SATANA E CESARE: I PROTAGONISTI NEGATIVI A CONFRONTO

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SATANA E CESARE: I PROTAGONISTI NEGATIVI A CONFRONTO Metterò a confronto la figura di Cesare con quella di Satana, esaminando gli elementi che le accomunano e anche qualche componente antitetica. Vorrei

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SATANA E CESARE: I PROTAGONISTI NEGATIVI A CONFRONTO Metterò a confronto la figura di Cesare con quella di Satana, esaminando gli elementi che le accomunano e anche qualche componente antitetica. Vorrei sottolineare che i confronti e i paragoni che riporterò sono frutto di una riflessione assolutamente personale e soggettiva. Innanzi tutto c è da dire che entrambi sono sovvertitori delle leggi di natura ( di Dio) e, almeno per quanto riguarda la Farsalia, tutto il poema è basato sullo stravolgimento di queste leggi. Anche se sarà quest ultima a vincere, sconfiggendo Satana e dando la giusta punizione a Cesare con una morte ingloriosa ( passaggio però solo profetizzato nel poema che, ricordiamo, si interrompe al X libro, ma molto probabilmente era stato ideato per arrivare a 12). Tutte e due le battaglie si combattono tra fratelli: romani contro romani e angeli contro angeli, quindi in entrambi i casi possiamo parlare di guerra civile ed entrambi i condottieri sono parricidi, l uno nei confronti della patria, l altro nei confronti di Dio che lo ha creato. I due protagonisti sono presentati nel primo libro delle rispettive opere: Satana è all inferno insieme alla sua schiera di angeli caduti, è una figura orgogliosa e ostinata, non vuole piegarsi al volere di Dio. Cesare è presentato nel medesimo modo nel I libro della Farsalia (vv ), quando passerà il Rubicone per non piegarsi al volere del Senato. Sono condottieri a capo di un esercito, pronti ad incitare i propri soldati alla battaglia, figure carismatiche, affascinanti, che esercitano un grande ascendente sui proprio seguaci, dominate dal furor e temute dai propri schieramenti accomunati, tra l altro, da tattiche uguali: gli angeli in Milton si dispongono a Falange (v. 550 libro I) tipica impostazione dei soldati romani in guerra. Questi due eserciti hanno fila meno numerose dei rispettivi avversari, come ricorda Pompeo nel VII libro : «le forze di Cesare non equivalgono per numero alle nostre» e, come è facilmente riscontrabile in molte fonti storiche, Cesare vinse la battaglia di Farsàlo grazie alla sua strategia e alla fedeltà del suo esercito non certo per la copiosità delle truppe. Vediamo come Cesare, per tutto il poema, sia pervaso da impatientia, sentimento nato dall unione di furor, ira e spes che caratterizza il personaggio moralmente negativo che aspira a cose più grandi di lui (non dimentichiamo che Cesare vincendo la guerra civile sottometterebbe tutta Roma e Satana nel primo libro ai vv ribadisce con forza il suo odio e la sua sete di vendetta), e allo stesso modo Milton sottolinea più volte il furore (il fierce desire = desiderio feroce al v. 510 del IV libro) che pervade in più occasioni Satana. Siamo all interno della Tipologia del sovversivo. Il sovversivo è portatore di una virtus che però affonda la proprie radici in un torbido fondo di passioni che spinge questi personaggi a perseverare in un cammino sbagliato che, una volta imboccato, è impossibile abbandonare. Il sovversivo ha necessità di convincersi che tutte le altre strade sono sbarrate. Caratteristica di questa tipologia è il legame di complicità delittuosa che unisce il comandante ai suoi soldati: «aspirate al regno del mondo»dice Cesare ai suoi soldati prima dello scontro decisivo ( libro VII v 279); oppure si può vedere bene nel V libro della Farsalia nelle parole degli ammutinati di Piacenza che Cesare domerà con un lungo e violento discorso. Vv 284 ssg «dux erat, hic socius»: il delitto li ha resi tutti uguali. Il legame tra Satana e i suoi viene sottolineato ai vv del I libro con «insieme» e anche nel VI libro quando parla Michele, vv , sottolineando come tutti coloro che osarono troppo caddero seguendo Satana. Ma veniamo ora alle azioni dei due comandanti, cominciando dal casus belli : che cosa li ha spinti a ribellarsi? Nel Paradiso Perduto è stata la generazione del figlio di Dio di fronte alla quale Satana si è sentito deprivato del proprio valore, trovandosi ora a non dover sottostare più ad uno solo, ma addirittura a due reggitori del cielo, ciò ha scatenato la sua invidia(libro V vv ). Cesare, dopo la campagna in Gallia, aveva acquisito molto potere, da tempo gli ottimati attendevano l occasione di denunciarlo per le illegalità conseguite durante il consolato del 59 a. c., Pompeo contribuì ad intorbidare le acque, tradì il loro patto (il primo triumvirato del 60 a. c) alleandosi con il senato che lo nominò consul sine collega tradendo anche la repubblica (dove per legge dovevano esserci due consoli cosicché potessero controllarsi a vicenda). Il senato con un colpo di scena gli ordinò di sciogliere l esercito ed emanò un senatusconsultum ultimo con il quale affidava a Pompeo la difesa dello stato. Cesare capì il complotto e, di tutta risposta varcò il Rubicone, il pomerium, il limite che non doveva essere oltrepassato con un esercito in armi. Il Rubicone è un fiumiciattolo, un limite naturale inviolabile: se ci soffermiamo su questo particolare non possiamo non ricollegarlo all albero della conoscenza, proibito agli uomini, anch esso limite naturale e inviolabile, certo, non è stato Satana a mangiare la mela, ma ha fatto delle due creature di Dio strumenti del suo agire, come Cesare con la sua legione. Quindi entrambi hanno usato dei mezzi per raggiungere i propri scopi: nel caso di Satana tramite Adamo ed Eva ha perseguito i suoi intenti e nel Caso di Cesare tramite il suo esercito. In tutti e due gli episodi c è stato un preventivo ammonimento: con l apparizione della Patria a Cesare: «se venite nella legalità, da cittadini, vi è lecito fin qui» (libro I vv ) e con il discorso di Raffaele ad Adamo (libro VIII vv ) dove lo avverte di non mangiare il frutto dell albero della conoscenza. Ma il mondo naturale non è presente solo in termini di limiti invalicabili, da questo mondo i due autori saccheggiano altre figure naturali con le quali comparare questi personaggi presi in esame: così Satana viene paragonato ad un cavallo orgoglioso (vv del IV libro quando è fermato dagli angeli posti a guardia del paradiso), Cesare invece ad un leone (I libro vv ), animale a cui sono spesso paragonati i personaggi dominati dal furor (come Turno nell Eneide). E poi ancora uno stesso elemento, il fulmine, usato però con due significati differenti: in Cesare (vv del I libro) è l elemento che sottolinea il suo furor, il non fermarsi di fronte a nulla e il disseminare rovine e timori, insomma, la sua indole guerrigliera. Mentre Satana, dopo la sentenza definitiva di Dio «precipita come un fulmine» giù all inferno (v 185 del X libro). Quindi da una parte il fulmine come potenza che cresce sempre più man mano che semina rovina, dall altra il fulmine inteso come abbaglio repentino e violento che getta Satana negli inferi. Passiamo ad altri due episodi che possono essere messi a confronto: nel II libro del Paradiso Perduto, Satana dice dell esistenza di un altro mondo, quello degli uomini, e vuole cercarlo ( vv ), ma chi sarà all altezza della missione? Tutti avevano timore (libro II vv ), allora Satana, consapevole del suo valore più alto, si propone di andare solo per la perlustrazione ( libro II vv ) prendendo in mano la situazione. Allo stesso modo Cesare, giunto con l esercito nel bosco sacro sotto Marsiglia, ordina all esercito di raderlo al suolo, ma vedendo le mani tremanti dei suoi, vinti dalla maestà del luogo, per primo prese la bipenne e infilzò un tronco dicendo: «ritenete il sacrilegio compiuto da me», ribaltando il principio epico della collettività (vv del III libro). Importanza da non sottovalutare nei due poemi hanno le profezie: nel X libro del Paradiso Perduto Dio profetizza le conseguenze dell atto dell uomo, e la prima delle tre profezie è rivolta a Satana, primo peccatore, e alla sua condanna( vv X libro). Nel VII libro della Farsalia parla Lucano e predice la morte di Cesare per mano di Bruto (libro VII vv ). Così il pugnale di Bruto si associa al colpo definitivo che Dio infligge a Satana, a vincere saranno la Natura e Dio ristabilendo l equilibrio, anche se Roma non tornerà mai una repubblica cosa che Lucano avrebbe fortemente voluto. Ma in realtà non c è totale simmetria tra i due personaggi, ad esempio Satana in più di un occasione è colto da dubbi e spesso riflette sulla sua condizione di traditore, come nel IV libro (vv23-43) mentre vola alla volta dell Eden, oppure ai vv , o, quando profetizza la caduta dell uomo per opera sua (libro IV vv ), subito dopo sente il bisogno di giustificare il suo operato (IV libro vv ), in questo senso è molto più vicino a Pompeo che cerca di discolparsi dalla imminente battaglia nel VII libro (vv ), cosa che Cesare non farà mai, l unico momento di esitazione che avrà in tutto il poema sarà il momento dell apparizione della Patria alla quale darà una risposta repentina per poi rompere immediatamente gli indugi (libro I vv ). Un altra differenza, forse la più importante, è che Cesare e Pompeo che si fronteggiano sui campi d Emazia sono uguali per dignità, armi e prestigio, quindi partono da una posizione si sostanziale uguaglianza :«chi prese le armi con più giusta ragione?» (v.126 I libro). Mentre la lotta tra Satana e Dio è sempre stata impari: è il sottomesso che si ribella al superiore. Infine è importante sottolineare come Lucano abbia spogliato Cesare del suo attributo principale, la clemenza verso i vinti, che rientrava in un suo preciso disegno politico e, forse, proprio il farlo apparire privo di scrupoli ha reso possibile un confronto vincente tra questi due personaggi. Elena Dionisi Maria
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