MENSILE DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE COLTIVATORI DIRETTI DI FERRARA

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L ARATRO MENSILE DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE COLTIVATORI DIRETTI DI FERRARA COLDIRETTI NO CETA SI MADE IN ITALY Stampa ORIGRAF Ferrara - Via Sgarbata, 170/172 - Tel Reg. Trib. Ferrara

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L ARATRO MENSILE DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE COLTIVATORI DIRETTI DI FERRARA COLDIRETTI NO CETA SI MADE IN ITALY Stampa ORIGRAF Ferrara - Via Sgarbata, 170/172 - Tel Reg. Trib. Ferrara n. 21 del 21/03/1951 Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento Postale - DL. 353/2003 (conv. in. L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1. DCB Ferrara 2 Luglio Agosto 2017 2 L Aratro Stampa: Origraf s.rl. Via Sgarbata, 170/172 San Bartolomeo in Bosco (FE) Edito da Coldiretti Ferrara Direttore: Claudio Bressanutti Direttore Responsabile: Riccardo Casotti Comitato di Redazione: Marco Baldon, Andrea Bolzonaro, Riccardo Casotti, Ida Dalla Libera, Alessandra Mariotti, Beatrice Tagliaferri, Valeriano Tagliati. Realizzazione Editoriale: Impresa Verde Ferrara Via Bologna, 67 - Ferrara Redazione: Via Bologna 637 Chiesuol del Fosso (Ferrara) Tel Fax Registro al Tribunale di Ferrara al numero 21 del 21/3/ Iscritto al R.N.S. Pubblicato a Ferrara Questo numero è stato chiuso in redazione il 26/07/2017 Abbonamento annuale per i soci Euro 3,50 Numero 2 - Luglio - Agosto 2017 Sommario In campo per difendere il vero made in Italy ed il futuro delle nostre aziende. Sergio Gulinelli pag. 3 #Stop CETA: sono a rischio le eccellenze italiane. pag. 4 Claudio Bressanutti pag. 5 Oscar Green Giovani ed innovazione per il futuro. Marco Baldon pag. 6 Il Presidente del Consiglio in visita a Bonifiche Ferraresi. Eleonora Bigoni pag. 7 Siccità, bene nuove assegnazioni di carburante. pag. 7 C.A.E., rinnovata la dirigenza. Anche Coldiretti Ferrara entra nel nuovo consiglio. pag. 8 Nomina del CDA per il triennio pag. 8 Piano di Sviluppo Rurale: proroga progetti di filiera. pag. 9 PAC Alessandra Mariotti pag. 10 Allevare lumache: esperienze ferraresi. pag. 11 Mercatino. pag. 12 Pagamento della Quattordicesima alle pensioni basse. Beatrice Tagliaferri pag. 14 Origine in etichetta per riso e grano usato nella pasta: accolte le nostre richieste. Tulio Marcelli nuovo Presidente Nazionale Epaca. pag. 15 MELE RACCOLTO 2017: NON SVENDERE IL PRODOTTO Il 2017 a livello europeo si è caratterizzato anche per forti nevicate e gelate nel tardo inverno e primavera, con estese grandinate che hanno riguardato anche il nord Italia, condizionando pesantemente la prossima produzione di mele, che vedrà un mercato sia nazionale che europeo fare i conti con meno offerta rispetto agli ultimi anni. Alcuni siti esteri arrivano a stimare un calo produttivo europeo attorno al 50%, mettendo in conto le forti gelate che hanno interessato Polonia e Germania, Belgio, Austria ed Olanda. Anche per l Italia potrebbe esserci una contrazione importante, soprattutto in Trentino Alto Adige in conseguenza di grandinate devastanti dei mesi scorsi, oltre che da gelate tardive. Altri commentatori del settore, sia a livello UE che italiano sottolineano come già i mercati nei mesi scorsi si siano mossi con una tendenza al rialzo per gli stock della passata campagna che sono stati avviati al commercio con il contagocce in previsione di minori disponibilità del raccolto In questo quadro il nostro territorio non pare aver subito particolari contraccolpi dal maltempo e salvo le problematiche della mancanza di piogge estive, dovrebbe presentare una situazione di ordinarietà produttiva e dunque in presenza di minor prodotto da altri areali, anche una prospettiva di mercato alla produzione positiva. L invito di Coldiretti è quindi di non svendere il prodotto, non sottoscrivendo accordi a prezzi troppo bassi, ma di attendere che si chiariscano gli effettivi orientamenti di vendita del raccolto 2017, nella consapevolezza che a minor offerta la domanda dovrebbe adeguarsi su livelli di remunerazione più interessante rispetto alle ultime annate. IN CAMPO PER DIFENDERE IL VERO MADE IN ITALY ED IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE Coldiretti sempre in campo per portare avanti concretamente il progetto delle filiere agricole che devono essere il modello di riferimento in tutti i territori per costruire un'agricoltura italiana identitaria, distintiva e competitiva nei mercati remunerativi. 3 Giorni caldi, sia dal punto di vista meteorologico che delle iniziative della nostra associazione su più fronti. Con l'unico obiettivo di rafforzare con l'aggiunta di nuovi tasselli il nostro progetto, che continua ad essere l'unico in grado di dare prospettive al settore agricolo italiano e quindi alle nostre aziende ed all'indotto. Se da un lato conforta il trend relativo alla scelta del settore agricolo da parte di giovani imprenditori, che con idee e volontà trovano soddisfazione nel lavoro in campo, utilizzando tutti gli strumenti offerti dalla legge di orientamento del 2001, che si conferma come uno dei punti di svolta dell'ecomomia (non solo agricola) nazionale, dall'altro dobbiamo fare tutti gli sforzi ed impegnarci per mettere in fila gli strumenti necessari affinchè gli agricoltori abbiano la possibilità di costruire il loro progetto d'impresa nell'ambito del progetto più ampio delle filiere e del made in Italy, coniugando cisacuno nel proprio ambito aziendale le proproprie capacità e progettualità con la rete delle altre imprese e dei sistemi organizzati a loro servizio. Dobbiamo leggere in quest'ottica quanto fatto per entrare coerentemente nell'alveo del Consorzio Agrario dell'emilia, che oggi opera nel nostro territorio e che saprà rendere partecipi le imprese associate di progetti economici la cui ricaduta già in altri territori è stata concreta e tangibile. Lo sono le iniziative di razionalizzazione di Enti e Consorzi ai quali sono affidate importanti attività di rete per le imprese, dai Condifesa, alla Bonifica. Lo sono i momenti di visibilità verso l'esterno ma principalmente anche per tutti i soci, dei nuovi modelli di agricoltura, dell'innovazione giovani di Oscar Green, come dell'agricoltura 4.0 di Bonifiche Ferraresi, che si pone come prototipo della sperimentazione di nuove tecniche e di nuove varietà che anche le imprese più piccole potranno mutuare un donani nella propria attività. Lo sono le grandi battaglie a difesa del modello agricolo italiano che abbiamo contribuito a costruire negli anni passati, in relazione con i cittadini e consumatori, non solo italiani, ma mondiali, tanto che oggi il Made in Italy agro alimentare è di per sè un valore economico del quale abbiamo l'onere di difenderlo ed arricchirlo di un racconto verso il futuro. Da qui la difesa del nostro modello di sviluppo sostenibile, legato al territorio, identificabile, nel quale l'origine è la cifra di partenza per ogni ragionamento e che proprio in questi giorni ci vede raccogliere in positivo i decreti per l'indicazione obbligatoria per il riso e il grano utilizzato nella pasta. E che, d'altro canto, ci ha visto in piazza e ci vedrà ancora impegnati, nel dire con forza NO all'accordo CETA, porta spalancata all'ingresso di multinazionali pronte ad utilizzare il falso made in Italy e l'italian sounding, per schiacciare ancora di più le nostre imprese ed impoverire i nostri redditi giocando la carta del basso prezzo. Non è con questi accordi che si conquistano nuovi mercati, e per questo Coldiretti si è posta in testa ad una coalizione di rappresentanze sociali, dei consumatori, dei produttori, degli ambientalisti per dire con forza che abbattere i dazi tariffari non può disgiungersi dal mettere regole comuni di tutela per le persone, le imprese, i territori. Non siamo soli in questa battaglia, e siamo certi che agendo in sintonia con la società potremo esprimere pienamente le nostre ragioni e le ragioni dei cittadini italiani, senza accettare accordicchi e trattati provvisori non soddisfacenti. Altri si potranno accontentare di parziali risultati, anche a danno dei propri soci, non Coldiretti. Sergio Gulinelli Presidente Coldiretti Ferrara EDITORIALE 4 #STOP CETA: SONO A RISCHIO LE ECCELLENZE ITALIANE SINDACATO Con la ratifica dell accordo UE Canada 250 su 291 DOP/IGP italiane non avranno tutela, aprendo le porte alle imitazioni d oltre oceano. Dall extravergine Toscano alla Nocciola del Piemonte, dal Salame di Varzi al Salame d'oca di Mortara, dal Pecorino Crotonese al formaggio Castelmagno, dal Basilico genovese al Radicchio di Treviso, dal Pomodoro San Marzano dell Agro Sarnese-Nocerino al pane di Altamura e molti altri è scoppiata la rivolta della stragrande maggioranza dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine italiane da tutte le Regioni nei confronti dell accordo di libero scambio con il Canada che lascia senza alcuna tutela dalle imitazioni ben 250 delle 291 denominazioni dei prodotti agroalimentari Made in Italy riconosciute dall Unione Europea (Dop/Igp). Lo ricorda Coldiretti nel sottolineare che con l approfondimento e la conoscenza dei contenuti sta crescendo rapidamente l opposizione al trattato Europeo di libero scambio con il Canada che ora l Italia è chiamata a ratificare. Si stanno moltiplicando - continua la Coldiretti - le sollecitazioni da parte dei Consorzi di Tutela delle produzioni italiane piu tipiche nei confronti dei parlamentari per salvaguardare denominazioni storiche frutto del lavoro di intere generazioni. Da chi è quotidianamente impegnato a difendere il valore del proprio territorio vengono dunque smascherate - sostiene la Coldiretti - le bugie interessate sui contenuti di un accordo che concede la possibilità di chiamare con lo stesso nome produzioni del tutto diverse legalizzando di fatto la pirateria agroalimentare, il peggior nemico del Made in Italy all estero. Per la prima volta nella storia dell Unione peraltro continua la Coldiretti - si accorda a livello internazionale un esplicito e formale il via libera alle imitazioni dei nostri prodotti più tipici (dall Asiago al Gorgonzola, dalla Fontina ai prosciutti di Parma e San Daniele fino al Parmigiano nella sua traduzione di Parmesan). Un gravissimo precedente per i futuri accordi commerciali con altri Paesi come dimostra quello appena siglato con il Giappone che accorda protezione solo al 6% delle denominazioni europee mentre le altre sono destinate ad una ingannevole e dannosa volgarizzazione con prodotti aventi caratteristiche profondamente diverse che saranno chiamati con lo stesso nome. Si conferma dunque che l accordo con il Canada è il cavallo di Troia delle politiche commerciali dell Unione per portare alla volgarizzazione delle produzioni agroalimentari nazionali custodite da generazioni di agricoltori, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che la presunzione di chiamare con lo stesso nome alimenti del tutto diversi è inaccettabile perché si tratta di una concorrenza sleale che danneggia i produttori e inganna i consumatori sui mercati internazionali dove invece l Italia e l Unione Europea hanno il dovere di difendere i prodotti che sono l espressione di una identità territoriale non riproducibile altrove, realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione e sotto un rigido sistema di controllo. Per questo la Coldiretti continua la mobilitazione permanente per fare pressing, anche con bombing e tweetstorm sui parlamentari, con un primo risultato che è lo spostamento delle votazioni previste per fine luglio al prossimo settembre. prima al Senato per poi passare alla Camera www. coldiretti.it http://www.coldiretti. it/ #stopceta. A sostegno dell iniziativa un ampio gruppo di altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che hanno manifestato a piazza Montecitorio insieme a ex Ministri delle Politiche Agricole, parlamentari di ogni schieramento, presidenti e assessori regionali, sindaci ed esponenti della società civile. ORIGINE IN ETICHETTA PER RISO E GRANO USATO NELLA PASTA: ACCOLTE LE NOSTRE RICHIESTE Nei giorni scorsi i Ministri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico hanno firmato i decreti con i quali si dovrà indicare obbligatoriamente in etichetta l'origine del riso e del grano usato per la pasta. Così si difende il Made in Italy, non con il CETA. Dopo mesi di mobilitazioni, di manifestazioni di piazza e di azione sugli uffici ministeriali e di dialogo concreto con i Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda, titolari delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico, sono stati firmati, in anticipo sulle norme comunitarie, i decreti che prescrivono l'obbligo di indicare in etichetta, in modo chiaro e trasparente l'origine del riso e del grano utilizzato per la pasta. Concettualmente cose molto semplici, forse addirittura banali, ma che in se hanno la forza della trasparenza e della affermazione e riconoscibilità del vero made in Italy, di quel modello di sviluppo e di produzione che il mondo ci invidia e copia. Ecco perchè è servito tanto tempo per definire questi decreti e perchè vi siano delle contrarietà da parte di chi sulla non chiarezza e sulla impossibilità dei consumatori di fare scelte consapevoli, regge la propria attività. Coldiretti da molti anni ha posto in cima alla propria azione quella di una chiara ed obbligatoria indicazione d'origine in etichetta, unico sistema per dare identità ai nostri prodotti e di consueguenza poterli far apprezzare e valorizzare. Dare ai consumatori la possibilità di scegliere tra prodotti italiani a partire dal campo è in qualche modo anche un esercizio di civiltà e correttezza che ci pare doveroso. Però fastidioso per chi ritiene sufficiente poter appiccicare una targhetta tricolore solo per aver inscatolato qualcosa in un magazino in Italia. E' una battaglia forse prima di tutto culturale, che in altri Paesi molto più facilmente del nostro sarebbe capita e cavalcata da tutto il sistema agroalimentare. Ed invece è necessario mobilitarsi continuamente, essere pronti a bloccare simbolicamente i TIR al Brennero, le navi nei porti della Puglia, o nella vicina Ravenna. Manifestare di fronte agli stabilimenti delle industrie casearie, agli oleifici, alle cantine, ovunque insomma il cibo prodotto nei nostri campi viene lavorato, trasformato e preparato per il mercato. Sappiamo per esperienza diretta e tangibile che l'obbligo dell'origine può diventare elemento economico rilevante, trasformandosi in valore aggiunto per gli agricoltori: la vicenda dell'estensione a tutta la filiera dei prodotti lattiero caseari lo dimostra, con la risalita del prezzo del latte alla stalla per chi poi vuole vendere utilizzando la positività del made in Italy . Abbiamo quindi necessità che tutto il cibo possa avere una carta di identità chiara e completa, trasparente e leggibile. Da opporsi a quegli accordi tossici per la nostra agricoltura e per la sana industria agro alimentare italiana, come il recente trattato CETA tra Unione Europea e Canada e quello ancora più recente tra U.E. e Giappone. Tossici perchè con l'idea di abbattere le barriere tariffarie ed aprire nuovi mercati, in realtà legalizzano il falso made Italy, l'italian sounding, l'inganno ai consumatori, senza che si parifichino anche le condizioni di produzione, i costi, le regole ambientali e di sicurezza, che nel resto del mondo sono ben diverse da quelle italiane ed europee. Accordi come il CETA, che grazie alla forte mobilitazione messa in campo in queste settimane, è in fase di verifica e per il quale il voto di eventuale ratifica è slittato a settembre, sono contradditori e mettono in campo una concorrenza sleale ed una distorsione ulteriore di quei mercati nei quali solo con una altissima qualità ed una chiara identificazione, con l'origine davvero italiana, i nostri prodotti possono avere il meritato successo e remunerare gli agricoltori. I prossimi impegni sono per la frutta e verdura trasformata, per tutte le carni, per i salumi, per tutti i trasformati del pomodoro, insomma per tutte le filiere che fanno grande l'italia del cibo. Claudio Bressanutti Direttore Coldiretti Ferrara 5 SINDACATO 6 OSCAR GREEN GIOVANI ED INNOVAZIONE PER IL FUTURO SINDACALE Menzione speciale per Jacopo Tasca di Ro Ferrarese. Si è svolta lo scorso 18 Luglio, presso l azienda vitivinicola e agrituristica Condè, a Fiumana di Predappio (FC), la premiazione regionale di Oscar Green 2017, il premio per l innovazione in agricoltura, giunto all undicesima edizione, promosso da Coldiretti Giovani Impresa, per premiare le aziende capaci di conquistare il mercato con idee e prodotti innovativi. Con l occasione sono stati resi noti anche i dati incoraggianti relativi all imprenditoria agricola giovanile in Regione. L agricoltura è in testa alle preferenze dei giovani dell Emilia Romagna che intendono mettersi in gioco come imprenditori, avviando un attività propria. È quanto emerge da un analisi di Coldiretti Emilia-Romagna, sulla base dell apertura di nuove aziende giovanili in Regione nel primo trimestre del 2017, rilevata da Movimprese dell Unione regionale delle Camere di Commercio. Nei primi tre mesi di quest anno il settore agricolo è stato l unico settore che ha fatto registrare un aumento delle imprese under 35, con una crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, contro un calo medio di tutte le imprese giovanili regionali del 4,7%. Ciò che entusiasma di più è che tra coloro che fanno dell agricoltura una scelta di vita, più del 50% è laureto ed il 60% sceglie attività e prodotti innovativi, garantendo così crescita e sviluppo al settore agricolo. Oggi il 70% delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche all agricoltura biologica e alla cura del verde, compresa la produzione di energie rinnovabili. I giovani sono sempre più attenti all agricoltura sostenibile e alla valorizzazione del territorio e del I giovani vincitori della fase regionale di Oscar Green paesaggio. Tra le 80 aziende che hanno partecipato alle finali regionali di Oscar Green c è un esemplificazione delle capacità innovative dei giovani imprenditori. Lo dimostra Cassie Margaret Puttock, studentessa inglese che in piena Brexit lascia l università di Oxford per venire in Emilia Romagna a produrre formaggi biologici sull Appennino Parmense, vendendoli direttamente in azienda e attraverso i mercati di Campagna Amica. Lo dimostra anche Fabio Monti, dell azienda Ca Monti di Fontanelice (Bo), che ha trasformato un arbusto infestante come il sambuco in una risorsa aziendale, ricavandone la Sambuchella, un condimento aromatico molto versatile in cucina. Tra i premiati c è anche Gabriele Zannini di Modena che ha creato la prima e per ora unica filiera tutta italiana di luppolo, coinvolgendo nel progetto anche l università di Parma. Queste sono solo alcune delle aziende premiate, cui si aggiungono altre che hanno ottenuto menzioni speciali tra le quali, per la categoria ambiente, anche l Agriturismo ferrarese Ca Nova di Jacopo Tasca, di Ro Ferrarese (FE), che si trova nei pressi del sito dove è stato ricostruito un vecchio mulino ad acqua, a ricordo delle numerose attività di questo tipo che un tempo erano diffuse lungo tutto il percorso del grande fiume e che anche Riccardo Bacchelli, con il suo romanzo storico il mulino del Po ha contribuito a far conoscere a tutto il mondo. In questo territorio Cà Nova rappresenta un occasione goloso per i turisti e gli amanti delle cose buone, semplici e tradizionali, per una golosa sosta, dove l occhio si perde tra la pianura ed i maestosi argini del fiume, magari da percorrere con la bicicletta sul percorso della destra Po, da Ferrara sino al delta. Secondo il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea Minardi, il ritorno dei giovani in agricoltura non è solo un interesse generico per la campagna e la vita bucolica, ma è soprattutto un scelta imprenditoriale, determinata anche dalle forti innovazioni che corrono sui campi, con l applicazione di nuove tecnologie all avanguardia che mettono alla prova i giovani della generazione digitale, sia sul fronte economico sia sul fronte di tutela ambientale, cha in parte sarà possibile approcciare da parte anche di nuo
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