COMUNE DI VENEZIA REGOLAMENTO DEI SERVIZI PER L'INFANZIA. Deliberazione n. 61 del Consiglio Comunale del 04 Marzo 2002 Esecutiva il 19 Marzo PDF

Description
COMUNE DI VENEZIA REGOLAMENTO DEI SERVIZI PER L'INFANZIA Deliberazione n. 61 del Consiglio Comunale del 04 Marzo 2002 Esecutiva il 19 Marzo Deliberazione n. 146 del Consiglio Comunale del 22 dicembre

Please download to get full document.

View again

of 21
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

Presentations & Public Speaking

Publish on:

Views: 0 | Pages: 21

Extension: PDF | Download: 0

Share
Transcript
COMUNE DI VENEZIA REGOLAMENTO DEI SERVIZI PER L'INFANZIA Deliberazione n. 61 del Consiglio Comunale del 04 Marzo 2002 Esecutiva il 19 Marzo Deliberazione n. 146 del Consiglio Comunale del 22 dicembre 2008 Esecutiva il 3 gennaio Deliberazione n. 133 del Consiglio Comunale del 9 novembre 2009 Esecutiva il 23 novembre Deliberazione n. 11 del Consiglio Comunale del 24 febbraio 2014 Esecutiva il 5 aprile 2014 Deliberazione n. 27 del Consiglio Comunale del 12 maggio 2016 esecutiva il 31 maggio 2016 PARTE I Principi Generali Art. 1 Finalità regolamentari e tipologia dei servizi Il presente Regolamento, in armonia con la Carta dei Servizi, norma le attività dell'amministrazione Comunale orientate alla programmazione, creazione e coordinamento dei Servizi rivolti alla popolazione infantile da 0 a 6 anni, al fine di rispondere ai bisogni formativi del bambino ed alle esigenze sociali della cittadinanza. I Servizi per l'infanzia si suddividono in: Servizi Tradizionali: Nido e Scuola dell'infanzia, quali strutture permanenti; Servizi Innovativi sia sul piano dei contenuti che dell'organizzazione, da sottoporsi ad un periodo di sperimentazione fino ad un massimo di tre anni; Nuovi Servizi: Servizi Innovativi che, dimostratisi positivi, vengono messi a regime. Art. 2 I bambini quali soggetti di diritto Il bambino è soggetto portatore di diritti inalienabili, così come sancito dall'art. n. 3 della Costituzione Italiana e dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata dal Parlamento Italiano con Legge n. 176 del L'Amministrazione Comunale orienta le proprie attività in tal senso ed in particolare: riconosce il bambino come individuo e cittadino; esplica le proprie attività in riferimento alla delicatezza e peculiarità del suo essere, attivando forme di tutela e garanzia; crea le condizioni per avviare dei processi educativi tendenti a sviluppare le potenzialità innate in ciascun bambino, rendendolo capace di esprimerle e sostenendolo nella formazione della sua identità. Art. 3 Finalità educative Il bambino deve essere messo in condizione di crescere come soggetto attivo, libero, autonomo, competente e creativo, partecipe del contesto sociale di appartenenza. I Servizi di cui all'art. 1: favoriscono lo sviluppo armonico dell'intera personalità del bambino nelle sue componenti fisiche, affettive, emotive, cognitive e sociali; mettono in atto le risorse necessarie al fine di favorire l'accoglienza e l'integrazione dei bambini e delle loro famiglie; garantiscono il rispetto dei principi universali di libertà, dignità, uguaglianza, giustizia, tolleranza e solidarietà, non ponendo alcuna discriminazione in merito a razza, etnia, sesso, religione, opinioni politiche, condizione socioeconomica e psicofisica. Art.4 Standard di servizio L'Amministrazione Comunale riconosce gli standard qualitativi e quantitativi vigenti (Comunità Europea, Stato e Regione) quali riferimenti per l'organizzazione e la gestione dei Servizi oggetto del presente Regolamento, stipula accordi con altre realtà erogatrici di Servizi, tenendo in considerazione tali standard e attuando il controllo attraverso l utilizzo delle proprie strutture tecniche, pedagogiche ed amministrative (v. art. 10), con particolare riferimento a: rapporti numerici tra il personale docente ed il bambino; qualità degli spazi; qualità e tipologia dei materiali didattici; tipologia delle attività educative; processi formativi del Personale; accessibilità ed utilizzo dei servizi; valorizzazione delle differenze. Art. 5 Partecipazione alle spese dei Servizi La frequenza alle strutture comunali per l'infanzia di cui all'art.1 comporta la partecipazione da parte delle famiglie alle spese generali di gestione e/o di alcuni servizi, quali la refezione e il trasporto, nei termini stabiliti da specifici provvedimenti deliberativi e non potrà mai superare il costo dei servizi. Verranno garantite forme di esenzione o agevolazioni alle famiglie che si trovano in particolari situazioni di disagio socio-economico. Art. 6 Partecipazione Sociale Nell'ambito della vigente normativa che definisce i responsabili della gestione dei servizi, vengono attivate forme di partecipazione sociale allo scopo di garantire: la trasparenza nell'organizzazione dei servizi; l'imparzialità di trattamento; il coinvolgimento nelle decisioni che interessano ogni singola struttura del Servizio, soprattutto per quanto attiene all'approvazione delle graduatorie di accesso e all'applicazione delle eventuali esenzioni. Art. 7 Personale I Servizi gestiti direttamente dall'amministrazione Comunale vengono garantiti, di norma, da dipendenti della Amministrazione stessa a tempo determinato o indeterminato in conformità alle vigenti disposizioni regolamentari e contrattuali. Alcuni Servizi o porzioni di Servizio, possono essere erogati con ricorso a prestazioni esterne che comunque devono garantire il livello qualitativo in modo conforme al presente Regolamento. Per poter adeguare la preparazione di tutto il Personale all'importanza e delicatezza dei compiti, vengono attivati in modo permanente processi formativi in orario di lavoro e messe in atto procedure di verifica sulla qualità del Servizio. In considerazione che i Nidi e le Scuole dell'infanzia erogano un delicato ed importante servizio da garantirsi senza soluzione di continuità, l'applicazione del regime orario part-time deve essere subordinata alle esigenze del Servizio ed opportunamente normata. Art. 8 Funzione psicopedagogica Le migliori condizioni di apprendimento, di esperienza e di interazioni multiple, vengono garantite da Pedagogisti e Psicologi i quali attuano un coordinamento operativo nell'ambito di una Équipe Psicopedagogica. I Pedagogisti e gli Psicologi organizzano la propria attività in riferimento a precisi ambiti territoriali ed a specifiche tematiche, con piena autonomia, collaborando con le famiglie e tutte le figure professionali presenti all'interno del Servizio nell'attivazione dei processi educativi. Tale Équipe: ha funzione di consulenza tecnico - scientifica ed assicura il coordinamento nella programmazione educativa dei Servizi; promuove la comunicazione favorendo il flusso delle informazioni; fornisce supporti psicopedagogici in ordine all'elaborazione del progetto educativo ed alla verifica della sua attuazione anche in relazione ai bambini portatori di handicap, valorizzando pienamente le risorse umane e professionali; definisce con i Collegi gli interventi individualizzati, l'attuazione dei processi educativi, le modalità di osservazione e quelle di colloquio con i genitori; si pone come referente per i genitori su specifiche tematiche inerenti alla prima infanzia; predispone momenti di collaborazione con altri Servizi socio-educativi presenti nel territorio; promuove ed elabora progetti per l'aggiornamento e la formazione del personale docente e non docente. Inoltre: svolge compiti di studio e di ricerca, al fine di essere sempre aggiornata e propositiva nel campo delle discipline psicopedagogiche ed attenta a qualsiasi idea emergente a livello regionale, nazionale, europeo ed internazionale; garantisce specifici interventi nell'ambito delle problematiche inerenti all'handicap effettuando in particolare un lavoro di supervisione alle Educatrici e Insegnanti e di coordinamento con i competenti Servizi dell'a.u.l.s.s.; determina all'inizio dell'anno scolastico, sulla base dei criteri individuati dal presente Regolamento e secondo le modalità attuative definite dal Dirigente competente in materia, l'assegnazione del personale docente nei vari plessi, in stretta collaborazione con gli Uffici Amministrativi e definisce inoltre, sentite le insegnanti, la composizione delle sezioni; definisce i criteri generali per la programmazione dell attività di non docenza; esprime al Consiglio del Nido e al Consiglio della Scuola dell'infanzia pareri vincolanti relativi alle domande di ammissione ai Servizi per l'infanzia dei bambini con situazioni problematiche documentate. Art. 8 bis Divieto di somministrazione di test e questionari 1. Per lo svolgimento della funzione psicopedagogica possono essere utilizzati strumenti conoscitivi e di osservazione ad uso interno. 2. È vietato effettuare in ambito scolastico ed educativo test o questionari relativi allo stato psichico e/o emozionale e/o del temperamento e/o comportamentali dei/delle bambini/bambine ad eccezione di quelli aventi finalità educativa, escludendo pertanto esplicitamente quelli di natura diagnostica, fatte salve le iniziative di prevenzione sanitaria promosse dell ULS e concordate con i genitori e con l Amministrazione Comunale. 3. La prescrizione di cui al comma precedente costituisce uno standard di riferimento per i servizi attivati ai sensi dell art. 10 del presente regolamento. Art. 9 Documentazione Al fine di comprendere meglio la qualità didattico educativa dei Servizi e di fornire strumenti per la riflessione e la verifica e rendere più stretto il rapporto di interscambio e di informazione con le famiglie, l'amministrazione Comunale attiva un servizio di documentazione delle attività svolte. Tale servizio si avvale di tutti gli strumenti audiovisivi e tecnologico - didattici idonei a registrare le attività. L'Amministrazione Comunale mette a disposizione di tutti i Servizi per l'infanzia il supporto tecnico e professionale del Centro di Editoria Multimediale e del Servizio Audiovisivi dei Servizi Educativi del Comune di Venezia. Art. 10 Accordi per la gestione dei servizi 0-6 anni L'Amministrazione Comunale può attivare precisi accordi con altre realtà sia pubbliche che private, incluse convenzioni anche onerose. Tali accordi devono essere finalizzati a: creazione di Nuovi Servizi; estensione a tutti i cittadini - bambini del diritto di avvalersi dei Servizi da 0 a 6 anni; coordinamento tra i Servizi per l'integrazione delle risorse; attivazione, mantenimento e controllo degli standard qualitativi. Art. 11 Servizi Innovativi In conformità alle normative vigenti ed in risposta a particolari bisogni delle famiglie, possono essere istituiti Servizi Innovativi. L'Amministrazione Comunale, di norma, formula un piano programmatico di intervento con cadenza annuale, per l'attuazione dei succitati Servizi secondo le seguenti tipologie: Nido Integrato; Centro Infanzia; Atelier; Altri Servizi previsti dalla normativa vigente. I Servizi Innovativi sono soggetti ad un periodo di sperimentazione durante il quale si effettueranno verifiche mirate, rispetto ai seguenti parametri: compatibilità finanziarie e di risorse umane; rispondenza dell utenza; analisi costi/benefici. A seguito di positive valutazioni, tenuto conto del parere dell'équipe psicopedagogica, la messa a regime degli stessi avverrà laddove previsto dalla normativa, previa approvazione regionale. In caso contrario l Amministrazione procederà alla loro sospensione o trasformazione.i Servizi Innovativi ed i Nuovi Servizi, per quanto riguarda le finalità e gli standard qualitativi minimi, si adeguano ai livelli definiti per i Servizi tradizionali erogati dal Comune. Considerando le necessità delle famiglie, nonché le vigenti norme in materia di personale e organizzazione del lavoro, l'amministrazione determina per ciascun progetto le modalità di funzionamento (requisiti per l'accesso, calendario, orario di apertura, rette di frequenza). Il personale impiegato nei Servizi Innovativi e nei Nuovi Servizi deve essere in possesso degli stessi requisiti richiesti per il personale dei Servizi Tradizionali. Art. 12 Rapporti con altre strutture territoriali L'Amministrazione Comunale si avvale dell'apporto di tutte le strutture territoriali atte a garantire e favorire l'adeguato sviluppo psicofisico del bambino. Per un migliore coordinamento dei Servizi territoriali, laddove se ne ravvisi la necessità, vengono formulati precisi Accordi di Programma. Art. 13 Tirocinio Nell'ottica della formazione di figure professionali con competenze educative, al fine di perseguire finalità che prevedono il confronto e lo scambio di pareri diversi nonché l'avvicinamento tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro, l'amministrazione Comunale offre alle agenzie educative del territorio e alle strutture scolastiche statali o legalmente riconosciute l'opportunità di effettuare esperienze di tirocinio. Il tirocinio verrà normato da Protocolli di Intesa che dovranno prevedere la supervisione del tirocinante da parte del docente di riferimento e l'accordo con lo Psicopedagogista. PARTE II REGOLAMENTO NIDI COMUNALI PRINCIPI GENERALI Art. 14 Finalità educative Il Nido è un Servizio educativo e sociale di interesse pubblico che accoglie i bambini in età compresa fra tre mesi e tre anni e che concorre con la famiglia alla loro formazione nel quadro di una politica socio - educativa della prima infanzia e, in accordo con gli orientamenti educativi vigenti, ha lo scopo di offrire : ai bambini un luogo di formazione, di socializzazione e di stimolo delle loro potenzialità cognitive, affettive e sociali, nella prospettiva del loro benessere e del loro armonico sviluppo; alle famiglie un servizio di supporto per rispondere ai loro bisogni sociali, per affiancarle nei loro compiti educativi e per facilitare l'accesso delle donne al lavoro in un quadro di opportunità tra i sessi. Nell'ambito della massima integrazione con gli altri Servizi educativi, sociali e sanitari rivolti all'infanzia, il Nido: favorisce la continuità educativa in rapporto alla famiglia, all'ambiente sociale ed agli altri servizi esistenti, mette in atto azioni positive per offrire ai propri utenti pari opportunità, valorizzando le differenze, svolgendo altresì un'azione di prevenzione contro ogni forma di svantaggio ed un'opera di promozione culturale e di informazione sulle problematiche relative alla prima infanzia; tutela e garantisce il diritto all'inserimento dei bambini portatori di svantaggio psico-fisico e sociale. Art. 15 Gestione e partecipazione Il coordinamento gestionale delle attività del Nido è garantito da: Collegio del Nido; Collegio del Personale Educatore; Internido. La partecipazione e il controllo secondo i principi enunciati dall articolo 6) del presente Regolamento vengono attivati da un sistema di relazioni che permettono a tutte le componenti coinvolte di svolgere un ruolo complementare e reciprocamente arricchente sul piano comunicativo. Essa si realizza con la partecipazione attiva all interno del Nido attraverso: Consiglio del Nido; Coordinamento dei Consigli del Nido; Colloquio Scuola Famiglia; Assemblea dei Genitori. Art. 16 Collegio del Nido Il Collegio del Nido è costituito da tutto il Personale Educatore e non Educatore in servizio presso il Nido. Tale organismo assicura il coordinamento tra le varie componenti del Nido al fine di garantire una omogenea fruizione del Servizio, in particolare nell ambito del Piano dell Offerta Formativa. Indica al proprio interno i Rappresentanti nel Consiglio del Nido. 6 Si riunisce almeno tre volte all'anno, secondo quanto previsto dal Piano dell Offerta Formativa, o quando se ne ravvisi la necessità. Può essere convocato su istanza di almeno 3 unità di personale in servizio al Nido. Art. 17 Collegio del Personale Educatore Il Collegio del Personale Educatore è costituito da tutto il Personale Educatore in servizio a tempo indeterminato. Qualora il Collegio ne ravvisi la necessità, previa autorizzazione del Dirigente competente in materia, potrà partecipare al Collegio del Personale Educatore anche il personale supplente. Il Collegio del Personale Educatore, sulla base delle linee educative espresse dagli Orientamenti sociopsicopedagogici della Regione Veneto e dall'équipe psicopedagogica, in accordo con lo Psicopedagogista: programma e verifica l'attività educativa e l'organizzazione interna del Nido; promuove esperienze di continuità educativa con la Scuola dell'infanzia; programma e realizza interventi educativi con altre realtà; predispone momenti di incontro e collaborazione con i genitori. Il Collegio del Personale Educatore inoltre: formula proposte di formazione, aggiornamento, sperimentazione e continuità; formula, sulla base del progetto educativo, proposte di acquisto di attrezzature e di materiale didattico.il Collegio del Personale Educatore si riunisce almeno una volta al mese o su richiesta del Dirigente competente in materia. Art. 18 Funzione di Coordinamento E assicurato un coordinamento tra le varie attività che si svolgono all interno del nido e quelle organizzate a livello centrale relativamente a: formulazione del Piano dell Offerta Formativa; modalità gestionali del servizio; formulazione di specifici piani di intervento, in particolare per quanto attiene al sostegno all handicap, al disagio sociale e familiare ed ai bambini in difficoltà; conduzione didattica di nuove sperimentazioni. Le modalità di attuazione e le attribuzioni al personale, laddove necessario, verranno demandate alla contrattazione decentrata, così come previsto dalla vigente normativa. Art. 19 Internido L Internido si riunisce per esaminare tutti gli aspetti psicopedagogici, di organizzazione e di gestione dei Servizi. E composto da un rappresentante di ciascun Nido indicato dal personale educatore. E convocato dal Dirigente competente in materia ogniqualvolta se ne ravvisi la necessità, anche su richiesta degli Educatori e degli Uffici competenti. Art. 20 Consiglio del Nido Presso ogni Nido è istituito un Consiglio del Nido. Il Consiglio del Nido è nominato dal Sindaco o dal Presidente della Municipalità, dura in carica due anni e viene rinnovato nel bimestre settembre-ottobre, può essere sciolto anticipatamente qualora sia comprovato il suo mancato funzionamento, a seguito di tre convocazioni andate deserte, con motivato provvedimento del Sindaco, sentito il Consiglio Circoscrizionale o del Presidente della Municipalità, sentito il Consiglio della Municipalità Il Consiglio del Nido è così composto: a) tre membri di cui uno designato dalla minoranza, indicati dal Consiglio della Circoscrizione/ Municipalità in cui è ubicato il Nido; b) tre rappresentanti dei genitori dei bambini utenti del servizio indicati dall Assemblea dei Genitori, di cui uno indicato dai genitori dei bambini in lista d attesa, ove esista; c) due rappresentanti del Personale del Nido, indicati dal Collegio del Nido tra tutto il personale. Il Consiglio del Nido elegge al proprio interno un Presidente ed un Vice Presidente fra i rappresentanti di cui alla lettera a) e b), con esclusione dell eventuale rappresentante dei bambini in lista d attesa. Spetta al Consiglio del Nido: d) presentare annualmente all Amministrazione Comunale proposte per il bilancio di gestione del Nido, nonché la relazione sull attività svolta e ogni altra proposta che interessi l assistenza all infanzia; e) contribuire all elaborazione degli indirizzi educativo-assistenziali ed organizzativi e vigilare sulla loro attuazione; f) approvare entro il 31 maggio la graduatoria di ammissione all Asilo Nido verificando la sua rispondenza ai criteri espressi all art. 26 del presente Regolamento; g) approvare, solo nel caso in cui la graduatoria di cui alla lettera c) sia esaurita e siano soddisfatte le domande relative alla seconda scelta, una seconda graduatoria predisposta esaminando le domande giacenti; h) promuovere attività di informazione alle famiglie e alle formazioni sociali, anche al fine di esaminare le questioni relative all aspetto socio-educativo e formativo del bambino, utilizzando a tale scopo le strumentazioni e le conoscenze del Centro di Editoria Multimediale del Comune di Venezia, per diffondere le informazioni attraverso adeguati supporti tecnici e multimediali, così come già previsto all art. 9 del presente Regolamento; i) prendere in esame i suggerimenti ed i reclami che siano inerenti al funzionamento del Nido; j) partecipare all elaborazione dei piani di sviluppo comunali relativi ai Servizi dell Infanzia; k) verificare la corretta applicazione degli art. 31, 32 e 3
Related Search
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks