Il nuovo sistema di gestione delle crisi bancarie

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Il nuovo sistema di gestione delle crisi bancarie Università degli Studi di Ferrara Dipartimento di Giurisprudenza Ferrara, 28 aprile 2016 Giuseppe Boccuzzi Agenda La crisi finanziaria: le due fasi

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Il nuovo sistema di gestione delle crisi bancarie Università degli Studi di Ferrara Dipartimento di Giurisprudenza Ferrara, 28 aprile 2016 Giuseppe Boccuzzi Agenda La crisi finanziaria: le due fasi La risposta dell ordinamento europeo: l Unione Bancaria Il primo pilastro dell Unione Bancaria: l SSM Il secondo pilastro dell Unione Bancaria: l SRM Il terzo pilastro dell Unione Bancaria: il DGS unico 3 4 Il nuovo framework di gestione delle crisi I sistemi di garanzia dei depositi 2 1. La crisi finanziaria: le due fasi 3 La crisi economico-finanziaria: le due fasi Crisidel mercato immobiliare e dei mutui subprimenegli USA. Fallimentodi Lehman Brotherse insolvenzebancariea catena negli USA e in Europa. Interventi pubblici di salvataggio. Crisi economica a livello globale Circolo vizioso rischio sovrano-rischio bancario Allargamento della crisi ai debiti sovrani e alle finanze pubbliche di molti paesi, soprattutto dell eurozona (Portogallo, Irlanda, Grecia e Italia) Gli interventi pubblici 5 2. La risposta dell ordinamento: l Unione Bancaria 6 La riforma della regolamentazione finanziaria Due linee direttrici rafforzare le regole prudenziali per prevenire le crisi bancarie formulare regole più efficaci per la gestione delle crisi bancarie, allo scopo di ridurre i costi e l impatto di eventuali crisi sui diversi stakeholders evitare che il costo delle insolvenze bancarie ricada sui contribuenti privatizzazione dei profitti - socializzazione delle perdite La risposta dell ordinamento alla crisi finanziaria: L Unione Bancaria: un nuovo assetto istituzionale e il single rulebook Unione Bancaria ESM Autorità unica di vigilanza europea (SSM -Single Supervisory Mechanism) Autorità unica di risoluzione delle crisi e Fondo unico di risoluzione delle crisi Sistema accentrato di garanzia dei depositi Network armonizzato di DGS Progetto di EDIS Set di regole armonizzate a livello europeo(single rulebook) CRR (Reg. EU n. 575/2013 del 26/6/2013) e CRD IV (Direttiva 2013/36/CE del 26/6/2013) - Basilea 3 Direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e regolamento sul sistema unico di risoluzione (SRM) Direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi (DGSD) 8 La nuova configurazione della safety-net nell Unione Bancaria Distinzione tra regolamentazione e vigilanza Distinzione tra vigilanza micro e macro prudenziale Credito di ultima istanza Regolamen tazione prudenziale Risoluzione Safety net Vigilanza micro prudenziale Garanzia dei depositi Vigilanza macro prudenziale Un nuovo sistema nella gestione delle crisi bancarie (risoluzione) 9 Il primo pilastro dell Unione Bancaria: l SSM L SSM è composto dalla BCE e dalle Autorità di Vigilanza (AdV) nazionali Poteri Schema operativo Regolamentazione Vigilanza prudenzialedella BCE su tutte le banche dell area euro («one tier system») I Paesi non euro possono aderire su base volontaria al sistema («optin») Vigilanza direttada parte della BCE, assistita dalle AdVnazionali, sulle «significant banks» (123 gruppi bancari, soggetti vigilati) Vigilanza decentralizzata alle AdV nazionali sulle «less significant banks» (ca banche EU), con potere di avocazione da parte della BCE Regole, metodologie e procedure di supervisione uniformi: framework regulation, Manuale e Guida di Vigilanza criteri Totale attivo superiore a 30 mld Totaleattivo/PIL dellostatoospitante 20% (con Tot. attivo 5 mld) Banca a rilevanza sistemica nazionale(decisione AdV confermata da BCE Richiesta/ottenimento di assistenza finanziaria pubblica; Decisione della BCE per gruppi con significative attività transfrontaliere 10 Il secondo pilastro: il meccanismo accentrato di gestione delle crisi SRM Ambito di applicazione Composizione Banche degli Stati membri aderenti al SSM Autorità Unica di Risoluzione (Single ResolutionBoard -SRB) e Autorità di risoluzione nazionali (NRAs) Fondo Unico di Risoluzione (Single Resolution Fund - SRF) Funzionamento Si applicano le regole e gli strumenti previsti dalla BRRD L SRB prepara i piani di risoluzione e adotta le misure di risoluzione per le banche significant e le banche cross-border; le NRAsredigono i piani di risoluzione e assumono le misure di risoluzione per le banche less signficant; gli Stati partecipanti possono decidere che il SRB abbia la responsabilità diretta per tutte le banche; il SRB, in ogni caso, assume le decisioni con riferimento a tutte le banche, sia significantsia lesssignificant, qualora la risoluzione comporti il ricorso al SRF; Il SRB ha sottoscritto con la BCE un MoUper la cooperazione e lo scambio di informazioni. 11 Il Fondo unico di risoluzione (SRF) Una soluzione di compromesso: Intergovernmental Agreement (IGA) on the transfer and mutualisation of contributions to the SRF suddivisione del fondo unico in compartimenti nazionali destinati a esaurirsi al termine del periodo transitorio di 8 anni (progressiva mutualizzazione delle risorse); definizione del funzionamento del SRF e del meccanismo di mutualizzazione delle risorse (40% il primo anno, 20% il secondo e in quote costanti fino all 8 anno); Compartimenti nazionali Mutualizzazione in otto anni SRF Avvio del SRF: 1/01/2016 Primo trasferimento contribuzioni al SRF: entro 30/06/2016 (o 6 mesi dopo entrata in vigore IGA). Trasferimento contribuzioni 2015: entro 31/01/2016. IGA: firma 21/05/2014 (26 su 28 Stati UE; non hanno aderito Regno Unito e Svezia); l IGA è entrato in vigore l 1/01/2016, dopo la conclusione dei processi di ratifica entro il 30/11/2015 da parte di tanti Stati aderenti rappresentanti il 90% dei voti. 12 Il terzo pilastro dell Unione Bancaria: Il sistema unico di garanzia dei depositi DGS Unico Network armonizzato di DGS Direttiva 2014/49/UE (DGSD) EDIS Decreto legislativo n. 30/2016 Proposta legislativa 24/11/ 3. Il nuovo framework di gestione delle crisi 14 Le nuove regole di gestione delle crisi: un approccio integrato La logica della prevenzione BRRD Decreti 180/2015 e 181/2015 Fondi di risoluzione Piani di risanamento Piani di risoluzione 15 Il recepimento delle direttive in Italia Legge di delegazione europea 2014 legge n. 114 del 9/07/2015 BRRD DGSD Decreti legislativi n. 180 e 181 del 16 novembre 2015 Decreto legislativo n. 30 del 15 febbraio Le misure preparatorie 17 Le misure preparatorie Le banche, soprattutto quelle di rilevanza sistemica, sono chiamate a predisporre, quando in vita, piani di emergenza al fine di essere preparate a fronteggiare condizioni avverse Recovery Plans Resolution Plans Prevede l adozione di misure volte al riequilibrio della situazione patrimoniale e finanziaria della banca Artt. 96-quater e seg. TUB Art. 159-bis TUB (D.lgs. 181/2015) volti a realizzare un ordinata risoluzione della banca in caso di insolvenza Artt Artt D.lgs. 180/ Caratteri principali dei recovery e resolution plans I recovery and resolution plans devono: tener conto dei differenti scenari di stress finanziario essere regolarmente aggiornati essere definiti sia a livello di gruppo sia a livello individuale nel gruppo La disciplina è disposta per: le banche italiane e le succursali italiane di banche extracomunitarie; le società italiane capogruppo di un gruppo bancario e le società facenti parte di tale gruppo; le società incluse nella vigilanza consolidata (società bancarie, finanziarie e strumentali non comprese in un gruppo bancario, ma controllate dalla persona fisica o giuridica che controlla un gruppo bancario ovvero una singola banca; società che controllano almeno una banca). 19 Il piano di risanamento: l adozione Il piano di risanamento Adozione Contenuto Valutazione Dispositivo di governance Integrato nei processi aziendali (RAF, ICAAP, ILAAP) Chi lo redige? Le banche non appartenenti a gruppo La capogruppo redige il piano di risanamento di gruppo Salvo diversa disposizione della Banca d Italia, le banche appartenenti a un gruppo bancario non sono tenute a dotarsi di un piano di risanamento Chi lo approva? L organo amministrativo della banca o della capogruppo lo sottopone all autorità di vigilanza per la valutazione (art. 69-sexies). È trasmesso anche all autorità di risoluzione (verifica ai fini della risoluzione) Il piano è riesaminato e, se necessario, aggiornato almeno annualmente 20 Il piano di risanamento: il contenuto Regime transitorio Il piano di risanamento Adozione Contenuto Valutazione Sintesi dei contenuti: elementi fondamentali del piano, della capacità complessiva di risanamento e degli ultimi cambiamenti intervenuti; Azioni su capitale e liquiditàper mantenere e ripristinare l equilibrio patrimoniale e finanziario; misure per conservare i fondi propri; Stima dei tempi necessari per l esecuzione di ciascun aspetto sostanziale del piano, descrizione di eventuali impedimenti sostanziali; Individuazionedelle funzioni essenziali e delle azioni e strategie per ripristinare la solidità finanziaria; Descrizione di: procedure per determinare valore e trasferibilità di linee, operazioni e attività; integrazione della pianificazione nella struttura di governo societario; politiche e procedure di approvazione; Accesso adeguato a fonti di finanziamento di emergenza e forme di assistenza della BCE (con individuazione attività stanziabili a garanzia); Quadro di indicatori, nel quale siano identificati i casi per l adozione delle opportune misure del piano; Dispositivi e misurevolti a: ridurre rischio e leva finanziaria; assicurare la continuità di accesso a infrastrutture di mercato e la continuità dei processi operativi; agevolare la vendita di attività o linee; ristrutturare passività o linee; assicurare la continuità dei processi; individuare misure preparatorie per agevolare l attuazione del piano, tra cui quelle atte a consentire la ricapitalizzazione tempestiva; Misureche la banca o il gruppo può adottare ove sussistano le condizioni per un intervento precoce; Piano di comunicazione: strategia di disclosure, interna e esterna. Il piano non presuppone né contempla l accesso a un sostegno finanziario pubblico straordinario; può includere forme di sostegno finanziario intra-gruppo 21 Il piano di risanamento: la valutazione Adozione Chi lo valuta? L autorità di vigilanza(banca d Italia, BCE) = verifica la completezza e l adeguatezza del piano. Se emergono carenze o impedimenti al conseguimento delle finalità del piano: Il piano di risanamento Contenuto Richiede alla banca o alla capogruppo: presentare piano modificato apportare modifiche specifiche Ordina misure specifichealla banca/gruppo bancario: attività struttura organizzativa forma societaria altre misure Valutazione Il piano di risanamento è trasmesso all autorità di risoluzione per la formulazione di eventuali raccomandazioni sui profili rilevanti per la risoluzione della banca o del gruppo bancario. 22 Il sostegno finanziario di gruppo Accordo di gruppo Approvazione Condizioni per il sostegno Una banca italiana o una capogruppo, le società italiane ed estere del gruppo e le altre società incluse nella vigilanza consolidata (società bancarie, finanziarie e strumentali non comprese in un gruppo bancario, ma controllate dalla persona fisica o giuridica che controlla un gruppo bancario ovvero una singola banca)possono concludere un accordo per fornirsi sostegno finanziario, qualora si realizzino i presupposti di un intervento precoce. Il sostegno finanziario può essere concesso in forma di finanziamento, di prestazione di garanzia o mediante la messa a disposizione di beni o attività da utilizzare come garanzia reale o finanziaria (o combinazione di tali forme). Il progetto di accordo è autorizzato dalla Banca d Italia, congiuntamente con le altre autorità competenti sulle banche comunitarie aderenti all accordo. In seguito all autorizzazione, il progetto di accordo è sottoposto all approvazione dell assemblea straordinaria dei soci di ciascuna società del gruppo che vi aderisce. Il sostegno finanziario di gruppo è concesso se: pone sostanziale rimedio alle difficoltà finanziarie del beneficiario; ripristina la stabilità finanziaria del gruppo o di una delle società del gruppo; non mette a repentaglio la liquidità di chi lo fornisce; non minaccia la stabilità del sistema finanziario; Non pregiudica la risolvibilità della società del gruppo che lo fornisce. 23 Il piano di risoluzione: l adozione Chi lo redige? Piano di risoluzione Adozione Contenuto Valutazione di risolvibilità Rimozione impedimenti alla risolvibilità Individuale La Banca d Italia, sentita la BCE se è l autorità competente, per ciascuna banca non sottoposta a vigilanza su base consolidata. Sono sentite anche le autorità di risoluzione degli Stati con succursali significative della banca. Gruppo La Banca d Italia, quando è l autorità di risoluzione di gruppo. Sono sentite le autorità di risoluzione e le autorità competenti degli Stati membri in cui sono stabilite succursali significative e le autorità di vigilanza su base consolidata. Il collegio di risoluzione, quando il gruppo ha società aventi sede legale in altri Stati membri. Il piano è riesaminatoe, se necessario, aggiornatoalmeno annualmente. 24 Il piano di risoluzione: il contenuto (1/2) Regime transitorio Adozione Il piano di risoluzione tiene conto di diversi scenari, tra cui l ipotesi che il dissesto sia idiosincratico o si verifiche in un momento di instabilità finanziaria più ampia o al ricorrere di eventi a carattere sistemico. Piano di risoluzione Contenuto Valutazione di risolvibilità Il piano è redatto sulla base di valutazioni eque e prudenti. Non presuppone: misure di sostegno finanziariopubblico straordinario, fatto salvo l utilizzo dei fondi di risoluzione; assistenza di liquidità di emergenza dalla banca centrale; assistenza di liquidità dalla banca centrale che preveda garanzie, durata e tasso di interesse non standard Rimozione impedimenti alla risolvibilità Indica modalità e tempistica con cui, nelle situazioni previste dal piano, la banca può chiedere di ricorrere a forme di assistenza della BCE e identifica le attività che potrebbero essere fornite a garanzia. Contiene, oltre a quelle previste, ogni altra informazione richiesta dalla Banca d Italia e da Regolamenti della Commissione europea. 25 Il piano di risoluzione: il contenuto (2/2) Individuale Regime transitorio Piano di risoluzione Adozione Contenuto Valutazione di risolvibilità Rimozione impedimenti alla risolvibilità Sintesi degli elementi fondamentali del piano e dei cambiamenti sostanziali della banca rispetto all ultima versione; Separabilità delle funzioni essenziali nella misura necessaria; Stima dei tempi necessari per eseguire ogni aspetto del piano; Descrizione di: valutazione di risolvibilità; misure per rimuovere gli impedimenti; dispositivi idonei a garantire l aggiornamento delle informazioni a disposizione di BI; operazioni e sistemi essenziali per assicurare la continuità di funzionamento dei processi; Modalità di finanziamento delle azioni di risoluzione; Descrizione e impatto delle strategie di risoluzione e piano di comunicazione; Requisito minimo di passività soggette a bail-in. Gruppo Azioni di risoluzione rivolte alle singole componenti del gruppo, anche mediante azioni coordinate nei confronti di più componenti; Coordinamento dei poteri e delle azioni di risoluzione fra i paesi UE; Coordinamento fra le autorità europee e quelle dei Paesi terzi; Misure, tra cui separazione giuridica ed economica di funzioni o linee di business, necessarie per agevolare la risoluzione di gruppo; Modalità di finanziamento della risoluzione, compresa la equa ripartizione dell onere tra i diversi paesi. 26 Il piano di risoluzione: la valutazione della risolvibilità (1/2) Piano di risoluzione Adozione Contenuto Valutazione di risolvibilità Rimozione impedimenti alla risolvibilità Una banca è risolvibilequando, anche in presenza di situazioni di instabilità finanziaria generalizzata o di eventi sistemici, può essere assoggettata a liquidazione coatta amministrativa o a risoluzione, minimizzando le conseguenze negative significative per il sistema finanziario italiano, di altri Stati membri o dell Unione europea e nella prospettiva di assicurare la continuità delle funzioni essenziali Obiettivo della valutazione Identificare i fattori che incidono sulla risolvibilità della banca o del gruppo e individuare le azioni per rimuovere gli impedimenti alla risolvibilità. Fattori sia esogeni sia endogeni, relativi alla banca o al gruppo. 27 Il piano di risoluzione: la valutazione della risolvibilità (2/2) Piano di risoluzione Adozione Contenuto Valutazione di risolvibilità Chi la effettua? Banca individuale: la Banca d Italia, sentita la BCE quando è l autorità competente, in occasione della preparazione e dell aggiornamento del piano di risoluzione; se ritiene la banca non risolvibile, lo comunica all EBA. In tal caso, l obbligo di predisporre/aggiornare il piano è sospeso fino alla definitiva individuazione delle misure per rimuovere gli impedimenti sostanziali alla risolvibilità. Gruppo: la Banca d Italia quando è l autorità di risoluzione di gruppo, sentite le autorità di vigilanza su base consolidata e individuale e le autorità di risoluzione e competenti degli Stati terzi aventi succursali del gruppo. Rimozione impedimenti alla risolvibilità La valutazione non fa affidamentosu: sostegno finanziario pubblico straordinario; assistenza di liquidità di emergenza dalla banca centrale; assistenza di liquidità dalla banca centrale con garanzie, durata e tasso di interesse non standard. 28 Il piano di risoluzione: la rimozione degli impedimenti alla risolvibilità Piano di risoluzione Adozione Contenuto Valutazione di risolvibilità Rimozione impedimenti alla risolvibilità Se a seguito della valutazione di una banca o di un gruppo risultano impedimenti sostanziali alla loro risolvibilità, la Banca d Italia ne dà comunicazione alla banca stessa, alla BCE se questa è l autorità competente, nonché alle autorità di risoluzione degli Stati membri in cui sono stabilite succursali significative Misure di rimozione degli impedimenti alla risolvibilità modifica o adozione di accordi di finanziamento infragruppo o con terzi; limite al livello massimo di esposizione ai rischi, individuali e aggregati; fornitura (anche periodica) di informazioni rilevanti ai fini della risoluzione; cessione o dismissione di beni o rapporti giuridici; limitazione, sospensione o cessazione di attività, linee di business, vendita di prodotti. Nei casi più gravi possono essere imposte: modifiche alla forma giuridica o alla struttura operativa della banca o di società del gruppo o alla struttura del gruppo; alla società che controlla la banca, la creazione di società intermedia che controlli la banca, per evitare conseguenze negative su componenti non finanziarie del gruppo; emissione di passività ammissibili. 29 Le misure di intervento precoce 30 Misure di intervento precoce (1/2) La Banca d Italia può: D.lgs. 181/2015, art. 69-octiesdecies e seguenti Qualora risultino (o si prevedano) violazioni dei requisiti prudenziali Richiederealla banca o alla capogruppo di un gruppo bancario di attuare, anche parzialmente, le misure del piano di risanamento adottato o di preparare un piano per negoziare la ristrutturazione del debito con tutti o alcuni i creditori secondo il piano di risanamento, ove applicabile, o di modificare la forma societaria. Nell esercizio di tale potere, può: a) richiederel aggiornamento del piano di risanamento, ove le condizioni che hanno condotto all intervento precoce divergano rispetto alle ipotesi ivi contemplate; b) fissareun termine per l attuazione del piano e l eliminazione delle cause che formano presupposto dell intervento precoce. 31 Misure di intervento precoce (2/2) La Banca d Italia può: D.lgs. 181/2015, art. 69-octiesdecies e seguenti Qualora risultino gravi violazioni di disposizioni legislative, regolamentari o statutarie o gravi irregolarità nell amministrazione ovvero quando il deterioramentodella situazione della banca o del gruppo bancario sia particolarmente significativo e le misure di cui sopra o gli interventi pre
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