Parrocchia San Michele Arcangelo in Precotto - Viale Monza, Milano e : - Centralino tel PDF

Description
Parrocchia San Michele Arcangelo in Precotto - Viale Monza, Milano e : - Centralino tel IL RICHIAMO Anno XV - n aprile 2013 Quinta Domenica

Please download to get full document.

View again

of 8
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

Film

Publish on:

Views: 0 | Pages: 8

Extension: PDF | Download: 0

Share
Transcript
Parrocchia San Michele Arcangelo in Precotto - Viale Monza, Milano e : - Centralino tel IL RICHIAMO Anno XV - n aprile 2013 Quinta Domenica di Pasqua «Dove la carità è vera, abita il Signore» COMUNIONE SACRAMENTALE E COMUNIONE SPIRITUALE Nelle parrocchie della diocesi è vigilia di Messe di prima Comunione e di Cresime. Anche da noi, il primo maggio sarà festa grande per una settantina di famiglie che accompagneranno i loro figli e figlie a quell incontro con Gesù risorto che si donerà loro nell ostia consacrata. Molti genitori la riceveranno, commossi, insieme ai figli; ma non tutti. Parecchi, perché indifferenti al fatto cristiano e impossibilitati a capirne il valore e la convenienza. Altri, perché, pur desiderandola, non ne hanno la possibilità in quanto conviventi o divorziati. La circostanza ecclesiale mi spinge a fare alcune riflessioni miranti a portare chiarezza laddove serpeggiano confusione, smarrimento o pretese irragionevoli. Anche sui media è ritornante la questione: Perché la Chiesa continua a impedire la comunione sacramentale a coloro che hanno dovuto subire il divorzio e hanno dato vita a una nuova famiglia in seconde nozze civili o in un legame di convivenza? La risposta data dalla Sacra Scrittura e dal Magistero della Tradizione cattolica è semplice: siccome nell Eucaristia è realmente presente Cristo occorre essere in grazia di Dio, non avere cioè in corso condizioni di vita giudicate da Dio come oggettivamente peccaminose. Al proposito S. Paolo scrive: «Il calice che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? (10, 16-17). Tutto allora si chiude in una intransigenza dottrinale che sembra a- vallare una particolare durezza proprio nei confronti di tanti che, oltre al torto subito, non possono trovare il conforto in Colui che dà la forza (Filippesi 4,13)? Non dimentichiamo che la Chiesa è madre premurosa e maestra di verità e di vita in quanto rende presente Cristo Salvatore in ogni contemporaneità storica. Perché gli uomini dovrebbero a- mare la Chiesa? Perché dovrebbero amare le sue leggi? - si chiede Eliot, scrittore convertito, nei Cori da La Rocca. Essa ricorda loro la Vita e la Morte e tutto ciò che vorrebbero scordare. L ultima cena E gentile dove sarebbero duri, e dura dove essi dovrebbero essere teneri. Ricorda loro il Male e il Peccato e altri fatti spiacevoli. Essi cercano sempre d evadere dal buio esterno e interiore, sognando sistemi talmente perfetti che nessuno avrebbe più bisogno d essere buono. Cristo è colui che si compiace di noi, di me, dice san Pietro piangendo. Cristo è colui che si compiace di noi, di me, dice la Maddalena, la Samaritana, l'assassino. Cristo è colui che si compiace di me e perciò mi perdona. Mi ama e mi perdona afferma A. Camus nel romanzo Lo Straniero. Infatti Papa Francesco, sull'accesso all'eucaristia, non ha affatto detto no tu no, che sei peccatore .. Ecco invece le sue splendide parole: Quanti non possono ricevere la Comunione in ragione della loro situazione, trovano comunque nel desiderio della Comunione e nella partecipazione alla S. Eucaristia u- na forza e un'efficacia salvatrice . Benedetto XVI, lo scorso anno, davanti al milione di famiglie radunate all aeroporto di Bresso nelle Giornate mondiali della famiglia, ha ribadito: Occorre far capire ai divorziati e ai risposati che la loro sofferenza è un dono per la Chiesa perché servono così a tutti anche per difendere la stabilità dell amore e del matrimonio. Questa sofferenza non è solo un tormento fisico e psichico ma è anche un soffrire nella comunità della Chiesa per i grandi valori della nostra Fede. Penso che la loro sofferenza, se realmente interiormente accettata, sia un dono per la Chiesa. Devono saperlo, che proprio così servono la Chiesa, sono nel cuore della Chiesa. A chi si trovasse in tale condizione di vita, in comunione col Magistero, suggerisco di vivere quotidianamente la Comunione Spirituale, una preghiera in distribuzione sulla balaustra del nostro Battistero che, in un passaggio, dice Poiché non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Si può incominciare già da questa domenica. Opuscolo religioso stampato in 2000 copie - scaricabile in formato pdf dal sito 1 VITA DELLA COMUNITÀ CHI CI SEPARERÀ DALL AMORE DI CRISTO? La frase di san Paolo è stata messa a tema degli annuali esercizi spirituali della Fraternità di Comunione e Liberazione, che si sono tenuti a Rimini dal 19 al 21 aprile. Vi hanno preso parte ventiquattromila persone provenienti da tutta Italia e diverse altre migliaia collegate tramite video da ventuno nazioni europee ed extraeuropee. I partecipanti che vivono a Precotto sono stati una sessantina. Questo Anno della fede continuamente ci richiama a dare una risposta personale e reale alla domanda messa a tema degli esercizi. Il sentirsi afferrati da Gesù, stupiti e affascinati dalla sua presenza che si manifesta nel presente, rallegra la nostra vita, la riempie di significato e la salva dai moralismi diffusi. Don Julian Carron, presidente della Fraternità, ha illustrato la fede come riconoscimento personale della presenza di Cristo nella quotidianità, sequela a coloro che visibilmente la vivono e testimonianza appassionata del proprio cambiamento negli ambienti di vita. Segni della fede vissuta sono l appartenenza alla Chiesa, la letizia del cuore e il lavoro di discernimento per non ridurre Cristo alla misura dei nostri schemi mentali o comportamentali. Ci siamo dati appuntamento per l'anno prossimo, con l'augurio che quanto ci è stato proposto in questi e- sercizi possa diventare una esperienza talmente viva e consistente da permetterci di verificare che nulla ci ha separato dall'amore di Cristo . Marco Valcamonica VISITA ALLA CERTOSA DI GAREGNANO SOSTIENI LA TALITÀ KUM L associazione è nata in parrocchia durante il Giubileo del Non ha fini di lucro e mira a finanziare persone e gruppi che operano a favore di famiglie, minori, anziani, disabili e della cultura. Ogni contributo è fiscalmente detraibile. Sostienila con versamenti su Banca Intesa - Sanpaolo IBAN IT18Y il 5 per mille delle imposte sui propri redditi compilando e firmando i moduli CUD, 730 e Unico C.F Tra i monumenti di Milano importanti sia per il valore storico che per il pregio artistico alcuni sono quasi sconosciuti agli stessi milanesi: tra questi c è certamente la Certosa di Garegnano, che si trova alla periferia nord-ovest di Milano, nella zona di Musocco che, analogamente a Precotto, fu un comune autonomo, inglobato nel comune di Milano nel L interesse a conoscere direttamente la Certosa e le sue opere d arte ha sollecitato la parrocchia di Precotto a concordare con l ISAL (Istituto per la Storia dell Arte Lombarda) una visita guidata dall architetto Zanzottera, che ne curò gli importanti lavori di recupero e ristrutturazione edilizia e di restauro pittorico effettuati in occasione del Giubileo del Della primitiva costruzione, fondata da Giovanni Visconti nel 1349, consacrata nel 1367, e poi per lungo tempo sostenuta dalla devozione e dai beni della famiglia dei Visconti, si è conservato solo l impianto originario del complesso monastico e del Cortile d Onore e le prime due cappelle con un ala della chiesa. Il periodo di maggiore splendore della Certosa si ebbe però tra il 1550 e il 1650; in questo periodo infatti il presbiterio fu affrescato dal Peterzano, pittore allievo di Tiziano e maestro di Caravaggio, mentre nel 1629 Daniele Crespi terminò il suo più importante ciclo pittorico, dedicato a San Bruno: i restauri sopra ricordati hanno riportato queste opere all antico splendore. La Certosa si consolidò e confermò la sua importanza fino alla soppressione austriaca, che impose l allontanamento dei monaci e causò un lungo periodo di abbandono. I suoi beni vennero confiscati e l importante scriptorium e l annessa biblioteca vennero smembrati e venduti per poche lire, poi sorte analoga toccò ai preziosi altari e al coro monastico intarsiato. Il grande chiostro, che aveva quasi 500 metri di perimetro, con terrecotte istoriate, venne trasformato in deposito per la polvere da sparo e fu parzialmente distrutto verso la fine del 18 secolo. Nella notte di Natale del 1782 la Certosa tornò a vivere come chiesa parrocchiale del borgo di Garegnano, che dopo l unità d Italia prese il no- me di Musocco. Attraverso alterne vicende, comuni alle fasi di sviluppo della periferia milanese, e anche nuove distruzioni per i bombardamenti del 1943 e 1945, il complesso partecipa nel dopoguerra alla ricostruzione e al consolidamento sociale e urbanistico del quartiere. Un momento di svolta importante è l affidamento della parrocchia nel 1960 ai frati minori cappuccini, che da allora si sono fatti anche carico della sistemazione e valorizzazione artistica di questo importante monumento nazionale. Emilio Maraschini 2 VITA DELLA COMUNITÀ AUGURI PASQUALI DAL BRASILE Pubblichiamo la lettera di suor Gabriella non apparsa sul Il Richiamo precedente per motivi di spazio.... Carissimi, si avvicina la grande festa di Pasqua, la festa della Vita, della speranza e della pace. Tempo di grazia e di benedizione, tempo per rinnovare la fede e le forze per continuare a fare il bene e per continuare ad annunciare e a prenderci cura del Regno di Dio. L'annuncio del Signore Risorto raggiunge tutte le nostre situazioni di vita. Io celebrerò la settimana santa insieme al popolo ribeirinho di Calama, un centro di piccole dimensioni sul Rio Madeira, vicino alla frontiera con lo Stato di Amazonas. Sarò ospite in una famiglia e questo mi permetterà di conoscere la realtà locale. Questo primo viaggio, che farò insieme a padre Jorge, un padre comboniano portoghese, è per conoscere la comunità di questa cittadina e per vedere insieme come posso contribuire alla formazione cristiana e umana. Vi manterrò informati. Calama è un distretto del comune di Porto Velho. Porto Velho spaventa per le dimensioni. Dove abito ora, oltre al processo di inserimento nella Commissione arcidiocesana di Giustizia e pace, sto accompagnando una comunità in che è in conflitto per la terra. Quanta confusione per la proprietà della terra in questo Stato!!! Nel quartiere che accompagno, Lagoinha, ci sono circa 30 famiglie che vivono in un area occupata, indisturbate, da circa 10 anni. In questi ultimi due mesi, un supposto proprietario sta minacciando di distruggere tutte le loro case e mandarli via, se non pagano una quota molto alta. Mi hanno chiamata, e così ho iniziato la mia presenza. Insieme preghiamo e cerchiamo di creare un po di unità. Carissimi, Pasqua è una festa che ci dona la grazia di affrontare la vita con la forza della speranza. Si, la passione, morte e resurrezione di Gesù ci testimoniano questa grande forza dell'amore di Dio, che in Cristo Gesù, scardina tutte le forze del male. Buona Pasqua, uniti nell'amore suor Gabriella UNA NUOVA SALA BINGO? La Parrocchia e la popolazione di Precotto hanno appreso con viva preoccupazione la notizia secondo cui negli spazi del Supermercato Conad di viale Monza 289 si potrebbe aprire una nuova sala giochi Bingo. Chiediamo di sapere se la notizia corrisponda al vero e le ragioni di tale cambio di destinazione. Siamo infatti preoccupati per il diffondersi delle sale da gioco e dei centri di scommesse che, in questi ultimi anni, sono diventati fonte di enormi problemi sul fronte educativo dei ragazzi e dei giovani, in particolare delle fasce più deboli della popolazione. La liberalizzazione delle licenze commerciali vincola le Amministrazioni a un esame solo formale delle stesse e scarica poi sullo Stato i costi per la cura delle ludopatie. Tra Precotto e Gorla sono già presenti due sale da gioco in piazzale Martesana e in via don Guanella. Parecchi bar e locali pubblici ospitano slot machine. Al presente, in Zona 2 sono già sette le sale autorizzate. Nostro intento è di ricordare alle Istituzioni l urgenza di creare le condizioni più favorevoli per costruire una società capace di rispondere alle esigenze primarie della persona e a sviluppare una convivenza di cittadini onesti, laboriosi e responsabili, antitetica a ciò che le sale da gioco quotidianamente iniettano nelle teste e nei cuori. Come insieme di parrocchie, associazioni, istituti scolastici e agenzie educative del territorio sentiamo il dovere di sensibilizzare l opinione pubblica e la Amministrazione cittadina perché la salute psicofisica, morale e civile del cittadino, in particolare delle fasce più deboli, venga tutelata. Per scoraggiare la concessione di altre licenze per l apertura di case da gioco sul nostro territorio promuoviamo una raccolta di firme sul sagrato della chiesa S. Michele Arcangelo il sabato 4 e la domenica 5 maggio Consiglio pastorale di S. Michele Arcangelo TROFEO MEMORIAL RENZO MARAIA 4-5 MAGGIO 2013 Anche quest anno si svolgerà nel nostro Oratorio la quinta edizione del secondo trofeo Renzo Maraia. L evento organizzato dal CSI-Milano e dalla nostra Associazione Sportiva intende ricordare l amico Renzo che si è dedicato per tutta la vita, con vero spirito cristiano, all accompagnamento educativo dei nostri giovani attraverso lo sport. Ci auguriamo che questa due giorni possa coinvolgere squadre di giovanissimi di Milano e dintorni. Domenica, alle ore 12 i presenti parteciperanno alla Messa parrocchiale in u- no spirito di ringraziamento. Al termine si vivrà il momento conviviale in fraterna accoglienza e amicizia. A.S. RGP Precotto 3 Cari fratelli e sorelle! È per me una gioia celebrare con voi l Eucaristia in questa Basilica.[.] Siamo sulla tomba di san Paolo, un umile e grande apostolo del Signore, che lo ha annunciato con la parola, lo ha testimoniato col martirio e lo ha adorato con tutto il cuore. Sono proprio questi i tre verbi sui quali vorrei riflettere alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato: annunciare, testimoniare, adorare. 1. Nella Prima Lettura colpisce la forza di Pietro e degli altri apostoli. Al comando di tacere, di non insegnare più nel nome di Gesù, di non annunciare più il suo messaggio, essi rispondono con chiarezza: «Bisogna obbedire a Dio, invece che agli uomini». E non li ferma nemmeno l essere flagellati, il subire oltraggi, il venire incarcerati. [...] E noi? Siamo capaci di portare la Parola di Dio nei nostri ambienti di vita? Sappiamo parlare di Cristo, di ciò che rappresenta per noi, in famiglia, con le persone che fanno parte della nostra vita quotidiana? La fede nasce dall ascolto, e si rafforza nell annuncio. 2. Ma facciamo un passo avanti: l annuncio di Pietro e degli apostoli non è fatto solo di parole, ma la fedeltà a Cristo tocca la loro vita, che viene cambiata, riceve una direzione nuova, ed è proprio con la loro vita che essi rendono testimonianza alla fede e all annuncio di Cristo. [...] Come testimonio io Cristo con la mia fede? Ho il coraggio di Pietro e degli altri apostoli di pensare, scegliere e vivere da cristiano, obbedendo a Dio? Certo la testimonianza della fede ha tante forme, 4 MAGISTERO DELLA CHIESA OMELIA IN S. PAOLO FUORI LE MURA - 14 APRILE come in un grande affresco c è la varietà dei colori e delle sfumature; tutte però sono importanti, anche quelle che non emergono. Nel grande disegno di Dio ogni dettaglio è importante, anche la tua, la mia piccola e umile testimonianza, anche quella nascosta di chi vive con semplicità la sua fede nella quotidianità dei rapporti di famiglia, di lavoro, di amicizia. Ci sono i santi di tutti i giorni, i santi nascosti, una sorta di classe media della santità, come diceva uno scrittore francese, quella classe media della santità di cui tutti possiamo fare parte. Ma in varie parti del mondo c è anche chi soffre, come Pietro e gli apostoli, a causa del Vangelo; c è chi dona la sua vita per rimanere fedele a Cristo con una testimonianza segnata dal prezzo del sangue. [...] 3. Ma tutto questo è possibile soltanto se riconosciamo Gesù Cristo, perché è Lui che ci ha chiamati, ci ha invitati a percorrere la sua strada, ci ha scelti. [...] Tu, io, adoriamo il Signore? Andiamo da Dio solo per chiedere, per ringraziare, o andiamo da Lui anche per adorarlo? Che cosa vuol S. MESSE DI PRIMA COMUNIONE maggio 2013 dire allora adorare Dio? Significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte. Ognuno di noi, nella propria vita, in modo consapevole e forse a volte senza rendersene conto, ha un ben preciso ordine delle cose ritenute più o meno importanti. Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; adorare il Signore vuol dire affermare, credere, non però semplicemente a parole, che Lui solo guida veramente la nostra vita; adorare il Signore vuol dire che siamo convinti davanti a Lui che è il solo Dio, il Dio della nostra vita, il Dio della nostra storia. Questo ha una conseguenza nella nostra vita: spogliarci dei tanti idoli piccoli o grandi che abbiamo e nei quali ci rifugiamo, nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza. Sono idoli che spesso teniamo ben n a scos t i; p os s ono e sser e l ambizione, il carrierismo, il gusto del successo, il mettere al centro se stessi, la tendenza a prevalere sugli altri, la pretesa di essere gli u- nici padroni della nostra vita, qualche peccato a cui siamo legati, e molti altri. Questa sera vorrei che una domanda risuonasse nel cuore di ciascuno di noi e che vi rispondessimo con sincerità: ho pensato io a quale idolo nascosto ho nella mia vita, che mi impedisce di adorare il Signore? Adorare è spogliarci dei nostri idoli anche quelli più nascosti, e scegliere il Signore come centro, come via maestra della nostra vita. Papa Francesco SONO GAY E SONO CONTRARIO AL MATRIMONIO OMOSESSUALE «Io so nel mio cuore che l'uomo è buono, che ciò che è giusto alla fine trionferà sempre, e non vi è altro scopo che valga la pena di vivere». Queste parole, pronunciate da Ronald Reagan nel 1991, sono incorniciate sul muro sopra la mia scrivania. Come uomo gay, le ho adottate come mie, inserendomi nella discussione nazionale sul matrimonio omosessuale. Appoggio pienamente le unioni civili per le coppie gay e lesbiche, ma sono contrario al matrimonio omosessuale. Dato che gli attivisti hanno fatto del matrimonio, piuttosto che delle unioni civili, il loro obiettivo, sono visto da molti come uno che ha disgusto di sé, un gay traditore. Così sia. Io preferisco pensare a me stesso come un intellettualmente onesto, raziocinante essere umano. [...] Né la religione, né la tradizione hanno svolto un ruolo significativo nel formare la mia posizione. Ma la ragione e l'esperienza sicuramente sì. Apprendere dall'esperienza Da giovane, non ho mai avuto delle inclinazioni verso il matrimonio e la paternità, perché conoscevo solo il desiderio omosessuale. [...] Quando tutti i miei amici cominciarono a sposarsi, per la prima volta, ho cominciato a prendere seriamente in considerazione il matrimonio. Il motivo di evitare l'isolamento sociale può non essere stato il migliore, ma è stato il catalizzatore che ha cambiato la traiettoria della mia vita. Anche se ho dovuto reprimere certi desideri sessuali, ho trovato il matrimonio e- stremamente gratificante. La mia TV2000 trasmissione sul credo Da domenica 21 aprile verrà mandata in onda alle 8.30 e alle una serie di trasmissioni sul Credo. Sono dodici puntate di mezz'ora ciascuna, incentrate sugli articoli qualificanti la Fede Cattolica. PER ALLARGARE LA RAGIONE futura sposa ed io ci siamo incontrati mentre cantava in un coro di giovani. Quando le ho chiesto di sposarmi, eravamo diventati grandi amici. L'anima gemella è il termine che abbiamo usato per descriverci l'un l'altro. Dopo un paio di anni di diligenti tentativi di concepimento, i medici ci hanno informato della nostra sterilità e quindi abbiamo cercato di adottare. Questo è diventato un lungo, faticoso, straziante processo. Alla fine, abbiamo rinunciato. Provavo emozi
Related Search
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks