COMUNE DI MARTANO. Piano Finanziario TARI (ex lege art. 8 D.P.R. 158/99. e commi da 641 a 668 art. 1 L. 147/13) Comune di Martano Provincia di Lecce

Description
COMUNE DI MARTANO Piano Finanziario TARI (ex lege art. 8 D.P.R. 158/99 e commi da 641 a 668 art. 1 L. 147/13) 2017 Comune di Martano (LE) Piano Finanziario TARI 2017 Rev. 3 del 16 marzo 2017 Revisione

Please download to get full document.

View again

of 14
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

Business

Publish on:

Views: 0 | Pages: 14

Extension: PDF | Download: 0

Share
Transcript
COMUNE DI MARTANO Piano Finanziario TARI (ex lege art. 8 D.P.R. 158/99 e commi da 641 a 668 art. 1 L. 147/13) 2017 Comune di Martano (LE) Piano Finanziario TARI 2017 Rev. 3 del 16 marzo 2017 Revisione 3 del 13 marzo 2017 Comune di Martano Provincia di Lecce Pagina 1 Sommario RIFERIMENTI NORMATIVI...3 Tarsu in vigore sino al Tares nel IUC e relative componenti dal INTRODUZIONE AL PIANO FINANZIARIO...5 OBIETTIVI DI GESTIONE DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE...5 CICLO DI RACCOLTA...6 MONTE RIFIUTI...7 RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE BUDGET COSTI DI GESTIONE (CG) COSTI COMUNI (CC) CK COSTI D USO DEL CAPITALE PARTE FISSA E PARTE VARIABILE Pagina 2 RIFERIMENTI NORMATIVI Visto il quadro particolarmente complesso, si ritiene opportuno riepilogare, almeno negli aspetti salienti, l evoluzione normativa che ha portato alla formulazione della nuova tariffa. Tarsu in vigore sino al 2012 La tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) è stata istituita dalla legge 20 marzo 1941, n. 366, con la quale il Legislatore ha operato una completa revisione delle previgenti norme in materia di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani contenute nel T.U.F.L. (R.D. del 14 settembre 1931, n. 1175) il quale già prevedeva un corrispettivo per il ritiro e trasporto dei rifiuti domestici. Il tributo è stato inizialmente oggetto di una sostanziale revisione ad opera del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, per poi essere integralmente redisciplinato dal D. Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 attraverso il quale il Legislatore, pur mantenendo pressoché inalterato l impianto generale del tributo, ne ha ridefinito i caratteri rendendo più marcata la sua natura di tassa attraverso il rafforzamento del legame tra la sua corresponsione e la prestazione del servizio pubblico di rimozione dei rifiuti. Al D.Lgs. 507/1993 hanno fatto seguito numerosi altri provvedimenti modificativi. Il primo è stato il D. Lgs. 5 febbraio 1997 n.22 (decreto Ronchi TIA1), che aveva previsto la soppressione, seppure con modalità graduali e rapportate alle singole situazioni gestionali e strutturali dei comuni, della tassa per lo smaltimento del rifiuti e dalla sua sostituzione con la tariffa per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Il medesimo decreto prescriveva, inoltre, che la tariffa fosse determinata in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio. Con l'emanazione del D.P.R. 27 aprile 1999 n. 158 venivano definite nel dettaglio le modalità di determinazione e di applicazione della tariffa per il servizio di gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani. La tariffa Ronchi non è mai diventata obbligatoria per i Comuni, date le ripetute proroghe e i provvedimenti che hanno di fatto bloccato la sua introduzione, per finire con la definitiva abrogazione a favore della tariffa integrata ambientale (TIA2) di cui all'articolo 238 del Codice ambientale (d.lgs. 152/2006). In sintesi, il finanziamento del servizio rifiuti poteva essere attuato, questo sino al , mediante 3 diverse tipologie di prelievo: la tassa smaltimento rifiuti solidi urbani (TARSU), disciplinata dal D.Lgs 507/93; la tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, denominata anche tariffa di igiene ambientale (TIA1), disciplinata dall art. 49 del D.Lgs 22/97 e dal DPR 158/99; la tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, denominata tariffa integrata ambientale (TIA2), disciplinata dall art. 238 del D.Lgs 152/2006. Tares nel 2013 Col Decreto Salva Italia, il D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, mediante la Legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successivamente modificato dall art. 1, comma 387, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità per il 2013), è stato istituito il Nuovo Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi (TARES), a copertura dei costi relativi al servizio di igiene urbana e di altri servizi ad esso connessi, che a partire dal 1 gennaio 2013, andrà a sostituire integralmente la T.A.R.S.U. Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani e la T.I.A. Tariffa di Igiene Ambientale. I commi 8 e 9 dell art. 14 del sopra citato Decreto Salva Italia prevedono che il nuovo tributo sia corrisposto in base a tariffa riferita all anno solare e commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, Pagina 3 sulla base dei criteri determinati dal D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158, recante le norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani. Questo ha comportato percorsi di avvicinamento che sono decisamente più complessi nei Comuni come quello di Bagnolo del Salento che nel 2012 adottavano la Tarsu, rispetto ai Comuni che già applicavano la Tia1/Tia2. La differenza essenziale risiede nelle regole di determinazione del nuovo prelievo sui rifiuti che, essendo interamente fondate sul D.P.R. 158/99, così come previsto dalla legge 228/12, coincidono con i criteri della Tia1 e della Tia2. IUC e relative componenti dal 2014 La TARES è stata abrogata dal comma 704 art. 1 della Legge n. 147 del (legge di stabilità 2014) che ha stabilito l abrogazione dell articolo 14 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n Con i commi dal 639 al 705 dell articolo 1 della Legge n. 147 del , è stata istituita l Imposta Unica Comunale (IUC) basata su due presupposti impositivi: uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore l altro collegato all erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La IUC è composta da: IMU (imposta municipale propria) componente patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili; TASI (tributo servizi indivisibili) componente servizi, a carico sia del possessore che dell utilizzatore dell immobile, per servizi indivisibili comunali; TARI (tributo servizio rifiuti) componente servizi destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell utilizzatore. L art. 1 della Legge n. 147 del (legge di stabilità 2014) è suddiviso, in materia IUC, nei seguenti commi : commi da 639 a 640 Istituzione IUC (Imposta Unica Comunale) commi da 641 a 668 TARI (componente tributo servizio rifiuti) commi da 669 a 681 TASI (componente tributo servizi indivisibili) commi da 682 a 705 Disciplina Generale componenti TARI e TASI Si rimanda alla lettura del testo normativo per la disciplina della TARI. Il comma 651 così recita Il comune nella commisurazione della tariffa tiene conto dei criteri determinati con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 e il successivo comma 652 recita Il comune, in alternativa ai criteri di cui al comma 651 e nel rispetto del principio «chi inquina paga», sancito dall'articolo 14 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti, puo' commisurare la tariffa alle quantita' e qualita' medie ordinarie di rifiuti prodotti per unita' di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attivita' svolte nonche' al costo del servizio sui rifiuti. Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal comune moltiplicando il costo del servizio per unita' di superficie imponibile accertata, previsto per l'anno successivo, Pagina 4 per uno o piu' coefficienti di produttivita' quantitativa e qualitativa di rifiuti, confermando la stesura di un Piano Finanziario conforme a quanto già normato con D.P.R. 158/1999. PERTANTO, LO STESSO IMPIANTO LOGICO NELLA COSTITUZIONE DEI COSTI E NELLA DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE ADOTTATO CON LA TARI 2016 VERRA UTILIZZATO ANCHE PER LA TARI INTRODUZIONE AL PIANO FINANZIARIO Linee guida del metodo tariffario sviluppato attraverso il presente piano L art. 1 del D.P.R. n. 158 del 1999 si apre proclamando E approvato il metodo normalizzato per la definizione delle componenti di costo da coprirsi con le entrate tariffarie e per la determinazione della tariffa di riferimento relativa alla gestione dei rifiuti urbani. La tariffa di riferimento rappresenta, come poi specifica l art. 2 del D.P.R. n. 158 del 1999, l insieme dei criteri e delle condizioni che devono essere rispettati per la determinazione della tariffa da parte degli enti locali (comma 1), in modo da coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani (comma 2). Il metodo, pertanto, è costituito da un complesso di regole, metodologie e prescrizioni per determinare, da un lato, i costi del servizio di gestione e, dall altro, l intera struttura tariffaria applicabile alle varie categorie di utenza (cfr. anche art. 3, comma 1, D.P.R. n. 158 del 1999), in maniera tale che il gettito che ne deriva copra tutti i costi del servizio. Specifica poi l art. 3, comma 2, che La tariffa è composta da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e ai relativi ammortamenti, e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione. L art. 4, comma 3, prescrive infine che La tariffa, determinata ai sensi dell'art. 3, è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica. Dalle norme ora richiamate si trae quindi che la metodologia tariffaria si articola nelle seguenti fasi fondamentali: 1. individuazione e classificazione dei costi del servizio; 2. suddivisione dei costi tra fissi e variabili; 3. ripartizione dei costi fissi e variabili in quote imputabili alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche; 4. calcolo delle voci tariffarie, fisse e variabili, da attribuire alle singole categorie di utenza, in base alle formule e ai coefficienti indicati dal metodo. Il presente Piano finanziario redatto a norma dell articolo 8 D.P.R. 158/1999, e successive modifiche e integrazioni, si pone come strumento di base ai fini della determinazione della tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani, sulla base dei principi sopra richiamati, con particolare riferimento alla corretta determinazione dei profili tariffari della TARI, nei suoi aspetti economicofinanziari. OBIETTIVI DI GESTIONE DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE Per l esercizio 2017 l Amministrazione Comunale intende mantenere tutti i servizi in essere come da contratto di affidamento siglato tra l ARO4 ATO/LE2 e l ATI Ecotecnica S.r.l, BIANCO IGIENE AMBIENTALE S.R.L., Muccio Armando S.r.l., Rep. N.3 del 29/01/2009. Per ciò che attiene al dettaglio gestionale dei servizi previsti dalla stazione appaltante si rimanda ai seguenti allegati al contratto sopracitato: 1) Progetto dello standard dei servizi oggetto dell appalto (allegato B); 2) Relazione Tecnica proposta offerta presentata dall ATI in sede di gara (allegato C); 3) Capitolato Speciale d Appalto (allegato D); Pagina 5 4) Rimodulazione del servizio con Determina Dirigenziale n.9 del 25 febbraio CICLO DI RACCOLTA Frazione di rifiuto Frequenza Modalità attuazione RSURSAU Indifferenziata Metalli/Alluminio Plastica Vetro Legno Verde Rifiuti biodegradabili Farmaci Carta e Cartone Imballaggi Cartoni Esercizi Pubblici Apparecchiature contenenti Batterie e accumulatori Apparecchiature elettriche ed Rifiuti organici (umido) RIFIUTI CONFERIBILI ELENCATI NEL REGOLAMENTO ECOCENTRO APPROVATO CON DELIBERA DI C.C. N. 12 DEL 11/06/ gg/settimana SABATO 1 gg/mese Ultimo mercoledì del mese 1 gg/settimana MARTEDI 1 gg/settimana MERCOLEDI Su prenotazione SABATO Su prenotazione SABATO 1 gg/settimana GIOVEDI 1 gg/settimana MERCOLEDI Su prenotazione SABATO 2 gg/settimana LUNEDIVENERDI MarGioSab dalle ore 8.30 alle ore LunMerVen dalle ore 8.30 alle ore e dalle ore alle ore Domiciliare con bidoncini di colore marrone Domiciliare con buste di proprietà dell utente Domiciliare con bidoncini di colore giallo Domiciliare con bidoncini di colore verde Domiciliare Domiciliare Contenitori stradali presso rivendita Domiciliare con contenitore di colore bianco Domiciliare con RollPack Contenitori stradali presso rivendita Contenitori stradali presso rivendita Domiciliare Domiciliare con bidoncini di colore marrone CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE (ECOCENTRO) Pagina 6 MONTE RIFIUTI Ai fini della determinazione dei costi di smaltimento / trasporto dei rifiuti per l anno 2017 si sono considerati i dati storici degli ultimi 3 anni. I principali rifiuti e le loro quantità sono: Pagina 7 Pagina 8 Si precisa che la fonte dei dati sopra riportati è il portale Rifiuti e Bonifica a cura dell Assessorato all Ecologia della Regione Puglia. Pagina 9 RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE BUDGET 2017 Le risorse finanziarie complessivamente necessarie all espletamento del servizio e che verranno coperte attraverso l applicazione della TA.RI. componente rifiuti sono pari ad ,19 (IVA inclusa) strutturati secondo il DPR 158/99. I costi fanno riferimento al contratto n. 3 del 29 gennaio 2009 e alle seguenti revisioni adottate dall ATO competente e ulteriori voci di costo trasmesse dall A.C.: 1) Revisione del Contratto periodo giugno 2010/maggio 2011 con Determina Dirigenziale n.42 del 11 novembre 2010; 2) Revisione del Contratto periodo giugno 2011/maggio 2012 e periodo giugno 2012/maggio 2013 con Determina Dirigenziale n.67 del 13 novembre ) Informazioni trasmesse dai competenti uffici comunali. I costi sono classificati, aggregati ed indicati nel presente Piano Finanziario secondo le categorie di cui all'allegato I del metodo normalizzato. La struttura dei costi è articolato nelle seguenti macrocategorie: CG = Costi operativi di gestione CC = Costi comuni CK = Costo d'uso del capitale ciascuna delle quali è a sua volta suddivisa in una o più categorie. Di seguito i costi di gestione del servizio sono esposti in tabelle riassuntive. COSTI DI GESTIONE (CG) Sono i costi relativi al servizio di raccolta, trasporto e trattamento oggetto del servizio di igiene urbana; possono esser divisi in: Costi di gestione dei servizi afferenti la raccolta indifferenziata CGIND = CSL + CRT + CTS + AC dove CSL = costo di spazzamento e lavaggio strade (pulizia strade e mercati, raccolta rifiuti esterni) CRT = costi di raccolta e trasporto CTS = costi di trattamento e smaltimento (discarica o impianto di trattamento rifiuto indifferenziato) AC = altri costi Costi di gestione della raccolta differenziata CGD = CRD + CTR dove Pagina 10 CRD = costi raccolta differenziata CTR = costi di trattamento e riciclo QUADRO RIEPILOGATIVO CG: CG COSTI OPERATIVI DI GESTIONE B6 materie di consumo e merci B7 Servizi B8 Godimento beni di terzi B9 Personale B11 Variazioni rimanenze B12 accanton. per rischi B13 altri accantonam. B14 Oneri diversi CGIND Ciclo dei rifiuti urbani indifferenziati costo % quota CSL Costi di spazz. e Lavaggio strade e aree pubbl , ,54 50% , ,20 CRT Costi di Raccolta e Trasporto RSU , ,52 50% , ,57 CTS Costi di Trattamento e Smaltimento RSU ,93 50% ,93 AC Altri costi 555, ,12 50% 1.691, ,93 Totale CGIND , , , , ,64 CGD Ciclo della raccolta differenziata CRD Costi della Raccolta differenziata % Quota Frazione Organica (FORSU) 50% Carta , ,30 50% , ,87 Plastica , ,30 50% , ,87 Vetro 8.000, ,72 50% , ,65 Verde 2.163, ,67 50% 6.581, ,70 Ingombranti 2.179, ,46 50% 6.631, ,66 Altre tipologie 6.094, ,31 50% , ,84 Contributo CONAI (a dedurre) , ,22 Totale CRD , , , , ,36 CTR Costi di trattamento e riciclo % Quota Frazione Organica (FORSU) 50% Carta e cartone 50% Plastica 50% ,90 Vetro 50% ,90 Verde 50% Ingombranti ,21 50% ,21 Farmaci 1.432,97 50% 1.432,97 Filtri olio 50% Inerti 50% Legno 50% Pile 1.432,97 50% 1.432,97 Pneumatici 50% Sabbia 50% Toner 50% Oli minerali 50% Rifiuti abbandonati 50% Cimiteriali 1.018,71 50% 1.018,71 Vernici e scolventi 50% Altri tipi 1.432,97 50% 1.432,97 Entrate da recupero (a dedurre) Totale CTR , ,75 Totale CG , , , , , ,75 TOTALE COSTI COMUNI (CC) Importi riferibili ai servizi non direttamente attinenti all esecuzione della raccolta dei rifiuti; CC = CARC + CGG + CCD dove CARC = costi amministrativi e di accertamento, riscossione e contenzioso CGG = costi generali di gestione CCD = costi comuni diversi Pagina 11 QUADRO RIEPILOGATIVO CC: CC COSTI COMUNI Materie di consumo e merci Servizi Godimento beni di terzi Personale Altri costi TOTALE CARC Costi amm.vi accert., riscoss. e cont. Retr. Dipendenti (quota 10%) 6.866, ,38 Oneri riflessi 1.814, ,40 Acquisto beni e servizi (assist. inf., sportello, spedizione) , ,80 IRAP 583,64 583,64 Totale CARC 6.866, , ,22 CGG Costi Generali di Gestione Quota pers. coord/amm.vo, polizze RC, oneri sicurezza, comunicazione, costi vari di gestione , ,86 Attività 2 Quota di personale CG (50%) , ,47 Totale CGG , , ,33 CCD Costi Comuni Diversi Attività , ,16 Transazione Progetto Ambiente Bacino Lecce Due e ATO Prov. di Lecce , ,06 Utenza elettrica Ecocentro 1.000, ,00 Ristoro Poggiardo 2 sem2015 e , ,61 Quota ATO2017, ARO2016, ARO , ,80 Revisione canone Bianco 2013/14 Del.Aro5 n.10/16 (come da file SPESE7 del 2/3/17) 2.671, ,92 Revisione canone Bianco 2014/15 Del.Aro5 n.10/16 (come da file SPESE7 del 2/3/17) 2.048, ,24 Oneri smaltimento dic , ,77 Fondo rischi crediti Crediti inesigibili al netto fondo rischi crediti Contributo Miur (a dedurre) 7.158, ,36 Recupero evasione (a dedurre) Totale CCD , , ,72 Totale CC , , , ,27 Il metodo normalizzato richiederebbe, infine, di calcolare il costo d'uso del capitale (CK), ricavato in funzione degli ammortamenti (AMM), accantonamenti (ACC) e remunerazione del capitale investito (R), calcolata in base alla formula ivi riportata: Rn = rn(kn1 +In + Fn ) CK COSTI D USO DEL CAPITALE Il costo d'uso del capitale (CK) è composto dagli ammortamenti, dagli accantonamenti e dalla remunerazione del capitale investito e vanno sommati, secondo la formula : CK = Amm(n) + Acc(n) + R(n) dove: Amm(n) = AMMORTAMENTI PER GLI INVESTIMENTI DELL'ANNO 2017 gli ammortamenti sono riferiti all'anno 2016 per gli investimenti relativi alla gestione dei rifiuti (impianti, mezzi attrezzature, servizi); Acc(n) = ACCANTONAMENTI accantonamenti del gestore effettuati nell'anno 2016 per il pagamento di agevolazioni e riduzioni per l'anno 2017; R(n) = REMUNERAZIONE remunerazione del capitale calibrata dal prodotto tra tasso di remunerazione indicizzato Pagina 12 all'andamento medio annuo del tasso dei titoli di Stato aumentato di 2 punti percentuali e capitale netto investito (valore del capitale iniziale meno ammortamenti) aumentato dei nuovi investimenti. Si tratta della remunerazione del capitale (interessi) che viene investito per la realizzazione di impianti ed acquisto attrezzature. E' da intendersi come un costo in quanto rappresenta un mancato introito. Il tasso di remunerazione è calcolato in funzione del: capitale netto contabilizzato nell'esercizio precedente quello cui si riferisce il piano = è ricavato dal valore delle immobilizzazioni materiali relative ad attrezzature, macchinari e impianti del servizio di gestione RSU ; Investimenti programmati nell'esercizio = è ricavato dall'ammontare degli investimenti previsti per l'anno oggetto di pianificazione; Fattore correttivo = è determinato dalla correzione (variazione in aumento o diminuzione) effettuata per i valori degli investimenti previsti nel piano. QUADRO RIEPILOGATIVO CK: CK COSTI D'USO DEL CAPITALE AMMn Ammortamenti per l anno di riferimento Ammortamento impianti Ammortamento mezzi e attrezzature ,17 Ammortamento harware e software Ammortamento start up nuove attività Ammortamento beni materiali Ammortamento immobili Altri ammortamenti Totale ,17 ACCn Accantonamenti per l anno di riferimento Accantonamento per minori entrate per riduzioni di tariffa Accantonamento per agevolazione legata al recupero Accantonamento per inesigibili Totale Rn Remunerazione del capitale investito per l anno di riferimento A Investimenti per l anno di riferimento Compattatori Automezzi Contenitori Piattaforma Immobili Hardware Altro Altro Totale A B Cespiti in amm
Related Search
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks