Il Lessico biblico della misericordia

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ROBERTO MELA Il Lessico biblico della misericordia Settimana 2015, n. 41 All indomani del peccato originale commesso dal popolo di Israele in sua assenza (Es 32,1-6), Mosè intercede più volte a suo favore

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ROBERTO MELA Il Lessico biblico della misericordia Settimana 2015, n. 41 All indomani del peccato originale commesso dal popolo di Israele in sua assenza (Es 32,1-6), Mosè intercede più volte a suo favore nei confronti di YHWH: «Desisti dall ardore della tua ira e abbandona il proposito (= letteralmente: pentiti! ) di fare il male al tuo popolo» (Es 32,12). Si appella poi alla presunta grazia che avrebbe trovato presso di lui (33,12-17) per fargli una richiesta inimmaginabile: «Mostrami la tua gloria» (33,18), il tuo peso effettivo. YHWH gli proclama allora il suo nome, un iridescenza di tredici attributi. «Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui proclamando: Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso (rāḥûm weḥannûn), lento all ira e ricco di grazia e di fedeltà (werab ḥesed we ӗmet), che conserva il suo favore (ḥesed) per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione» (Es 34,5-7). Non si può vedere la totalità della gloria di YHWH e rimanere vivo, ma si può sperimentare la diffrazione benefica esterna della sua essenza salvifica interna. 1. Nell Antico testamento a) raḥam/raḥămim Utero. Sede del sentimento avvertito fisicamente. In senso traslato è il sentimento di misericordia come concreta dimostrazione di amore, propria di chi si lascia coinvolgere dalla situazione difficile e penosa dell altro; è tenerezza; è un amore che va da chi sta in alto verso chi sta in basso. È com-passione, profonda e viscerale misericordia, per tutti, amore e misericordia istintiva, affetto spontaneo: Is 49,13-16 Giubilate, o cieli; rallegrati, o terra, Gridate di gioia, o monti, Perché il Signore consola il suo popolo e ha pietà (yeraḥem) dei suoi miseri. Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato». Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi (mēraḥem) per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani, le tue mura sono sempre davanti a me. Sal 40,12-13a Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia (raḥăméka), la tua fedeltà (ḥasdeka) e la tua grazia ( amitteka) mi proteggano sempre, poiché mi circondano mali senza numero, le mie colpe mi opprimono e non posso più vedere. Is 63,7 7 Voglio ricordare i benefici (ḥasdê) del Signore, le glorie del Signore, quanto egli ha fatto per noi. Egli è grande in bontà per la casa di Israele. Egli ci trattò secondo il suo amore (ke aḥamayw), secondo la grandezza della sua misericordia (ûke rob ḥasadayw). Os 11,18 8 Come potrei abbandonarti, Èfraim, come consegnarti ad altri, Israele? Come potrei trattarti al pari di Admà, ridurti allo stato di Zeboìm? Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione (nikme rû niḥûmay, correggere in raḥamay). Non darò sfogo all ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Èfraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò nella mia ira. b) Chesed Amore che deriva da decisione libera e consapevole presa da un partner in seguito ad accordi sulla base di diritti e doveri. I due contrenti dell alleanza si devono mostrare reciprocamente benevoli, aperti, cordiali, accoglienti ma soprattutto fedeli a causa degli impegni assunti dall uno nei confronti dell altro. È la fedeltà. Secondo i vari contesti umani, in cui spesso un contraente è mancante, infedele, assume il significato di grazia, bontà, amore, lealtà, misericordia, premura, tenerezza, amore fedele e misericordioso. Chesed fa riferimento immediato all alleanza, che essendo stabilita fra Dio e il suo popolo debole, infedele, il più piccolo di qualunque altra nazione, dopo aver dato amore e fedeltà si attende il contraccambio. Di fronte alle ribellioni e alle infedeltà chesed diventa perdono, pietà, compassione, misericordia, grazia. Sal 25, Ricordati, Signore, del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre. Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore. Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia per chi osserva il suo patto e i suoi precetti. Is 63,7-9 Voglio ricordare i benefici del Signore, le glorie del Signore, quanto egli ha fatto per noi. Egli è grande in bontà per la casa di Israele. Egli ci trattò secondo il suo amore, secondo la grandezza della sua misericordia. Disse: «Certo, essi sono il mio popolo, figli che non deluderanno», e fu per loro un salvatore in tutte le angosce. Non un inviato né un angelo, ma egli stesso li ha salvati; con amore e compassione egli li ha riscattati; li ha sollevati e portati su di sé, in tutti i giorni del passato. Sal 103,2-5 Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia (chesed) e di misericordia (weraḥămîm); egli sazia di beni i tuoi giorni e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza. Sal 40,10-12 Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai. Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore, la tua fedeltà ( ӗmunatekā) e la tua salvezza ho proclamato. Non ho nascosto la tua grazia (chasdekā) e la tua fedeltà ( amittekā) alla grande assemblea. Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia (rachămékā), la tua fedeltà (chasdekā) e la tua grazia ( amittekā) mi proteggano sempre, poiché mi circondano mali senza numero, le mie colpe mi opprimono e non posso più vedere. Sono più dei capelli del mio capo, il mio cuore viene meno. Sal 136 Nei 26 versetti è ripetuto 26 volte: kî le ôlām ḥasdô = il suo amore è per sempre (traduzione Cei): Rendete grazie al Signore perché è buono Perché il suo amore è per sempre Ger 16, 5 Poiché così dice il Signore: «Non entrare in una casa dove si fa un banchetto funebre, non piangere con loro né commiserarli, perché io ho ritirato da questo popolo la mia pace dice il Signore la mia benevolenza (haḥesed) e la mia compassione (hāraḥămîm). c) Chēn/chanan e emet La prima radice, con i suoi derivati, indica l idea della grazia unita sempre all idea della benevolenza, della clemenza e della magnanimità: Giovanni = Joḥanan = YHWH fa grazia Il secondo termine allude all idea di stabilità, fermezza, verità. Nel rapporto di alleanza indica la lealtà (di Dio) nel rapporto interpersonale, dice solidità, sicurezza, garanzia. L uomo può fidarsi e affidarsi al Signore, perché egli non viene mai meno, nolo abbandona, non lo delude, non lo tradisce e l uomo e il popolo può sempre contrare su di lui. Chesed e emet si trovano spesso insieme e attribuiti a Dio e spesso sono tradotti con grazia e fedeltà. Es 34,5-7 Dopo il tragico peccato del vitello d oro e la rottura delle prime tavole dell alleanza, il Signore non abbandona il suo popolo ma rinnova l alleanza. Sul Sinai Mosè chiede di vedere la gloria del Signore. Egli gli risponde che lo potrà vedere solo di spalle, perché non si può vedere la totalità di Dio e continuare a vivere. Il Signore rivela però a Mosè il suo nome, in terza persona (e quindi è anche una professione di fede del popolo di Israele): Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso (raḥûm weḥannûn), lento all ira e ricco di grazia e di fedeltà (werab ḥesed we ӗmet), che conserva il suo favore (ḥesed)per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». 2. Nel Nuovo Testamento a) eleos/eleeō Misericordia, pietà, tenerezza, grazia, misericordia, benevolenza: coinvolge la sfera psicologica dell uomo ma tende a tradursi in gesti concreti di pietà, di bontà, di misericordia, di aiuti fattivi (come ad esempio la elemosina, stessa radice) o con opere di beneficenza verso i poveri e chi si trova in difficoltà. Dell AT traduce spesso chen = grazia misericordiosa. Gesù è la Misericordia in persona: Eb 2,17 Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele (eleēmōn kai pistos/degno di fede) nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Il buon samaritano ha fatto eleos al povero (Lc 10,37), mentre (in Mt 18,33) il servo spietato è rimproverato dal padrone perché non ha avuto eleos verso il suo compagno, dopo essere stato oggetto dell eleos del padrone. b) oiktirmōn Commiserazione, compianto, compassione, misericordia (dell AT traduce per lo più racham): sottolinea l aspetto esterno di un sentimento di compassione, in quanto si traduce in compianto e commiserazione e poi in pietà e misericordia. Si ha una tale intima partecipazione alla sciagura che ha colpito una persona da emettere gemiti insieme ad essa. L esordio, 2Cor 1, 3 innalza la benedizione: Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso (ho patēr tōn oiktirmōn= Padre delle misericodie [divine]) e Dio di ogni consolazione In Lc 6, 36 Gesù invita i suoi discepoli a tradurre in terra la misericordia propria di Dio Padre: Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. La perfezione, non morale ma teologica, che Gesù richiede nel parallelo Mt 5, 48 (perfezione di amore gratuito, immeritato, universale, misericordioso qui è la misericordia!) c) splanchna/splanchnizomai corrisponde all ebraico rachămîm e indica le interiora della vittima sacrificale, cioè cuore, reni, fegato... Indica anche le interiora dell uomo, considerate come sede da cui derivano i sentimenti di tenerezza e di misericordia. Indica amore viscerale, attaccamento affettivo pro- fondo, inscindibile tipico della madre ma anche del padre (Is 63,7.15) e del fratello. È più della compassione: è una specie di stretta al cuore, molto intensa e violenta, è uno sconvolgimento interiore, una forte emozione. Gesù la prova (splanchnizomai) per la folla che lo segue da tre giorni (Mt 15,32; Mc 8,2): «ne sentì compassione (esplanchinsthē) al vederle» (Mt 9,36) stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Per le loro necessità spirituali occorrono molti operai nella messe. È il sentimento provato dal padre del figliol prodigo (immagine di Dio Padre) nella parabola lucana (Lc 15,20) e dal padrone del servo spietato (immagine ancora di Dio Padre) in una parabola di Matteo (Mt 18,27: splanchnistheis). In Fm 12, Onesimo, il figlio spirituale che Paolo ha generato in carcere, è chiamato «le mie viscere/il mio cuore (ta splanchna mou)» = lui che mi sta tanto a cuore (traduzione Cei). In Ef 4,32 L apostolo esorta la comunità di Efeso: «Siate invece benevoli (chrēstoi) gli uni verso gli altri, misericordiosi (eusplanchnoi), perdonandovi (charizomenoi) a vicenda come Dio ha perdonato (echarisato) a voi in Cristo. 3. In sintesi Lo splendido spettro dei tredici attributi del nome di YHWH offre un primo spaccato del ricco lessico biblico della misericordia. La misericordia di Dio è il suo amore in rapporto agli uomini deboli e peccatori. I padri della Chiesa latini (fra cui Agostino e Tommaso) la spiegavano così: miseriae cor datum/ il cuore (di Dio) si dona alla miseria. Nell Antico Testamento si usano vari termini per indicare la misericordia, espressa in italiano con compassione, tenerezza, pietà, favore, grazia, misericordia, benevolenza. a) raḥam/raḥămim rimanda all utero, sede del sentimento avvertito fisicamente. In senso traslato è il sentimento di misericordia come amore viscerale materno, istintivo e spontaneo; è tenerezza, un amore che va da chi sta in alto verso chi sta in basso, è com-passione: (cf. Is 49,13-16: «Giubilate, o cieli; rallegrati, o terra, gridate di gioia, o monti, perché il Signore consola il suo popolo e ha pietà (yeraḥem) dei suoi miseri. Sion ha detto: Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato. Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi (mēraḥem) per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani, le tue mura sono sempre davanti a me»); Sal 40,12-13a con la sua ricca terminologia: «Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia (raḥăméka); la tua fedeltà (ḥasdeka) e la tua grazia ( amitt eka) mi proteggano sempre, poiché mi circondano mali senza numero, le mie colpe mi opprimono e non posso più vedere»; cf. inoltre Is 63,7 e soprattutto Os 11,18. b) ḥesed esprime invece l amore fedele che deriva da una decisione libera e consapevole presa da un partner in seguito ad accordi sulla base di diritti e doveri. I due contraenti dell alleanza si devono mostrare reciprocamente benevoli, aperti, cordiali, accoglienti ma soprattutto fedeli a causa degli impegni assunti dall uno nei confronti dell altro. È la fedeltà. Secondo i vari contesti, in cui spesso un contraente è infedele, assume il significato di grazia, bontà, amore, lealtà, compassione, misericordia, perdono, amore fedele e misericordioso. Indicativi sono i testi di Sal 25,6-7.10; Is 63,7-9; Sal 103,2-5; Sal 40,10-13; Ger 16, 5. Nei 26 versetti del Sal 136 è ripetuto come un mantra per 26 volte kî le ôlām ḥasdô (trad. Cei:«il suo amore è per sempre»). c) ḥēn/ḥanan e emet. hēn/ḥanan esprime l idea della grazia preveniente e immeritata, unita sempre alla connotazione della benevolenza, della clemenza e della magnanimità. emet allude invece al concetto di stabilità, fermezza, verità. Nel rapporto di alleanza indica la lealtà (di Dio) nel rapporto interpersonale, dice solidità, sicurezza, garanzia. L uomo e il popolo può fidarsi e affidarsi al Signore, perché egli non viene mai meno, non lo abbandona, non lo delude e non lo tradisce. ḥesed e emet si trovano spesso insieme e attribuiti a Dio e spesso sono tradotti con grazia e fedeltà. Cf. Es 34,5-7 (i tredici attributi del nome di YHWH). d) eleos/eleeō (misericordia, pietà, tenerezza, grazia, misericordia, benevolenza): coinvolge la sfera psicologica dell uomo ma tende a tradursi in gesti concreti di pietà, di bontà, di misericordia, di aiuti fattivi (come, ad esempio, l elemosina, stessa radice) o con opere di beneficenza verso i poveri e chi si trova in difficoltà. Nell AT traduce spesso ḥēn = grazia misericordiosa. Gesù è la Misericordia in persona. Cf. Eb 2,17: «Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede (eleēmōn kai pistos) nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo». Il buon samaritano ha fatto eleos al povero (Lc 10,37), mentre (in Mt 18,33) il servo spietato è rimproverato dal padrone perché non ha avuto eleos (edei se eleēsai hōs kagō se ēleēsa) verso il suo compagno, dopo essere stato oggetto dell enorme e immeritato eleos da parte del suo padrone/kyrios. e) oiktirmōn indica commiserazione, compianto, compassione, misericordia (nell AT traduce per lo più raḥam): sottolinea l aspetto esterno di un sentimento di compassione, in quanto si traduce in compianto e commiserazione e poi in pietà e misericordia. Si ha una tale intima partecipazione alla sciagura che ha colpito una persona da emettere gemiti insieme ad essa; cf. 2Cor 1,3 («Dio, Padre delle misericordie»); in Lc 6,36 Gesù invita i suoi discepoli a tradurre concretamente la misericordia propria di Dio Padre: «Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro» (il motto dell anno giubilare). La perfezione, non morale ma teologica, che Gesù richiede nel parallelo Discorso della montagna (Mt 5,48, perfezione di amore gratuito, immeritato, universale, misericordioso [per cattivi e per buoni]), in Lc combacia con la misericordia! c) splanchna/splanchnizomai corrisponde all ebraico raḥămîm e indica le interiora della vittima sacrificale, cioè cuore, reni, fegato ecc. Indica anche le interiora dell essere umano, considerate come sede da cui derivano i sentimenti di tenerezza e di misericordia. Allude all amore viscerale, all attaccamento affettivo profondo, inscindibile, tipico della madre ma anche del padre (Is 63,7.15) e del fratello (Gen 43,30, Giuseppe alla vista di Beniamino). È più della compassione: è una specie di stretta al cuore, molto intensa e violenta, uno sconvolgimento interiore, una forte emozione. Gesù la prova (splanchnizomai) per la folla che lo segue da tre giorni (Mt 15,32; Mc 8,2); sentì compassione (esplanchinsthē) al vederle (Mt 9,36) stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. È il sentimento provato dal padre del figliol prodigo (padre prodigo anch esso, immagine di Dio Padre) nella famosa parabola lucana (Lc 15,20) e dal padrone del servo spietato (metafora ancora di Dio Padre) nella parabola di Matteo (Mt 18,27 splanchnistheis). Onesimo, il figlio spirituale che Paolo ha generato in carcere, è chiamato «le mie viscere/il mio cuore ta splanchna mou» (Fm 12); in Ef 4,32 l apostolo esorta in questi termini la comunità di Efeso: «Siate invece benevoli (chrēstoi) gli uni verso gli altri, misericordiosi (eusplanchnoi), perdonandovi (charizomenoi) a vicenda come Dio ha perdonato (echarisato) a voi in Cristo». Resta sotto traccia, ma incancellata, la domanda su come Dio eserciti effettivamente la sua misericordia verso i propri nemici e come la misericordia si componga con l esigenza della sua giustizia, che prevede talvolta anche l ira
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