COMUNE DI RONCO BRIANTINO PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA PIANO DETTAGLIATO DEGLI OBIETTIVI (PIANO DELLA PERFORMANCE) PROVVISORIO PER L ANNO PDF

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COMUNE DI RONCO BRIANTINO PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA PIANO DETTAGLIATO DEGLI OBIETTIVI (PIANO DELLA PERFORMANCE) PROVVISORIO PER L ANNO 2013 APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI GIUNTA COMUNALE N. 46

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COMUNE DI RONCO BRIANTINO PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA PIANO DETTAGLIATO DEGLI OBIETTIVI (PIANO DELLA PERFORMANCE) PROVVISORIO PER L ANNO 2013 APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI GIUNTA COMUNALE N. 46 IN DATA 04/07/2013 PIANO DELLA PERFORMANCE 1. INTRODUZIONE Le amministrazioni pubbliche devono adottare, in base a quanto disposto dall art. 3 del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, N. 150, metodi e strumenti idonei a misurare, valutare e premiare la performance individuale e quella organizzativa, secondo criteri strettamente connessi al soddisfacimento dell'interesse del destinatario dei servizi e degli interventi. Il Piano della Performance è il documento programmatico triennale che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi e definisce, con riferimento agli obiettivi finali ed intermedi ed alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della prestazioni dell Amministrazione, dei titolari di posizioni organizzative e dei dipendenti. Gli obiettivi assegnati ai titolari di posizioni organizzative ed i relativi indicatori sono individuati annualmente e raccordati con gli obiettivi strategici e la pianificazione strategica pluriennale del Comune e sono collegati ai centri di responsabilità dell Ente. Il presente documento individua quindi nella sua interezza la chiara e trasparente definizione delle responsabilità dei diversi attori in merito alla definizione degli obiettivi ed al relativo conseguimento delle prestazioni attese e realizzate al fine della successiva misurazione della performance organizzativa e della performance individuale (quest ultima suddivisa fra titolari di posizioni organizzative, dipendenti non titolari di posizioni organizzative e contributi individuali in interventi di gruppo). Il piano della performance è parte integrante del ciclo di gestione della performance che, in base all art. 4 del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, N. 150 si articola nelle seguenti fasi: a) definizione e assegnazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori; b) collegamento tra gli obiettivi e l'allocazione delle risorse; c) monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi; d) misurazione e valutazione della performance, organizzativa e individuale; e) utilizzo dei sistemi premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito; f) rendicontazione dei risultati agli organi di indirizzo politico-amministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonché ai competenti organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi. 2. PROCESSO DI PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE L insieme dei seguenti documenti: Linee Programmatiche di Mandato, Relazione Previsionale e Programmatica, Piano Esecutivo di Gestione e Piano degli Obiettivi con gli indicatori di performance, come meglio di seguito descritti, soddisfacendo nel loro complesso ai principi sopra accennati, costituisce il PIANO DELLA PERFORMANCE del Comune di Ronco Briantino I DOCUMENTI DEL PIANO DELLA PERFORMANCE a) Linee Programmatiche di Mandato 2009 / 2014 (approvate con deliberazione di Consiglio Comunale N. 46 del 25 settembre 2009). Documento contenente gli indirizzi generali di governo, 1 nonché le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato politico-amministrativo. b) Relazione Previsionale e Programmatica (RPP) 2013 / 2015 (approvata con deliberazione di Consiglio Comunale N. in data ). Documento che recepisce le priorità dell azione amministrativa declinandole, a livello triennale, sull assetto organizzativo del Comune. La RPP è strettamente collegata al bilancio di previsione annuale e pluriennale 2012 / 2015 e delinea gli obiettivi generali articolati per programma e per progetti. c) Piano Esecutivo di Gestione (PEG) 2013 (parte contabile), approvato con deliberazione della Giunta Comunale N. 1 in data 07/01/2013. Documento che si pone come supporto di pianificazione del bilancio e quindi della RPP e definisce gli obiettivi affidando le dotazioni economiche ai responsabili di ciascun settore. d) Piano Dettagliato degli Obiettivi (Piano della Performance) per l anno 2013, approvato con deliberazione della Giunta Comunale N. 46 in data 04/07/2013 e come di seguito riportato. Documento gestionale che esplicita gli obiettivi in ambito di programmazione, pianificazione e misurazione individuando nell Ente, in ciascun titolare di posizione organizzativa e in ciascun dipendente comunale il coinvolgimento e la responsabilità per la sua attuazione. 2 3. IL CONTESTO 3.1. Analisi del contesto esterno L elaborato seguente mette in evidenza il rapporto dimensionale degli edifici che compongono il centro storico di Ronco Briantino, evidenziando con la scala cromatica dal giallo al marrone, il numero dei piani fuori terra dei manufatti. Dalla maggiore frequenza degli edifici gialli e arancioni (un piano e due piani fuori terra), appare evidente la relativa omogeneità di tale aspetto, con pochi edifici (evidenziati con il colore marrone) che superano i tre piani fuori terra. Il Comune di Ronco Briantino (come dice il nome stesso) si colloca nel territorio brianzolo. Brianza è denominazione della quale non si conoscono né l origine, né il significato, né i limiti, sebbene i più la conterminino fra il Lambro, l Adda, i monti della Vallassina, e le ultime ondulazioni delle Prealpi che muoiono a Usmate. Secondo l opinione di Cesare Cantù il territorio della Brianza sarebbe dunque da limitare entro un ambito molto più ridotto di quanto la notorietà del nome abbia potuto amplificare specie negli ultimi decenni. L eccessiva estensione dell area ha peraltro fatto accostare al termine proprio (Brianza) la specificazione delle zone di relativa influenza: Brianza monzese (Monza, Vimercate), Brianza lecchese (Oggiono), Brianza comasca (Cantù, Mariano Comense). Solennemente celebrato da Stendhal, il paesaggio della Brianza dei secoli XVIII e XIX possedette probabilmente il primato fra quelli prodotti dalla tenace applicazione dell uomo alla natura. Le colture del gelso e della vite, le coltivazioni sui terrazzi naturali ( ronchi ), il disegno insediativo composto da una miriade di piccoli nuclei rurali, la trama diffusa delle residenze nobiliari, la morbida connotazione dei rilievi specchiantisi talora in piccoli o piccolissimi laghi, l inviluppo della vegetazione a cingere i colli e a discendere i solchi fluviali; tutto ciò componeva il pregio e il valore ineguagliabile di tale paesaggio. Lo si sarebbe detto quasi predisposto dalla natura, cioè dalle morene dei ghiacciai quaternari, a essere nei secoli plasmato in questa fatta. Già Gadda, nella prima metà del Novecento, coglie però con ironia i processi involutivi del paesaggio brianteo: l affastellarsi delle piccole imprese artigianali, l adozione di tipologie edilizie del tutto avulse dalla tradizione locale come segno di affrancamento dal passato e di un raggiunto benessere economico, la perdita insomma di una nobile identità locale che non solo la villa gentilizia, ma pure la più modesta cascina aveva fino ad allora saputo conservare. Questa involuzione ha raggiunto negli anni 80 il suo parossismo con la quasi generale rimozione di connotati, scenari, ambienti che possano, entro certi limiti spaziali, identificare i 3 caratteri costitutivi di questo paesaggio. Caratteri peraltro non deboli, ma di forte consistenza (basti pensare solo al sistema delle residenze nobiliari se inteso nella sua articolazione spaziale che spesso debordava oltre lo spazio proprio della villa per abbracciare i dintorni con filari, fughe prospettiche, pertinenze campestri ecc.), che probabilmente hanno ceduto sotto l eccezionale dinamismo produttivo di questa zona negli ultimi decenni. In alcuni casi (p.e. Inverigo) i vincoli paesaggistici, peraltro diffusi, hanno saputo preservare almeno in parte l integrità del paesaggio ma non forse la riproposizione di una canone interpretativo delle modificazioni più vicino alla lettura storica del territorio. Valgano a questo titolo le troppe realizzazioni di aree residenziali a bassa densità e con largo consumo di suolo, contro il degrado e lo spopolamento dei vecchi nuclei rurali; oppure l evidentissima dissonanza delle moderne tipologie industriali non solo rispetto alla tradizione vetero-produttiva della zona, capace di ragguardevoli modelli, ma anche fra loro stesse nell uso di materiali, forme e stili. Il nuovo paesaggio della Brianza è un paesaggio d importazione, contaminato dalle tentazioni metropolitane, ridondante d immagini e messaggi fino a costruire nuove forme di percezione (basata su pochi, enumerabili, nuovi fuochi di riconoscibilità: svincoli, ipermercati, edifici con particolari accenti espressivi ecc.) e di fruizione (esclusivamente veicolare). Lontanissimo in questo senso da un processo rinnovativo coerente e duraturo, il paesaggio di questo territorio riflette invece tutta la precarietà, il senso di polimorfismo e di transitorietà della nostra civiltà post-industriale. Già oggi si avverte la decadenza del paesaggio urbano delineato nella Brianza da non più di tre decenni or sono: i vecchi mobilifici e la teoria dei loro spazi commerciali espositivi, il tessuto dei villini di prima espansione, la trama delle strade vicinali. Ed è questo il probabile futuro, vale a dire una continua, progressiva metabolizzazione di scenari paesistici, mutabili nel trascorrere di poche generazioni, su spazi più o meno dilatati e con un sempre più ingombrante repertorio di scorie edilizie o infrastrutturali difficili da reinserire o rimuovere. CRESCITA DEMOGRAFICA A RONCO BRIANTINO Residenti al 31 dicembre 2012: N PUNTI DI FORZA Ambiente Abbondanza di risorse idriche Presenza o prossimità di molti Parchi regionali e aree protette Territorio Morfologia territoriale che facilita gli insediamenti e gli scambi 4 Posizione strategica, al centro di una rete infrastrutturale importante che lo collega al resto d'italia, all Europa e al mondo Paesaggio e patrimonio culturale Presenza di parchi di considerevoli dimensioni e di grande interesse naturalistico Numerose città d'arte e prestigiose istituzioni espositive Aste fluviali di grande interesse dal punto di vista ambientale, paesaggistico e turistico Presenza di una realtà paesaggistica di valore, centri storici con una propria identità culturale, rete di navigli di interesse storico-paesaggistico PUNTI DI DEBOLEZZA Ambiente Elevato livello di inquinamento: atmosferico, delle acque, acustico, elettromagnetico, del suolo Presenza di impianti industriali a rischio di incidente rilevante Territorio Elevato consumo di suolo determinato da una forte dispersione degli insediamenti Elevata congestione da traffico veicolare e dei mezzi pubblici nei principali poli e sulle vie di accesso ai poli principali Inadeguatezza delle infrastrutture per la mobilità rispetto ad una domanda sempre più crescente Spostamenti nelle conurbazioni e nelle aree periurbane fondati prevalentemente sul trasporto su gomma Difficoltà di fare rete tra le principali polarità del Sistema Metropolitano Mancanza di una visione d insieme e difficoltà di coordinamento tra enti locali per la pianificazione di area vasta e la gestione degli impianti di scala sovra comunale Paesaggio e patrimonio culturale Bassa qualità degli insediamenti e dell'edificazione recente, dal punto di vista formale, funzionale e della vivibilità Scarsa attenzione alla tutela del paesaggio e tendenza alla tutela del singolo bene paesaggistico estraniandolo dal contesto Edificazione diffusa a bassa densità, che porta all'erosione di aree verdi, a parco, agricole o di pregio Scarsa qualità architettonica e inserimento paesaggistico delle opere infrastrutturali che contribuisce al loro rifiuto da parte delle comunità interessate Percezione di un basso livello di qualità della vita, in particolare per la qualità dell ambiente e la frenesia del quotidiano, in un economia avanzata in cui l attenzione a questi aspetti diventa fondamentale Sociale e servizi Difficoltà a facilitare l'integrazione di parte della nuova immigrazione Presenza di sacche di marginalità e disparità sociale, in particolare in alcune zone delle grandi città OPPORTUNITÀ Ambiente Possibilità di ottenere buoni risultati nella riduzione delle differenti tipologie di inquinamento cui è sottoposta l area attraverso la ricerca, in particolare sfruttando modalità innovative Territorio Riconsiderazione del sistema di mobilità regionale e conseguente riduzione dell'uso dell'automobile, oltre all avvio di una seria politica territoriale di potenziamento dei poli esterni al capoluogo connessa all'entrata a regime del Servizio Ferroviario Regionale; Valorizzazione della polarità urbane complementari rendendo l'assetto territoriale più sostenibile rispetto all attuale modello insediativo Possibilità di attuare la riconversione di aree dismesse di grandi dimensioni 5 Ridisegno in senso multipolare della regione metropolitana con uno sviluppo insediativo più sostenibile attraverso la realizzazione del corridoio Economia Presenza di aree industriali dismesse di grandi dimensioni e di elevata accessibilità per l'insediamento di impianti produttivi e di servizio (verde compreso) Possibilità di cooperazione con altri sistemi metropolitani italiani ed europei finalizzata a obiettivi di innovazione, condivisione di conoscenza, di competitività, di crescita sostenibile Ottimizzazione nell utilizzo delle risorse, condivisione di servizi e intervento comune nell affrontare i problemi del sistema, migliorandone nel complesso la competitività attraverso la cooperazione con le altre realtà che fanno parte del Sistema Metropolitano del Nord Italia Paesaggio e patrimonio culturale Maggiore fruizione e visibilità anche in termini turistici attraverso la creazione di una rete tra istituzioni culturali, anche al di fuori della regione Miglioramento della qualità di vita attraverso la realizzazione di una rete di parchi e aree a verde pubblico MINACCE Ambiente Ulteriore riduzione della biodiversità a causa della tendenza alla progettazione di insediamenti e infrastrutture su un territorio saturo Rischio idraulico elevato in mancanza di un'attenta pianificazione territoriale e di una maggiore tutela della naturalità dei corsi d'acqua Peggioramento della qualità ambientale verso limiti irreversibili a causa del mancato intervento decisionale in materia di sostenibilità Territorio Rischio di non affrontare direttamente il problema della generazione del traffico alla radice a causa della rincorsa continua al soddisfacimento della domanda di mobilità individuale Rischio di un depotenziamento del polo di Milano a causa della mancanza di un progetto complessivo per il Sistema Metropolitano Economia Rischio che le città e aree metropolitane europee in competizione con Milano attuino politiche territoriali, infrastrutturali e ambientali più efficaci di quelle lombarde e che di conseguenza l area metropolitana perda competitività nel contesto globale Abbandono da parte di investitori e organizzazioni scientifiche avanzate, e incapacità di attrarne di nuovi a causa di problemi legati alla qualità della vita Paesaggio e patrimonio culturale Rischio di una banalizzazione del paesaggio con perdita di importanti specificità storiche e culturali a causa della mancata attenzione al tema paesaggistico Riproduzione delle caratteristiche negative che hanno spinto all allontanamento dai luoghi di intensa urbanizzazione per ricercare una migliore qualità della vita (ambientale, sociale) nelle località di destinazione Diffusione, anche all estero, di una percezione distorta del vivere nel Sistema Metropolitano lombardo, un immagine grigia che potrebbe oscurare la bellezza del grande patrimonio storico culturale ivi presente. 6 3.2 Analisi del contesto interno L Ente ha provveduto a creare un organizzazione basata sulla centralità delle responsabilità dirigenziali (titolari di posizione organizzativa), per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: gestione improntata a criteri di maggiore economicità, trasparenza; organizzazione e struttura flessibile, snella e che tenga maggiormente conto delle esigenze dei cittadini; eliminazione delle fasi decisionali intermedie che costituiscono criticità; trasformazione dei processi operativi; attenzione ai bisogni dell utenza; cultura per processi e non per meri adempimenti burocratici; cultura del fare, del produrre per il cittadino; semplificazione, nel limite del complesso quadro di riferimento normativo e/o regolamentare di Stato, Regione, Provincia, enti vari connessi all attività comunale. PUNTI DI FORZA DELL ORGANIZZAZIONE Flessibilità Responsabilità Informalità nella circolazione delle informazioni Relativa adattabilità PUNTI DI DEBOLEZZA DELL ORGANIZZAZIONE Conflittualità nell attribuzione e gestione delle competenze Scarsa procedimentalizzazione, che talvolta genera incertezze e confusione sulle precise attribuzioni di ogni settore OPPORTUNITÀ DELL ORGANIZZAZIONE Una maggior sinergia tra i vari uffici, in vista di obiettivi comuni Trasformare la scarsa procedimentalizzazione da un punto di debolezza a un punto di forza, cooperando per il superamento della cultura delle competenze in un ottica di cultura dei risultati fruibili dal cittadino MINACCE PER L ORGANIZZAZIONE Incremento della conflittualità nell attribuzione e gestione delle competenze; Gestione anarchica del lavoro 7 L ORGANIZZAZIONE COMUNALE Sindaco Vicesindaco e Assessore Edilizia - Lavori Pubblici e Manutenzioni - Acqua e fognatura Assessore Servizi Sociali - Pubblica istruzione - Politiche Giovanili Francesco Colombo Andrea Giuseppe Leoni Kristiina Loukiainen Assessore Urbanistica - viabilità - trasporti - Commercio, industria e artigianato Assessore Sport - Cultura - Tempo Libero - Rapporti con le Associazioni - Pace e cooperazione internazionale Segretario Comunale Claudio Cristofori Demetrio Luigi Bonfanti Massimo Liverani Minzoni L organizzazione del Comune di Ronco Briantino è articolata in N. 6 Settori, ciascuno dei quali è affidato a un titolare di posizione organizzativa: SETTORE AMMINISTRATIVO RESPONSABILE: SEGRETARIO COMUNALE (MASSIMO LIVERANI MINZONI); SETTORE SERVIZI ALLA PERSONA RESPONSABILE: GABRIELLA COLOMBO; SETTORE FINANZIARIO RESPONSABILE: MARISA CASIRAGHI; SETTORE TRIBUTI RESPONSABILE: FRANCESCA BRAMBILLA; SETTORE POLIZIA LOCALE (IN CONVENZIONE CON IL COMUNE DI SULBIATE) RESPONSABILE: MICHELE CORIALE; SETTORE TECNICO RESPONSABILE: GIOVANNA LONATI. I dipendenti di ruolo al sono N. 12 (di cui N. 1 in convenzione con il CONSORZIO CTL3). I dipendenti comunali assunti a tempo indeterminato sono attualmente N. 11 (oltre a una dipendente al 50%, in convenzione con il CTL3): Settore Amministrativo: N. 1 Istruttore Amministrativo Contabile Cat. C, N. 1 Istruttore Amministrativo Contabile Cat. C al 50% (restante 50% presso il CTL3); Settore Servizi alla Persona: N. 1 Specialista in Attività Amministrative Contabili, N. 1 Istruttore Amministrativo Contabile Cat. C (servizio biblioteca esternalizzato; servizio di assistenza sociale esternalizzato); Settore Finanziario: N. 1 Specialista in Attività Amministrative Contabili, N. 1 Istruttore Amministrativo Contabile Cat. C; Settore Tributi: N. 1 Specialista in Attività Amministrative Contabili, N. 1 Istruttore Amministrativo Contabile Cat. C al 50% (il restante 50% presso la Polizia Locale); Settore Polizia Locale: N. 1 Professionista di Polizia Locale Cat. D3, N. 1 Istruttore Amministrativo Contabile Cat. C al 50% (il restante 50% presso il Settore Tributi); Settore Tecnico: N. 2 Specialisti in Attività Tecniche Cat. D, N. 1 Collaboratore Tecnico Cat. B3. 8 La gestione della Biblioteca Comunale, già garantita con personale comunale, è stata esternalizzata, a seguito del pensionamento (a decorrere dal settembre del 20) della dipendente che se ne occupava. Il Servizio di assistenza sociale, già garantito con personale comunale per N. 1
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