Dalle omelie di Don Pierino Galeone a cura di Don Vincenzo Carone

Description
Dalle omelie di Don Pierino Galeone a cura di Don Vincenzo Carone Presentazione Padre Pio diceva: l'anima che ha scelto il divino amore non può rimanersene egoista nel Cuore di Gesù, ma si sente ardere

Please download to get full document.

View again

of 26
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

Screenplays & Play

Publish on:

Views: 2 | Pages: 26

Extension: PDF | Download: 0

Share
Transcript
Dalle omelie di Don Pierino Galeone a cura di Don Vincenzo Carone Presentazione Padre Pio diceva: l'anima che ha scelto il divino amore non può rimanersene egoista nel Cuore di Gesù, ma si sente ardere anche nella carità verso i fratelli... (Ep.III, p.962). Da parecchio tempo sento in me un bisogno, cioè di offrirmi al Signore vittima per i poveri peccatori e per le anime purganti. (Ep.I, p.206) il bene che noi ci adoperiamo ad arrecare alle anime altrui, risulterà utile anche alla santificazione dell'anima nostra... (Ep.II, p.384). Don Pierino Galeone ha avuto da Padre Pio il compito di fondare l Istituto Secolare dei Servi della Sofferenza che vuole essere il luogo dove Padre Pio è presente nella Chiesa per compiere la sua missione fino alla fine del mondo. Padre Pio ha comunicato a Don Pierino la sua spiritualità, per cui le sue prediche portano alla conoscenza della misericordia di Dio, e mediante la conversione, avere l esperienza di Dio; l esperienza poi porta all impegno dell ubbidienza alla fede per vivere nella Chiesa l amore di Dio che salva. In una omelia ha detto: Tante volte andiamo da Gesù, dalla Madonna, dai Santi dei quali siamo devoti, soltanto per avere quello che ci è necessario per la vita umana, per ciò che è terrestre, e pensiamo poco alle cose dello spirito, alla salvezza dell anima, al Regno dei Cieli. Quanta gente che pur andando in chiesa, non si è ancora impegnata a mettersi in comunione seria e definitiva con Cristo osservando i suoi comandi, poiché la comunione intima con Cristo avviene mediante l osservanza della sua Parola. Ho raccolto molte di queste omelie, le ho mandate per Facebook; adesso voglio ordinarle in alcuni Quaderni e mandarle a voi; saranno utili a voi e agli altri per perseverare nella Chiesa sulla via della salvezza. Don Vincenzo Versione scaricabile e stampabile dai siti internet INSIEME CON PADRE PIO Quaderno XIII Pag. 2 Torniamo a meditare la parola di Dio Il ritorno alla meditazione può avere strade diverse: la delusione del peccato, come il figliol prodigo; lo smarrimento nella vita, come la pecorella smarrita; la ricerca della verità, come la samaritana; la pena dell ingratitudine, come Pietro; la preghiera comune, come gli Apostoli nel Cenacolo. E bene non riflettere troppo, potresti andare più a fondo. Se hai aperto una fossa e vi hai gettato dentro ogni giorno immondizie, per richiuderla è bene prima chiamare chi dovrà svuotarla e bruciare le immondizie e non già star sulla fossa a riaprire le immondizie per rivedere e risentire quanta e quale roba vi hai accumulato da tanto tempo. E inutile e pericoloso. Più contemplazione che riflessione. Bisogna ripartire dalla parola di Dio, per risalire al soprannaturale. Ma come può tornare a contemplare chi non medita più? E necessario che vada alla parola di Dio. Lo Spirito Santo te la spiegherà, quella giusta per te e pian piano ti porterà al Signore, alla sua misericordia, al ritorno, al perdono ed all abbraccio con Dio. Ti aiuterà a riflettere, facendoti cosciente di quanto hai commesso, conducendoti per mano lungo l itinerario della malizia. Credi a Lui! Lasciati guidare dalla fede! Ti darà la luce per vedere Dio e per riflettere su te stesso, senza avere terrore dell uno e spavento dell altro. Cammina alla luce dei principi del cristianesimo, non vacillare mai nella fede e non temere. Lascia il male, torna indietro e cambia strada come i Magi; stai attento al lievito dei farisei e al lievito di Erode. Non tornare al vomito del cane, fuggi le occasioni e riavrai il santo timore di Dio. Torna a risentire le parole di Gesù, verificale coll insegnamento della Chiesa, e ancor più con le tue opere buone. La Mamma Celeste darà la forza al padre spirituale di vedere la fossa, di svuotarla, di bruciare tutto e di piantarvi un giardino dove fiori e frutti allieteranno chi vi abiterà. INSIEME CON PADRE PIO Quaderno XIII Pag. 3 Il Signore solleva dalla polvere il misero, innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere con i capi del popolo, e assegnar loro un seggio di gloria (1Sam 2,1-10). La parola di Dio è il latte e il cibo del convalescente. Ma tu mangia e bevi la parola di Dio ritornando alla pratica della meditazione. Non ti stancare dei piccoli passi, cammina, segui e tornerai ad essere forte, sempre più forte. L esperienza ti metterà a bada da tante astuzie diaboliche. Sii sincero nella confessione, amoroso nella comunione con Cristo e con i tuoi cari, fa bene il tuo dovere e apriti sempre di più all ubbidienza alla fede. Gesù gioirà, farà festa, ti prediligerà vedendo il tuo sincero ritorno alla parola di Dio, alla meditazione e quindi all umile riflessione. Potrà accadere di te dove abbondò la colpa, sovrabbonda la grazia. Torna a meditare e tornerai a vivere, Gesù stesso ti guiderà, Egli è come un albero ch è piantato lungo correnti di acque : il che si può intendere o nei riguardi della stessa Sapienza, che si è degnata di assumere la natura umana per la nostra salvezza, in modo che l uomo e la donna diventino alberi piantati lungo correnti d acqua; il che può rispondere al senso per cui in un altro salmo è detto: il fiume di Dio è colmo di acque ; o riguardo allo Spirito Santo del quale è detto: Egli vi battezzerà nello Spirito Santo, e ancora: Chi ha sete, venga a me e beva ; e in altro luogo: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è Colui che ti dice: Dammi da bere -, tu stessa gli avresti fatta questa domanda, ed egli ti avrebbe data dell acqua viva ; chi beve di quest acqua non avrà mai più sete, ma essa diventerà in lui una sorgente d acqua zampillante nella vita eterna. Lungo correnti di acque può anche significare per i peccati dei popoli, dal momento che l Apocalisse raffigura i popoli nelle acque, e corrente può intendersi ragionevolmente come caduta attinente alla colpa. E dunque l albero, che è Nostro Signore; dalle acque correnti, cioè trae i suoi fedeli dai popoli peccatori, li mette sulla strada della fede, ed essi affondano le radici della loro vita nella sua dottrina, darà frutto, ossia Gesù costituirà la chiesa; a suo tempo, ossia dopo che sarà stato glorificato nella Risurrezione e nell ascesa al Cielo. Dopo aver inviato lo Spirito Santo agli Apostoli, confermandoli nella loro fede e indirizzandoli ai popoli, Gesù ha prodotto il frutto della Chiesa nel mondo. INSIEME CON PADRE PIO Quaderno XIII Pag. 4 E il cui fogliame non cade, ossia la sua Parola non è vana: poiché erba è tutta la carne (ogni essere umano) e tutta la sua gloria è come il fiore del campo; l erba si seccò e il fiore cadde, ma la parola del Signore resta per sempre. E tutto quel ch egli fa, riesce bene, ossia tutto ciò che quell albero avrà prodotto, in frutti e in foglie, ossia in fatti e in parole. Il vento della superbia di coloro che rifiutano la parola di Dio li disperderà come polvere al vento. Non così gli empi, non così! ma sono come polvere che il vento disperde dalla faccia della terra : per terra si intende qui la stabilità in Dio, della quale si dice: Il Signore è la porzione della mia eredità : delizioso davvero per me è il mio retaggio ; e ancora: Spera nel Signore e segui la sua via, e t innalzerà su a posseder la terra ; e in altro luogo: Beati i mansueti, perché essi possederanno la terra. La similitudine poi deriva dal fatto che come la terra visibile alimenta e sostiene la vita dell uomo, così quella terra invisibile alimentata dalla Grazia, sostiene la vita divina nell uomo e nella donna. Ed è da questa terra che il vento, cioè la superbia che gonfia, spazza via l empio. Tenendosi lontano dalla superbia, colui che si inebria dell abbondanza della casa di Dio e si disseta al torrente delle sue delizie, dice: Non si levi contro di me il piede del superbo. Da questa terra la superbia ha scacciato lucifero che disse: Sederò nei penetrali aquilonari, sarò simile all Altissimo ; e dalla faccia di questa terra ha spazzato via anche Adamo ed Eva i quali, acconsentendo a gustare dei frutti dell albero proibito, per essere come Dio, si nascosero dietro un cespuglio coprendo le loro vergogne con foglie di fico, per non essere visti da Dio. Che questa terra riguardi l uomo interiore, e che da essa l uomo sia scacciato dalla sua superbia, soprattutto lo si può intendere dalle parole: Perché insuperbisce la terra e la cenere? un tale uomo già da vivo ha gettato via le sue viscere ; per cui l espressione spazzato via può ragionevolmente intendersi come si è spazzato via da se stesso. L empio e il peccatore non affronteranno il giudizio di Dio a testa alta. Perciò non si leveranno su nel giudizio : appunto perché sono spazzati via come polvere dalla faccia della terra; ed è detto egregiamente che ai superbi viene INSIEME CON PADRE PIO Quaderno XIII Pag. 5 sottratto quello che maggiormente ambiscono, cioè la facoltà di giudicare le proprie azioni, il che ancor più chiaramente può intendersi dalle parole che seguono: né i peccatori nel consesso dei giusti ; infatti vien così ripetuto in maniera più distesa quanto era stato espresso precedentemente, intendendo per peccatori gli empi i peccatori sono quelli che cedono alla tentazione, gli empi sono quelli che amano commettere azioni che la Legge ha vietato sì che quanto sopra è detto del giudizio, viene ora affermato del consiglio dei giusti. Gli empi sono altra cosa dai peccatori, di modo che, sebbene ogni empio sia peccatore, non per questo ogni peccatore è empio, gli empi non si leveranno su nel giudizio, ossia si leveranno ma non per essere giudicati perché ormai destinati a certissime pene; laddove i peccatori non si leveranno nel consesso dei giusti, ossia per giudicare, ma piuttosto per essere giudicati, in modo che di loro possa dirsi: L opera di ciascuno si farà manifesta; e se rimarrà quel lavoro che uno ha sopraedificato, ne avrà ricompensa; se l opera di qualcuno sarà bruciata, ne soffrirà danno: egli però sarà salvato, così appunto per mezzo del fuoco. Il Salmo richiama l attenzione alle pene del Purgatorio che rendono le anime degne di entrare nel Regno di Dio. Perché sa il Signore la via dei giusti. Così come si dice che la medicina conosce la salute, ma non le malattie, e tuttavia anche le malattie si conoscono per mezzo dell arte medica, allo stesso modo si può dire che il Signore riconosce la via dei giusti e non quella degli empi. Non riconoscerà come suoi discepoli coloro che lo hanno rinnegato; dirà ai peccatori: Non vi conosco -; e vengono poi le parole ma la via degli empi va in malora, ed è come se si dicesse: il Signore non conosce la via degli empi -; ma più efficacemente viene affermato che essere ignorati dal Signore è morire alla vita divina, ed essere riconosciuti discepoli di Cristo è vivere la vita divina; poiché alla conoscenza di Dio corrisponde l essere, così come al rifiuto delle verità del cristianesimo il non essere. Dice infatti il Signore: Io sono Colui che è, e Colui che è mi ha mandato. A Mosè che gli chiedeva: come ti chiami? Dio rispose: il sono Colui che È. INSIEME CON PADRE PIO Quaderno XIII Pag. 6 Il comando di Gesù: amatevi l un l altro come Io ho amato voi Il prossimo è doppiamente fratello, come uomo e come figlio di Dio. Egli ha la nostra stessa natura umana e la medesima immagine di Dio. L uomo è amore e va trattato con amore, perché l amore è il solo suo vero linguaggio. L uomo che non ama, difficilmente imparerà il modo giusto di trattare il prossimo. Al contrario, nessun uomo è impossibile da trattare, perché ciascun uomo, o come nostro simile o come figlio di Dio, può capire il linguaggio universale dell amore. Gli strumenti tecnici, l antropologia, la psicologia, la filosofia, la teologia, senza l amore, sono come un corpo senz anima. La verità umana e divina, senza la carità, non può arrivare all uomo, al suo profondo Io, sicché lo possa aiutare. La verità, senza la carità, come torrente impetuoso, travolge ma non conquista né la mente, perché si sente abbagliata e non illuminata, né la volontà, perché si sente spinta con la violenza, non sollecitata con la convinzione. L amore scopre gli spazi nella persona del prossimo. La logica e il sentimento, la stima e la gentilezza, un saluto affabile e un disinteressato servizio, una nobile comprensione e un sorriso semplice, un saggio riserbo e una delicata dimenticanza, una pazienza inalterata e un cedimento nella discussione, un gesto di leale umiltà, di necessaria fermezza, di inflessibile onestà, sono l iride dell amore che conquista. La parola e il silenzio, i discorsi e i fatti, la dolce dimenticanza del male ricevuto e il ricordo grato del bene avuto, se generati dall amore, sono avvertiti dal prossimo che, come fiore al sole, si apre e offre spazi di ascolto, di affetto e di amicizia. Soltanto un uomo retto e un cristiano vero possiedono il linguaggio universale dell amore, il solo che ha il potere di dire pane al pane e vino al vino. Il di più, INSIEME CON PADRE PIO Quaderno XIII Pag. 7 non essendo amore, è meglio evitarlo; potrebbe richiudere la porta dopo averla saggiamente aperta con la chiave dell amore. Una volta entrati nel cuore del prossimo, non offrirgli la tua immagine di Dio, ma Dio stesso. Continua ad amarlo sino in fondo, non ingannarlo avvincendolo all immagine di Dio più che alla Sua persona. Se il prossimo verificherà la tua sincerità di amore, ti amerà e ti aiuterà ad amare gli altri, solo così la conquista è perfetta. fine del Comandamento nuovo è Cristo, a giustificazione di ogni credente. Come osiamo sperare sulla parola del Signore che cerchiamo di mettere in pratica, così dobbiamo riconoscere che essa è la nostra voce e non quella di altri. Non nostra nel senso che sia la voce di quelli soltanto che leggono questa catechesi, ma nostra in quanto voce di noi tutti quanti siamo sparsi sull intera faccia della terra, da oriente ad occidente. E perché comprendiamo bene che questa è la nostra voce, il salmista parla come fosse un uomo solo. Ma non è un uomo solo: è l unità della Chiesa che parla come per bocca del Signore Gesù. Perché in Cristo siamo tutti un solo uomo, come in Adamo siamo in quell uomo che ha peccato. Il Capo di questo solo uomo è in Cielo, da dove ci guida a mettere in pratica il comandamento dell amore. Lui ci assiste con la Grazia ed è rimasto con noi nella SS.ma Eucarestia, mentre noi ci affatichiamo sulla terra affinché la Chiesa e l umanità tutta non perdano di vista i principi del cristianesimo. Questa sarebbe una rovina per il mondo dalle conseguenze tragiche. Gli uomini e le donne che vogliono soltanto il lavoro per avere i soldi e stare bene, sanno benissimo che il benessere ha portato vizi e stravizi, ha distrutto qualsiasi traccia di bontà dal loro cuore. Il cristianesimo insegna che i soldi, e non soltanto i soldi, devono servire per compiere le opere della giustizia sociale e dell amore al prossimo. Andando incontro al prossimo, noi andiamo incontro a Cristo: quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l avete fatto a me. Esaudisci, Dio, la mia supplica; tendi l orecchio alla mia preghiera. Chi parla? Sembra un individuo. Osserva bene se sia davvero uno. Dice: Dai confini della terra a te ho gridato, nell angoscia del mio cuore. Non si tratta dunque di un solo individuo, sebbene in Cristo, di cui siamo le membra, noi tutti siamo uniti in Lui. Una persona singola, infatti, come potrebbe gridare INSIEME CON PADRE PIO Quaderno XIII Pag. 8 dai confini della terra? Dai confini della terra grida soltanto quella eredità della quale fu detto al Figlio stesso: Chiedi a me, e ti darò le genti in tua eredità, e in tuo possesso i confini della terra, cioè ovunque c è uno che crede in Lui. È, dunque, questo possesso di Cristo, questa eredità di Cristo, questo corpo di Cristo, questa unica Chiesa di Cristo, questa unità che noi siamo, che grida dai confini della terra. E che cosa grida? Esaudisci, Dio, la mia supplica; tendi l orecchio alla mia preghiera. Mi hai condotto perché sei divenuto la mia speranza. Se Gesù non fosse divenuto la nostra speranza, non sarebbe in grado di condurci. Ci conduce in quanto è la nostra guida; e ci conduce con sé in quanto Egli è la nostra via; a sé ci conduce in quanto egli è la nostra patria. Dunque ci conduce. Ma come fa? Può farlo perché è divenuto la nostra speranza. E quando è divenuto la nostra speranza? Il Vangelo ce lo ha spiegato! Egli è stato tentato, ha sofferto, è risorto: così la sua Risurrezione è diventata la nostra speranza. Cosa diciamo dentro noi stessi quando leggiamo queste cose? Dio non vuole certamente la nostra dannazione se per noi ha mandato il suo Figlio ad essere tentato, crocifisso, a morire, a risorgere. Diciamo che Dio non manca di stima per noi se per noi non ha risparmiato il suo Figlio, ma per noi tutti lo ha dato, così egli è divenuto la nostra speranza. In Lui puoi vedere la tua fatica per dare la testimonianza della tua fede, e la tua ricompensa: la tua fatica nella passione del Signore, la tua ricompensa nella sua Resurrezione. Così egli è divenuto la nostra speranza. Noi, infatti, abbiamo due vite: una nella quale siamo attualmente, e l altra che speriamo di meritare con le nostre opere. Quella nella quale siamo, ci è nota; quella che speriamo, ci è sconosciuta. Resisti durante questa vita e conseguirai quella che non hai ancora. Ma, che vuol dire: Resisti? Non farti vincere dal tentatore. Con le sue fatiche, le sue tentazioni, le sofferenze e la morte, Cristo ti ha mostrato la vita che hai da vivere adesso; con la sua Resurrezione ti ha mostrato la vita che ti attende. Noi, infatti, sapevamo soltanto che l uomo nasce e muore; non sapevamo che l uomo risorge e vive in eterno. Egli è diventato la nostra speranza nelle tribolazioni e nelle tentazioni. Senti cosa dice l Apostolo: Non solo, ma noi ci gloriamo anche nelle tribolazioni; sapendo che la tribolazione genera la pazienza, la pazienza INSIEME CON PADRE PIO Quaderno XIII Pag. 9 genera la virtù provata e questa a sua volta la speranza; la speranza poi non è delusa, perché la carità di Dio è stata diffusa nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Lui stesso, dunque, è divenuto la nostra speranza; Lui che ci ha dato lo Spirito Santo e ci fa camminare verso la speranza. Non cammineremmo, infatti, se non avessimo la speranza. Come afferma il medesimo Apostolo: Ciò che uno scorge, può forse sperarlo? ma, se speriamo ciò che non vediamo, per mezzo della pazienza lo aspettiamo, e ancora: è nella speranza che siamo stati salvati. Spera in lui, o popolo tutto riunito in preghiera. Lasciatevi dietro coloro che vi si oppongono, che ostacolano il vostro cammino, e vi odiano. effondete al suo cospetto i vostri cuori! Non cedete a coloro che vi dicono: Dove è il vostro Dio? Gesù per mezzo del Profeta ci fa conoscere la sua tentazione; Le mie lacrime sono divenute per me pane di giorno e di notte, mentre ogni giorno mi si dice: Dove è il tuo Dio? Ma che cosa si dice in tale Salmo? Ho meditato queste cose e ho effuso sopra di me l anima mia. Cercando il suo Dio, Gesù ha effuso sopra di sé la sua anima, pur di raggiungerlo. Il Padre è rimasto in Lui: aprite a lui i vostri cuori, supplicando, confessando i nostri peccati, e sperando che venga presto il giorno della nostra risurrezione. Non teniamo rinchiusi i nostri cuori in noi stessi; apriteli dinanzi a lui! Non va perduto ciò che effondiamo. Perché Lui è il mio rifugio. Riversa nel Signore il tuo affanno, e spera in lui. Effondete al suo cospetto i vostri cuori: Dio è il nostro soccorso. Di che cosa abbiamo timore, in mezzo ai mormoratori e ai denigratori che Dio detesta? È vero che essi dove possono, aggrediscono apertamente, e dove non possono insidiano di nascosto. È vero che sono falsi quando lodano, mentre in realtà ci combattono. Tuttavia, che cosa temiamo in mezzo a costoro? Potranno forse competere con Dio? Ovvero saranno, per caso, più forti di Lui? Dio è il nostro aiuto. Siamo sicuri! Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? Rifugiamoci in Lui. Dio è il nostro soccorso. INSIEME CON PADRE PIO Quaderno XIII Pag. 10 I buoni
Related Search
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks