Alfredo Canavero ALCIDE DE GASPERI CRISTIANO, DEMOCRATICO, EUROPEO. Gruppo PPE. al Parlamento Europeo

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Alfredo Canavero ALCIDE DE GASPERI CRISTIANO, DEMOCRATICO, EUROPEO Gruppo PPE al Parlamento Europeo 1 La Fondazione Alcide De Gasperi di Roma, a cinquantasei anni dalla scomparsa del grande Statista il

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Alfredo Canavero ALCIDE DE GASPERI CRISTIANO, DEMOCRATICO, EUROPEO Gruppo PPE al Parlamento Europeo 1 La Fondazione Alcide De Gasperi di Roma, a cinquantasei anni dalla scomparsa del grande Statista il 19 agosto 1954 ripropone una biografia sintetica del più autorevole e prestigioso protagonista del difficile e tormentato primo tempo della democrazia italiana ed europea dopo la II guerra mondiale. La biografia punta a mettere in risalto l eccezionale figura di Alcide De Gasperi e la sua spiccata personalità dotata di grande visione politica, facendo scoprire alle giovani generazioni l attualità del suo pensiero. In questa fase storica importante e decisiva per il processo di unificazione per l Europa, la Fondazione Alcide De Gasperi dà il suo contributo ai fini di una riflessione sulla costruzione della pace nella sicurezza, della cooperazione tra i popoli, del valore delle autonomie nell unità del continente. Armando Tarullo Segretario Generale della Fondazione Alcide De Gasperi 2 3 Alfredo Canavero ALCIDE DE GASPERI CRISTIANO, DEMOCRATICO, EUROPEO Gruppo PPE al Parlamento Europeo 4 5 Indice Proemio di Joseph Daul Presidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo e Vito Bonsignore Vicepresidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo 11 Prefazione di Carlo Casini Capo delegazione UDC/SVP del Gruppo PPE al PE Seconda edizione 2010 Fondazione Alcide De Gasperi Via Pavia Roma - Italia Tel Gruppo PPE al Parlamento europeo Servizio della Presidenza - Pubblicazioni 60, Rue Wiertz, 1047 Bruxelles - Belgio Prima edizione italiana 2003 Fondazione Alcide De Gasperi Via Pavia Roma - Italia Tel Rubbettino Editore Viale Rosario Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) Tel e di Mario Mauro Capo delegazione PdL del Gruppo PPE al PE 15 Introduzione di Giulio Andreotti Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi 19 Testimonianza di Maria Romana De Gasperi Vice Presidente Vicario della Fondazione Alcide De Gasperi 23 Nota dell autore La preparazione di un Leader A scuola nel Trentino di fine Ottocento L università a Vienna La Questione nazionale L università italiana Giornalista e deputato Celestino Endrici, un vescovo sociale Primi successi elettorali Indice 3. Attività sindacale e polemiche coi socialisti Al Parlamento di Vienna La Grande Guerra Dall Austria all Italia Incomprensioni e contrasti Il Partito Popolare Trentino e la battaglia per l autonomia Le elezioni politiche Gli anni del Partito Popolare Deputato trentino al Parlamento italiano Il mancato accordo coi socialisti e l avvento del fascismo La legge elettorale fascista Il delitto Matteotti e l Aventino La fine delle libertà Durante il fascismo Violenze, arresto e carcere I Patti Lateranensi Alla Biblioteca Vaticana «L Illustrazione Vaticana» e l Europa degli anni Trenta La ripresa dell attività politica La fondazione della Democrazia Cristiana Alla ricerca del sostegno della Chiesa La ripresa della vita politica a Roma Ministro degli Esteri Un cattolico alla presidenza del Consiglio Da Parri a De Gasperi Alla presidenza del Consiglio La fine della monarchia Il Tripartito Il trattato di pace Il viaggio negli USA Dal Tripartito al Centrismo Ancora il Tripartito L allontanamento delle sinistre Verso il Centrismo Il 18 aprile Governare al tempo della guerra fredda Il Patto Atlantico Le riforme La guerra di Corea Le elezioni romane del La nostra patria Europa La lunga preparazione Un europeismo concreto De Gasperi e gli USA La CED e l Europa Le elezioni del L ultimo anno Ancora Trieste Segretario della DC Gli ultimi mesi 155 Bibliografia essenziale Proemio Proemio di Joseph Daul Presidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo e Vito Bonsignore Vicepresidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo Proemio La pubblicazione di una biografia sull impegno politico di Alcide De Gasperi ad oltre 50 anni dalla sua morte non è dovuta unicamente al fatto che egli rappresenta per noi, democratici cristiani, una delle più importanti personalità del nostro movimento politico. Certamente le pubblicazioni di quest uomo, che fu successivamente rappresentante della minoranza italiana nell impero austro-ungarico, fermo oppositore del fascismo di Mussolini, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano per quasi otto anni e principale artefice della ricostruzione del suo paese nel dopoguerra, restano opere importanti nella fondazione del nostro pensiero e dei nostri ideali. Tuttavia, benché sembri che il passare del tempo finisca per intaccare i principi più brillanti, e benché il pensiero evolva, l importanza dell attività di De Gasperi rimane immutata, ed è proprio questa eredità libera da qualunque ideologia che celebriamo oggi. Alcide De Gasperi, nato alla fine del XIX secolo in Trentino, all epoca territorio austriaco, parlava italiano ma studiò in tedesco. A contatto molto presto con la diversità culturale dell Impero, militò per il rafforzamento dei diritti della minoranza italiana di cui faceva parte. Eletto alla Camera dei Rappresentanti austriaca prima della prima guerra mondiale, divenne deputato al Parlamento italiano al termine del conflitto. Vicino ai movimenti nazionalisti, rifiutò qualunque accostamento al fascismo di Mussolini, nel quale non riconosceva i propri valori. Garante dell unità di un paese diviso da decenni di violenze e disordini, è unanimemente riconosciuto come uno dei fautori della costruzione europea. Con le sue scelte, la sua storia, 10 11 il suo agire e attraverso tale serie di contrasti Alcide De Gasperi incarna, come Schuman, l ideale che ci siamo fatti di un grande statista europeo del dopoguerra. Difensore di una cultura, di una nazione tra le altre, fu anche cittadino e artefice di una comunità di valori e di scambi che rivoluzionava il nostro intero continente. Nato in una regione di frontiera, passato da cittadino di uno Stato a dirigente di un altro, fece l esperienza di ciò che poteva causare la competizione tra gli Stati dell anteguerra. Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, fu con Konrad Adenauer e Robert Schuman il cofondatore della Comunità Economica del Carbone e dell Acciaio della quale fu eletto Presidente nel Maggio 1954, e ispiratore della Comunità Europea della Difesa. Comprese che nel lavoro comune risiedeva il bene comune. Per lui la pace, il progresso, la prosperità potevano trovare logicamente fondamento unicamente nella cooperazione e nell intesa. Uomo dalla personalità poliedrica, grande umanista e visionario, al contempo italiano e profondamente europeo, Alcide De Gasperi ci ricorda, all inizio di questo XXI secolo, le ragioni del nostro impegno europeo. Oggi che una grave crisi economica colpisce il nostro continente, che gli Stati sembrano a volte seguire nuovamente la strada dell egoismo, l eredità di Alcide De Gasperi ci insegna che l integrità nazionale e la difesa del progetto comunitario non sono necessariamente idee incompatibili e che al contrario il successo sembra risiedere nella cooperazione e nell intesa. All alba di un nuovo decennio, di fronte a sfide sempre più grandi, e con un nuovo Trattato, l avventura europea iniziata da Alice De Gasperi rimane immutata, e noi, come suoi eredi, siamo fieri di guardare oggi più che mai nella direzione indicata oltre mezzo secolo fa da questo europeo visionario Prefazione Prefazione di Carlo Casini Capo delegazione UDC/SVP del Gruppo PPE al Parlamento europeo e di Mario Mauro Capo delegazione PdL del Gruppo PPE al Parlamento europeo Prefazione Per noi Italiani il ricordo di Alcide De Gasperi significa memoria di ricostruzione e di speranza. Gli anni in cui guidò il Paese non furono molti, ma egli li caratterizzò con l integrità della sua vita personale, la lungimiranza e la tenacia del suo agire, l ancoraggio sicuro alla visione cristiana dell uomo e della società. Si può dire che ancora oggi c é bisogno di De Gasperi. Non basta la celebrazione del passato. Molto é cambiato da quel 19 agosto 1954 in cui egli morì, ma c é ancora una ricostruzione da espletare, una speranza da riaccendere. L autore del libro che ora presentiamo spiega bene perché De Gasperi lasciò questa terra recando nel suo animo una venatura di tristezza, vinta solo dalla sua Fede cristiana. Egli aveva la sensazione di non aver potuto completare la sua opera in due punti fondamentali: l unità della Democrazia Cristiana e l unità europea. Al primo obiettivo egli aveva dedicato ogni risorsa dopo che il Parlamento aveva negato la fiducia al suo VIII Governo, accettando per questo, il 28 settembre 1953, la carica di Segretario Politico del Partito, ma aveva dovuto subito constatare crepe e ricavarne delusione. Lo disse espressamente nel suo ultimo discorso politico, pronunciato nel congresso democristiano di Napoli, nel luglio 1954, a pochi giorni dalla morte. Come ultima ammonizione, egli, ormai affaticato e malato, raccomandò l unità del Partito. De Gasperi era stato un instancabile sostenitore dell Europa, proponendo da subito il percorso politico e federalista. Ma le difficoltà incontrate in Italia e Francia a ratificare la CED fecero scrivere a De Gasperi, ormai morente, il 9 Agosto successivo: «la mia spina é la CED» In che senso, dunque, possiamo affermare l attualità di De Gasperi? Cosa c è da ricostruire in Europa? Quale compito assegnerebbe oggi De Gasperi al Partito Popolare Europeo? Molte cose sono cambiate, è vero. Non ci sono più macerie nelle città europee. È caduto il muro di Berlino. L impero sovietico non é più un incombente pericolo. Eppure c è qualcosa di più profondo da ricostruire. E quella che Václav Havel, allora Presidente della Repubblica Cecoslovacca tornata da poco alla libertà, in visita al Parlamento europeo, chiamò l «anima dell Europa». De Gasperi vi alluse come si ricorda nelle ultime pagine di questo libro, parlando, il 21 Aprile 1954, a Parigi, in una conferenza parlamentare europea. Egli sostenne che «all origine della civiltà europea si trova il cristianesimo» con la sua idea della «centralità della persona umana», «con il suo culto del diritto... con il suo culto della bellezza... con la sua volontà di verità e di giustizia acuita da una esperienza millenaria». Trent anni dopo, il vigoroso messaggio di Giovanni Paolo II sull unità culturale dell Europa e sulle sue radici cristiane é stato del tutto analogo a questo pensiero di De Gasperi, e lo ha fatto rimbombare in tutta Europa contribuendo così, come le trombe di Giosuè sotto le mura di Gerico, a far crollare il segno della «innaturale divisione dell Europa». Ma la nuova Europa respinge il Cristianesimo come suo compagno di viaggio. Nella freccia che indica la direzione del suo viaggio vi è scritto «dignità umana» e i diritti dell uomo sono la sua bandiera. Ma talora sembra che l Europa non sappia più riconoscere l uomo e perciò diviene fragile e contraddittoria la sua proclamazione dei diritti umani. Esiste un muro invisibile che divide ancora l Europa. C è qualcosa da ricostruire. Lo strumento politico essenziale è il Partito Popolare Europeo. Questo ci dice oggi De Gasperi. L unità politica dell Europa è ancora da completare, ma le difficoltà non saranno superate se l Europa non ritroverà la sua anima, cioè in definitiva, i valori che fecondarono le sue radici remote e che hanno dato entusiasmo e coraggio a chi sessanta anni fa aprì il cantiere dell edificio politico europeo. La condizione realistica affinchè questo straordinario progetto si realizzi è l unità e la forza del Partito Popolare Europeo, il quale deve lasciarsi identificare ed unificare dai valori dei padri fondatori. Questo ci ricorda l attribuzione del nome di De Gasperi alla sala dove si riunirà a Bruxelles il gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo Introduzione Introduzione di Giulio Andreotti Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi Introduzione La seconda edizione italiana di questa biografia e la prima edizione nelle lingue inglese, francese, tedesca e spagnola vedono la luce nel 56 anniversario della morte di Alcide De Gasperi, il Presidente della Ricostruzione dell Italia. Sono davvero pochi gli uomini politici scomparsi il cui ricordo resiste inalterato, ed anzi con l andar del tempo sembra vivificarsi, depurandosi sempre di più da ogni contingenza o passionalità e mostrando la essenzialità del pensiero, della coerenza e dell insegnamento. De Gasperi si dimostrò sotto ogni aspetto «di tipo speciale»: se non fosse stato diverso da tutti gli altri oggi ne parleremmo certamente con intatta memoria sentimentale, ma non come di una guida che continua la sua azione illuminante e persuasiva. De Gasperi, durante la terribile parentesi del fascismo e della guerra, svolse le funzioni di bibliotecario della Biblioteca Vaticana dove poté approfondire e perfezionare gli studi e analizzare in profondità vecchie e nuove vicende politiche e correnti di dottrina sociale che gli sarebbero poi stati utili durante gli anni del governo. Vi è un aspetto relativo alla lunga vigilia all opposizione che va messo in speciale evidenza ed è la costante preoccupazione di tenersi a contatto con i giovani, ai quali in un articolo del 1934 naturalmente non firmato e comparso in un numero unico dell Associazione Universitaria si rivolgeva dicendo: «La difficoltà maggiore che incontra un giovane oggidì è quella di essere e rimanere se stesso. La coscienza della propria dignità personale, la fierezza delle proprie convinzioni, la logica di un proprio stile sono beni inestimabili che danno la gioia di vivere, l orgoglio dell operare. Per questo soprattutto i giovani, i quali sentono più acuto il bisogno della personalità cercano le lotte e i cimenti perché soltanto la lotta aperta e rischiosa permette alla persona di dilatarsi e assumere connotati precisi. Noi non crediamo al cataclisma e alle visioni apocalittiche; 18 19 Introduzione preghiamo e confidiamo invece che il fermento cristiano lavori come lievito rigeneratore e che le nuove leve conoscano un nuovo progresso cristiano. Perciò ecco il viatico che se avessi autorità di farlo lascerei ai giovani e ai giovanissimi: siate voi stessi e siate ottimisti». Occorreva una tempra morale davvero forte per riuscire a dire in quei frangenti parole di ottimismo, di gioia, di fiducia. De Gasperi dovette affrontare, durante il fascismo, serie difficoltà economiche ma non accettò mai transazioni sui principi con il regime e, quando arrivò al potere, non profittò mai della vita pubblica per avere quello che forse poteva essere un giusto compenso per i momenti in cui la società gli aveva tolto sia i beni materiali che i suoi diritti di cittadino. De Gasperi era diverso dagli altri e chi aveva la ventura di lavorargli vicino sentiva il fascino di un impegno appassionato, profondo, non stancabile. Negli anni del governo l aggancio europeo fu visto da De Gasperi come moto culturale e politico della rinascita dalle rovine della seconda guerra mondiale, per cui inquadrava la politica interna in direttrici precise di politica internazionale. Ne conseguiva così la ricerca di una piattaforma stabile di collaborazione democratica che potesse avere in se stessa ricambi e novità, ma di cui era punto fermo l intransigente salvaguardia del metodo parlamentare come obiettivo permanente e non come passaggio tattico per il superamento del sistema. Se qualche storico sfoglierà nel futuro i verbali del Consiglio dei Ministri italiano, constaterà la profonda diversità tra gli otto anni di presidenza degasperiana rispetto sia ai periodi precedenti che a quelli che sono seguiti. Almeno la metà del tempo De Gasperi la dedicava alla politica estera, riferendo e facendo riferire in dettaglio, e sollecitando tutti i colleghi del governo ad interessarsi in profondità alle questioni specifiche esposte. Potrà ritenersi che De Gasperi fosse attratto dalla politica estera a causa della sua formazione multinazionale quando, deputato del Trentino irredento, aveva fatto parte del composito Parlamento viennese e delle «Delegazioni» che si riunivano nella capitale ungherese. Può essere un motivo accessorio, ma non era certo la ragione essenziale. Credo che questa debba ritrovarsi nella meditata convinzione che le tenui strutture economiche e sociali della nostra Nazione, quasi fatalmente destinate a rimanere a lungo in una pericolosa fragilità, potessero trovare un solido ancoraggio democratico soltanto in una forte e chiara caratterizzazione appunto della politica estera. In più, le circostanze storiche offrivano finalmente ad uno statista italiano la possibilità di svolgere un effettivo ruolo di primo piano, nella paziente ricucitura nei rapporti tra la Germania e l Ovest europeo. Occorreva lavorare in positivo per avvicinare interessi e posizioni europee occidentali; e questo De Gasperi cercò di fare in due direzioni, riuscita l una e fallita l altra. La Comunità Europea del Carbone e dell Acciaio non fu solo un importante intesa economica, utile tra l altro anche al riavvicinamento franco-germanico. Il creare un parlamentino della C.E.C.A. rappresentava il primo passo per quella assemblea multinazionale vagheggiata da tempo nei propositi degasperiani. Le circostanze vollero che De Gasperi ne fosse presidente, come ultimo atto della sua vita pubblica, stroncata troppo presto dalla morte repentina nell agosto del Nel frattempo De Gasperi aveva visto sottoscrivere ma non ratificare il trattato per la Comunità Europea di Difesa. Era il secondo dei ricordati obiettivi. La prudenza nel non considerare eterno lo sforzo partecipativo nord-americano alla difesa dell Europa, con un impiego formidabile di uomini e di mezzi; e la sensazione che alcune Nazioni avrebbero singolarmente assunto iniziative autonome (come accadde con le forze nucleari francese ed inglese) spinse De Gasperi che era uomo di pace fino all intimo del suo animo a farsi fautore entusiasta e propagandista attivissimo della C.E.D. Nel suo disegno era anche una assicurazione definitiva sull integrazione europea della Germania. Morto De Gasperi non fu sepolto il suo europeismo, che rimase anzi non solo nella Democrazia Cristiana Italiana la più importante delle sue eredità programmatiche. E quando nel 1957 si arrivò alla firma dei Trattati di Roma tutti attribuirono spontaneamente a De Gasperi la paternità della Comunità Economica. Vorrei concludere ricordando quel che De Gasperi disse il 4 ottobre 1947 all Assemblea Costituente italiana: «Questo Governo ha avuto cura già al suo primo ripresentarsi alla vita internazionale di lanciare e alimentare l idea di una unione degli Stati europei: l attuazione di tale idea sarà lenta, ma essa costituirà la speranza dell avvenire». Il seme di questa speranza non deve, costi quel che costi, essere lasciato isterilire Testimonianza Testimonianza di Maria Romana De Gasperi Vice Presidente Vicario della Fondazione Alcide De Gasperi Testimonianza Quando le vicende politiche, relative ad un tempo passato, hanno perduto il bruciore della polemica e sono diventate storia, allora gli uomini che ne hanno fatto parte assumono la reale dimensione che dona loro il tempo. Così avviene anche per la figura di Alcide De Gasperi che invece di entrare, con il passare degli anni, nell ombra dei ricordi, sembra dilatare i propri limiti al di là dei confini del suo paese. Questo ci porta a non fermarci a raccontare la sua vita politica solo attraverso fatti che hanno avuto il loro compimento in un tempo che ha già una data e che difficilmente si presenteranno con eguale veste nel nostro presente. Si dovrà invece guardare l uomo nel suo modo di fare politica, nel suo essere fedele ai principi di libertà, di solidarietà, di democrazia e dedito al servizio di questi ideali con spirito missionario, per trarne ancora esempio e aiuto per chi volesse seguirne la strada. Interessante resta la sua interpretazione cristiana dell uomo di Stato, quando raccontava come durante gli anni passati alla biblioteca vaticana, avesse sempre aperto con commozione i vecchi palinsesti, e fra questi il De re publica di Cicerone: ricordo con quale venerazione e rispetto li aprivo perché sentivo che qui era l
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