DISPENSA AD INTEGRAZIONE CORSO DI PRIMO SOCCORSO AI SENSI DEL D.M. 388/ PDF

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DISPENSA AD INTEGRAZIONE CORSO DI PRIMO SOCCORSO AI SENSI DEL D.M. 388/2003 Aggiornamento: Luglio 2016 PREMESSA In caso di incidente, con presenza di feriti, è indispensabile richiedere l'intervento del

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DISPENSA AD INTEGRAZIONE CORSO DI PRIMO SOCCORSO AI SENSI DEL D.M. 388/2003 Aggiornamento: Luglio 2016 PREMESSA In caso di incidente, con presenza di feriti, è indispensabile richiedere l'intervento del 118 fornendo il luogo esatto ed i particolari su numero e gravità dei feriti; se necessario avvertire anche Polizia, Carabinieri o Vigili del Fuoco. E fondamentale, in caso di grave incidente, prestare soccorso in condizioni di SICUREZZA. Se queste non ci sono, bisogna evitare di fare qualunque cosa che possa mettere a repentaglio la propria e l altrui incolumità; sarebbe solamente controproducente. Nell incertezza bisogna limitarsi ad attendere i soccorsi, perché una manovra scorretta può costare molto cara in termini di integrità psicofisica. PRIMUM, NON NOCERE Indice: 1. Comportamento in presenza di feriti 2. Arresto respiratorio e procedure di rianimazione 3. Arresto circolatorio e procedure di rianimazione 4. Asfissia per corpi estranei nell'apparato respiratorio 5. Ferite ed emorragie 6. Svenimento e stato di shock 7. Lesioni da calore 8. Lesioni da freddo 9. Lesioni articolari ed ossee 1. Comportamento in presenza di feriti In presenza di feriti è di fondamentale importanza chiamare SEMPRE un'ambulanza, a meno che i feriti non abbiano riportato semplicemente qualche scalfittura. Evitare di esprimere pareri sulla gravità delle ferite dinnanzi all infortunato; anche se incosciente, la vittima potrebbe capire. Cercare invece di far apparire meno gravi anche le ferite più pericolose e confortare i feriti coscienti. Farsi descrivere dal ferito dove avverte dolore e come si sente. Evitare assolutamente di muovere i feriti a meno che non sia assolutamente necessario per la loro incolumità. In caso di persone traumatizzate, evitare di farle camminare o allontanarsi né costringere all'immobilità persone che hanno riportato solo danni di lieve entità. Non somministrare alcolici nel modo più assoluto. Non somministrare bevande né dare schiaffetti ai feriti per fargli riprendere conoscenza. Non trasportare feriti su vetture private a meno che le ferite non siano sicuramente lievi. Tenere il più possibile immobili i feriti limitandosi agli interventi di cui ci si sente assolutamente sicuri. Ai feriti in stato di incoscienza e che respirano è bene far assumere la posizione laterale di sicurezza che evita che la lingua ricada indietro ostruendo le vie respiratorie e consente l'espulsione di sangue o vomito senza pericolo di soffocamento. Evitare assolutamente di applicare questa norma nel caso di traumi alla colonna vertebrale. MAI METTERE DITA TRA I DENTI DELL INFORTUNATO perché in presenza di grave spasmo (ad esempio durante crisi epilettica) possono venire tranciate. Posizione laterale di sicurezza 2. Arresto respiratorio e procedure di rianimazione Sintomi di arresto respiratorio - Mancanza di movimenti respiratori (petto e ventre non si sollevano per mancata espansione della cassa toracica) - Mettendo la mano davanti al naso e alla bocca dell'infortunato non si percepisce il passaggio dell'aria. - Accostando uno specchio o degli occhiali, questi non si appannano. - L'infortunato ha un colorito bluastro di labbra e unghie. Nel caso di intossicazione da gas, il colorito tende al rosso. - La pupilla si dilata col progredire del tempo E' importante innanzitutto verificare se la respirazione riprende da sola ripulendo le vie aeree o slacciando indumenti che possono impedire l'espansione di collo, petto e ventre. Mettere l'infortunato in posizione di sicurezza, quindi aprirgli e ripulire la bocca asportando eventuali corpi estranei. Adagiare il ferito schiena a terra assicurando il passaggio dell'aria nelle vie aeree. Nel caso il ferito fosse incosciente, sostenendo la nuca con una mano, appoggiare l'altra sulla fronte inclinando la testa il più possibile all'indietro, quindi sollevare il mento facendo presa sulla mandibola per evitare che la lingua ricada all'indietro. Procedere quindi alla respirazione bocca-bocca o bocca-naso fino alla ripresa spontanea del respiro. Il metodo summenzionato consiste nel soffiare aria nelle vie respiratorie del paziente nel seguente modo: - chiudere con due dita il naso del ferito - fatto un lungo respiro, appoggiare la bocca perpendicolarmente a quella del paziente separandola se possibile con garza o un fazzoletto e soffiare l'aria nella bocca del ferito - attendere 3-4 secondi per permettere al ferito di espirare e al soccorritore di inspirare - per ottenere un giusto ritmo di respirazione il soccorritore può contare fino a tre mentre si solleva per l'inspirazione Nel caso in cui fosse impossibile aprire la bocca, l'aria può venire soffiata direttamente nel naso, tenendo chiusa la bocca. La respirazione artificiale è valida quando si constata visivamente l'espansione del torace dell'infortunato. Se ciò non avvenisse significa che le vie respiratorie sono ancora ostruite o la respirazione non è eseguita correttamente. Se anziché il torace si espandesse l'addome, vuol dire che stiamo insufflando aria nello stomaco e non nei polmoni, quindi dobbiamo iperestendere la testa del paziente e riprendere la respirazione artificiale. Respirazione artificiale 3. Arresto circolatorio e procedure di rianimazione Sintomi di arresto circolatorio - Il paziente è assolutamente immobile, non respira e il colore è pallido e tendente al cianotico. - Il polso è assente Controllare che il ferito non abbia subito gravi traumi al torace. In questo caso evitare di praticare il massaggio cardiaco, che potrebbe causare perforazioni interne. Il polso consiste in una serie di pulsazioni percettibili su qualsiasi arteria, ad esempio sul collo o al polso. Normalmente si hanno 80/120 pulsazioni al minuto per i bambini, 60/110 per gli adulti. Il polso carotideo (sul collo) si misura appoggiando tre dita nell'incavo che separa la trachea dai grandi muscoli del collo. Porre il paziente a terra supino con gli arti allineati al corpo ed iniziare immediatamente il massaggio cardiaco contemporaneamente alla respirazione artificiale, se si è dotati di presidi di sicurezza (pocket mask, pallone ambu) alternando due insufflazioni di aria a trenta massaggi cardiaci e proseguendo fino all'arrivo dei mezzi di soccorso o finché il ferito non si riprende. In caso contrario iniziare la procedura di rianimazione cardio-polmonare hands only praticando SOLO IL MASSAGGIO CARDIACO fino all'arrivo dei soccorsi o ad esaurimento muscolare del soccorritore. Dopo circa 10 MINUTI di arresto cardiocircolatorio il cervello inizia ad avere danni IRREVERSIBILI. E' quindi indispensabile agire tempestivamente. Come effettuare il massaggio: Aprire i vestiti del paziente sul torace e allentare tutto ciò che potrebbe ostacolare la circolazione. Porre il paziente a terra su un piano rigido allineando gli arti al corpo. Inginocchiarsi di fianco al paziente e appoggiare al centro dello sterno il palmo di una mano tenendo le braccia tese e perpendicolari e le dita staccate dalle costole del paziente per evitare di romperle. Mettere l'altra mano sulla prima eventualmente incrociando le dita. Comprimere il torace ritmicamente riversando il proprio peso sulle braccia ed imprimendo colpi decisi ed omogenei facendo abbassare il torace di circa 5 cm (in base all'elasticità del torace). Interrompere immediatamente il massaggio nel momento in cui il cuore riprende a funzionare e la respirazione nel momento in cui riprende quella spontanea. Nel bambino il massaggio va effettuato con la punta delle dita o con una mano adagiandolo sulle proprie gambe, nel neonato con i soli pollici tenedo il corpicino con le mani. Massaggio cardiaco Sono segni prognosticamente sfavorevoli, indice di morte: - assenza di polso da più di 20 minuti (accertati) - colorito cianotico con presenza di chiazze ipostatiche - pupilla dilatata a margini irregolari - rigidità progressiva - temperatura in netta e progressiva diminuzione 4. Manovra da effettuare in caso di asfissia per corpi estranei nell'apparato respiratorio Porsi dietro l'infortunato e appoggiare la propria mano sinistra chiusa a pugno col pollice all'interno tra l'ombelico e il torace della vittima. Con la mano destra, afferrare il pugno ed esercitare ripetutamente una rapida ed intensa pressione verso di sé e verso l'alto. 5. Ferite ed emorragie Norme fondamentali - Se possibile lavarsi le mani o utilizzare guanti da medicazione, meglio ancora se sterili - Se c'è emorragia, tentare di arrestarla effettuando una compressione a monte del flusso - Lavare e disinfettare la ferita senza cospargerla di polveri o pomate disinfettanti - Coprire la ferita con garze sterili abbastanza grandi da coprirla largamente fissandole con cerotto o benda. - Non togliere le garze se il sangue le attraversa ma aggiungerne altre e fissarle a loro volta - In caso di ferite da taglio non rimuovere eventuali corpi estranei, perché potrebbero causare emorragie conseguenti a lesioni di vasi di medio-grosso calibro. In questo caso premere con le dita i labbri della ferita finchè l'emorragia non cessa ed applicare una garza sterile o un fazzoletto pulito sopra e intorno al corpo estraneo e alla ferita cercando di immobilizzarlo. NON USARE COTONE IDROFILO perché potrebbe aderire Nel dubbio di ferite al torace con sospetta compromissione polmonare bisogna considerare i seguenti sintomi: - il ferito respira con difficoltà - sulla bocca appare sangue schiumoso rosso vivo Manovre da effettuare: - Sistemare il ferito il più confortevolmente possibile e sorreggergli il lato leso del torace con la mano. - Evitare di muovere il ferito. - Rimuovere ostacoli o indumenti che possano complicare la respirazione - Pulire la bocca da saliva o sangue e rimuovere le protesi dentarie - Se la ferita è soffiante , lascia cioè passare l'aria formando delle bolle, coprirla con garze o un panno pulito esercitando una lieve pressione per impedire il transito dell'aria. - Tenere il ferito semiseduto se cosciente, altrimenti in posizione di sicurezza sul fianco leso. - Coprire il ferito e non somministrargli nulla da bere o da mangiare. Nel caso di ferita soffiante il ferito potrebbe morire asfissiato per lesioni all'apparato respiratorio. E' quindi essenziale applicare correttamente le procedure di emergenza. 6. Svenimento e stato di Shock Lo Svenimento o lipotimia è una transitoria perdita della normale attività della coscienza causata da una mancanza di afflusso di sangue al cervello, dovuta da un improvviso abbassamento della pressione sanguigna. La causa può essere una forte emozione, la permanenza prolungata in un ambiente surriscaldato, una lunga permanenza a letto (per malattia), un digiuno prolungato o un pasto eccessivamente abbondante, uno sforzo fisico intenso o una lunga permanenza in piedi. I sintomi più comuni sono debolezza, pallore, sudorazione fredda, polso debole e, infine, perdita di coscienza. Per Shock si intende la grave conseguenza del mancato arrivo del sangue ai tessuti dell'organismo. Si può manifestare in seguito a un trauma (per esempio un'infezione) o a un'emorragia (perdita di sangue), oppure può comparire in seguito a un'ustione o dopo una lunga esposizione al freddo. Può essere provocato anche dall'abuso di alcuni farmaci (per esempio i barbiturici) o dalla puntura di un insetto, nel caso in cui la persona sia allergica a quel veleno (a volte anche quello delle api). Qualunque ne sia la causa, lo shock presenta sempre gli stessi sintomi, ossia: stordimento sudore freddo polso debole e frequente aumento della frequenza respiratoria. Per prima cosa è opportuno far sdraiare la persona sulla schiena tenendole le gambe sollevate: la testa deve essere la parte più in basso di tutto il corpo. Gli abiti devono essere slacciati, la cintura ed eventualmente la cravatta allentate. Se ci si trova in un ambiente chiuso è bene aprire la finestre o, almeno ventilare la persona, agitando un ventaglio o un giornale sul viso. Quando riprende coscienza è importante che stia sdraiata, sempre a gambe sollevate, per alcuni minuti: con questo accorgimento si mette al riparo dal rischio di svenire di nuovo. Non bisogna somministrare né bevande alcoliche, né caffè, né tanto meno medicinali, specie durante la fase di incoscienza: si può rischiare di fare inalare (mandare nei polmoni) quello che si vorrebbe fare ingoiare. E' importante sdrammatizzare la situazione incoraggiando il paziente, mostrandosi tranquilli e facendo capire che si tratta di un episodio che riveste poca importanza. Nel caso in cui dovesse ripetersi, o dovesse protrarsi a lungo la perdita di coscienza, è bene consultare un medico. Se, invece, si sospetta da subito uno stato di shock (ad esempio anafilattico da puntura d ape) è fondamentale iniziare un trattamento d'urgenza immediatamente. Va subito allertato il 118 indicando la probabile causa della situazione (puntura d'ape oppure emozione troppo intensa e violenta). Nel caso in cui permanga lo stato di incoscienza porre il soggetto in posizione laterale di sicurezza. 7. Lesioni da calore L'uomo è un essere omeotermico, cioè a temperatura costante e la sua temperatura corporea normale ha una costante intorno ai 36,7 C. Pur variando nel corso della giornata l'attività praticata e le condizioni ambientali, la temperatura corporea viene mantenuta costante dall'equilibrio tra produzione di calore (dipendente dai processi metabolici, dall'alimentazione e dall'attività muscolare) e dispersione di calore (attraverso sudorazione, conduzione, respirazione ). Ipertermia Viene definita Ipertermia un aumento della temperatura centrale dell'organismo al di sopra dei 41 C. Può essere causata da bruschi impatti con climi caldi in zone equatoriali o desertiche, improvvisi cambiamenti climatici, alterazioni di microclimi in ambienti chiusi (abitacolo dell'automobile, bagni turchi o saune), attività fisica svolta in ambienti particolari (fonderie, miniere, cantieri) o attività sportiva agonistica o meno svolta in ambienti particolarmente caldi o umidi. Colpo di calore Il colpo di calore è un disturbo severo causato da una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione, a cui l'organismo non riesce ad adattarsi. Può manifestarsi anche in un ambiente chiuso oppure in un luogo dove non batte direttamente il sole. Inizia con un senso di irrequietezza, mal di testa, ronzii agli orecchi. In breve tempo la temperatura del corpo raggiunge e supera i 38,5 gradi, la pelle è calda al tatto e appare congestionata, il viso diventa bluastro, il respiro è accelerato, il cuore batte disordinatamente e la pupilla appare dilatata. Non c'è sudorazione e la pressione si abbassa a tal punto da portare allo svenimento. É necessario trasportare subito la persona in un luogo fresco, all ombra e possibilmente ventilato. Va quindi sdraiata sulla schiena con le gambe sollevate e svestita completamente. Con un asciugamano o un panno imbevuti di acqua fredda è necessario tamponare più volte il corpo dell'ammalato allo scopo di far scendere la temperatura. Ogni volta che l'asciugamano diventa tiepido va nuovamente immerso in acqua fredda; se possibile, è bene anche porre una borsa di ghiaccio sulla testa della persona. La temperatura corporea va tenuta costantemente sotto controllo: se scende al di sotto dei 38 gradi è bene sospendere gli impacchi e asciugare la persona. Se la temperatura risale invece è necessario riprendere l'operazione di raffreddamento. Al più presto possibile si deve chiamare il 118: il trasporto in ospedale e il ricovero sono indispensabili. Si manifesta prevalentemente in soggetti giovani che praticano attività fisica in ambienti eccessivamente caldo umidi oppure in soggetti anziani in cui i meccanismi di termoregolazione sono alterati. In queste condizioni il sudore non può evaporare e quindi non si può realizzare quel meccanismo di dispersione del calore con conseguente diminuzione della temperatura corporea. SEGNI E SINTOMI - Malessere generale, sete, rossore al viso (per vasodilatazione) - nausea, vomito - vertigini fino alla confusione mentale, stupor, delirio ed infine coma. COSA FARE Portare il soggetto in ambiente fresco e ventilato spogliarlo dei vestiti eseguire spugnature di acqua fresca e borse di giaccio sul capo COSA NON FARE far bere acqua gelata evitare di far scendere troppo bruscamente la temperarura corporea Colpo di sole Il colpo di sole compare dopo una lunga esposizione ai raggi solari. Il primo segnale del disturbo è un malessere generale e improvviso a cui seguono mal di testa, sensazione di vertigine, nausea. La temperatura corporea si alza, la pelle appare secca e molto arrossata. La prima cosa da fare è portare la persona colpita in un luogo fresco, all ombra e ventilato e farla sdraiare a terra a pancia in su, tenendole le gambe sollevate rispetto al resto del corpo. Immergere un lenzuolo o un grande asciugamano in acqua fredda e poi avvolgervi la persona per farle sentire un immediato benessere. Se è possibile, è ancora meglio riempire una vasca d'acqua fredda e farvi distendere il colpito. Consigliabile anche una borsa di ghiaccio sulla testa: tutti i provvedimenti hanno lo scopo di far abbassare la temperatura del corpo. Se dopo circa mezz'ora di trattamento refrigerante la temperatura non scende, è assolutamente necessario chiamare il 118 per il trasporto al Pronto Soccorso. É sconsigliabile infatti accompagnare la persona con la propria auto, soprattutto se la giornata è molto calda e se batte il sole: il tragitto in un ambiente non attrezzato potrebbe peggiorare la situazione. Si verifica per l'azione diretta dei raggi solari anche in ambiente adeguatamente ventilato. SEGNI E SINTOMI Malessere generale, cefalea, sudorazione, rossore al viso (per vasodilatazione), nausea, vomito, vertigini fino alla confusione mentale, svenimento e stato di shock. COSA FARE portare il soggetto in ambiente fresco e ventilato spogliarlo dei vestiti eseguire spugnature di acqua fresca e borse di giaccio sul capo COSA NON FARE far bere acqua gelata evitare di far scendere troppo bruscamente la temperatura corporea Disidratazione Si manifesta in corso di sudorazione profusa con conseguente perdita di acqua ed elettroliti che generalmente vengono compensati dall'assunzione di bevande ed elettroliti, ma che in alcune circostanze (pensiamo ai maratoneti quando non effettuano correttamente le soste previste per il ristoro) possono invece risultare carenti e causare una sofferenza del metabolismo cellulare (carenza di sodio e cloro) COSA FARE Somministrare bevande ad alto contenuto di sali (tipo Gatorade). COSA NON FARE Somministrare bevande ghiacciate. Ustioni Possono essere termiche, elettriche, da radiazioni, chimiche (da acidi o alcali caustici). Quando un liquido bollente, un oggetto caldo o incandescente, un gas o un vapore ad elevata temperatura vengono a contatto con il nostro corpo provocano delle lesioni più o meno gravi, dette ustioni. Classifichiamo le ustioni in tre gradi, a seconda del loro aspetto e profondità: ustioni di I grado: la pelle si mostra arrossata, a volte un po' tumefatta, discretamente dolente; ustioni di II grado: la zona interessata è dolente e mostra vesciche o bolle superficiali, piene di un liquido chiaro o lacerate; ustioni di III grado: la pelle si mostra dura, di colore pallido o nerastro, insensibile. Le ustioni di primo grado regrediscono rapidamente senza particolari conseguenze; Quelle di secondo grado sono anch'esse reversibili, ma più lentamente, rimanendo esposte alcuni giorni al pericolo delle infezioni; Le ustioni di terzo grado non sono invece reversibili: la pelle è morta, con il tempo si staccherà e la guarigione, in mancanza di cure specifiche, avverrà con la formazione di una cicatrice deturpante; anche per questo tipo di ustioni sussiste il pericolo delle infezioni, tra cui quella tetanica. La gravità delle ustioni dipende però soprattutto dalla loro estensione: ad esempio è meno grave l'ustione di III grado di un dito che l'ustione di I grado di tutto il corpo. Dobbia
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