare completamente perché ha bisogno di esempi concreti che non sempre è possibile svelare. Resta un velo di mistero che copre il significato delle parole e nasconde il significante in un mare di simboli e oggetti ininfluenti all'interpretazione. Michelangelo Antonioni lancia il suo messaggio nella bottiglia nel famoso finale di Professione reporter, 1975 , con la storia del cieco, il famoso finale della scena nella quale l'interruttore di una lampada termina con un'immagine fissa anziché con una lampadina (luce) come ci si aspetterebbe. L'immagine fissa è come il buio senza la consapevolezza del buio. L'immagine del mondo che viene proiettata nel nostro subconscio è artificiale e immobile, la sua fissità è come il buio totale con la sensazione di luce (l'immagine fissa è la luce che non c'è): l'immagine fissa non è vera luce e ci confonde facendoci credere di essere consapevoli mentre il nostro stato è di totale inconsapevolezza. Nessun altro regista della storia del cinema ha sintetizzato in questo modo la mente e il mondo, la mappa e il territorio, l'apparenza e la realtà e la sua potente valenza politica. Immagine 1 Being There aka Oltre il giardino, (Hal Ashby. USA 1979) 12 Antonioni non è nuovo a questo tema, in Blow-up, 1966 il dualismo realtà-finzione o apparenza-realtà sono presenti in tutto il film e in modo esplicito ancora una volta nella metafora del finale. La realtà manipolata ha come soggetto uomini e donne e come oggetto altri uomini e altre donne: conservazione del potere, controllo della storia e dominio su altri uomini sono il collante ideologico; manipolazione, menzogna e falsità sono il metodo per ottenere il risultato cercato. Vedere anche Oltre il giardino (Being There), 1979 del grande Hal Ashby. Nel film di Orson Welles Il processo, 1962 il potere occulto della Legge è la Tradizione, in una logica di conservazione del potere. Nell'omonimo romanzo di Franz Kafka il cappellano scende dal pulpito e racconta al Sig. K. una storia intitolata Davanti alla legge , che in realtà è uno dei racconti più enigmatici ed appassionanti di Kafka. La storia narra di un uomo di campagna che, fermato dal primo guardiano della Legge, passa la vita ad aspettare di passare, ma solo in punto di morte tale guardiano gli rivela che nessuno poteva passare di lì, perché quell'ingresso era riservato solo a lui, ed ora, morto lui, verrà chiuso per sempre. A tale proposito K. sostiene che il guardiano ha ingannato l'uomo di campagna; il cappellano, invece, gli dimostra che anche il guardiano potrebbe essere stato ingannato, e comunque ha agito in buona fede. Questo racconto può essere visto come una trappola per la mente, che ci costringe a leggere e rileggere il racconto senza trovare una via d'uscita soddisfacente... oppure ci impone di vedere la storia come incastrata nel più vasto e complesso quadro del romanzo o di una sua particolare rielaborazione, come nel caso del film di Orson Welles. Immagine 2 Il processo (Orson Welles, Francia Germania Italia Jugoslavia 1962) Dal momento della nostra nascita, troviamo un mondo preesistente. I genitori e i parenti, i parenti dei parenti, gli amici e gli amici degli amici. I modi di vita, l'educazione, il linguaggio e gran parte delle acquisizioni culturali dei nostri primi anni di vita sono e saranno influenzati pesantemente da un enorme insieme di vincoli preesistenti alla nostra stessa esistenza e prima o poi li criticheremo aspramente qualunque essi siano. Tutto ciò che scopriamo allontanandoci dalla nostra casa sarà caratterizzato dall'essere preesistente a noi, le convenzioni sociali, la morale e la religione saranno altamente relativi (dipendenti dal luogo di 13 nascita e dal tempo in cui saremo costretti ad agire) e vincoleranno pesantemente l'interazione con i nostri simili. Inoltre, le regole delle istituzioni dominanti ci condizioneranno per tutta la vita a partire dalla nostra venuta al mondo. Tutta questa gran mole di informazioni, relazioni e significati è preesistente e prevalentemente sopravvivrà alla nostra dipartita. La grande complessità delle strutture con le quali abbiamo a che fare condiziona pesantemente le nostre esistenze, limita quello che chiamiamo libero arbitrio , finché ci accorgiamo che non c'è, nelle nostre vite, se non a sprazzi qua e là. La Legge (leggi il potere occulto ) non ammette scorciatoie e pone continuamente nuovi ostacoli che non possono essere aggirati ma devono essere affrontati se condivisi nel contenuto e nel metodo, ma più frequentemente si è vittime inconsapevoli del giudizio (proprio come il Signor K.). Il potere spesso nasconde una tirannide nei metodi e nei contenuti! Le porte della Legge sono i diversi gradi di approvazione del comportamento di un individuo nella comunità di nascita, attraverso un giudizio senza giudice e senza tribunale (quindi occulto, non visibile per chi non vede oltre le apparenze, ma fatto dagli uomini) che dovrà stabilire l'appartenenza o meno dell'individuo alla comunità, basando il giudizio sulla adesione alla morale condivisa, sulla valutazione dell'adeguatezza del comportamento verso la comunità e sulla valutazione della qualità delle vere aspirazioni dell'individuo. Le porte della Legge rappresentano la Storia a la Tradizione di un popolo. La non adesione porta all'esclusione, sua metafora la morte , l'esclusione dalla Storia e dalla Tradizione di un popolo. Nel film di Orson Welles a differenza del romanzo di Franz Kafka, il signor K. muore a causa di un'esplosione (non pugnalato dai suoi sicari) che sembra coinvolgere non solo K. ma l'intera umanità. Questa sottile scelta stilistica è di grande impatto visivo. L'esclusione dalla Tradizione e dalla Storia non è altro che la divisione del genere umano in storie e tradizioni diverse e in competizione per il predominio. Immagine 3 Black Magic aka Cagliostro (Gregory Ratoff, Italia USA 1949) La genesi della guerra per la conservazione della tradizione è dietro l'angolo. In sintesi questa è la storia dell'umanità fino ad oggi. Nascosta, in nuce, la speranza per il superamento delle 14 tradizioni dei popoli finalizzata alla creazione di una storia comune, la Storia di una nuova umanità. Il potere occulto che usa la manipolazione ipnotica del conte di Cagliostro ( Black Magic aka Cagliostro ovvero Gli spadaccini della serenissima, 1949 ), ci svela la via per l'accesso al potere tramite il condizionamento ipnotico e i riflessi condizionati dei rappresentanti del potere stesso, che diventano burattini nelle mani di manipolatori occulti come in Avatar, 2009 di James Cameron. La falsificazione della storia che viene continuamente adeguata al potere assoluto dello Stato o delle organizzazioni sotterranee che ne condizionano e influenzano pesantemente il destino è uno dei temi cari a George Orwell e ben rappresentato nel film Orwell 1984, 1984 di Michael Redford. Immagine 4 Nineteen Eighty-Four aka Orwell 1984 (Michael Radford, UK 1984) La paura della guerra perpetua, instillata dagli esperti di ingegneria sociale del sistema dittatoriale, la paura delle delazioni e del miserabile sistema di controllo perpetuato dalle classi dirigenti, per annullare ogni resistenza ed ogni via di scampo per gli individui, caratterizza lo stato distopico immaginato dallo scrittore britannico George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair ( ), che allora ben rappresentava la dittatura sovietica e che oggi potrebbe rappresentare, in forma iperbolica, alcuni regimi pseudo-democratici moderni. Il film, così come il romanzo, ha la forte valenza politica, liberale e democratica, della ricerca della libertà, ci fa rivivere l'emozione della soffocante repressione, il tormento psicologico e la tortura fisica (il letto di Procuste) che rimanda il pensiero dal gulag all'inquisizione seicentesca e ai campi di prigionia nazisti. La realtà modificata e distorta a piacere dal sistema di potere che condiziona, piega o spezza ogni resistenza e fagocita ogni energia per restituire la realtà immutata ed immutabile del controllo totalitario. 15 Immagine 5 Va' e uccidi (John Frankenheimer, USA 1962) In Va' e uccidi, 1962 Raymond Shaw (Laurence Harvey) è un sergente meritevole di medaglia al valore, turbato per un incubo ricorrente scopre di essere stato sottoposto a lavaggio del cervello (brainwashing) dai comunisti in Corea e trasformato in un killer. Il maggiore Bennet Marco (Franck Sinatra) sospetta che sia un traditore, ma la realtà supera le sue congetture iniziali e il sergente Shaw è coinvolto in un attentato al Presidente degli Stati Uniti. All'uscita ebbe scarso successo ma fu riproposto più tardi, dopo i sanguinosi fatti che coinvolsero la famiglia Kennedy ed in particolare dopo l'assassinio di J. F. Kennedy. Venne ridistribuito nel 1987 riscuotendo un discreto successo legato al magnifico cast e alla sceneggiatura (tratta dal best seller di Richard Condon The Manchurian Candidate, 1959 ). È interessante notare come le tematiche affrontate nel film vengano attualmente supportate da una vasta letteratura (tra l'altro in alcune scene vengono citati alcuni testi specialistici sull'argomento per avvalorarne le tesi all'epoca ritenute di fantasia) e addirittura da apparati brevettati per trasmettere messaggi subliminali (immagini) e tramite un misto di farmaci e ipnosi determinare il controllo mentale a distanza ossia l'induzione di immagini mentali guidate da ipnosi, nei soggetti esposti, durante il sonno. Immagine 6 The manchurian candidate (Jonathan Demme, USA 2004) L'attualità di questo tema ha permesso il remake del film da parte di Jonathan Demme ( The Manchurian Candidate, 2004 ) tratto all'omonimo romanzo. In questo caso il capitano Ben Marco (Denzel Washington) è il reduce della Guerra del Golfo del 1991 che scopre l'intreccio 16 che si nasconde dietro il sergente Shaw (candidato alla Presidenza degli Stati Uniti), figlio di una potente senatrice (Maryl Streep) legata alla multinazionale Manchurian Global. Di romanzesco c'è sempre meno, la realtà a volte supera la più fervida fantasia degli autori letterari e degli sceneggiatori. Il film si concentra molto sulla psicologia dei personaggi, sulla capacità di reazione a situazioni di grave rischio oltre che al cinismo politico moderno per il quale il fine giustifica i mezzi e non ha rispetto di niente, né dello Stato, né dell'amore filiale e neppure della vita. Una sceneggiatura di grande pregio vede protagonista Jacob Singer (Tim Robbins), laureato in filosofia, lavora come postino a New York; nel sonno è tormentato da oscuri incubi legati alla guerra che combatté nel Vietnam e dove fu ferito nel Cercando una spiegazione plausibile al suo male alla fine scopre che altri reduci del suo reparto soffrono degli stessi disturbi del sonno e come lui ne cercano le ragioni. Il film è basato su un fatto vero (smentito dal Pentagono) ed è stato sceneggiato da Bruce Joel Rubin e diretto dal regista inglese Adrian Lyne. Il regista, dopo i suoi grandi successi di cassetta ( 9 settimane e 1/2 e Flash dance ) affronta un tema delicato e controverso che ha alimentato svariati dibattiti nei quali sono emersi sconcertanti testimonianze legate all'uso di droghe tra i soldati in campo di battaglia nella guerra del Vietnam. Il titolo originale Jacob's Ladder, 1990 ossia La scala di Giacobbe che secondo l'iconografia biblica rappresenta la Morte ovvero l'allontanamento dalla vita (rappresentato come un'ascesa al cielo) tramite una scala a pioli (ladder) è stato modificato, nella versione italiana, in Allucinazione perversa sviando il pubblico dal significato politico del film (espressamente
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