Dipartimento federale di giustizia e polizia DFGP Ufficio federale di giustizia UFG Ambito direzionale Diritto penale

Description
Dipartimento federale di giustizia e polizia DFGP Ufficio federale di giustizia UFG Ambito direzionale Diritto penale / MAG Rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato Schlüer

Please download to get full document.

View again

of 8
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

News & Politics

Publish on:

Views: 0 | Pages: 8

Extension: PDF | Download: 0

Share
Transcript
Dipartimento federale di giustizia e polizia DFGP Ufficio federale di giustizia UFG Ambito direzionale Diritto penale / MAG Rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato Schlüer del 20 marzo 2002; le aggressioni a soldati in uniforme sono reati perseguibili d'ufficio 1. Situazione iniziale 1.1 Il postulato Il 10 marzo 2004 il Consiglio nazionale ha trasmesso sotto forma di postulato la seguente mozione del consigliere nazionale Ulrich Schlüer: Mozione Schlüer Le aggressioni a soldati in uniforme sono reati perseguibili d'ufficio Testo della mozione del 20 marzo 2002 Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali che consentano di punire d'ufficio le aggressioni a soldati in uniforme. Cofirmatari Baader Caspar, Baumann J. Alexander, Binder, Blocher, Brunner Toni, Bugnon, Dunant, Fattebert, Fehr Hans, Fehr Lisbeth, Freund, Giezendanner, Glur, Hassler, Kaufmann, Keller, Kunz, Laubacher, Mathys, Maurer, Mörgeli, Oehrli, Pfister Theophil, Scherer Marcel, Schibli, Seiler Hanspeter, Speck, Spuhler, Stahl, Walter Hansjörg, Wasserfallen, Weyeneth, Zuppiger (33) Motivazione Da alcuni mesi si assiste a un preoccupante incremento del numero di vie di fatto gratuite, talvolta gravi, contro soldati in uniforme. Secondo la legislazione in vigore (art. 278 del Codice penale, art. 100 del Codice penale militare), tali vie di fatto sono perseguite d'ufficio dallo Stato soltanto se vengono aggrediti militari «nell'adempimento del proprio servizio». Le aggressioni a soldati in libera uscita che rappresentano il caso più frequente sono punibili unicamente a querela di parte. Tale situazione è assolutamente insoddisfacente. I soldati in uniforme rappresentano il più importante organo di sicurezza del nostro Stato. Chi li attacca, attacca lo Stato. Pertanto, anche lo Stato deve procedere immediatamente al perseguimento penale degli aggressori dei soldati in uniforme. Se lo Stato si astiene da tale perseguimento, mette in pericolo la credibilità sia dell'esercito sia del monopolio della forza detenuto dallo Stato. Parere del Consiglio federale La richiesta avanzata dalla mozione Schlüer non è nuova. Il 1 ottobre 2001, il gruppo dell'unione democratica di centro aveva già presentato una mozione simile ( ) ma più ampia che non è ancora stata trattata dalle Camere federali. Essa chiede tra l'altro che le effettive aggressioni e minacce nei confronti di persone che rivestono una funzione pubblica e dei soldati dell'esercito svizzero in uniforme siano perseguite d'ufficio. Nel suo parere del , il Consiglio federale ha deplorato le sempre più frequenti aggressioni nei confronti di soldati, poliziotti e insegnanti. Tuttavia, ha rilevato che in tali casi sono applicabili diverse disposizioni penali, segnatamente gli articoli CP (lesioni e vie di fatto) nonché l'articolo 180 CP (minaccia) e che già oggi, in caso di aggressioni gravi, gli autori sono perseguiti d'ufficio. Per contro, nei casi meno gravi è necessaria la querela da parte della vittima. Pertanto, il Consiglio federale si è detto disposto a esaminare se è possibile migliorare ulteriormente la protezione dei soldati dell'esercito in libera uscita con la rinuncia all'esigenza della querela in caso di lesioni semplici (art. 123 n. 1 CP), vie di fatto (art. 126 CP) e minaccia (art. 180 CP) o con un completamento dell'articolo 278 CP. Dato che tale disponibilità persiste tuttora, il Consiglio federale può accogliere la presente mozione sotto forma di postulato. Dal momento che la situazione iniziale non è essenzialmente mutata dallo scorso novembre, il Consiglio federale non vede motivo di trattare l'intervento nella forma vincolante della mozione. Dichiarazione del Consiglio federale Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato. 1.2 Base legale applicabile Codice penale Come illustrato dal Consiglio federale nel parere sulla mozione Schlüer, alle aggressioni nei confronti di individui sono applicabili diverse disposizioni di Codice penale (CP; RS 311.0), in particolare gli articoli CP (lesioni e vie di fatto) e l articolo 180 CP (minaccia). Tali disposizioni recitano: Articolo 122 CP: Lesioni gravi Chiunque intenzionalmente ferisce una persona mettendone in pericolo la vita, chiunque intenzionalmente mutila il corpo, un organo o arto importante di una persona, o le produce la perdita dell uso di un tale organo o arto, o le cagiona permanentemente incapacità al lavoro, infermità o malattia mentale, o le sfregia in modo grave e permanente il viso, chiunque intenzionalmente cagiona un altro grave danno al corpo od alla salute fisica o mentale di una persona, è punito con una pena detentiva sino a dieci anni o con una pena pecuniaria non inferiore a 180 aliquote giornaliere. Articolo 123 CP: Lesioni semplici 1. Chiunque intenzionalmente cagiona un danno in altro modo al corpo od alla salute di una persona, è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Nei casi poco gravi il giudice può attenuare la pena (art. 48a). 2. La pena è una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria e il colpevole è perseguito d ufficio, 2/8 se egli ha fatto uso di veleno, di un arma o di un oggetto pericoloso, se egli ha agito contro una persona incapace di difendersi o contro una persona, segnatamente un fanciullo, della quale aveva la custodia o doveva aver cura, se egli è il coniuge della vittima e ha agito durante il matrimonio o nell anno successivo al divorzio, se egli è il partner registrato o l ex partner registrato della vittima e ha agito durante l unione domestica registrata o nell anno successivo al suo scioglimento, se egli è il partner eterosessuale o omosessuale della vittima, a condizione che essi vivevano in comunione domestica per un tempo indeterminato e l atto sia stato commesso durante questo tempo o nell anno successivo alla separazione. Articolo 126 CP: Vie di fatto 1 Chiunque commette vie di fatto contro una persona, senza cagionarle un danno al corpo o alla salute, è punito, a querela di parte, con la multa. 2 Il colpevole è perseguito d ufficio se ha agito reiteratamente: a. contro una persona, segnatamente un fanciullo, della quale aveva la custodia o doveva aver cura; b. contro il proprio coniuge durante il matrimonio o nell anno successivo al divorzio; o b bis. contro il proprio partner registrato o ex partner registrato, durante l unione domestica registrata o nell anno successivo al suo scioglimento; o c. contro il proprio partner eterosessuale o omosessuale, a condizione che essi vivano in comunione domestica per un tempo indeterminato e l atto sia stato commesso durante questo tempo o nell anno successivo alla separazione. Articolo 180 CP: Minaccia 1 Chiunque, usando grave minaccia, incute spavento o timore a una persona, è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. 2 Il colpevole è perseguito d ufficio se: a. è il coniuge della vittima e la minaccia è stata commessa durante il matrimonio o nell anno successivo al divorzio; o a bis. è il partner registrato della vittima o l ex partner registrato e la minaccia è stata commessa durante l unione domestica registrata o nell anno successivo al suo scioglimento; o b. è il partner eterosessuale o omosessuale della vittima, a condizione che essi vivevano in comunione domestica per un tempo indeterminato e la minaccia sia stata commessa durante questo tempo o nell anno successivo alla separazione Codice penale militare Il Codice penale militare (CPM; RS 321.0) considera i reati contro la vita e l integrità fisica (art a CPM), la libertà (art CPM) e l integrità sessuale (art b CPM) esclusivamente perseguibili d ufficio. Ciò vale in particolare anche per le lesioni semplici, le vie di fatto e le lesioni colpose (art. 122 e 123 CPM). 3/8 In caso di servizio attivo il Codice penale militare si applica anche ai civili che si rendono colpevoli di determinati reati diretti contro i militari (art. 4 CPM); tra questi figurano ad esempio omicidi, lesioni semplici o gravi, vie di fatto, risse e reati contro la libertà. Qualora l autore del reato sia sconosciuto e le circostanze della causa non siano chiarite, nonché nei casi di gravi lesioni a militari o civili, il comandante è tenuto ad ordinare l assunzione preliminare delle prove (art. 102 Procedura penale militare, RS 322.1), gestita da un giudice militare delle indagini preliminari. Se è assolutamente certo invece che l autore sconosciuto è un civile, la competenza delle indagini spetta alle autorità civili (art. 9 cpv.1 CP). In questo caso il militare viene informato della possibilità di sporgere querela. 2. Necessità di una revisione ai sensi del postulato Secondo le disposizioni di cui al punto 1.2.1, il diritto vigente punisce già d ufficio le aggressioni contro soldati in uniforme, se tali attacchi sono considerati gravi. Concretamente si tratta di lesioni gravi (art. 122 CP) o di lesioni qualificate, e di atti con uso di veleno, arma da fuoco o oggetti pericolosi (art. 123 n. 2 CP). Volendo prendere in considerazione nel suo insieme la problematica sollevata dal postulato, rimane pertanto da chiarire se sia opportuno rinunciare totalmente alla richiesta di querela nei casi meno gravi - come nella fattispecie della lesione semplice (art. 123 n. 1 CP), delle vie di fatto (art. 126 CP) e della minaccia (art. 180 CP) - o rinunciarvi almeno in quei casi in cui le vittime sono soldati in uniforme. Va poi accertato se non occorra eventualmente completare l articolo 278 CP. Per raggiungere l obiettivo del postulato vale a dire il perseguimento d ufficio di un aggressione contro soldati in uniforme esistono diverse soluzioni. 2.1 Possibilità e limiti della querela Per poter dire se è necessaria una modifica del Codice penale - così come richiesta dal postulato - occorre capire la funzione, la portata, i vantaggi e gli svantaggi della querela. L esistenza di reati perseguibili a querela di parte non è messa in discussione. In generale in Svizzera si è del parere che vi siano determinati reati che non devono essere perseguiti d ufficio, indipendentemente dalla volontà della parte lesa. È richiesta la querela della parte lesa quando: si tratta di un reato di minore entità oppure il perseguimento del reato lede importanti interessi della vittima oppure il perseguimento penale potrebbe pregiudicare un rapporto personale tra la vittima e l autore del reato. L esigenza della querela facilita la mediazione penale tra l autore del reato e la vittima e la riparazione. In caso di reato perseguibile a querela di parte l influenza della vittima sulla procedura è decisamente maggiore. In particolare perché in questa fase della procedura esiste ancora la possibilità di rinuncia. Questa possibilità non è data invece a chi denuncia un reato perseguibile d ufficio. Da questo punto di vista la vittima di un reato perseguibile a querela di parte si trova spesso in una situazione più favorevole se vuole chiedere un indennità materiale. La vittima dispone infatti dei mezzi per convincere l autore del reato ad una soluzione consensuale. Il ritiro della querela può essere fatto dipendere dal versamento di una riparazione adeguata. 1 1 Cfr. Christof Riedo in: Marcel Alexander Niggli / Hans Wiprächtiger (Hrsg.), Basler Kommentar zum Strafrecht II, 2 a ed., Basilea 2007 (qui di seguito BSK), n. 5 segg. prima dell art. 30 CP 4/8 Nel Codice di procedura penale svizzero (CPP), che entrerà in vigore probabilmente il 1 gennaio 2011, è previsto che il pubblico ministero possa convocare il querelante e l imputato a un udienza di conciliazione. Lo stesso avviene se può essere presa in considerazione un impunità a seguito di riparazione secondo l articolo 53 CP. L avvenuta conciliazione è messa a verbale e l accordo è firmato dagli interessati. Il pubblico ministero abbandona quindi il procedimento (art. 316 cpv. 1-3 CPP). Nei codici di procedura cantonali esistono già oggi disposizioni analoghe molto usate nella prassi, affinché possano essere evitati procedimenti penali e condanne. Una disposizione analoga a quella dell articolo 53 CP è prevista dall articolo 45 CPM per il procedimento penale militare. In più del 90 per cento dei casi le autorità vengono a conoscenza di un reato da parte dei cittadini. Si stima che i procedimenti penali avviati a seguito di una denuncia da parte della polizia sono appena il 2-9 per cento 2. Se ne deduce che se non è sporta denuncia la probabilità che si giunga ad un procedimento penale è altrettanto bassa che in mancanza di querela. Le differenze tra i reati perseguiti d ufficio e quelli perseguiti a querela di parte si concentrano per il resto soprattutto su due punti: da un lato la querela è vincolata ad una scadenza e spesso a severi requisiti di forma. Dall altro chiunque può presentare una denuncia, mentre solo determinate persone possono sporgere querela. Tuttavia, secondo le statistiche sulle condanne penali, anche la querela nella maggior parte dei casi (circa l 80%, con alcune differenze a seconda del tipo di reato 3 ) è sporta dalla vittima stessa. Non sembra dunque determinante che la fattispecie penale sia qualificata come reato perseguibile d ufficio o reato perseguibile a querela di parte. 4 Il diritto di querela si estingue dopo tre mesi. Il termine decorre dal giorno in cui l avente diritto ha conosciuto l identità dell autore del reato (art. 31 CP). La punizione dell autore del reato, nel caso di reati perseguibili a querela di parte, può essere chiesta solo da chi è stato leso (art. 30 cpv. 1 CP). L autore del reato deve essere informato in tempi ragionevoli dell eventuale perseguimento penale a suo carico. Il termine serve dunque ad accelerare la procedura (esecuzione dell obbligo di celerità di cui all art. 6 n. 1 CEDU e all art. 29 cpv. 1 Cost. [DTF 120 IV 107]). Il termine per sporgere querela è relativamente corto anche per permettere di stabilire in tempi brevi i fatti giuridici rilevanti. 2.2 Possibilità di modifica 1: Stralcio dell esigenza della querela agli articoli 123 numero 1, 126 capoverso 1 e 180 capoverso 1 CP Questa possibilità prevede di stralciare l esigenza della querela per i casi di lesioni semplici, vie di fatto e minaccia, affinché i reati siano perseguiti d ufficio indipendentemente dal fatto che la vittima sia un soldato o un civile. Dal numero 2.1 emerge che lo stralcio dell esigenza della querela agli articoli 123 numero 1, 126 capoverso 1, 180 capoverso 1 CP e la conseguente trasformazione generale di queste fattispecie in reati perseguiti d ufficio comporta diversi svantaggi. I vantaggi dell esigenza della querela superano di gran lunga gli svantaggi. In particolare è decisamente maggiore l influenza che la vittima di un reato perseguibile a querela di parte può esercitare sulla procedura, essendo dato maggior peso alla mediazione penale tra l autore del reato e la vittima. La mediazione penale tra l autore del reato e la vittima riveste un ruolo importante anche nella prassi, che andrebbe perso con lo stralcio dell esigenza della querela, gravando consi Günther Kaiser, Kriminologie, 10 ed., Heidelberg 1997, 322, 143 Günther Kaiser, in loc.cit., 140; Christian Schwarzenegger, Opfermerkmale, Kriminalitätsbelastung und Anzeigeverhalten im Kanton Zürich: Resultate der Zürcher Opferberatung, ZStrR 108 (1991), 65 Christof Riedo, in loc.cit., n. 4 prima dell art. 30 CP 5/8 derevolmente sulla giustizia penale. Questa forma di mediazione va assolutamente mantenuta nelle disposizioni in questione. Inoltre a livello di indagine e di procedura giudiziale l onere e lo stress psicologico a carico della vittima sono gli stessi, indipendentemente dal fatto che sia parte in causa o semplicemente testimone: la polizia va informata per mezzo di denuncia o querela, cosa che la vittima fa comunque generalmente da sola, poi seguono gli interrogatori ed eventuali confronti e, se del caso, il dibattimento in tribunale. È pertanto giusto, nel caso di reati di minore gravità, lasciar decidere alla vittima se optare per il perseguimento penale o se proteggere la sua sfera privata, a maggior ragione perché nel procedimento penale anche il suo ruolo sarà oggetto di indagine. Infine non ci si attende che lo stralcio dell esigenza della querela contribuisca a proteggere in maniera tangibile la vittima né esplichi un ulteriore effetto deterrente sull autore del reato, che di certo non si informerà prima di commettere il reato se questo è punibile d ufficio o a querela di parte. 2.3 Possibilità di modifica 2: Completamento degli articoli 123 numero 2, 126 capoverso 2 e 180 capoverso 2 CP concernente i reati contro i militari Invece di rinunciare interamente all esigenza della querela in caso di lesioni semplici, vie di fatto e minacce (cfr. n. 2.2), vi è anche la possibilità di completare gli articoli 123 numero 2, 126 capoverso 2 e 180 capoverso 2 CP in modo da prevedere il perseguimento d ufficio solo nei casi in cui le fattispecie penali menzionate siano dirette contro i militari. L attuale tenore delle suddette disposizioni prevede il perseguimento d ufficio solo in casi precisi. Si tratta di reati che il legislatore ha considerato particolarmente pericolosi o perversi. Particolarmente pericolosa è considerata la lesione grave con veleno, armi o oggetti pericolosi (art. 123 n. 2 cpv. 2 CP), poiché in questo caso esiste il rischio di lesioni gravi ai sensi dell articolo 122 CP. Particolarmente perversi sono considerate le lesioni semplici e le vie di fatto ripetute contro chi non è in grado di difendersi o chi ha bisogno di protezione e le aggressioni o le minacce dentro le mura domestiche. 5 Con l introduzione di queste disposizioni si è voluto rinunciare all esigenza della querela fondamentalmente per proteggere il delicato rapporto tra la vittima e l autore del reato, visto che l esperienza ha dimostrato che in tali situazioni la vittima tende raramente a sporgere querela. Il partner violento fa spesso uso del suo potere per costringere o spingere la vittima ad abbandonare qualsiasi passo verso l avvio di un procedimento o a sostegno del procedimento. A ciò si aggiungono i sentimenti di colpevolezza e vergogna della vittima, la dipendenza emotiva, economica e sociale, le paure, ecc. 6 Nel caso dell autore del reato e del militare aggredito il rapporto di dipendenza sopra descritto - che costringerebbe il militare a ritirare la querela non esiste. Al contrario sempre più spesso il militare è motivato dai superiori che conoscono il diritto a sporgere querela, atto per il quale riceve anche il necessario sostegno. Inoltre, dal punto di vista dei beni giuridici individuali da proteggere, nulla cambia all irrilevanza del reato, se è stato commesso contro un militare. Non vi sono pertanto obbiettivamente motivi per trasformare in generale vie di fatto, lesioni semplici e minacce contro soldati in uniforme in reati perseguibili d ufficio. Per il resto le argomentazioni qui summenzionate (cfr. n. 2.2) si applicano analogamente. 5 6 Cfr. Andreas A. Roth / Anne Berkemeier, BSK, n. 11 seg. sull art. 123 CP e n. 7 segg. sull art. 126 CP; Vera Delnon / Bernhard Rüdy, BSK, n. 35 sull art. 180 CP; Stefan Trechsel / Thomas Fingerhuth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2008 (qui di seguito Praxiskommentar), n. 5 segg. sull art. 123 CP Andreas A. Roth / Anne Berkemeier, in loc.cit., n. 30 sull art. 123 CP 6/8 2.4 Possibilità di modifica 3: Complemento dell articolo 278 CP Articolo 278 CP: Turbamento del servizio militare Chiunque impedisce o disturba un militare nell adempimento del proprio servizio, è punito con una pena pecuniaria sino a 180 aliquote giornaliere. L articolo 278 CP si trova nel titolo tredicesimo del Codice penale che elenca i crimini e i delitti contro lo Stato e la difesa nazionale. L obiettivo di protezione di tali disposizioni è lo Stato nella sua esistenza e nelle sue basi politiche, economiche e militari 7. L articolo 278 CP vuole tutelare penalmente l esercizio del servizio militare,
Related Search
Similar documents
View more...
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks