SettembreMusica. Nicole Mitchell s Black Earth Ensemble. Milano Teatro Manzoni. Martedì 14.IX.10 ore 21

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Milano Teatro Manzoni Nicole Mitchell s Black Earth Ensemble Martedì 14.IX.10 ore Torino Milano Festival Internazionale della Musica 03_24 settembre 2010 Quarta edizione SettembreMusica Nicole Mitchell

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Milano Teatro Manzoni Nicole Mitchell s Black Earth Ensemble Martedì 14.IX.10 ore Torino Milano Festival Internazionale della Musica 03_24 settembre 2010 Quarta edizione SettembreMusica Nicole Mitchell s Black Earth Ensemble Nicole Mitchell, flauto, voce, composizioni Ugochi, voce David Boykin, sassofono tenore David Young, tromba Mark McGruder, pianoforte Nate McBride, contrabbasso Marcus Evans, batteria Un flauto magico per la musica afroamericana Nicole Mitchell è una delle figure più significative e originali della musica afroamericana di questo nuovo millennio. Per provare a capirne il perché non sarà inutile riflettere per un istante sulla particolare prospettiva nella quale si colloca: jazzista donna (in una musica e un ambiente a fortissima maggioranza maschile), flautista a tutto tondo (in una musica dove questo strumento è stato spesso inteso solo come un colore in più per i sassofonisti), leader consapevole e dalla naturale propensione progettuale (in una musica in cui l aspetto individuale può talvolta sovrastare la condivisione artistica), oltre che intensa testimone dei valori più profondi della tradizione creativa chicagoana, un lungo filo che dal blues e dal primo jazz arriva fino alle sperimentazioni degli anni Sessanta e al complesso intreccio tra improvvisazione, post-rock e avanguardia degli anni più recenti. Una vera prima donna, verrebbe da dire scorrendo le tappe della sua carriera, se non fosse che il carattere dolce e un naturale understatement la tengono lontana da vezzi e divismo. Ma spesso di prima donna si tratta: prima musicista di sesso femminile a diventare presidente della AACM (quella Association for the Advancement of Creative Music che ha segnato le linee guida del jazz creativo di Chicago sin dalla metà degli anni Sessanta), prima musicista a incidere per una delle etichette fondamentali della musica di Chicago, la Delmark, Nicole Mitchell è l artista ideale per capire istintivamente cosa significhi davvero lo storico motto «from ancient to the future» dei musicisti della Windy City. Immaginatela bambina, in mezzo alle compagne di scuola, i grandi occhi attenti a seguire una di quelle classiche dimostrazioni scolastiche in cui vengono presentate tutte le famiglie di strumenti: quella per il flauto è un infatuazione che diverrà presto, nella prima adolescenza, amore duraturo. Il jazz fa però il suo ingresso nella vita della Mitchell solo al college, a San Diego: complice un insegnante come il trombonista Jimmy Cheatham, la musicista incomincia a scoprire i grandi dello strumento jazz, da Eric Dolphy a Hubert Laws, per arrivare a James Newton, un maestro da cui la giovane Nicole trae direttamente alcune fondamentali chiavi di lettura per esplorare una musica in grado di rinnovarsi e sorprendere. Approdata a Chicago, entra presto nell ambito dell AACM, non solo assorbendo gli insegnamenti di grandi maestri come Muhal Richard Abrams e George Lewis, ma anche contribuendo in modo decisivo a un rinnovamento dell associazione stessa, che tra i suoi obbiettivi ha sempre avuto quelli di lavorare sulla formazione e sulla consapevolezza dei musicisti afroamericani. Questo ricambio generazionale l ha portata dapprima a rivestire la carica di co-presidente e poi quella di presidente dell AACM, coadiuvata dal batterista Mike Reed e dalla violoncellista Tomeka Reid, a conferma di un rispetto che tutto l ambiente musicale chicagoano le porta. Ma com è la musica della talentuosa Nicole Mitchell? Esplorando i suoi progetti si intuisce subito che l artista ha le idee chiare sul rapporto tra gli organici nei quali è coinvolta e la musica che ne scaturisce: il paritetico Indigo Trio con Harrison Bankhead al contrabbasso e Hamid Drake alla batteria è ad esempio una formazione che si muove su coordinate di grande libertà, facendo convivere elementi folklorici, spirituali e di ricerca in un linguaggio nel quale la grammatica improvvisativa degli strumenti viene sfruttata in tutta la sua ricchezza e immediatezza ritmica. Gli spettatori di MITO possono ammirare invece quello che è il suo progetto più articolato e stabile, il Black Earth Ensemble, qui in una classica configurazione a sette elementi in cui troviamo lo storico partner della Mitchell, il sassofonista David Boykin, la tromba di David Young, il pianoforte di Mark McGruder, il contrabbasso di Nate McBride e la batteria di Marcus Evans, oltre all originale voce della cantante di origine nigeriana Ugochi, medium 3 ideale per le idee della flautista. Come lo definisce la stessa Mitchell, il Black Earth Ensemble è una «celebrazione in musica della grande eredità culturale afroamericana» e spazia dal blues allo swing, dal be-bop alle sonorità africane, dalla composizione di matrice eurocolta al free più estatico e radicale. Nessuna contraddizione e nessun pericolo di pasticciate commistioni: è proprio la grande sensibilità della flautista a indirizzare le architetture del gruppo secondo coordinate sempre coerenti con un grande affresco narrativo in cui non viene mai meno una visione comunitaria del suonare e in cui si compenetrano con naturalezza le diverse emozioni e di strategie sonore. È una musica che è figlia della grande tradizione nera, quella dei Coltrane (sia John che Alice) più estatici e del Pharoah Sanders più mistico, del soul e della loft-scene newyorchese degli anni Settanta. Forse un po curiosamente, quando si parla della Mitchell raramente viene citato Rahsaan Roland Kirk: certamente l approccio da cui partono i due musicisti è molto diverso, ma a parte il coinvolgente virtuosismo allo strumento li accomuna una visione ecumenica della musica nera, un sapere evocare gli spiriti creativi come degli sciamani contemporanei. I dischi pubblicati finora dall ensemble sono molto vari e spaziano dal denso senso del blues di Black Unstoppable (Delmark, 2008) al più etnico Vision Quest (Dreamtime, 2001), passando per le complesse architetture della Xenogenesis Suite (Firehouse 12, 2008) ispirata dai libri della scrittrice di fantascienza Octavia Butler. Riflettendo sul rapporto tra musica nera e fantascienza vengono in mente subito Sun Ra e George Clinton, ma anche la techno dei Drexcyia, tutta una serie di esperienze connesse all afrofuturismo, concetto che con la sua forte carica politica di alterità ha sempre interessato Nicole Mitchell, in un ottica di dualismo che consenta di rimettersi sempre in gioco, oltre che di esplorare nuovi territori sonori. Ecco perché un concerto di Nicole Mitchell è sempre un viaggio da intraprendere con i sensi ben aperti, facendosi trasportare dal corpo prima ancora che dalla mente, dimenticando le definizioni più comode e banali in cui spesso si cerca di adagiare il jazz oggi. Potremmo continuare a raccontarvi di una Nicole Mitchell che nel 2010 è stata eletta migliore flautista dell anno sia dalla Jazz Journalists Association che dal prestigioso mensile DownBeat, di una Nicole Mitchell che ha avuto l onore di comporre e eseguire un lavoro per la first lady Michelle Obama, di una Nicole Mitchell straordinaria esecutrice di nuove partiture contemporanee, valente educatrice o artist in residence nei festival più prestigiosi. Ma forse la cosa più saggia è lasciarvi alle sonorità imprevedibili e emozionanti del suo Black Earth Ensemble: come ci ha sempre insegnato il migliore jazz di Chicago, quel che conta è che si tratti di Great Black Music! Enrico Bettinello 4 Nicole Mitchell Un avvincente improvvisatrice con grande spirito, carica di deter-minazione e formidabile talento destinata a diventare uno dei più grandi flautisti jazz viventi . (Peter Margasak, Chicago Reader). Flautista impegnata sia nella musica improvvisata che in quella orchestrale contemporanea, si è aggiudicata il DownBeat Magazine rising star Flutist per il quarto anno consecutivo; è stata premiata Chicagoan of the Year 2006 dal «Chicago Tribune»; la Jazz Journalists Association l ha insignita nel 2008, del titolo di Jazz Flutist of the Year. La Mitchell è fondatrice dell acclamata Black Earth Ensemble e Black Earth Strings e co-presidente dell AACM (Association for Advancement of Creative Musicians) Ha condiviso il palco con grandi personalità della musica come George Lewis, Miya Masaoka, Lori Freedman, James Newton, Bill Dixon e Muhal Richard Abrams. Nicole Mitchell lavora nel rispetto dell integrità della migliore tradizione improvvisativa il cui substrato sono la ricerca e la progettazione sempre innovative. Nel 1997 fonda il Black Earth Ensemble, organico multigenere e celebrazione multigenerazioneale del legame musicale con la cultura afro Americana. Si è esibita in molti festival internazionali e ha realizzato svariate opere in qualità di compositrice, tra cui Many Paths to the Sea - Black Earth Orchestra: tributo ad Alice Coltrane, (Chicago Cultural Center-Jazz Institute of Chicago). La Chamber Music America, con il supporto della Doris Duke Foundation le ha commissionato la composizione dell opera Xenogenesis Suite, tributo alla scrittrice di sci-fi e afrofuturista Octavia Butler (pluripremiata per l opera Dawn) la cui prémiere è stata realizzata nel 2007 al Vision Festival di New York, e pubblicata nell Aprile 2008 da Firehouse. In aggiunta ai suoi personali progetti (fra cui Black Earth Ensemble, Black Earth Strings) è parte integrante di altri ensemble come Indigo Trio (con Hamid Drake and Harrison Bankhead), Exploding Star Orchestra (progetto di Rob Mazurek), Great Black Music Ensemble (Chicago AACM) e David Boykin Expanse. Nicole Mitchell dedica all insegnamento parte della sua attività. Durante gli scorsi mesi ha ottenuto incarichi prestigiosi in qualità di docente in alcune Università degli Stati Uniti. È stata membro della Facoltà del Vancouver Creative Music Institute (Canada) e Sherwood Flute Institute Chicago. Dal 2006 al 2008 ha ottenuto una docenza al Vancouver Jazz Festival lavorando con corpose Ensemble di giovani musicisti della high school e dirigendo le loro performances. Nicole Mitchell è impegnata anche in workshops e panels di discussione sul jazz e musica improvvisata, in Europa e negli Stati Uniti. 5 Il FAI presenta i luoghi di MITO SettembreMusica Teatro Manzoni Lo storico Teatro Manzoni nasce nel 1850 in piazza San Fedele, alle spalle di Palazzo Marino, con il nome di Teatro Sociale di Milano, per volere di sette noti cittadini milanesi, i nobili Luigi Rivelli, Luigi Cusani, Alessandro Melzi, il marchese Apollinare Rocca Saporiti, il conte Leopoldo Pullè, l ingegner Carlo Cereda e il signor Antonio Mazzorin. L intento era quello di creare un teatro di prosa che portasse su un palcoscenico milanese la grande tradizione della Commedia italiana e straniera. Fu il primo teatro in Europa ad avere le sue quattro fila di palchi illuminati elettricamente, per un totale di 1050 posti. Il Teatro Sociale nel 1873, alla morte di Alessandro Manzoni, fu rinominato e intitolato in onore dello scrittore, che portò, oltre al nome, fortuna alla nuova programmazione teatrale, più seguita dal pubblico milanese. Le sue scene furono calcate tra gli altri da Eleonora Duse, che interpretò la prima opera di D Annunzio per questo teatro, La Gioconda. L agosto del 1943 vide interrompere improvvisamente la programmazione teatrale, per una bomba che distrusse l edifico. Nel dopo guerra l intensa attività di ricostruzione coinvolse anche gli edifici teatrali, e il nuovo teatro Manzoni sorse sulla via omonima, all interno di un più ampio complesso architettonico denominato Centro Eva. In considerazione dell importanza dell iniziativa architettonica e commerciale, il progetto fu affidato all architetto bergamasco Alziro Bergonzo. La progettazione dell edificio, sviluppato otto metri sotto il livello stradale e costato l imponente cifra di 60 milioni del tempo, fu lunga e complessa, e impiegò l architetto tra il 1947 e il Il 20 ottobre 1950 fu inaugurato con uno spettacolo dell American National Ballet, e fu poi affidato alla cura scientifica di Remigio Paone, che alternò nella sua programmazione la prosa, alla rivista, al teatro leggero. Determinanti furono per la realizzazione di tale opera le collaborazioni con gli scultori Messina, Conti, Lodi e Fazzini, e con i pittori Nicolò Segota, Ghino Baragatti e Achile Funi, al quale fu assegnata anche l identificazione degli spazi da affrescare. Il nuovo Manzoni che aveva capienza di posti, suddivisi tra le 758 poltroncine in platea e 27 palchi disposti su un ordine, non più su quattro come prima, fu ammirato per la sua ottima acustica, per le sontuose decorazioni, nonché per le tecniche costruttive e decorative uniche nell Europa di quegli anni. Scendendo sotto il livello stradale, si arrivava in un atrio di color rosso pompeiano, illuminato da lampadari a muro realizzati in oro antico. Tra i nomi più celebri degli ospiti del Teatro di via Manzoni citiamo Eduardo De Filippo, Jean Louis Barrault, Madeleine Renaud, Gerard Philippe, Vittorio Gassman, Valeria Moriconi, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Gian Maria Volontè, Aldo e Carlo Giuffrè, Ombretta Colli, Gigi Proietti, Ornella Vanoni, Monica Vitti, Ugo Tognazzi, Mariangela Melato, Sergio Castellitto e Franco Branciaroli. Si ringrazia 6 MITO SettembreMusica è un Festival a Impatto Zero Il Festival MITO compensa le emissioni di CO2 con la creazione e tutela di foreste in crescita nel Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, e in Madagascar Una scelta in difesa dell ambiente contraddistingue il Festival sin dall inizio. Per la sua quarta edizione, MITO SettembreMusica ha scelto di sostenere due interventi dall alto valore scientifico e sociale. Contribuire alla creazione e tutela di aree all interno del Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, un territorio esteso su una superficie di 1181 ettari lungo il torrente Vallone che nel sistema delle aree protette funge da importante corridoio ecologico, significa conservare un polmone verde in un territorio fortemente urbanizzato, a nord-est della cintura metropolitana. In Madagascar, isola che dispone di una delle diversità biologiche più elevate del pianeta, l intervento forestale è finalizzato a mantenere l equilibrio ecologico tipico del luogo. Per saperne di più dei due progetti fotografa il quadrato in bianco e nero* e visualizza i contenuti multimediali racchiusi nel codice QR. In collaborazione con Visualizza il filmato sui due progetti sostenuti dal Festival *È necessario disporre di uno smartphone dotato di fotocamera e connessione internet. Una volta scaricato il software gratuito da basta lanciare l applicazione e fotografare il quadrato qui sopra. Il costo del collegamento a internet varia a seconda dell operatore telefonico e del tipo di contratto sottoscritto. 7 in metro Tutti i giovedì, venerdì e sabato MITOFringe arriva nella metropolitana milanese con tre concerti al giorno nelle stazioni Cordusio, alle ore 16, Cadorna, alle ore 17, e Duomo, alle ore 18. Fringe in Metro inaugura sabato 4 settembre alle ore con tre ore di musica non stop nella stazione Duomo. In collaborazione con ATM. in stazione Martedì 7 e martedì 21 settembre, alle ore 17.30, la nuova Stazione Garibaldi si presenta ai milanesi con due appuntamenti musicali. I concerti, il primo nel Passante di Porta Garibaldi e il secondo in Porta Garibaldi CentoStazioni, sono dedicati alla musica funky e jazz. In collaborazione con Ferrovie dello Stato e CentoStazioni. nei parchi Tutte le domeniche del Festival, la festosa atmosfera delle bande musicali anima i parchi cittadini. Il 5 settembre alle 12 nei giardini pubblici Montanelli di Porta Venezia, il 12 settembre alle 12 al Parco Ravizza e il 19 settembre alle 11 al Parco Sempione. nelle piazze e nelle strade della periferia milanese Nei weekend trovi MITOFringe nelle piazze e nelle strade della periferia milanese con concerti nelle zone Baggio (sabato 5 alle 20.45), San Siro (venerdì 10 alle 21), Casoretto (sabato 11 alle 21), Pratocentenaro (venerdì 17 ore 21) e Isola (domenica 19 ore 21). I cinque appuntamenti, realizzati in collaborazione con Unione del Commercio, sono riservati alla classica, al folk, al jazz e alla musica etnica. nei chiostri, nelle strade e nelle piazze del centro Concerti nei chiostri e negli angoli più suggestivi di Milano guidano i cittadini alla scoperta di un patrimonio artistico e architettonico a molti sconosciuto. Lunedì 13 alle nel chiostro di via Santo Spirito e lunedì 20 alle 18 nel chiostro della sede della Società Umanitaria. Tutti i lunedì inoltre eventi musicali nelle zone del centro: il 6 settembre alle 13 in Corso Vittorio Emanuele (ang. Via Passarella), il 13 alle ore in via Fiori Chiari (ang. Via M. Formentini) e il 20 alle ore 13 in via Dante (ang. via Rovello). Il 7, 8 e 22 settembre, alle 18.30, MITOFringe dà appuntamento alle colonne di San Lorenzo per tre concerti dedicati alla musica classica ed etnica. nelle Università Tre appuntamenti in un percorso musicale che invita i cittadini in tre luoghi storici della città. Martedì 14 alle il tango nella sede dell Università Statale, mercoledì 15 alle ore 17 all Università Cattolica un appuntamento di musica classica e il 16 alle ore al Politecnico di Milano un concerto di musica barocca. in piazza Mercanti con artisti selezionati dal web Uno spazio ai nuovi talenti: musicisti ed ensemble selezionati tra quelli che hanno riposto all invito sul sito internet del Festival inviando il loro curriculum e una proposta artistica, si alternano con set di minuti sul palco per le libere interpretazioni allestito in Piazza Mercanti. Mercoledì 8 settembre, dalle 13 alle 15, il palco è riservato alle formazioni di musica corale, mercoledì 15 settembre, nello stesso orario, si esibiscono gli ensemble di musica da camera. Domenica 12 settembre, dalle ore 15, un pomeriggio dedicato ai bambini under 12 e alla gioia di suonare in famiglia. Il programma dettagliato è disponibile sul sito /programma/fringe.html 8 MITOFringe, tanti appuntamenti musicali che si aggiungono al programma ufficiale del Festival MITOFringe nel mese di settembre a Milano la trovi... MITO SettembreMusica Promosso da Città di Milano Letizia Moratti Sindaco Massimiliano Finazzer Flory Assessore alla Cultura Comitato di coordinamento Presidente Francesco Micheli Presidente Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Massimo Accarisi Direttore Centrale Cultura Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo Città di Torino Sergio Chiamparino Sindaco Fiorenzo Alfieri Assessore alla Cultura e al 150 dell Unità d Italia Vicepresidente Angelo Chianale Presidente Fondazione per le Attività Musicali Torino Anna Martina Direttore Divisione Cultura, Comunicazione e promozione della Città Angela La Rotella Dirigente Settore Spettacolo, Manifestazione e Formazione Culturale Enzo Restagno Direttore artistico Francesca Colombo Segretario generale Coordinatore artistico Claudio Merlo Direttore generale Realizzato da Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Fondatori Alberto Arbasino / Gae Aulenti / Giovanni Bazoli / Roberto Calasso Gillo Dorfles / Umberto Eco / Bruno Ermolli / Inge Feltrinelli / Stéphane Lissner Piergaetano Marchetti / Francesco Micheli / Ermanno Olmi / Sandro Parenzo Renzo Piano / Arnaldo Pomodoro / Davide Rampello / Massimo Vitta Zelman Comitato di Patronage Louis Andriessen / George Benjamin / Pierre Boulez / Luis Pereira Leal Franz Xaver Ohnesorg / Ilaria Borletti / Gianfranco Ravasi / Daria Rocca Umberto Veronesi Consiglio Direttivo Francesco Micheli Presidente / Marco Bassetti / Pierluigi Cerri Roberta Furcolo / Leo Nahon / Roberto Spada Collegio dei revisori Marco Guerreri / Marco Giulio Luigi Sabatini / Eugenio Romita Organizzazione Francesca Colombo Segretario generale, Coordinatore artistico Stefania Brucini Responsabile biglietteria Marta Carasso Vice-responsabile biglietteria Carlotta Colombo Responsabile produzione Federica Michelini Assistente Segretario generale Luisella Molina Responsabile organizzazione Letizia Monti Responsabile promozione Carmen Ohlmes Resp
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