LEGGE REGIONALE N. 18 DEL

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LEGGE REGIONALE N. 18 DEL REGIONE CAMPANIA Nuova disciplina per l assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA N. 34 del 14

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LEGGE REGIONALE N. 18 DEL REGIONE CAMPANIA Nuova disciplina per l assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA N. 34 del 14 luglio 1997 Il Consiglio Regionale ha approvato. Il Commissario del Governo ha apposto il visto. Il Presidente della Giunta Regionale promulga la seguente legge: ARTICOLO 1 Alloggi di edilizia residenziale pubblica 1. Le presenti norme si applicano a tutti gli alloggi realizzati, recuperati ed acquistati da Enti pubblici a totale carico o con il concorso o contributo a qualsiasi titolo dello Stato o della Regione, delle Province o dei Comuni nonchè a quelli acquistati, realizzati o recuperati da Enti pubblici non economici, ma utilizzati per le finalità sociali proprie dell Edilizia Residenziale Pubblica, ivi compresi gli alloggi di cui agli artt. 7 e 8 della legge 15 febbraio 1980, n. 25, all art. 2 della legge 25 marzo 1982, n. 94, alla legge 5 aprile 1985, n. 118 e agli artt. 7 e 8 della legge 23 dicembre 1986, n. 899, nonchè gli alloggi di cui al titolo VIII della legge 14 maggio 1981, n. 219, e quelli acquistati ai sensi dell artº 2, comma 5 bis del DL 3 aprile 1985, n. 114, convertito in legge 30 maggio 1985, n. 211, purchè gli stessi siano stati assegnati a soggetti in possesso dei requisiti di cui all art. 2 del DPR , n e successive modifiche, in tema di assegnazioni di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, nonchè quelli realizzati o acquisiti ai sensi di provvedimenti legislativi straordinari o speciali. 2. Le norme della presente legge si applicano, altresì, alle case parcheggio e ricoveri provvisori non appena siano cessate le cause dell uso contingente per le quali sono stati realizzati e sempre che abbiano tipologie e standard abitativi adeguati. 3. Sono esclusi da tale applicazione gli alloggi: a) realizzati dalle cooperative edilizie per i propri soci; b) realizzati o recuperati con programmi di edilizia agevolata e convenzionata; c) di servizio, e cioè gli alloggi per i quali la legge preveda la semplice concessione amministrativa, con conseguente disciplinare e senza contratto di locazione; d) di proprietà degli Enti pubblici previdenziali purchè non realizzati o recuperati a totale carico o con il concorso o con il contributo dello Stato o della Regione. Nota all art. 1 Il testo degli artt. 7 e 8 della legge 15 febbraio 1980 n. 25 è il seguente: 7. Ai comuni con popolazione superiore a abitanti, secondo i dati pubblicati dall ISTAT per l anno 1978, è attribuita per l acquisto, anche nel territorio di comuni vicini, di alloggi liberi già costruiti o in corso di costruzione, da ultimare entro il 30 settembre 1980, la somma complessiva di lire 400 miliardi, in essa compresi gli importi già distribuiti ai sensi dell art. 8 del decreto legge 17 ottobre 1979, n. 505, da ripartirsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, sentito il Comitato per l edilizia residenziale. La regione può destinare ai Comuni nei quali siano particolarmente gravi le difficoltà nel settore locativo, per l acquisto di abitazioni, una aliquota non superiore al 10 per cento dei finanziamenti ad essa attribuiti ai sensi dell art. 3, lettera b), della L. 5 agosto 1978, n I Comuni di cui al primo e al secondo comma del presente ne gli re vo articolo provvedono prioritariamente all acquisto di alloggi aventi le caratteristiche tipologiche previste della L. 5 agosto 1978, n Se l acquisto di alloggi aventi le suddette caratteristiche tipologiche non esaurisce la somma attribuita al comune, lo stesso comu- può acquistare alloggi con superficie superiore a quella definita nel terzo comma dell art. 16 della legge 5 agosto 1978, n. 457, con il limite massimo di 120 metri quadrati per unità abitativa, ovvero può provvedere mediante acquisizione e risanamento di immobili degradati, qualora i lavori necessari possono essere ultimati entro il 31 dicembre E escluso l acquisto di alloggi classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 o che non siano stati costruiti in conformità dello strumento urbanistico. Entro il 31 gennaio 1980, i proprietari che intendono vendere ai comuni immobili adibiti ad abitazione, devono presentare al sindaco offerta di vendita irrevocabile per un periodo di centoventi giorni dalla presentazione, contenente l indicazione per ciascuna unità immobiliare, dei seguenti elementi: a) prezzo; b) ubicazione e caratteristica dell alloggio con allegata una planimetria aggiornata; c) ammontare dell equo canone determinato ai sensi de- articoli da 12 a 24 della legge 27 luglio 1978, n. 392, con indicazione di tutti i coefficienti applicabili; Nel caso in cui al secondo comma dell art. 16 della legge citata il proprietario indica la categoria catastale in base ai criteri specificati nello stesso comma. Il presso di cui al precedente comma in ogni caso non può supera- il valore locativo dell alloggio calcolato con i criteri previsti dall art. 12 della legge 27 luglio 1978, n. 392, maggiorato del 20 per cento. I comuni, entro il termine di validità dell offerta di cui al quinto comma, provvedono con deliberazione del consiglio comunale, su motivata relazione dei propri organi tecnici, che fa stato per quanto riguarda la congruità, anche in sede di controllo. Se l acquisto di alloggi non esaurisce la somma attribuita ai comuni, gli stessi possono destinare i fondi disponibili alla costruzione di nuovi alloggi o al risanamento di alloggi degradati con il criterio di cui al nono e decimo comma dell art. 8 della presente legge. L assegnazione degli alloggi acquisiti ai sensi del presente articolo è effettuata in locazione con contratto interamente disciplinato dalla L. 27 luglio 1978, n. 392 a favore dei soggetti nei cui confronti sia stato emesso provvedimento esecutivo di rilascio di immobili locati ad uso abitazione, nonchè, in subordine, dei soggetti occupanti alloggi di servizio in proprietà dell amministrazione o di Aziende autonome dello Stato, nei cui confronti sia stato emesso provvedimento amministrati- di rilascio, sempre che: 1) il provvedimento di rilascio non sia stato ancora eseguito, ovvero sia stato eseguito dopo il 1 gennaio 1979, qualora gli interessati si trovino ancora in ricoveri provvisori a carico di enti pubblici; 2) gli interessati non dispongano, nel comune o nei vicini comuni, di altro alloggio idoneo alle proprie esigenze familiari; 3) gli interessati abbiano fruito per l anno 1978 di un reddito familiare complessivo non superiore a lire 8 milioni, calcolato con le modalità di cui all art. 21 della L. 5 agosto 1979, n ) gli interessati non abbiano già ottenuto l assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. La domanda di assegnazione in locazione, indirizzata al sindaco a cura degli interessati, deve essere presentata entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e deve essere corredata da: a) una dichiarazione, resa nei modi di cui all art. 4 della L. 4 gennaio 1968, n. 15 dalla quale risulti il reddito per l anno 1978 del richiedente e dei componenti il nucleo familiare, il numero di codice fiscale di ciascuno nonchè il sussistere delle condizioni di cui ai punti 1) e 3) del comma precedente; b) copia autentica del provvedimento esecutivo di rilascio. Per i soggetti per i quali ricorrono le condizioni previste dall art. 2 del D.P.R. 30 dicembre 1972, n. 1035, e successive modificazioni e integrazioni, il canone di locazione è determinato ai sensi dell art. 22 della L. 8 agosto 1977, n Il comune, nell assegnare in locazione gli alloggi, darà, la precedenza ai soggetti nei cui confronti siano stati emessi provvedimenti esecutivi di rilascio motivati con la necessità del locatore di destinare l alloggio ad abitazione propria, dei propri figli o dei propri genitori. Il comune, stipulato il contratto di locazione, può cedere gratuitamente la proprietà dell immobile all Istituto autonomo case popolari competente per territorio. I relativi contratti di cessione usufruiscono del beneficio dell imposta fissa di registro ed ipotecaria e sono esenti dai diritti catastali: gli onorari notarili sono ridotti alla metà. Per la contabilizzazione, destinazione ed utilizzazione delle somme riscosse a titolo di canone per gli alloggi come sopra locati si applica l art. 25 della L. 8 agosto 1977, n Per la realizzazione di un programma straordinario di edilizia, la Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere ai comuni o a consorzi di comuni appositamente costituiti mutui fino all importo di lire miliardi, al tasso di interesse annuo del 4 per cento, avvalendosi dei fondi dei conti correnti postali di cui al D. Lgs. Lgt. 6 settembre 1917, n I mutui di cui al comma precedente sono garantiti dallo stato. I mutui stessi sono destinati a finanziare, anche mediante l acquisizione e il risanamento di immobili degradati, la costruzione di alloggi economici da cedere in locazione da parte dei comuni, ai sensi della L. 27 luglio 1978, n. 392, nonchè l acquisizione delle aree e le relative opere di urbanizzazione. In deroga a quanto stabilito dall art. 1, quarto comma, del D.L. 29 dicembre 1977, n. 946 convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 1978, n. 43, gli interessi passivi dei mutui anzidetti sono calcolati al netto dei canoni di affitto effettivamente percepiti dai comuni stessi. Detti canoni dovranno affluire in un apposito conto vincolato di tesoreria, destinato al pagamento delle quote di ammortamento dei mutui relativi. I comuni o i consorzi di comuni, all atto della concessione dei mutui, sono tenuti a notificare al tesoriere l importo della rata di ammortamento dovuta alla Cassa depositi e prestiti. In relazione alla notifica di cui al comma precedente, i tesorieri sono tenuti a versare alla Cassa depositi e prestiti, alle prescritte scadenze, una comminatoria delle indennità di mora in caso di ritardato versamento, l importo della rata utilizzando in via prioritaria le disponibilità esistenti sul conto vincolato di cui al precedente quarto comma. I tesorieri sono altresì tenuti a comunicare agli enti mutuatari l importo differenziale della rata, versato utilizzando fondi ordinari del bilancio, ai fini di quanto previsto al precedente quarto comma. La concessione dei mutui è subordinata alla presentazione alla Cassa depositi e prestiti, da parte dei comuni interessati, entro il termine di sessanta giorni dalla data della deliberazione del CIPE di cui al comma successivo, del programma costruttivo con la dichiarazione della effettiva disponibilità dell area edificabile e dei tempi di realizzazione delle opere. Se l area occorrente per la realizzazione degli alloggi e delle relative opere di urbanizzazione non è stata già acquisita dal comune, ovvero, pur essendo nella sua disponibilità, ha urla destinazione urbanistica diversa da quella edificatoria, ovvero non è inclusa nei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, alla delibera comunale, con la quale viene adottato il programma costruttivo e che equivale, comunque, a variante degli strumenti urbanistici, si applica l art. 51 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni. Con deliberazione del CIPE, sentito il Comitato per l edilizia residenziale, sono stabiliti i comuni nei quali deve essere realizzato il programma, le ulteriori condizioni per l erogazione dei mutui, le modalità di affidamento dei lavori, i criteri per l individuazione dei beneficiari, anche in deroga alle norme del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n e successive modificazioni e integrazioni, nei cui confronti si applica il canone di locazione ai sensi dell art. 22 della legge 8 agosto 1977, n. 513 . Il testo dell art. 2 della legge 25 marzo 1982 n. 94 è il seguente: 2. Il CER ripartisce nel biennio tra i comuni ed i consorzi di comuni, appositamente costituiti nell ambito di aree metropolitane individuate dallo stesso Cornitato, la somma di lire miliardi per la realizzazione, anche a mezzo di concessioni, di programmi straordinari di edilizia abitative, con le tipologie previste dalla legge 5 agosto 1978, n. 457, anche fuori dai piani di zona purchè in aree delimitate ai sensi dell art. 51 della legge 22 ottobre 1971, n I comuni ed i consorzi di comuni di cui al presente comma possono utilizzare non oltre il venti per cento della somma loro assegnata per l acquisto di alloggi, anche degradati da recuperare. Gli alloggi di cui al comma precedente sono assegnati in locazione ai sensi della legge 27 luglio 1978, n. 392 da parte dei comuni o dei consorzi interessati. Nell ambito dei beneficiari una quota non superiore al trenta per cento può essere riservata ai soggetti per i quali ricorrono le condizioni previste dall art. 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035, e successive modificazioni e integrazioni, nei cui confronti si applica il canone di locazione ai sensi dell art. 22 della legge 8 agosto 1977, n All onere di cui al primo comma si provvede, quanto al lire 500 miliardi, a valere sui mutui della Cassa depositi e prestiti di cui all art. 9 del decreto legge 28 febbraio 1981, n. 38 convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 1981, n. 153, dei quali 200 miliardi per il 1982 e, quanto a lire 900 miliardi, mediante apposito stanziamento da iscrivere nello stato di previsione della spesa del Ministero del Tesoro a decorrere dall anno Per il 1982 lo stanziamento è determinato in lire 50 miliardi. Il CER è autorizzato ad utilizzare per le necessità di cui al comma precedente, per la quota di 900 miliardi a carico del bilancio dello Stato, le disponibilità di cui all art. 13 della legge 5 agosto 1978, n. 457 sino al limite di 400 miliardi. In tal caso il Ministro del Tesoro provvede con le disponibilità del 1983 a reintegrare le somme così anticipate dalla Cassa depositi e prestiti. La sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti istituita dall art. 10 della legge 5 agosto 1978, n. 457, provvede, sulla base delle indicazioni del CER di cui al primo comma, alla concessione dei relativi mutui ai comuni beneficiari. La medesima sezione, in sede di somministrazione dei mutui, provvede all erogazione anche dell ulteriore quota a valere sugli stanziamenti di cui al quarto e al quinto comma che versati in apposito conto infruttifero intestato alla sezione stessa. Un aliquota pari al 30 per cento del programma da realizzare è riservata a coppie di nuova formazione e d anziani che, alla data della presentazione della domanda, abbiano già superato il sessantesimo anno di età. Sono parificate ai coniugi le coppie che contraggono matrimonio entro la data di formale assegnazione dell alloggio. Il CER è autorizzato ad impegnare sin dalla data di entrata in vigore del presente decreto l intero importo di L miliardi previsto per il biennio Per gli anni successivi al 1983 agli ulteriori stanziamenti si provvede con la legge finanziaria. Il 40 per cento del finanziamento di cui al presente articolo è riservato ai territori indicati dall art. 1 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n In alternativa ai mutui agevolati individuali di cui all art. 9 del decreto legge 15 dicembre 1979, n. 629 convertito, con modificazioni, nella legge 15 febbraio 1980, n. 25, le regioni possono concedere ai soggetti da individuare con le modalità previste da tale disposizione contributi in conto capitale di ammontare pari rispettivamente al 40 Per cento, al 35 per cento ed al 30 per cento del limite massimo di mutuo agevolato ammissibile per ciascuna delle fasce di reddito dell articolo 20 della legge 5 agosto 1978, n. 457 e successive modificazioni, rispettivamente, per gli alloggi di nuova costruzione e per gli interventi di recupero. Il Ministro dei Lavori Pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro, determina le modalità di erogazione del contributo ai beneficiari. All onere derivante dalla concessione dei contributi in conto capitale di cui al precedente comma si fa fronte, per il biennio con lo stanziamento di lire 440 miliardi. Per il 1982 lo stanziamento viene determinato in lire 70 miliardi. Per la concessione del concorso dello Stato nel pagamento degli interessi dei mutui di cui al decimo comma del precedente articolo è autorizzato il limite di impegno di lire 30 miliardi per l anno Per gli anni successivi al 1983 agli ulteriori stanziamenti si provvede con la legge finanziaria. Per la realizzazione dei programmi di cui al primo comma si applicano le disposizioni previste dal nono comma dell articolo 8 del decreto legge 15 dicembre 1979, n. 626 (16), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 15 febbraio 1980, n. 25 . La legge 5 aprile 1985 n. 118 reca norme in materia di Misure finanziarie in favore delle aree ad alta tensione abitativa - regolamentazione degli atti e dei rapporti giuridici pregressi. La legge 23 dicembre 1986 n. 899 di conversione, con modificazioni, del D.L. 29/10/86 n. 708 reca Misure urgenti per fronteggiare l eccezionale carenza di disponibilità abitativa. Il titolo VIII della legge 14 maggio 1981 n. 219 reca norme in materia di Intervento statale per l edilizia di Napoli. Il testo dell articolo 2 comma 5 bis del D.L. 3 aprile 1985 n. 114 convertito in legge 30 maggio 1985 n. 211 è il seguente: omissis 5-bis. A valere sullo stanziamento di lire 800 miliardi previsto dall art. 4, comma 9, del D.L. 7 febbraio 1985, n. 12 convertito in legge, con modificazioni, della L. 5 aprile 1985, n. 118, è assegnata la somma di lire 100 miliardi al sindaco di Napoli - commissario straordinario di Governo che ne dispone con i poteri di cui all art. 84 della L. 14 maggio 1981, n. 219 per l acquisto di alloggi da destinare agli occupanti di alloggi monoblocco ubicati negli appositi campi della città di Napoli a seguito del sisma del novembre 1980 . Il testo dell art. 2 del D.P.R. 30 dicembre 1972 n è il seguente 2. Può conseguire l assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica: a) chi abbia la cittadinanza italiana, salvo che sia riconosciuta anche al cittadino straniero la facoltà di concorrere all assegnazione; b) chi abbia la residenza ovvero presti la propria attività lavorativa nel comune in cui si trovano gli alloggi o, per quelli compresi in un programma comprensoriale, in uno dei comuni del comprensorio, salvo in uno dei comuni del comprensorio - su di un alloggio adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare, ovvero - in qualsiasi località - di uno o più alloggi che, dedotte le spese nella misura del 25%, consentano un reddito annuo superiore a L ; d) chi non abbia ottenuto l assegnazione in proprietà o con patto di futura vendita di un alloggio costruito a totale carico o con il concorso o con il contributo o con il finanziamento agevolato - in qualunque forma concessi - dello Stato o di altro ente pubblico; e) chi fruisca di un reddito annuo complessivo, per il nucleo familiare, non superiore a L Ai fini del requisito di cui alla prima parte della lettera c) del precedente comma, è da considerarsi adeguato l alloggio composto da un numero di vani esclusi che gli alloggi da assegnare siano stati costruiti in relazione a nuovi insediamenti industriali o che si tratti di lavoratore emigrato all estero, il quale ha facoltà di concorrere in un solo comune da indicare, entro il 31 gennaio di ogni anno, in una dichiarazione raccolta da una rappresentanza consolare, che rilascerà un certificato da allegare alla domanda; c) chi non sia titolare del diritto di proprietà, di usufrutto, di uso o di abitazione - nello stesso comune o, per gli alloggi compresi in un programma comprensoriale, gli accessori, pari a quello dei componenti il nucleo familiare del concorrente e, comunque, non inferiore a due e non superiore a cinque, e che non sia stato dichiarato igienicamente inidoneo dall autorità competente. Ai fini del presente decreto si intende per nucleo familiare la famiglia costituita dal capo fa
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