Guerra in Siria: perché si riaccende l'attenzione

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  ATLANTE TRECCANI 13 aprile 2018 Guerra in Siria, perché si riaccende l’attenzione  Michele Chiaruzzi di Michele Chiaruzzi La politica internazionale è il regno della ricorrenza e della ripetizione. Così l’uso delle armi chimiche da parte del governo del presidente Bashar Assad riaccende sempre l’attenzione sulla guerra siriana, quella che in sette anni ha provocato 470.000 morti, 6 milioni di sfollati e quasi 5 di profughi, e che, con un eufemismo grottesco, viene altrove chiamata «crisi siriana» quando ci si accorge della sua persistenza. Nel 2013 fu sempre un attacco chimico sterminatorio, sempre nella stessa zona di Ghuta, che sostenne la legittimazione internazionale dell’intervento russo nella guerra. La Russia si fece allora garante della rimozione delle armi chimiche con la farsesca adesione della Siria alla Convenzione sulle armi chimiche e con la parziale distruzione sotto l’egida delle Nazioni Unite dell’arsenale chimico siriano. I risultati sono evidenti. Sempre nel 2013, sempre in quell’occasione, le stesse potenze di oggi – Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna – minacciarono di colpire le forze armate siriane per «punire» l’uso delle armi chimiche da parte del governo del presidente Assad. Non accadde nulla di risolutivo e ciò che resta nella storia diplomatica sono le celebri «linee rosse» tracciate sulla sabbia dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: scomparvero col vento che soffia nel deserto della guerra, quella vera, quella combattuta sul terreno con morti e feriti i quali, in Occidente, nessuno  vuole rischiare. Riaccendere l’attenzione sulla guerra siriana ha almeno due funzioni. La prima è il suo impiego in politica interna. La minaccia di guerra riunisce l’opinione pubblica attorno alla bandiera nazionale. Ciò permette di deviare i problemi di politica interna verso l’esterno, per dir così, strumentalizzando la tensione bellica per fini politici che non riguardano la vicenda internazionale ai quali, tuttavia, sono  strumentalmente riconnessi dalla classe politica. Cosicché la lotta sindacale contro i progetti del presidente Macron in Francia può essere ridimensionata con il richiamo all’unità dello Stato, ovviamente sacra; l’impasse ormai strutturale dell’amministrazione americana sul travagliato fronte interno, compresi i processi legali e morali legati al presidente Trump, può essere alleviata; la condizione patologica del governo May può trovare ulteriore ossigeno per essere procrastinata; persino in Italia la guerra siriana ha una sua perfetta funzione ad hoc, quella di giustificare ipotesi politiche di governo altrimenti irrealistiche e impopolari che risolvano l’apparente stallo politico. La seconda funzione, anch’essa di politica interna, è quella di generare un effetto placebo per le coscienze. Evitare una guerra diretta fra le potenze occidentali e la Russia – quella che viene immaginata possibile nelle prossime ore – significa che la guerra è scampata, che la guerra non c’è. Cosicché la guerra siriana, quella vera, che già c’è da sette anni e continuerà, possa eclissarsi nuovamente dall’attenzione generale, rientrando solo nei fallimentari calcoli tattici dei suoi protagonisti. È una guerra paradossalmente introversa quella di Siria, tutta chiusa su sé stessa malgrado sia una posta in palio nell’arena internazionale della politica di potenza. Tranne la Cina, tutte le potenze maggiori ne sono coinvolte direttamente. Ciò malgrado essa è quella raccontata dal regista Philippe Van Leeuw nel film Insyriated, tutta racchiusa in una casa nella quale la capofamiglia rassicura suo figlio: «La guerra finirà presto e saremo di nuovo tutti in pace». Naturalmente c’è molto da temere dalla possibilità che i giochi di guerra sulla guerra di Siria sfuggano al controllo per qualsiasi motivo, ripercuotendosi malamente su chi li pratica e sul resto del mondo. Per questo motivo il segretario generale Guterres ha invitato le potenze maggiori del Consiglio di sicurezza a evitare che ciò accada. Vedremo nelle prossime ore se la guerra simulata sulla cosiddetta crisi siriana finirà presto e saremo di nuovo tutti in pace, noi, qui. Sia come sia, la guerra vera non finirà.  http://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/Guerra_in_Siria_perche_si_riaccende_l_attenzione.html © Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata
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