Attività programmate 2007-2008

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1. Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia Viale Sarca 336, palazzina 15 - 20126 Milano tel. 02.641106.1 fax 02.66101600…

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  • 1. Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia Viale Sarca 336, palazzina 15 - 20126 Milano tel. 02.641106.1 fax 02.66101600 www.italia-liberazione.it segreteria@insmli.it Programma delle attività per il biennio 2007-2008 Il biennio 2007-2008 vedrà lo sviluppo simultaneo di numerosiprogrammi, che terranno conto di esigenze diverse. Per quanto riguarda le strutture della sede centrale, non soltantocontinuerà e si consoliderà il lavoro di gestione del patrimonio archivistico ebibliografico, ma si svilupperanno, in stretto collegamento, come per ilpassato, con la rete degli Istituti associati, programmi di accesso a distanza diquesto patrimonio, sia con la prosecuzione delle catalogazioni einventariazioni informatiche, sia con la creazione di nuovi strumenti, daarricchire via via, secondo la disponibilità di risorse. Devono esseresottolineati in modo particolare i programmi sia di digitalizzazione dei periodicirari, già avviato questo sulla piattaforma Internet disposta dalla BibliotecaBraidense di Milano, sia di pubblicazione delle schede di spoglio dei periodicidi storia, con l’arricchimento di una banca dati di migliaia di titoli, che colmeràuna grave lacuna dell’OPAC bibliografico SBN. In entrambi questi programmil’Istituto agisce operando come capofila degli Istituti associati, e promuovequindi la valorizzazione di un patrimonio distribuito sul territorio nazionale, lacui consistenza complessiva supera ormai, nel campo della storiacontemporanea, le raccolte di qualsiasi altro Istituto di ricerca italiano nelcampo umanistico. Date le finalità statutarie dell’Istituto nazionale per la storia delMovimento di liberazione in Italia, un’attenzione particolare sarà data, in ognisettore di attività, a iniziative e proposte, non tutte ancora definite in terminifinanziari e operativi, che promuovano una riflessione scientifica sul trienniodi creazione della Repubblica e di elaborazione della Costituzione, fino allasua promulgazione e prima applicazione nel 1948. Non si tratta ovviamentesolo di assecondare celebrazioni e commemorazioni. Compito dell’Istituto edei suoi associati sarà di sostenere ricerche su istituzioni e personaggi delsessantennio repubblicano, e di affinare i propri interventi nel campodell’educazione civile, in stretto collegamento con il Ministero della PubblicaIstruzione, per fornire all’insegnamento dei principi democratici consegnati
  • 2. nella Carta costituzionale la più ricca strumentazione possibile, quale la esigeil nuovo contesto di una scuola dove, a tutti i livelli, compreso quellouniversitario, il problema delle relazioni interculturali è posto con urgenza dauna popolazione discente in tumultuosa trasformazione.La Scuola superiore di studi di storia contemporanea Allo stesso tempo, non si vuole trascurare un impegno didattico cherappresenta per l’Istituto nazionale la ripresa di iniziative felicementepromosse negli anni settanta del ventesimo secolo, e poi abbandonate perdifficoltà finanziarie. Si tratta cioè della formazione di ricercatori di storia, perla quale si sono già trovate significative risorse, sulla base del programmascientifico adottato dall’Istituto fin dal 2003, e che si avvantaggerà dellestrutture create e in corso di creazione presso l’INSMLI. L’arricchimento degli strumenti di lavoro, insieme con l’ormaiconsolidata riorganizzazione strutturale della nuova sede, serve infatti di baseal progetto, avviato finanziariamente a partire dal 2004, e divenuto esecutivonelle due annualità 2005/2006 e 2007/2008, di una scuola superiore diformazione storica rivolta a un numero significativo di borsisti (nove per il2005 e diciannove nel 2007) da reclutare con bando nazionale, borsisti aiquali è richiesta sia la realizzazione di ricerche originali, dirette da docentiresponsabili, sia la frequenza di seminari residenziali, previsti nella misura ditre-quattro all’anno, per almeno dodici giorni complessivi. La Scuola permette di prevedere un flusso regolare di produzioni diqualità destinate in particolare alla rivista “Italia contemporanea” o, nei casimigliori, a pubblicazioni monografiche. Articolata in seminari con lapartecipazione di un corpo docente internazionale, la Scuola promette didiventare, se le condizioni finanziarie lo consentiranno, uno dei centriprincipali di attività dell’Istituto (vedi anche sezione “6. Iniziative scientifiche”).Le strutture dell’Istituto1. Archivio Nel biennio l’Archivio, nell’ambito del progetto Guida avviato con isessantasei Istituti associati e collegati all’INSMLI, proseguirà nella descrizioneinformatizzata di tutti i fondi cartacei e fotografici della rete. Questo impegno,avviato a partire dal 1997 con il sostegno e la collaborazione del Ministeroper i Beni e le Attività culturali, permette la consultazione a distanza delpatrimonio documentario degli Istituti storici della Resistenza e dell’età 2
  • 3. contemporanea, patrimonio che rappresenta la raccolta documentaria per lastoria d’Italia nel XX secolo più completa e consistente, al di fuori degli Archividi Stato. Nel corso del 2007-2008 si procederà al perfezionamento del nuovoOpac grafico per l’interrogazione on line della banca dati degli archivi cartaceie fotografici dell’INSMLI e della sua rete, compreso un Metaopac perl’interrogazione integrata dei vari database e, in ambiente Javaisis, ilcollegamento on line per l’editing diretto dei dati da parte dei singoli Istituti. Per favorire l’utilizzo di tutte le risorse degli Istituti e potenziare laconsultabilità degli archivi, l’Istituto nazionale ha inoltre assunto l’impegno direalizzare la migrazione dei dati archivistici da Guida (ambiente Winisis) aSesamo (Regione Lombardia) e a Guarini (Regione Piemonte) e viceversa.Avranno attuazione nel triennio programmatico di riferimento accordi sia conla Regione Piemonte, sia con la Regione Lombardia e con i rispettivi serviziinformatici. Il tutto è finalizzato alla migrazione dei dati sulla piattaformanazionale del sistema informatico unificato delle Soprintendenze archivistiche(SIUSA). Il patrimonio archivistico dell’INSMLI e della rete è consultabile pressolIstituto di linguistica computazionale del CNR di Pisa(http://beniculturali.ilc.cnr.it:8080/Isis/servlet/Isis?Conf=/usr/local/IsisGas/InsmliConf/Insmli.sys6.file) e nel portale archivisticodell’UNESCO. L’Archivio continuerà nell’opera di formazione e di aggiornamento degliarchivisti degli Istituti associati prevedendo periodici stage di formazione per ilpersonale, con attenzione rivolta sia alla formazione archivistica cheall’acquisizione di competenze informatiche, e continuando a fornireconsulenza e formazione, anche in incontri informali, agli operatori degliarchivi storici degli Istituti. La valorizzazione del patrimonio documentario dell’INSMLI saràperseguita in particolare con la diffusione sul territorio nazionale della mostrasulla Resistenza realizzata a Milano in occasione del 60° anniversario dellaLiberazione, con la promozione di iniziative editoriali legate alla pubblicazionedelle immagini della guerra di liberazione, con la digitalizzazione dell’interopatrimonio fotografico e con la pubblicazione della Guida agli Archivi degliIstituti storici della Resistenza, che sarà anticipata entro il 2006 da un numerospeciale dei "Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato". Infine è previsto un forte impegno per l’acquisizione di archivi di privati,di enti e associazioni dell’area milanese, il restauro del patrimonio in precariecondizioni di conservazione, il completamento della corretta condizionaturadella documentazione fotografica dell’INSMLI in modo da garantirne lasalvaguardia, la digitalizzazione di tutto il patrimonio fotografico. L’Istituto che completerà, in collaborazione con la Regione Lombardia, ilrilevamento e il censimento degli archivi di scuole medie superiori di Milano,farà un progetto su come estendere la ricerca alla provincia intera, e poi allaRegione Lombardia. Si veda anche, su questo tema, la sezione didattica. 3
  • 4. 2. Biblioteca La Biblioteca dell’Istituto prevede, oltre all’allargamento dell’attivitàcorrente di acquisizione e catalogazione dei volumi di monografie, operecollettanee e riviste – mediante la partecipazione al catalogo collettivo delSistema bibliotecario nazionale (SBN) e al catalogo dei periodici dell’Archiviocollettivo nazionale dei periodici (ACNP) – l’incremento del servizio direception e consulenza al pubblico. E inoltre: •lo sviluppo del patrimonio di fonti diplomatiche e documentarie edite per lo studio della politica e delle relazioni internazionali •l’aggiornamento negli acquisti della saggistica e delle monografie storiche relative ai periodi e ai temi del Novecento italiano ed europeo •la ricerca e l’acquisizione di fondi librari ed emerotecari, in particolar modo di quelli legati alle figure e alla storia della cultura democratica ed antifascista, della Repubblica e del fascismo •la pubblicazione di cataloghi on-line e cartacei dei principali fondi librari acquisiti (CVL; F. Parri; C. a Prato; M.A. Rollier; V. Fois) •il restauro conservativo e il trasferimento in microforme del materiale raro e di pregio (periodici, opuscoli, volumi) dell’epoca fascista, del periodo bellico e delle origini della Repubblica, appartenente alla sezione dei cosiddetti fondi storici della biblioteca “Parri” •lo spoglio dei periodici di storia contemporanea nell’ambito del progetto ESSPER (Università di Castellanza) <http://www.biblio.liuc.it/biblio/essper>, con l’intento di realizzare un database bibliografico aggiornato della produzione di storia contemporanea •lo sviluppo del progetto “Epoca” di digitalizzazione dei periodici (anni Venti-Quaranta) della biblioteca “Parri” nell’ambito dell’emeroteca digitale promossa dalla Biblioteca Nazionale Braidense <http://emeroteca.braidense.it/progetti/epoca.php>, con l’intento di valorizzare le fonti rare o inedite difficilmente reperibili e di consentire il loro studio e la loro disponibilità per un ampio pubblico •l’individuazione, in collaborazione con gli insegnanti della scuola secondaria superiore, di percorsi bibliografici e tematici in particolare per le classi terminali •la collaborazione con i dipartimenti di scienze storiche delle università milanesi per stages di formazione e tesi di laurea3. DidatticaProtocollo d’intesa, Convenzione con il MIUR e accreditamento come agenziaformativa. 4
  • 5. Tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, lINSMLI ed ilLaboratorio nazionale per la didattica della storia (dora in poi LANDIS), istitutodella rete dedicato alla ricerca formativa, è stato firmato il 17 luglio 2002 unProtocollo d’intesa in cui si definisce un quadro d’insieme per le attività dasvolgere in collaborazione. Inoltre, il giorno 3 ottobre 2003 è stata firmata unaConvenzione tra INSMLI e MIUR in cui si riconosce il ruolo dell’ INSMLI qualesoggetto per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti. LaConvenzione, rinnovata nell’agosto 2004, è stata rinnovata nel luglio 2005.Sulla scorta di tale Convenzione e del Protocollo d’intesa si sono costituitigruppi di studio e di elaborazione in relazione ai diversi aspetti conseguentiall’applicazione della legge n. 53 del 28 marzo 2003 a partire dalleinformazioni contenute nei documenti trasmessi al Comitato dal Ministero. Irisultati di tale lavoro, man mano che saranno raggiunti nelle varie fasi dellaprocedura, saranno consegnati al Comitato paritetico. Si prevede, inoltre,l’organizzazione di seminari e di “attività di ricerca-azione finalizzateall’elaborazione dei piani di studio ordinamentali” nelle sedi degli Istitutiassociati, al fine di promuovere e monitorare processi di innovazione. Inoltreè stata avviata la procedura per la riconferma dellINSMLI e della rete degliistituti come agenzia formativa riconosciuta dal MIUR per la formazione degliinsegnanti. Gli Istituti della Resistenza fondano la loro attività formativasull’intreccio fra la documentazione conservata nei loro archivi, che copronogran parte del territorio italiano, l’attività che intorno ad essi si svolge, laraccolta di materiale informativo e bibliografico che consente l’aggiornamentocontinuo degli sviluppi storiografici in ogni direzione, la ricerca che spessoapre piste nuove negli studi storici relativi alla contemporaneità. Questamassa di lavoro e di responsabilità, a cui è indispensabile il sostegno degliinsegnanti che hanno ricevuto il comando sulla base della Convenzione MIUR-INSMLI, costituisce lo sfondo su cui si definiscono le scelte per l’impegnoformativo. Tali scelte, di cui si discuterà più avanti, comportano anche unaserie di intrecci collaborativi, che radicano gli Istituti nel territorio secondovarie direzioni: quella istituzionale, quella culturale, quella della società civile 1e a quella scolastica.1 Per entrare nel dettaglio, si raccolgono intorno agli Istituti: •81 fra Enti, Associazioni, Biblioteche, Fondazioni, Sindacati; •33 Comuni, 13 Province e 9 Consigli regionali per quanto riguarda gli Enti locali; •4 Direzioni scolastiche regionali, 4 Centri Servizi Amministrativi del MIUR, 4 Sovrintendenze ai Beni Archivistici, 2 Archivi di Stato, 2 IRRE; •5 Università come Istituzioni preposte alla ricerca, con cui si sono sviluppati progetti specifici rivolti alle scuole mentre, in moltissimi altri casi, qui non documentati perché non propriamente attinenti al progetto della Convenzione, gli Istituti sono a vario titolo coinvolti in attività di formazione attraverso le SSISS, oppure di sostegno alle necessità di formazione universitaria (ricerche, tesi di laurea, ecc.); Agli Istituti, poi, si rivolgono per documentazione e per supporto scientifico la Rai, Enti teatrali ecinematografici, giornalisti e scrittori per le loro opere di divulgazione sui temi specifici per cui la Rete èun’autorità riconosciuta. 5
  • 6. Riconoscimenti Tra i firmatari del Protocollo d’intesa, l’INSMLI è stato riconosciuto qualesoggetto accreditato e il LANDIS rientra nell’elenco delle Associazioniqualificate sulla base del D.M. 177 del 10/07/00 che disciplina le modalità diaccreditamento dei soggetti che offrono formazione per il personale dellascuola e di riconoscimento delle associazioni professionali e disciplinari comesoggetti qualificati. Entrambi gli istituti sono stati confermati quali soggettiaccreditati l’8 giugno 2005.Linee guida della formazione1. Lattività rivolta alle scuole Una linea d’azione particolarmente sentita come propria dalla rete èquella che va in direzione delle Istituzioni scolastiche, secondo variestrategie.a) La divulgazione scolastica Molte attività hanno il fine di consentire ad ampi strati della popolazionescolastica, e soprattutto dei docenti, di venire in contatto con temi edargomenti di forte impianto storiografico attraverso forme diverse dicomunicazione, che aprono la disciplina della storia a vari linguaggi etecniche ed avvicinano la scuola ad una comprensione articolata dellacontemporaneità. Ciò in moltissimi casi prelude alla formazione di gruppi dilavoro e di ricerca, mirati all’acquisizione di nuove prospettive storiografiche edi metodologie innovative nell’insegnamento (formazione dell’insegnante-ricercatore, didattica laboratoriale, ecc.). In tali iniziative i docenti comandatisono protagonisti in vario modo, perché sono promotori o collaboratorinell’ideazione, organizzatori sempre, spesso relatori, autori, consulenti, agenticulturali in prima persona. Tali attività si concretizzano nelle seguenti modalità: •diffusione alle scuole di libri e CD, di dossier che raccolgono materiali di studio; •offerta di spettacoli, ivi compresi i concerti, ed azioni teatrali di tipo vario su temi storiograficamente controllati, attraverso accordi con enti oppure coordinando la produzione scolastica, con laboratori storico-teatrali guidati dall’Istituto o la consulenza storiografica ad azioni formative di singole scuole in questo campo •incontri pubblici rivolti alle scuole, ai docenti ed alla cittadinanza talvolta nella forma di tavole rotonde; •interventi, lezioni, conferenze in gruppi di classi o nelle scuole, su invito 6
  • 7. degli insegnanti o dell’intero corpo docente. Talvolta ciò dipende da un’insufficiente competenza degli insegnanti stessi su temi particolari, talaltra dalla volontà di introdurre nella scuola competenze specifiche oppure di alto valore evocativo; in ogni caso, ciò apre spazi per l’avvicinamento della scuola a livelli di formazione più avanzati sul terreno specifico della storiografia; •mostre, di cui gli Istituti curano l’allestimento o prodotte da Enti con cui si stabiliscono forme di collaborazione; in generale, però, gli Istituti sono responsabili dei percorsi didattici previsti, spesso sostenendo i laboratori didattici connessi •siti e portali multimediali (vedi sezione “7. Telematica”). Inoltre l’attività degli ISR già si concretizza e proseguirà attraverso leseguenti modalità: •proiezioni di film o di video scelti per la loro consistenza storiografica e per la qualità del loro linguaggio con grande attenzione alla fruizione didattica e formativa; •convegni che intendono sondare lo stato della storiografia su particolari temi. I docenti e gli studenti di scuole superiori possono avvicinarsi al “cantiere disciplinare” in corso superando la visione della materia come canone immutabile; •presentazioni, all’esterno o all’interno delle scuole, di libri di recente o recentissima pubblicazione; •realizzazione di percorsi didattici o di sussidi specifici, spesso nati da richieste di insegnanti rivolti alla generalità delle scuole. Tra essi si segnala la realizzazione di CD come strumento comunicativo tecnicamente vicino agli studenti di quest’ultima generazione, a cui permette di affrontare la complessità di temi attraverso percorsi individualizzati. Infine, in tutti gli Istituti, sono aperti “sportelli – scuola” a cui gliinsegnanti e gli studenti possono rivolgersi per ottenere indicazioni,informazioni, consulenze e sostegno nel campo della storiografia edell’insegnamento/apprendimento della storia.b) Il sostegno all’innovazione formativa. Tutta l’attività nel campo dell’insegnamento/apprendimento è sostenutada una riflessione sulla didattica della storia, che iniziò nella rete alla finedegli anni Settanta. I punti fermi di tale esperienza sono stati e sono: •la definizione della figura dell’insegnante-ricercatore •la teoria e la pratica del “laboratorio di storia” •l’approssimazione dei campi della storia esperta e della storia insegnata attraverso la mediazione dell’insegnante-ricercatore e l’uso delle fonti •lo sviluppo del curricolo verticale di storia fondato sulle necessità della formazione dello studente e condotto attraverso le coordinate storiografiche rilevanti del nostro tempo e le acquisizioni più importanti 7
  • 8. della pratica didattico-pedagogica; •l’apertura del campo problematico della storia a plurime dimensioni spaziali e temporali ed alla diversità degli attori sociali; •la finalità complessiva della costruzione della cittadinanza e delle appartenenze fondate sulla responsabilità ed il rispetto dei diritti attraverso la memoria e l’esperienza della storia. Sulla linea di tale riflessione e di tali pratiche, alla didattica generaledella storia si sono dedicati interventi specifici ed analisi particolari, l’indaginesui bisogni formativi, la ricerca socio-didattica, l’attività di monitoraggio delleesperienze, gli sviluppi del curricolo verticale e del piano complessivo degliObiettivi specifici di apprendimento ( OSA), soprattutto sotto il profilo dellecompetenze nell’apprendimento (il tema specifico della riforma attuale). Unodegli Istituti, il Laboratorio nazionale per la didattica della storia (LANDIS), sioccupa del quadro di riferimento complessivo e delle prospettive generali deipercorsi scolastici in cui si inserisce il tratto specifico della storiacontemporanea, che è il terreno su cui sono nati ed in cui agiscono gli Istituti,i quali trovano una strutt
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