Università degli Studi di Perugia. La crisi missilistica cubana nella valutazione de L'Unità

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Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze Politiche La crisi missilistica cubana nella valutazione de L'Unità di Serena Marcelli Relatore Loreto Di Nucci Correlatore Lorella Tosone A. A

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Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze Politiche La crisi missilistica cubana nella valutazione de L'Unità di Serena Marcelli Relatore Loreto Di Nucci Correlatore Lorella Tosone A. A INTRODUZIONE La crisi missilistica dell ottobre del 1962 fu quella che, durante la guerra fredda, più delle altre, tenne il mondo col fiato sospeso. Per la prima volta si sfiorò concretamente il rischio di una guerra nucleare senza confini. Fiumi di parole sono stati spesi per analizzare l argomento, come si evince dalla copiosa storiografia al riguardo, ma questa tesi rilegge quegli eventi da un angolo prospettico inconsueto. Ovvero cerca di capire in che modo quegli avvenimenti siano stati interpretati e raccontati da L Unità, l organo ufficiale del Partito Comunista Italiano. Pertanto, viene anche dato spazio all accordo segreto stipulato tra il presidente degli Stati Uniti e Kruscev per porre termine alla congiuntura internazionale. Il patto, che suonava come una sorta di do ut des, prevedeva che il leader sovietico avrebbe rimosso i missili da Cuba se Kennedy avesse fatto lo stesso con gli Jupiter e i Thor dislocati in Turchia ed in Italia. La vicenda di quei drammatici giorni è descritta, ovviamente, non solo in forma cronachistica e cronologica, ma basandosi sulle testimonianze dirette di persone vicine al presidente Kennedy, come Schlesinger e Robert Kennedy, Segretario della Giustizia, nonché fratello del presidente. Dall analisi delle loro memorie emerge con prepotenza tutta la drammaticità, e risalta in tutta la sua grandezza la figura e la fermezza di 2 Kennedy e della sua Ex-Comm. Ossia della Commissione creata ad hoc per fronteggiare le eventuali conseguenze causate dall avere puntati contro, alle porte di casa, missili di una gittata e di una potenza distruttrice tali da poter radere al suolo Washington in poco meno di cinque minuti. Il cuore della tesi, tuttavia, risiede nello spoglio sistematico degli articoli apparsi in quei giorni su L Unità. Prendendo in esame i commenti, i pezzi informatici, e le prese di posizione della Direzione del PCI apparsi sul giornale nell ottobre e nel novembre del 1962, ho individuato taluni temi che ricorrono con insistenza. Mi sono soffermata innanzitutto sull ostinato atteggiamento, ma forse più esatto sarebbe dire bronzea sfacciataggine del quotidiano comunista nell occultare le prove delle fotografie dei missili; ho poi dedicato un certo spazio a degli articoli scritti per screditare gli Stati Uniti ed il loro imperialismo, e per esaltare, viceversa, l isola caraibica, presentata costantemente come gloriosa, eroica, coraggiosa ; nonché, infine, sul ruolo di grande mediatore amante della pace attribuito a Kruscev, presentato come un eroe internazionale tutto impegnato a dirimere la delicata controversia internazionale grazie alla sua assennatezza e al suo buon senso. Alcune pagine sono dedicate alla trattazione del ruolo dell intellighenzia, ossia del fascino che Cuba ha avuto su quanti, disillusi e disincantati di fronte al socialismo sovietico, ravvisarono in quello 3 caraibico un modo alternativo di vivere il comunismo, lontano dalle malefatte denunciate da Kruscev nel famigerato Congresso del L Unità dà conto della mobilitazione degli intellettuali in moltissimi articoli, riportando sistematicamente tutti gli appelli firmati dalla cultura italiana di quel periodo e mettendo in risalto la loro costante e sentita mobilitazione per la causa cubana. La tesi, in breve, non si limita solo ad una mera descrizione dei fatti di tredici giorni, ma si propone di capire in che modo, attraverso il suo quotidiano, il più importante Partito comunista d occidente, esaminava le crisi internazionali, misurando così il suo grado di autonomia e di dipendenza da Mosca. 4 LA RIVOLUZIONE CUBANA 1.1 L instaurazione del regime castrista In seguito all abrogazione dell emendamento Platt del 1934, (adottato nel 1903 dagli Stati Uniti, prevedeva un ingerenza statunitense negli affari militari cubani, erodendo parzialmente, di fatto, la sovranità dell isola), l ex sergente Fulgencio Batista si affermò come l arbitro indiscusso dei destini di Cuba con un colpo di Stato militare 1. Fu aiutato, nella preparazione del golpe, da un considerevole manipolo di sottoufficiali e soldati. Egli instaurò una dittatura, governando come hanno sempre fatto i dittatori nell America Latina, vale a dire in virtù dell esercito 2. A parte due parentesi governative, rispettivamente di Grau San Martin e Prìo Socarràs, durante le quali Cuba sperimentò un regime caratterizzato da un altissimo grado di corruzione, Batista tornò illegalmente al potere nel 1952 e vi rimase fino al Tale settennato fu segnato da una crescente repressione, terrorismo di matrice poliziesca e, di conseguenza, forme di rivolta da parte della popolazione, 1 H. Thomas, Storia di Cuba, Torino, Einaudi, 1973, pp H. Herring, Storia dell America Latina, Milano, Rizzoli, 1971, pp sdegnata ed afflitta dalla dittatura 3. Batista poteva contare sull appoggio dell esercito, da contare a unità, e sulla borghesia cubana. E elargiva infatti cariche, in modo da rafforzare il suo potere. Fu anche capace di assicurarsi il consenso delle organizzazioni dei lavoratori, apportando miglioramenti ai salari e più in generale alle condizioni di vita; l economia conobbe, in quel periodo, un momento florido, grazie all esportazione dello zucchero (principale fonte di reddito dello Stato caraibico) che sfiorò il tetto del 76 per cento (grazie alla stabilizzazione del prezzo della materia prima), mentre profitti minori, ma non trascurabili, venivano assicurati anche dalla coltivazione del tabacco e dall estrazione di prodotti minerari 4. Ad ogni modo, Batista impose una dittatura completa, imbavagliando la stampa, chiudendo le università ed imprigionando tutti quegli oppositori al regime che non riuscirono a rifugiarsi all estero. In seguito ad una ribellione armata, Batista sciolse il Congresso ed impose la legge marziale. La dittatura, a quel punto, divenne completa 5. 3 Ibidem, p Ibidem, p Ibidem, pp La ribellione contro la dittatura iniziò a prendere forma dapprima tra gli studenti universitari. A capo di costoro vi era un giovane e brillante avvocato, Fidel Castro. Il 26 luglio del 1953 poco più di un ottantina di guerriglieri, guidati da Castro, salparono alla volta di Cuba con l intento di rovesciare il regime di Batista 6. Per i ribelli, le operazioni iniziali furono un vero e proprio disastro: per una sfortunata serie di vicissitudini sbarcarono nella parte sud-occidentale dell isola, dove l esercito regolare di Batista riuscì ad intercettarli. Seguirono scontri sanguinosi, il regime dittatoriale ebbe la meglio ed i pochi sopravvissuti, circa una decina, riuscirono a mettersi in salvo nelle zone montagnose nella parte interna dell isola. Oltre a Fidel Castro ed a suo fratello Raul, vi era anche Ernesto Guevara, un medico argentino ribattezzato dai cubani Che 7. Batista scatenò un ondata di repressione nei confronti di tutti i cittadini la cui lealtà al regime veniva considerata dubbia; in conseguenza di ciò, pertanto, nell agosto dello stesso anno Fidel Castro ed il fratello si consegnarono al regime e vennero condannati a quindici anni di carcere. 6 Thomas, Storia di Cuba, cit., p R. Massari, Che Guevara: pensiero e politica dell utopia, Roma, Erre Emme, 1993, p.92 7 Tuttavia, sotto la pressione dell opinione pubblica, il dittatore li rilasciò dopo solo undici mesi di detenzione. I due ribelli ripararono così in Messico, dove raccolsero ulteriori alleati in vista dell elaborazione di un piano per spodestare Batista 8. Nei due anni che seguirono, Castro tenne sotto scacco le forze dell esercito di Batista. Quella che, inizialmente, era un esigua banda di ribelli ingrossò le sue file e operò numerose azioni di guerriglia nelle piantagioni di zucchero dell isola. Sicché si può dire che nella prima metà del 1957 Cuba era gremita di unità combattenti ostili al regime. La lotta si protrasse per tutto l anno successivo: da una parte Fidel Castro ed i suoi adepti saccheggiavano e si davano a feroci scorribande, dall altra il dittatore rispondeva scatenando e massacri nei confronti dei sospetti simpatizzanti con i ribelli. Nonostante l embargo posto dagli Stati Uniti sugli invii di armi al governo Batista, il flusso illegale di materiale ai ribelli non ebbe sosta. Ne seguì una vera e propria guerra senza quartiere tra le forze di Castro e Batista. Tuttavia, nel gennaio del 1959, venne posta fine alla lunga era del regime. Batista si rifugiò a Santo Domingo. Le masse diseredate, stanche e insofferenti 8 Herring, Storia dell America Latina, cit., p del corrotto e reazionario governo de l Avana, issarono ovunque, nell isola, la bandiera rossonera del movimento del 26 luglio ed affissero sui muri il ritratto del giovane avvocato ribelle. La defenestrazione di Batista fu vista dappertutto con sollievo: Fidel Castro venne salutato come il nuovo messia di Cuba 9. Appena giunto al potere, Fidel Castro diede l ordine che i criminali del regime abbattuto fossero puniti senza indugio. A causa di ciò, quasi cinquecento uomini affrontarono il plotone di esecuzione senza la garanzia di processi adeguati, noti, invece, per la brevità e la disinvoltura con cui vennero sentenziate pene di morte. Castro fece piazza pulita anche di tutti i ministeri, sistemando persone fidate nelle posizioni chiave 10. La riforma agraria costituì la punta di diamante del programma di Castro. La legge per metterla in atto entrò ufficialmente in vigore nel giugno del In base ad essa, le grandi proprietà terriere cubane, spagnole e americane avrebbero dovute essere divise. Ai proprietari sarebbe stato permesso di conservare un minimo delle loro proprietà, a fronte di un compenso in titoli nazionali. Alle 9 Ibidem, pp Ibidem, pp
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