ECONOMIA DI COMUNIONE : UNA PROPOSTA INNOVATIVA DI GOVERNANCE

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UNIVERSITÀ CÀ FOSCARI DI VENEZIA FACOLTÀ DI ECONOMIA Corso di LAUREA TRIENNALE in CONSULENZA AZIENDALE E GIURIDICA PROVA FINALE DI LAUREA ECONOMIA DI COMUNIONE : UNA PROPOSTA INNOVATIVA DI GOVERNANCE Relatore:

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UNIVERSITÀ CÀ FOSCARI DI VENEZIA FACOLTÀ DI ECONOMIA Corso di LAUREA TRIENNALE in CONSULENZA AZIENDALE E GIURIDICA PROVA FINALE DI LAUREA ECONOMIA DI COMUNIONE : UNA PROPOSTA INNOVATIVA DI GOVERNANCE Relatore: Ch.mo Prof. Vedovato Marco Correlatore: Ch.mo Prof. Bernardi Bruno Laureanda: Palaro Marianna Matricola: Anno Accademico A mia zia Maria Fassina che con tutto il suo Amore verso Dio ha aperto i miei occhi alla luce! Ringrazio Gesù per insegnarmi la via della verità e per aver posto al mio anco tante persone generose capaci di donare veramente in modo gratuito. Il mio cuore si sente in obbligo di ringraziare: Chiara Lubich Suore minime di Ns Signora del Suragio Giancarlo Toniato, Sonia Villatora Tutti quelli che in qualche modo credono a questo progetto! I miei familiari: mamma, papà, mio fratello e sua moglie. Inne, i miei cari sostenitori: Valentina Bonetto, Carlotta Pavan, Luciana Tartaglia, Giuseppe Pisano, Enrico Trevisan. La penna non sa quello che dovrà scrivere, il pennello non sa quello che dovrà dipingere e lo scalpello non sa ciò che dovrà scolpire! Così, quando Dio prende in mano una creatura per far sorgere nella Chiesa qualche sua opera, la persona non sa quello che dovrà fare. É uno strumento. Gli strumenti di Dio in genere hanno una caratteristica: la piccolezza, la debolezza... perchè nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. E mentre lo strumento si muove nelle mani di Dio, Egli lo forma con mille e mille accorgimenti dolorosi e gioiosi. Così lo fa sempre più atto al lavoro che deve svolgere. E può dire con competenza: io sono nulla, Dio é tutto... Chiara Lubich Salmo 118 Beato l'uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore. Beato chi é fedele ai suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore... Indice Indice PREFAZIONE: INTRODUZIONE: vi viii x 1 Economia di Comunione: Un nuovo agire economico nel mondo globalizzato Introduzione all'economia di Comunione Scenario di riferimento dell'edc: La globalizzazione Costi e beneci della globalizzazione Economia di Comunione: un'economia come impegno civile Che Cosa è L'EdC? La visione di Chiara Lubich Cos'è l'economia di Comunione? Una lettura economica L'evoluzione storica di Economia di Comunione L' EdC oggi: diusione e dati statistici Il Movimento dei Focolari: Storia e cultura L'humus alla base di EdC: Chiara Lubich e il Movimento Storia del Movimento dei Focolari e di Chiara Lubich Espansione del Movimento Morfologia del Movimento: una struttura a rete di uomini e cuori Organizzazione del Movimento Le Mariapoli Le Cittadelle Origini dell'idea Le attività svolte nelle Cittadelle Diusione delle Mariapoli Permanenti vii INDICE 2.3 La spiritualità collettiva del Movimento: il carisma dell'unità I cardini della spiritualità dell'unità Espressione della spiritualità del Movimento nel quotidiano: dalla comunione dei beni alla cultura del dare La Comunione dei beni Il lavoro La povertà La cultura del dare Prospettive e sde di EdC: un nuovo modello di governance Le novità del progetto EdC Le conseguenze gestionali e di governance Linee di conduzione d'impresa EdC I Poli Produttivi: Un'intuizione sdante i tradizionali modelli di governance La sda organizzativa dei Poli produttivi: una particolare rete di relazioni tra imprese Sde alla governance: il plusvalore dei Poli produttivi Conclusioni 84 Appendice 88 Bibliograa 92 Siti WEB consultati 96 Elenco delle gure 97 viii PREFAZIONE: Mi sono iscritta all'università perché pensavo di trovare lì la verità che stavo cercando nel mio percorso di vita.vivendo questa esperienza però mi sono accorta che l'università ti dà delle verità parziali e che è necessario spingersi oltre a quelle verità frastagliate date dalle materie di studio. Come dice Sergio Zaninelli nel suo discorso di apertura alla cerimonia della Laurea honoris causa in Economia e Commercio a Chiara Lubich, che: l'acquisizione del Vero non è l'esito della coerente applicazione deduttiva dei principi astratti, ma prima di tutto una scoperta: la scoperta del reale, di ciò che c'è: perché l'esse, in quanto essere, è verum e bonum, e, quindi, meritevole di indagine, di ricerca, di conoscenza. Contrastando la cultura oggi dominante, che ha ridotto a un a priori inconsistente e che, per conseguenza, arriva no a teorizzare l'impossibilità strutturale di giungere alla conoscenza [...] aermando quel che Sant'Agostino chiamava il gaudium de veritate, il gusto di conoscere ciò che esiste, che esiste e che vive prima dei nostri schemi intellettuali [...];[...] come dice padre Gemelli attribuendo il discorso a S.Francesco: la scienza vale nella misura in cui si traduce in azione e, viceversa, la conoscenza inizia solo nell'implicazione personale con il reale, accettato e riconosciuto. Ho capito allora che si può trovare il vero, un vero che per me ha un sapore divino, solo cercando l'uomo, l'altro di noi, ed entrando in relazione con lui per fare comunione delle nostre esperienze. La traduzione in azione per me oggi è il progetto Economia di Comunione, che incorpora in sé un insieme di signicati, la cui punta dell'iceberg di signicati è l'agàpe. Quale verità più grande nel nostro vivere? Lo stesso Gesù ci chiedeva d'amare. Con ferma certezza questo Agàpe sarà per l'umanità la chiave di lettura del suo agire, una chiave che apre ogni scrigno e che ci porterà a trovare la verità. La scelta di questo lavoro è sorta grazie alla provvidenza. Non ero al corrente dell'esistenza di Chiara Lubich e delle intuizioni di questa donna formidabile, sono arrivata alla sua conoscenza grazie alle informazioni condivise nella rete, e l'evento che mi ha rix confermato l'esigenza di redigere questa tesi è stata la provocazione di un professore della mia facoltà. Egli mi disse infatti che l'argomento da me proposto non era da facoltà di economia e che non credeva a questo nuovo modo di agire. Ho capito, da allora, più che mai che Economia di Comunione sarebbe stata la mia strada. Come dissi a quel professore, questo nuovo progetto che sta sbocciando e che contamina tutto l'agire umano rappresenta per me una boccata d'aria fresca, mi fa intravedere una luce che questa idea di mercato globalizzato stava oscurando. Ora più che mai, dopo questo ancora superciale percorso di studio, capisco che siamo noi singoli essere umani, lasciando spazio anche alla provvidenza, che ci dobbiamo sforzare a migliorare le cose. Ognuno deve sentirsi responsabile dei fallimenti altrui, perché il fallimento dell'altro può essere dovuto anche ad una nostra mancanza. Tutto in realtà è unito, da un lo d'oro invisibile che se osservato bene può far capire come il nostro agire possa aiutare gli altri e, nella visione globale, migliorare il mondo. Termino con il dire che come Emmanuel Lévinas preferisce pensare alla losoa come via alla conoscenza dell'amore, anch'io, desidero conoscere questo progetto non per l'amore della conoscenza bensì per la stessa visione di questo losofo. xi INTRODUZIONE: Il percepire come sempre più i processi economici siano permeati da un forte spinta all'individualismo e la necessità di dotare l'agire economico di valori al ne di civilizzare l'economia ha suscitato l'interesse di molti studiosi, in particolar modo nel campo dell'economia aziendale, a ricercare nuovi modelli utili a raggiungere tale ne, modelli che potessero coniugare il carattere imprenditoriale di una azienda e quindi rimanere competitiva e performante nel mercato ma nello stesso tempo adottasse un insieme di valori che potessero aiutare a far crescere il senso di umanità nel mondo. Con questa tesi si intende portare in luce un modello che sta suscitando molto interesse tra gli economisti perché in grado di coniugare queste due esigenze e portare una rivoluzione culturale all'agire economico. Il modello così tanto ricercato, non è stato formulato a tavolino, ma è stato scoperto osservando una realtà nascente tra un movimento quello dei Focolari nato nel periodo del secondo dopoguerra e la cui fondatrice, era una donna denitasi penna nelle mani di Dio. Il modello a cui ci si riferisce è Economia di Comunione (EdC), un paradigma a cui ci si rivolge per sanare le situazioni di estrema indigenza, intesa in senso lato, che sono il frutto di una sfrenata ricerca di potere e ricchezza da parte di pochi uomini che accaparrandosi le risorse in modo alquanto maldestro se non furtivo riducono l'altro alla povertà, sempre in senso lato, no a togliergli la dignità. In questo lavoro si intende quindi presentare un insieme di informazioni e dati che consentano di capire in modo più o meno profondo questo progetto. Si vuole soprattutto puntare sulle sde portate da EdC al modello di governance aziendale e far percepire come il progetto possa rivoluzionare l'attuale economia di mercato. La tesi è stata organizzata in tre capitoli. Nel primo capitolo, dopo una breve introduzioni sui problemi emergenti nel mondo globalizzato, si è data voce al Progetto EdC come paradigma di pensiero e azione capace di rispondere alle esigenze di cambiamento. Ci si è focalizzati sul signicato del modello, xii sulla sua organizzazione cercando di delineare un lo conduttore capace di dare le chiavi interpretative utili ad intuire le trasformazioni in atto all'interno dei processi aziendali di alcune imprese aderenti al progetto. Nel secondo capitolo è stato approfondito l'humus che sta alla base del nuovo agire economico individuato nell'economia di Comunione. È stata approfondita la società base che ha condotto a questo agire: la storia, le strutture e il tipo di comportamento adottato dai membri. Nel terzo capitolo vengono esaminate le sde portate dal modello EdC alla governance aziendale. Si è posto l'accento alle sde che le vengono proposte attraverso l'ultima intuizione di Chiara Lubich ovvero i Poli produttivi. In questo modo si intende fornire una panoramica sul progetto EdC più ampia possibile, che permetta di cogliere gli aspetti salienti del fenomeno Economia di Comunione nella libertà e lanciare una sda interessante, a livello di governo d'impresa, a tutti coloro che intendono aderirvi arontando un percorso di transizione o costituendo ex-novo un'azienda orientata ai valori EdC. xiii 1 Economia di Comunione: Un nuovo agire economico nel mondo SOMMARIO: Introduzione all'economia di Comunione Scenario di riferimento dell'edc: La globalizzazione Costi e beneci della globalizzazione Economia di Comunione: un'economia come impegno civile Che Cosa è L'EdC? La visione di Chiara Lubich Cos'è L'Economia di Comunione? Una lettura economica L'evoluzione storica di Economia di Comunione L'EdC oggi: diusione e dati statistici. 1 1. EdC: un nuovo agire economico 1.1 Introduzione all'economia di Comunione. L'uomo, sin dai tempi antichi, ha sempre aspirato a creare una società egualitaria 1 e per poter costruire tale società ha dato origine, nel corso dei secoli, a idee e teorie che nel tempo hanno assunto connotazioni e realizzazioni dierenti suscitando consensi e critiche di ogni genere. Una esempio di costruzione di una società egualitaria si riscontra osservando una particolare realtà non nata a tavolino da formule vuote, bensì attuata attraverso la pratica continua della comunione da parte dei membri di un movimento: quello dei Focolari. Da questa pratica è sorto un nuovo modo d'essere e d'agire in ambito economico: Economia di Comunione. L'Economia di Comunione, chiamata dai simpatizzanti EdC, è infatti una esperienza economica legata profondamente ad un particolare carisma e spiritualità, è un progetto a più dimensioni aziendale, culturale, teorica e spirituale tutte coessenziali. Un progetto che sta denendo nel mondo globalizzato mondo in cui si delinea sempre più un sistematico processo di integrazione delle aree economiche un nuovo modo d'agire economico. Questa novità sa coniugare i valori della solidarietà con quelli della libertà e dell'ecienza, e contribuire ad una economia che sia davvero a misura di persona [7] Scenario di riferimento dell'edc: La globalizzazione. Il concetto di globalizzazione riguarda un tema vasto e molto impegnativo, il quale ha portato e porta tuttora molti scontri tra gli economisti (e non) di tutto il mondo, soprattutto per quanto riguarda i costi e i beneci derivanti dall'integrazione economica e socio-culturale. Con il termine globalizzazione 2 si vuole indicare il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, tra i cui molteplici eetti vi è anche quello di una decisa convergenza economica e culturale tra i diversi Paesi del mondo. Molti preferiscono considerare questo fenomeno solo a partire dalla ne del XX secolo. Osservatori attenti alla storia, però, parlano di globalizzazione anche nei secoli passati. Lo stesso Amartya Sen 3 sostiene che processi di globalizzazione sono in corso da almeno un millennio [3]. Questo processo, infatti, si può intravedere in una serie di fasi storiche accadute nel nostro mondo. Si possono trovare tracce di una prima spinta globale 1 Richiami di ricerca dell'uguaglianza si possono trovare nella rivoluzione francese e anche nelle sacre scritture. 2 Il termine globalizzazione è stato coniato dalla rivista Economist nel Amartya Kumar Sen (Santiniketan, 3 novembre 1933) è un economista indiano Premio Nobel per l'economia nel 1998, Lamont University Professor presso la Harvard University. 2 1.1. Introduzione all'economia di Comunione. nella rivoluzione geo-mercantile del 1400, seguita dall'inizio dello sviluppo degli imperi coloniali spagnolo e portoghese a partire all'incirca dal 1500 [58]. Le esplorazioni geograche e i regolari scambi commerciali, infatti, misero in contatto diretto l'europa, l'africa, l'asia e l'america e da questi rapporti, principalmente di natura economica, si sviluppò una stabile interdipendenza multilaterale. Se tutto questo poteva sembrare qualcosa di positivo, perché permetteva a diverse popolazioni di assaporare, per esempio, culture e abitudini alimentari nuove, in realtà, analizzato sotto altri aspetti, poteva mascherare qualcosa di pericoloso. 4 Altre tracce si trovano, per nire, nel periodo della rivoluzione industriale, tra la metà del 1700 e l'ultimo ventennio del 1800, periodo in cui sia l'aumento della capacità produttiva sia il raggiungimento di maggiori livelli di ecacia ed ecienza nei mezzi di trasporto e degli strumenti di comunicazione contribuirono all'aermarsi di intensi rapporti economici su scala mondiale. Un' ulteriore spinta al processo di globalizzazione si evidenziò quando i paesi sviluppati assunsero questo processo come migliore soluzione per costruire un ordine internazionale migliore e aiutare i paesi in via di sviluppo. Il processo di globalizzazione venne infatti imposto come terapia obbligatoria per poter ricevere aiuti intenzionali, aiuti che potevano provenire per esempio dal FMI (Fondo Monetario Internazionale) [20, pag. 9] Oggi il complesso processo di globalizzazione si sviluppa portando con sé numerosi timori 5 derivanti dall'aumento delle ripercussioni delle problematiche di ogni paese anche oltre i conni geogracamente determinati. 4 Al processo di globalizzazione si può dare anche una particolare lettura, ovvero lo si può paragonare più che a un amorevole incontro tra popoli attraverso il quale determinare un disegno globale di organizzazione in cui i membri, pur distinti e diversi, si intersecano e si completano per un obbiettivo comune a una modalità per sottomettere l'altro, quindi una costruzione subdola di colonizzazione. Gli stessi viaggi di Cristoforo Colombo, volti a scoprire nuove terre (mise piede nel continente americano il 12 ottobre del 1492), si sono dimostrati come un'insieme di azioni volte, più che a una attività di civilizzazione del cosiddetto Nuovo Mondo, come l'avevano motivata all'epoca, a una reale attività di conquista. Questo determinò lo sfruttamento delle risorse dei popoli conquistati per poter apportare ricchezze nei paesi colonizzatori. La pericolosità dell'interdipendenza multilaterale si manifestò in seguito attraverso eetti negativi quali: la sistematica distruzione culturale, e in molti casi anche sica, delle popolazioni locali. Tutto, quindi, si stava trasformando in un colonialismo glaciale dove i conquistatori, fermi nella propria cultura, non aprivano la propria mente per conoscere usi e costumi di altri popoli perché considerati inferiori. Anche oggi si evidenzia come la globalizzazione, possa nascondere una nuova forma di colonialismo di carattere economico, volto a rendere economicamente e culturalmente dipendenti altri popoli e nazioni. 5 Timori che non dovrebbero esserci. Amartya Sen scrive:[...] il vero pericolo non è la globalizzazione in quanto tale, ma che di essa si possa realizzare un solo aspetto quello economico [61, pag. 7] 3 1. EdC: un nuovo agire economico Costi e beneci della globalizzazione. Il processo di globalizzazione sta delineando, grazie allo sviluppo delle tecnologie, del trasporto e delle comunicazioni, un forte processo di interazione e di integrazione tra le diverse nazioni. In particolare, una stupefacente opportunità di integrazione è iniziata con l'avvento di internet 6 che ha permesso ai diversi popoli del mondo di considerarsi connessi l'uno all'altro e di eliminare le incomprensioni portate dalla paura e dall'ignoranza derivanti dalla distanza sica. Questa processo però sta rendendo, pian piano, le diverse nazioni sempre più interdipendenti 7. La globalizzazione sta delineando dei trend positivi che mascherano, però, delle scontte nuove, in particolare si stanno inasprendo le dierenze e le disuguaglianze tra stati diversi. Alcune considerazioni su questi risvolti positivi e negativi della globalizzazione si possono analizzare, per esempio, dal punto di vista umano ed economico. Dal punto di vista umano, indicatori del benessere sono la lunghezza della vita, la disponibilità di cibo, la cura della salute, l'educazione, l'occupazione, l'abitazione ecc. 8 A livello mondiale gli ultimi decenni hanno visto grandi miglioramenti come, per esempio, nell'indicatore della mortalità infantile (da 14,9% nel 1960 a 7,1% nel 1990) l'alfabetizzazione (dal 46% al 65% per gli adulti nello stesso periodo) e anche l'accesso all'acqua potabile (si assume un periodo di riferimento diverso ossia dal 1990 al 2008, il dato relativo alla diminuzione della popolazione globale che non ha accesso all'acqua potabile è passato da un miliardo a 884 milioni di persone). In corrispondenza a questo miglioramento si sono delineati anche dei risvolti negativi, che hanno aumentato le dierenze e le disuguaglianze tra i popoli risvegliando così tensioni e conitti. Tali disuguaglianze si sono determinate attraverso la polarizzazione della distribuzione del benessere su scala globale. È infatti accresciuta le disparità nella ripartizione dei beneci dell'attività economica tra nazioni. Un rapporto dell'undp 9 (programma di sviluppo delle Nazioni Unite) segnala che i 20% 6 Con l'avvento di internet, iniziato nel 1989 dall'inglese Tim Berners Lee presso Cern di Ginevra dove inventò il meccanismo del Worl Wilde Web, il mondo diventò sempre più globalizzato, accorciando le distanze dei popoli di nazioni diverse attraverso, per esempio, lo scambio di informazioni. Di questo avvento hanno giovato non solo le persone ma anche molte aziende, per esempio, con l'istituzione del B2B acronimo di Business to Business, termine comunemente utilizzato per descrivere le transazioni commerciali elettroniche tra imprese. 7 L'Onu a NY, nel settembre del 2000, in occasione di quella che venne denita:assemblea del Millennio, con la partecipazione di 149 capi di Stato, dichiarò che il mondo stava diventando sempre più interdipendente e che tali interdipendenze richiedono una trasformazione delle istituzioni globali e politiche [20] 8 È stato l'economista indiano Amartya K. Sen che nel mettere a punto una nuova impostazione del concetto di sviluppo determinò questi nuovi indicatori. Egli aermò che il concetto di sviluppo non deve tener conto in
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