Piano neve, Battista. Il Tar che riconosce valide le motivazioni

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Quotidiano - Registrato al Tribunale di Campobasso atto in attesa di registrazione Direttore Responsabile: giuseppe Saluppo vimarfa edizioni sede legale via Normanno, campobasso redazione tel: IL NOSTRO OSCAR Peppe Notartomaso L Ardire L acqua ai molisani di Giuseppe Saluppo Il Tar che riconosce valide le motivazioni di quei Comuni molisani che non si sono sottomessi alla logica della Regione Molise, per la costituzione dell'egam, cavallo di Troia per la privatizzazione della nostra acqua, della nostra unica risorsa, mi ha portato a due considerazioni. La prima, in questi giorni le copiose nevicate finiranno per tornare ad alimentare le nostre sorgenti. Grazia di Dio. Ma la neve l'abbiamo dovuta spalare noi molisani senza l'aiuto di nessuno e il becco di un quattrino. A riscaldarci, abbiamo dovuto pensarci da soli, pagando anche le accise più alte su gas e carburanti. Scusate, ma si sbaglia a pensare che, forse, quell'acqua finita nuovamente nelle nostre sorgenti dovrà essere profumatamente pagata dalle altre regioni che ne andranno ad usufruire a ristoro dei molisani? Secondo ragionamento: la Regione Molise deve riaprire il fascicolo delle convenzioni con la Puglia, la Campania e l Abruzzo, per riconsiderare, in una prospettiva diversa, quei milioni di metri cubi di acqua sorgiva del Molise che finiscono nelle tubature dei napoletani, dei pugliesi e degli abruzzesi in contropartita dei quali non c è nulla che possa giustificare il mantenimento di una condizione da cui il Molise economicamente non ricava granché. Qualcosa come una 50ina di milioni di euro l'anno. Grazia di Dio per la sanità, le infrastrutture, i giovani molisani. Va posto fine allo sberleffo politico e amministrativo al quale i molisani sono costretti a sottostare a causa dell inerzia politica di chi li amministra oggi, al pari di chi li ha amministrati ieri. Ora, bisogna andare ancia in resta a discutere una revisione delle concessioni e, se necessario, a paventare, la chiusura dei rubinetti che forniscono acqua (gratis o semigratis) alla Campania, alla Puglia e all Abruzzo. Noi, solidali lo siamo stati senza avere nulla a ristoro. Ricordo: La solidarietà non è dare, ma agire contro le ingiustizie . E più ingiustizie di quelle avutesi contro questa terra! Basta. Si chiudano i rubinetti. L Oscar del giorno lo assegniamo a Peppe Notartomaso. Il sindaco di Campodipietra, sulla questione Egam e acqua pubblica, ha mantenuto la barra dritta ricorrendo al Tar e, oggi, raccoglie la positiva sentenza del Tar che va a favore dei cittadini molisani. Un plauso per la forte azione svolta. IL NOSTRO TAPIRO anno ii- n 0 venerdi Seguici anche Su Facebook e twitter Al nevoso signor Nessuno Il Tapiro a Nessuno, visto che non ci sono responsabili per le difficoltà che, causa neve, hanno paralizzato Campobasso, mettendola in ginocchio. Dopo nove giorni, però arriva la soluzione. L'ordinanza con cui i cittadini vengono precettati a rimuovere neve e ghiaccio dai cornicioni, a camminare in mezzo alla strada, e i dirigenti scolastici a spalare... aspettando che piova. Marciapiedi pieni di neve, scuole con difficile accesso, strade al limite Centro storico e periferie, amen Piano neve, Battista bocciato Servizio a pag.3 bbelata iancata ampobasso IL FATTO pagina 2 Il Tar boccia la Regione Per l Egam, tutto da rifare Il Tar ha acco il ricorso presentato da alcuni sindaci molisani contro la costituzione dell Egam che avrebbe dovuto gestire il processo verso la privatizzazione dell acqua. Un altra tegola sulla Regione Molise che ha ritenuto di dovere procedere senza ascoltare nessuno. 2 Sono stati diversi sindaci molisani ad impugnare il provvedimento regionale T Aaglio Egam, il Tar boccia la Regione Molise sulla privatizzazione dell acqua Va rivalutata la funzione di Molise Acque portata ad un deficit pesante CAMPOBASSO. Egam, il Tar ha acco i ricorsi e annullato gli atti impugnati! È tutto da rifare! Grazie ai Sindaci che ci hanno creduto e agli avvocati che ci hanno supportato. Una prima vittoria su una questione che seguirò fino alla fine perché siamo nel giusto . Così, il sindaco di Campodipietra, Giuseppe Notartomaso a seguito della sentenza del Tar sulla costituzione dell'egam voluto dalla Regione in materia di acqua. L'Egam, l'ente che dovrebbe gestire le risorse idriche molisane è stato istituito attraverso la delibera di Giunta n.285 del 15 giugno Non pochi Comuni molisani hanno rifiutato di farvi parte e sono stati commissariati. Altrettanti hanno ritenuto che in quella delibera approvata ci siano non pochi motivi di illegittimità. Il rischio concreto, palesato da più parti, è quello di incorrere nella privatizzazione dell acqua, un bene primario che deve rimanere nella disponibilità della gestione pubblica, soprattutto in un territorio geograficamente configurato come il nostro, dove l acqua rappresenta un bene fondamentale e una risorsa accessibile. Di fatto l istituzione dell EGAM potrebbe rappresentare il primo tassello di un processo legalizzato di privatizzazione dell acqua pubblica. Allo stesso modo occorre fare chiarezza su un altro aspetto assai delicato della questione, soprattutto per salvaguardare i diritti dei cittadini molisani: l istituzione dell EGAM provocherà l aumento delle tariffe? È importante che su questo punto il Governatore Frattura e l Assessore Nagni diano risposte chiare, considerando che il fisco ha oramai raggiunto un peso insostenibile per le famiglie molisane, e l aggravio determinato da un eventuale aumento delle tariffe non potrebbe che comportare ulteriori difficoltà. Infine, bisogna sapere anche quale sarà il destino e il ruolo di Molise Acque, società che attualmente si occupa delle gestione delle risorse idriche regionali: sarà un doppione di funzioni? Ci sarà un ridimensionamento dell Azienda speciale, confinata a un ruolo marginale? Caduchi anche gli altri provvedimenti Soddisfazione dei legali difensori Ruta, Romano e Zezza Con sentenze nn. 5 e 6/2017, depositate il , il Tar Molise ha acco i ricorsi presentati dagli avv.ti Margherita Zezza, Giuseppe Ruta e Massimo Romano nell interesse di numerosi comuni molisani (comuni di Campodipietra, Montefalcone del Sannio, Busso, S. Agapito, Sepino, Bonefro, Belmonte del Sannio, Campochiaro, San Polo Matese, Roccamandolfi, Pescolanciano, Acquaviva d Isernia, Civitanova del Sannio, Guardiaregia e Cantalupo del Sannio) ed annullato tutti gli atti con i quali la Giunta Regionale del Molise aveva disposto, con la delibera G.R.n.285 del , sia la costituzione dell Egam (Ente di Governo dell Ambito del Molise per il Servizio Idrico) sia la obbligatoria partecipazione/adesione a tale struttura di tutti i comuni molisani. Una scelta, quella della Regione - sostengono in una nota i tre legali: Ruta, Roman o e Zezza - che era stata subito contestata da più parti, sia per la procedura seguita (che aveva di fatto estromesso il Consiglio regionale) sia per il contenuto, posto che, ad avviso di molti e degli stessi comuni ricorrenti, era stata adottata, per la gestione di un servizio strategico quale quello idrico, una soluzione organizzativa che non appariva condivisibile sia dal punto di vista funzionale sia dal punto di vista erariale, con evidenti rischi di disfunzioni e di maggiori spese anche e soprattutto per le piccole realtà territoriali. A fronte di tali censure il TAR ha annullato i provvedimenti della Regione ritenendo, innanzitutto, che una scelta così strategica, concernente non solo l organizzazione dell EGAM ma anche la sua attività, il suo funzionamento e la governance dell ente governo dell Ambito non poteva di certo essere assunta dalla Giunta, risultando, invece statutariamente riservata al Consiglio Regionale, illegittimamente estromesso da tale decisione. Pertanto, ravvisata l incompetenza della Giunta regionale essendo la materia attratta nell ambito delle prerogative del Consiglio che non ha ancora esercitato il relativo potere il giudice amministrativo ha acco i ricorsi e non solo ha annullato il provvedimento a monte (la predetta delibera di G.R.n.285 del , con la quale è stato istituito l ente EGAM ed il relativo disciplinare), ma anche disposto la caducazione di tutti gli altri provvedimenti a valle impugnati con i motivi aggiunti, ovvero i decreti presidenziali volti ad imporre l adesione coattiva dei comuni. In breve, tutto da rifare. T Aaglio 3 Nelle vicinanze delle scuole marciapiedi ancora con la neve e strade con carreggiate ristrette Scusate, ma perchè in una città civile come Varese nel Piano neve si legge: ...Inoltre, in ciascuna zona è prevista un ulteriore sotto zona per la pulizia dei marciapiedi, vialetti e piazzali delle scuole con altri 12 mezzi piccoli e 24 spalatori complessivi . A Campobasso, la città che il sindaco, vuole restituirci, leggiamo nell'ordinanza a sua firma la n.124: La rimozione e la pulitura di tutte le vie di esodo e dei punti di raccolta presenti negli edifici scolastici, sarà a cura dei Dirigenti scolastici . E' questa la città a misura di cosa non si sa? E' questa la città che si offre allo studio? E' questa la città europea? La situazione reale per raggiungere le scuole è a dir poco preoccupante. La scuola sui Monti, dal Terminal verso il liceo Classico Mario Pagano o per l'università, marciapiedi ancora ricolmi di neve proprio nelle vicinanze dei plessi scolastici. Vista la fretta di volere riaprire le scuole da parte del Comune di Campobasso, non sarebbe stato il caso, allora, di utilizzare il caricamento neve per fare pulizia proprio nei pressi delle scuole? Se, per davvero, era una priorità riaprire le scuola prioritario doveva essere Neve, Battista bocciato Ma i cumuli non andavano caricati partendo, proprio, dalle scuole? l'impegno di procedere in tal senso. Ma tante, troppe cose non hanno funzionato nel piano neve fino alla protesta di abitanti e commercianti di via Mazzini. Strada tra quelle principali che avrebbe dovuto conoscere ben altri interventi. Invece, marciapiedi colmi di neve, gente costretta a camminare lungo la strada assai pericolosa di per sè, impossibilità di fermarsi. Senza parlare di altre realtà stradali. E' pur vero che la neve è stata copiosa ma, ancora una volta, nonostante pure l'abnegazione di quanti hanno operato, i risultati sono stati prossimi al fallimento. L'amministrazione comunale ne esce sonoramente bocciata Giornalisti, la Sea fa dietro front CAMPOBASSO. La Sea - Servizi e Ambiente SpA , preso atto delle criticità riscontrate in merito all'indagine di mercato per il servizio di comunicazione esterna, nutrendo massimo rispetto per l'ordine dei Giornalisti e per il lavoro dei suoi iscritti, ha deciso di procedere alla revoca del bando pubblicato sul sito ufficiale della società municipalizzata. Si informa, inoltre, che la necessità del reperimento della figura richiesta dal bando sarà oggetto di un riesame da parte della struttura amministrativa della società . Così, il comunicato dell'azienda della quale socio unico è il comune di Campobasso. Sicuramente, sarebbe stato preferibile che quell'indagine di mercato non fosse stata mai avviata. Meraviglia, però, che il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, non abbia fatto sentire la sua voce essendo la società di diretta emanazione dell'amministrazione. Prendiamo atto, con soddisfazione, della decisione della Sea Spa di revocare l'avviso ad evidenza pubblica per l'affidamento del servizio di comunicazione esterna. Ci auguriamo che in futuro la Sea e tutti gli altri enti, pubblici e non, possano rapportarsi con gli organismi di categoria (anche se in questa circostanza i sottoscritti consiglieri dell'odg Molise sono intervenuti individualmente) per procedere alla stesura di avvisi e bandi per l'affidamento di incarichi a giornalisti professionisti e pubblicisti . Così, i consiglieri dell'ordine dei Giornalisti del Molise: Giovanni Di Tota, Enzo Luongo e Pina Petta che avevamo già denunciato l'operato della Società unitamente al consigliere nazionale, Vincenzo Cimino. Pronto soccorso, situazione al collasso La Uil Fpl, torna a denunciare le carenze che mettono in ginocchio le strutture La situazione dei pronto soccorso è al collasso Da anni la Uil Fpl sta denunciando la situazione esplosiva in molte strutture ospedaliere italiane, a partire dai Pronto Soccorso con lo stazionamento dei malati nelle barelle (nelle migliori delle ipotesi) nelle corsie e nei vari corridoi in attesa di essere trasferiti altrove; una situazione al limite che espone il personale medico ed infermieristico a turni massacranti e ad operare in condizioni proibitive. Lo dichiarano in una nota il Segretario Generale della Uil Fpl Michelangelo Librandi ed il Coordinatore Nazionale Uil Fpl Medici Roberto Bonfili. Nonostante le contenute dimensioni della spesa sanitaria (in rapporto al Pil e in valore assoluto), il Ssn è stato sottoposto ormai da troppo tempo a notevoli restrizioni (finanziarie, di personale, tecnologiche e strutturali), soprattutto nelle regioni sottoposte a Piano di Rientro, che hanno contribuito proseguono Librandi e Bonfili - a contenere la spesa ma che stanno producendo effetti preoccupanti sulla capacità di erogare i servizi e sul funzionamento stesso, contribuendo anche ad alimentare le importanti disomogeneità presenti tra le varie Regioni e di conseguenza l equità del sistema. Per questo non possiamo più accettare che, ogniqualvolta si verifichino in sanità gravi episodi si punti il dito sempre e solo su infermieri e medici. Gli ultimi avvenimenti sono l ennesima prova che ad oggi ancora poco si è fatto: manca una rete efficiente tra territorio e strutture sanitarie; è stato effettuato negli anni un continuo taglio dei posti letto ( da aggiungere che spesso negli ospedali i posti letto disponibili sono in numero inferiore a quelli attribuiti a causa della mancanza di personale e degli accorpamenti di reparti causati da opere di ristrutturazione interminabili); il numero degli accessi nei pronto soccorso è aumentato senza riuscire a trovare soluzioni concrete per filtrare i casi meno urgenti; il blocco del turn over; mancanza di investimenti idonei in queste strutture e cosi via. Tutto questo sta producendo un disservizio a scapito dei cittadini. Basta prendersela con il personale medico, infermieristico, tecnico ed ausiliario - concludono Librandi e Bonfili -; noi tutti dovremmo rivolgere un plauso e ringraziarli per aver svo sino ad oggi il proprio lavoro con estrema professionalità nonostante le condizioni di estremo disagio. Piuttosto si intervenga concretamente attraverso misure efficaci che diano rilancio al nostro Servizio Sanitario Nazionale considerato, nonostante tutto, il fiore all occhiello dell Italia. 4 T Aaglio Il referendum sul lavoro si annuncia particolarmente teso I voucher hanno rubato il futuro a milioni di persone e non ha aiutato l Italia a crescere e a essere competitiva sui mercati Indispensabile una mobilitazione politica straordinaria per respingere una prassi di mercificazione e spoliazione dei diritti dei lavoratori L Italia non è una Repubblica fondata sul lavoro, ma sui voucher. La distorsione va eliminata. Si annuncia un referendum particolarmente teso, reso monco dalla mancata ammissione da parte della Corte Costituzionale del quesito proposto dalla CGIL sul ripristino dell articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, con l obbligo di reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento privo di giusta causa e giustificato motivo. Il Governo dei voucher e della precarizzazione ha due modi per evitare di portare gli italiani di nuovo alle urne referendarie entro il mese di giugno. Uno, esercitando il diritto del Parlamento ad intervenire in sede legislativa sul merito delle questioni assecondandole; due, sciogliendo anticipatamente le Camere. Vedremo. Ma intanto la Cgil che ha promosso il referendum vedendoselo approvare con due quesiti su tre (l abrogazione dei voucher e la responsabilità solidale nel sistema degli appalti), mancando il terzo (il ripristino dell articolo 18) per il quale è pronto il ricorso alla Corte Europea, ha aperto la campagna referendaria mettendo sul tavolo le motivazioni che lo hanno generato e chiamando a raccolta il popolo italiano a ristabilire un maggior senso di giustizia e di equità nel mondo del lavoro e della produzione. La prima reazione politica nel Molise è stata di Michele Petraroia (ex Pd). Suo il commento soppesato nei termini e nelle valutazioni, in cui riemergono prepotenti i sentimenti dell ex cigiellino e l animus dell amministratore tornato ai valori storici della Sinistra dopo l amara esperienza nel Pd della Fanelli e di Frattura, e nella giunta regionale. Petraroia ritiene che Sulla materia del lavoro è indispensabile riprendere una mobilitazione politica straordinaria a tutti i livelli per respingere una prassi di mercificazione e spoliazione dei diritti che è andata consolidandosi nell ultimo ventennio, dal Pacchetto Treu del 1997 al Jobs Act di Renzi. Altrettanto netto e perentorio il richiamo sul declino del lavoro: Da elemento costitutivo della democrazia, è stato utilizzato come il capro espiatorio della mancata crescita economica e dello scarso livello di competitività del nostro paese sul mercato globale. Anziché aggredire i veri nodi dell arretratezza del sistema produttivo nazionale, potenziando gli investimenti in innovazione e ricerca, migliorando l efficienza del sistema creditizio, rendendo più efficace la pubblica amministrazione, intervenendo sulla dotazione infrastrutturale primaria, investendo nella digitalizzazione dell economia e raccordando la struttura del mercato del lavoro alle necessità delle imprese, si è preferito vessare il fattore lavoro comprimendone i diritti e disincentivando la fidelizzazione a tempo indeterminato tra dipendente ed azienda, che è esattamente l opposto della legge 183/2014 (Jobs act ). Sicché: Persa la valvola della svalutazione della moneta, l Italia ha pensato di sopperire liberalizzando i rapporti di lavoro, non rinnovando i contratti collettivi, tagliando un milione di posti a tempo indeterminato nel pubblico impiego e nella sanità, e abbattendo le tutele previdenziali, sociali e legislative dei lavoratori. Conclusione incontrovertibile: Questa strada ha rubato il futuro a milioni di persone, non ha aiutato l Italia a crescere e a tornare competitiva sui mercati, ha reso il paese meno sicuro ed ha accentuato le disuguaglianze ed i divari di reddito tra le classi sociali. Possibile rimedio: Lottare per invertire la rotta, fermare la mercificazione del lavoro e restituire dignità alle persone che lavorano. Dardo Quando un associazione di categoria si trova a dover intervenire a supporto dei pendolari che quotidianamente si recano a Campobasso e che da più di un mese stanno segnalando un problema di sicurezza al quale nessuno da delle risposte, vuol dire che qualcosa in una comunità non funziona. Lo sostiene Confesercenti Termoli. Partiamo dai fatti. La stradina che collega piazza del Papa al Terminal Bus è illuminata fino alla mezzanotte. A quell ora, non essendoci autobus in partenza, le luci si spengono e quando si spengono la strada è completamente al buio, come dimostra un video girato alcuni giorni fa e diffuso dagli organi di stampa. Alle 6 del mattino le corse verso Campobasso e le altre direzioni riprendono ma le luci non si riaccendono ed i pendolari Termoli, possibile tante disfunzioni al Terminal? percorrono un tragitto di circa due minuti completamente al buio con il rischio di essere aggrediti, scippati o di inciampare e finire in ospedale. Da tre giorni, come ci è stato segnalato, la strada è infatti completamente ghiacciata. I pendolari si sono rivolti al Comune di Termoli che ponziopilatamente se ne è lavato le mani scaricando le responsabilità sull azienda GTM che gestisce il Terminal e dunque anche l illuminazione di quel tratto. Il Sindaco pertanto, da massima autorità sanitaria del Territorio, lavandonsene le mani, almeno dal punto di vista igienico può ritenersi a posto con la coscienza. I pendolari a
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