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CRO:Sindacato Medici dirigenti, tramonto commissari alla sanità Sindacato Medici dirigenti, tramonto commissari alla sanità Allergia di gran parte del governo al tema salute :45 ROMA (ANSA)

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CRO:Sindacato Medici dirigenti, tramonto commissari alla sanità Sindacato Medici dirigenti, tramonto commissari alla sanità Allergia di gran parte del governo al tema salute :45 ROMA (ANSA) - ROMA, 23 MAR - Il sindacato dei Medici Dirigenti (Anaao Assomed) torna sulla questione delle procedure di commissariamento da parte del Governo e parla del tramonto della stagione dei commissariamenti in sanità che si avvia al termine, tra polemiche furiose e senza gloria . Dopo la Calabria, la Campania. Dopo Scura anche Polimeni. Tutti contro il Commissario Governatori, organizzazioni sindacali, sindaci, medici. Sorge il dubbio - è la posizione dell'anaao Assomed - che, al di là delle persone, sia sbagliato il metodo . L'associazione si scaglia contro il governo ritenendolo colpevole di dare poca importanza alla questione: Il nocciolo del problema è - secondo l'associazione - il livello di sanità che si può/vuole garantire ad un terzo del paese, praticamente desaparecido dalle mappe della sanità pubblica, evitando la desertificazione dei territori e delle risorse umane. Questo il punto su cui sconfiggere l'allergia di gran parte del governo al tema salute, forse più sentito dai cittadini di trivelle e riforma costituzionale . L'associazione chiede poi ai politici di pronunciarsi sulla volontà o meno di garantire i LEA in maniera omogenea, declinando il diritto alla salute allo stesso modo in tutta l'italia. E di impegnare risorse a garanzia della sostenibilità di un settore in cui l'ampliamento dell'intervento dei privati vede anche la partecipazione dello Stato che scommette contro se stesso, investendo nella sanità privata i soldi dei libretti postali . Il superamento della stagione commissariale è maturo per continuare ancora a credere nella coesione sociale espressa da un servizio sanitario che - conclude l'anaao Assomed - si ostina, forse sola, a chiamare ancora pubblico e nazionale . (ANSA). COC/ S04 QBKN Salute, Anaao: il tramonto dei commissari alla sanità Agenparl Pagina 1 di 2 Salute, Anaao: il tramonto dei commissari alla sanità Salute & Benessere 58 seconds ago (AGENPARL) -Roma, 23 mar 2016 Dopo la Calabria, la Campania. Dopo Scura anche Polimeni. Tutti contro il Commissario: Governatori, organizzazioni sindacali, sindaci, medici. Sorge il dubbio è la posizione dell Anaao Assomed che, al di là delle persone, sia sbagliato il metodo. Evidentemente non basta estromettere la politica (peraltro bipartisan) che in vent anni ha raso al suolo il sistema sanitario delle regioni canaglia, facendo gestire i piani di rientro a tecnici nominati dal Governo di turno ed inviati in veste di proconsoli ad applicare la solita ricetta, più tasse, più tagli, più ticket. La stagione dei commissariamenti in sanità si avvia al termine, tra polemiche furiose e senza gloria. O era sbagliata la diagnosi o è sbagliata la terapia. Il nocciolo del problema è secondo l Associazione il livello di sanità che si può/vuole garantire ad un terzo del paese, praticamente desaparecido dalle mappe della sanità pubblica, evitando la desertificazione dei territori e delle risorse umane. Questo il punto su cui sconfiggere l allergia di gran parte del governo al tema salute, forse più sentito dai cittadini di trivelle e riforma costituzionale. Invece di rifugiarsi in luoghi comuni, la politica deve pronunciarsi sulla volontà o meno di garantire i LEA in maniera omogenea, declinando il diritto alla salute allo stesso modo in tutta l Italia. E di impegnare risorse a garanzia della sostenibilità di un settore in cui l ampliamento dell intervento dei privati vede anche la partecipazione dello Stato che scommette contro se stesso, investendo nella sanità privata i soldi dei libretti postali. Contratti e leggi sono solo strumenti di una politica che rimane ancora indecifrabile nella gestione delle diseguaglianze, che colpiscono e affondano, altro che attività libero professionale, la salute dei cittadini meridionali, cui viene destinato il 23% del Fondo Sanitario Nazionale. Mentre la Corte dei Conti denuncia gli effetti della riduzione della spesa sanitaria, maggiori dove il reddito è più basso, si consumano conflitti istituzionali che mettono il coperchio sulla iniquità distributiva. E, nell universo parallelo della realtà, le condizioni di lavoro di medici e dirigenti sanitari peggiorano, costrette tra leggi inapplicate, organici carenti, rischi crescenti a fronte di retribuzioni bloccate da 6 anni. Il miglioramento dei conti realizzato dai piani di rientro non può essere separato dalla onnicomprensività della questione di fondo e rischia di apparire ai cittadini ed agli operatori come il prezzo imposto alla rinuncia a cambiare, alla rassegnata apatia, alla decapitalizzazione del lavoro. Salute, Anaao: il tramonto dei commissari alla sanità Agenparl Pagina 2 di 2 Il superamento della stagione commissariale è maturo per continuare ancora a credere nella coesione sociale espressa da un servizio sanitario che l Anaao Assomed si ostina, forse sola, a chiamare ancora pubblico e nazionale. IMGPress - Il foglio elettronico Pagina 1 di 2 FATTI & MISFATTI IL TRAMONTO DEI COMMISSARI ALLA SANITÀ () - Dopo la Calabria, la Campania. Dopo Scura anche Polimeni. Tutti contro il Commissario: Governatori, organizzazioni sindacali, sindaci, medici. Sorge il dubbio è la posizione dell Anaao Assomed - che, al di là delle persone, sia sbagliato il metodo. Evidentemente non basta estromettere la politica (peraltro bipartisan) che in vent'anni ha raso al suolo il sistema sanitario delle regioni canaglia , facendo gestire i piani di rientro a tecnici nominati dal Governo di turno ed inviati in veste di proconsoli ad applicare la solita ricetta, più tasse, più tagli, più ticket. La stagione dei commissariamenti in sanità si avvia al termine, tra polemiche furiose e senza gloria. O era sbagliata la diagnosi o è sbagliata la terapia. Il nocciolo del problema è secondo l Associazione - il livello di sanità che si può/vuole garantire a un terzo del paese, praticamente desaparecido dalle mappe della sanità pubblica, evitando la desertificazione dei territori e delle risorse umane. Questo il punto su cui sconfiggere l allergia di gran parte del governo al tema salute, forse più sentito dai cittadini di trivelle e riforma costituzionale. Invece di rifugiarsi in luoghi comuni, la politica deve pronunciarsi sulla volontà o meno di garantire i LEA in maniera omogenea, declinando il diritto alla salute allo stesso modo in tutta l Italia. E di impegnare risorse a garanzia della sostenibilità di un settore in cui l ampliamento dell intervento dei privati vede anche la partecipazione dello Stato che scommette contro se stesso, investendo nella sanità privata i soldi dei libretti postali. Contratti e leggi sono solo strumenti di una politica che rimane IMGPress - Il foglio elettronico Pagina 2 di 2 ancora indecifrabile nella gestione delle diseguaglianze, che colpiscono e affondano, altro che attività libero professionale, la salute dei cittadini meridionali, cui viene destinato il 23% del Fondo Sanitario Nazionale. Mentre la Corte dei Conti denuncia gli effetti della riduzione della spesa sanitaria, maggiori dove il reddito è più basso, si consumano conflitti istituzionali che mettono il coperchio sulla iniquità distributiva. E, nell universo parallelo della realtà, le condizioni di lavoro di medici e dirigenti sanitari peggiorano, costrette tra leggi inapplicate, organici carenti, rischi crescenti a fronte di retribuzioni bloccate da 6 anni. Il miglioramento dei conti realizzato dai piani di rientro non può essere separato dalla onnicomprensività della questione di fondo e rischia di apparire ai cittadini ed agli operatori come il prezzo imposto alla rinuncia a cambiare, alla rassegnata apatia, alla decapitalizzazione del lavoro. Il superamento della stagione commissariale è maturo per continuare ancora a credere nella coesione sociale espressa da un servizio sanitario che l Anaao Assomed si ostina, forse sola, a chiamare ancora pubblico e nazionale. IMGPress tutti i diritti riservati. Reg. Trib. ME n.1392 del 18/06/92 Powered by TCPDF (www.tcpdf.org) Anaao Assomed: Il tramonto dei Commissari alla Sanità scritto da insalutenews - insalutenews.it - Roma, 23 marzo 2016 Dopo la Calabria, la Campania. Dopo Scura anche Polimeni. Tutti contro il Commissario: Governatori, organizzazioni sindacali, sindaci, medici. Sorge il dubbio è la posizione dell Anaao Assomed che, al di là delle persone, sia sbagliato il metodo. Evidentemente non basta estromettere la politica (peraltro bipartisan) che in vent anni ha raso al suolo il sistema sanitario delle regioni canaglia, facendo gestire i piani di rientro a tecnici nominati dal Governo di turno ed inviati in veste di proconsoli ad applicare la solita ricetta, più tasse, più tagli, più ticket. La stagione dei commissariamenti in sanità si avvia al termine, tra polemiche furiose e senza gloria. O era sbagliata la diagnosi o è sbagliata la terapia. Il nocciolo del problema è secondo l Associazione il livello di sanità che si può/vuole garantire ad un terzo del paese, praticamente desaparecido dalle mappe della sanità pubblica, evitando la desertificazione dei territori e delle risorse umane. Questo il punto su cui sconfiggere l allergia di gran parte del governo al tema salute, forse più sentito dai cittadini di trivelle e riforma costituzionale. Invece di rifugiarsi in luoghi comuni, la politica deve pronunciarsi sulla volontà o meno di garantire i LEA in maniera omogenea, declinando il diritto alla salute allo stesso modo in tutta l Italia. E di impegnare risorse a garanzia della sostenibilità di un settore in cui l ampliamento dell intervento dei privati vede anche la partecipazione dello Stato che scommette contro se stesso, investendo nella sanità privata i soldi dei libretti postali. Contratti e leggi sono solo strumenti di una politica che rimane ancora indecifrabile nella gestione delle diseguaglianze, che colpiscono e affondano, altro che attività libero professionale, la salute dei cittadini meridionali, cui viene destinato il 23% del Fondo Sanitario Nazionale. Mentre la Corte dei Conti denuncia gli effetti della riduzione della spesa sanitaria, maggiori dove il reddito è più basso, si consumano conflitti istituzionali che mettono il coperchio sulla iniquità distributiva. E, nell universo parallelo della realtà, le condizioni di lavoro di medici e dirigenti sanitari peggiorano, costrette tra leggi inapplicate, organici carenti, rischi crescenti a fronte di retribuzioni bloccate da 6 anni. Il miglioramento dei conti realizzato dai piani di rientro non può essere separato dalla onnicomprensività della questione di fondo e rischia di apparire ai cittadini e agli operatori come il prezzo imposto alla rinuncia a cambiare, alla rassegnata apatia, alla decapitalizzazione del lavoro. Il superamento della stagione commissariale è maturo per continuare ancora a credere nella coesione sociale espressa da un servizio sanitario che l Anaao Assomed si ostina, forse sola, a chiamare ancora pubblico e nazionale. fonte: ufficio stampa 1 / 1 L Anaao suona il requiem dei commissari alla Sanità. Metodo sbagliato giunto al tr... Pagina 1 di 1 quotidianosanità.it Mercoledì 23 MARZO 2016 L Anaao suona il requiem dei commissari alla Sanità. Metodo sbagliato giunto al tramonto Il sindacato della dirigenza medica sottolinea dopo le ultime critiche piovute su commissari di Campania e Calabria che al di là delle persone, sia sbagliato il metodo. La stagione dei commissariamenti in sanità si avvia al termine, tra polemiche furiose e senza gloria. O era sbagliata la diagnosi o è sbagliata la terapia. Dopo la Calabria, la Campania. Dopo Scura anche Polimeni. Tutti contro il Commissario: Governatori, organizzazioni sindacali, sindaci, medici. Sorge il dubbio è la posizione dell Anaao Assomed - che, al di là delle persone, sia sbagliato il metodo. Evidentemente non basta estromettere la politica (peraltro bipartisan) che in vent'anni ha raso al suolo il sistema sanitario delle regioni canaglia , facendo gestire i piani di rientro a tecnici nominati dal Governo di turno ed inviati in veste di proconsoli ad applicare la solita ricetta, più tasse, più tagli, più ticket. La stagione dei commissariamenti in sanità si avvia al termine, tra polemiche furiose e senza gloria. O era sbagliata la diagnosi o è sbagliata la terapia. Il nocciolo del problema è secondo l Associazione - il livello di sanità che si può/vuole garantire ad un terzo del paese, praticamente desaparecido dalle mappe della sanità pubblica, evitando la desertificazione dei territori e delle risorse umane. Questo il punto su cui sconfiggere l allergia di gran parte del governo al tema salute, forse più sentito dai cittadini di trivelle e riforma costituzionale. Invece di rifugiarsi in luoghi comuni, la politica deve pronunciarsi sulla volontà o meno di garantire i LEA in maniera omogenea, declinando il diritto alla salute allo stesso modo in tutta l Italia. E di impegnare risorse a garanzia della sostenibilità di un settore in cui l ampliamento dell intervento dei privati vede anche la partecipazione dello Stato che scommette contro se stesso, investendo nella sanità privata i soldi dei libretti postali. Contratti e leggi sono prosegue la nora - solo strumenti di una politica che rimane ancora indecifrabile nella gestione delle diseguaglianze, che colpiscono e affondano, altro che attività libero professionale, la salute dei cittadini meridionali, cui viene destinato il 23% del Fondo Sanitario Nazionale. Mentre la Corte dei Conti denuncia gli effetti della riduzione della spesa sanitaria, maggiori dove il reddito è più basso, si consumano conflitti istituzionali che mettono il coperchio sulla iniquità distributiva. E, nell universo parallelo della realtà, le condizioni di lavoro di medici e dirigenti sanitari peggiorano, costrette tra leggi inapplicate, organici carenti, rischi crescenti a fronte di retribuzioni bloccate da 6 anni. Il miglioramento dei conti evidenzia il sindacato - realizzato dai piani di rientro non può essere separato dalla onnicomprensività della questione di fondo e rischia di apparire ai cittadini ed agli operatori come il prezzo imposto alla rinuncia a cambiare, alla rassegnata apatia, alla decapitalizzazione del lavoro. Il superamento della stagione commissariale è maturo per continuare ancora a credere nella coesione sociale espressa da un servizio sanitario che l Anaao Assomed si ostina, forse sola, a chiamare ancora pubblico e nazionale. Anaao: «Il tramonto dei commissari alla sanità» Sanità24 - Il Sole 24 Ore Pagina 1 di 3 23 mar 2016 SEGNALIBRO AZIENDE E REGIONI Anaao: «Il tramonto dei commissari alla sanità» di Anaao Assomed Dopo la Calabria, la Campania. Dopo Scura anche Polimeni. Tutti contro il Commissario: Governatori, organizzazioni sindacali, sindaci, medici. Sorge il dubbio che, al di là delle persone, sia sbagliato il metodo. Evidentemente non basta estromettere la politica (peraltro bipartisan) che in vent'anni ha raso al suolo il sistema sanitario delle regioni canaglia, facendo gestire i piani di rientro a tecnici nominati dal Governo di turno ed inviati in veste di proconsoli ad applicare la solita ricetta, più tasse, più tagli, più ticket. La stagione dei commissariamenti in sanità si avvia al termine, tra polemiche furiose e senza gloria. O era sbagliata la diagnosi o è sbagliata la terapia. Il nocciolo del problema è il livello di sanità che si può/vuole garantire ad un terzo del paese, praticamente desaparecido dalle mappe della sanità pubblica, evitando la desertificazione dei territori e delle risorse umane. Questo il punto su cui sconfiggere Anaao: «Il tramonto dei commissari alla sanità» Sanità24 - Il Sole 24 Ore Pagina 2 di 3 l'allergia di gran parte del governo al tema salute, forse più sentito dai cittadini di trivelle e riforma costituzionale. Invece di rifugiarsi in luoghi comuni, la politica deve pronunciarsi sulla volontà o meno di garantire i LEA in maniera omogenea, declinando il diritto alla salute allo stesso modo in tutta l'italia. E di impegnare risorse a garanzia della sostenibilità di un settore in cui l'ampliamento dell'intervento dei privati vede anche la partecipazione dello Stato che scommette contro se stesso, investendo nella sanità privata i soldi dei libretti postali. Contratti e leggi sono solo strumenti di una politica che rimane ancora indecifrabile nella gestione delle diseguaglianze, che colpiscono e affondano, altro che attività libero professionale, la salute dei cittadini meridionali, cui viene destinato il 23% del Fondo Sanitario Nazionale. Mentre la Corte dei Conti denuncia gli effetti della riduzione della spesa sanitaria, maggiori dove il reddito è più basso, si consumano conflitti istituzionali che mettono il coperchio sulla iniquità distributiva. E, nell'universo parallelo della realtà, le condizioni di lavoro di medici e dirigenti sanitari peggiorano, costrette tra leggi inapplicate, organici carenti, rischi crescenti a fronte di retribuzioni bloccate da 6 anni. Il miglioramento dei conti realizzato dai piani di rientro non può essere separato dalla onnicomprensività della questione di fondo e rischia di apparire ai cittadini ed agli operatori come il prezzo imposto alla rinuncia a cambiare, alla rassegnata apatia, alla decapitalizzazione del lavoro. Il superamento della stagione commissariale è maturo per continuare ancora a credere nella coesione sociale espressa da un servizio sanitario che l'anaao Assomed si ostina, forse sola, a chiamare ancora pubblico e nazionale. RIPRODUZIONE RISERVATA CORRELATI Anaao: Il tramonto dei Commissari alla sanità Panorama della Sanità Pagina 1 di 1 Panorama della Sanità panoramasanita.it Anaao: Il tramonto dei Commissari alla sanità Dopo la Calabria, la Campania. Dopo Scura anche Polimeni. Tutti contro il Commissario: Governatori, organizzazioni sindacali, sindaci, medici. Sorge il dubbio è la posizione dell Anaao Assomed che, al di là delle persone, sia sbagliato il metodo. Evidentemente non basta estromettere la politica (peraltro bipartisan) che in vent anni ha raso al suolo il sistema sanitario delle regioni canaglia, facendo gestire i piani di rientro a tecnici nominati dal Governo di turno ed inviati in veste di proconsoli ad applicare la solita ricetta, più tasse, più tagli, più ticket. La stagione dei commissariamenti in sanità si avvia al termine, tra polemiche furiose e senza gloria. O era sbagliata la diagnosi o è sbagliata la terapia. Il nocciolo del problema è secondo l Associazione il livello di sanità che si può/vuole garantire ad un terzo del paese, praticamente desaparecido dalle mappe della sanità pubblica, evitando la desertificazione dei territori e delle risorse umane. Questo il punto su cui sconfiggere l allergia di gran parte del governo al tema salute, forse più sentito dai cittadini di trivelle e riforma costituzionale. Invece di rifugiarsi in luoghi comuni, la politica deve pronunciarsi sulla volontà o meno di garantire i LEA in maniera omogenea, declinando il diritto alla salute allo stesso modo in tutta l Italia. E di impegnare risorse a garanzia della sostenibilità di un settore in cui l ampliamento dell intervento dei privati vede anche la partecipazione dello Stato che scommette contro se stesso, investendo nella sanità privata i soldi dei libretti postali. Contratti e leggi sono solo strumenti di una politica che rimane ancora indecifrabile nella gestione delle diseguaglianze, che colpiscono e affondano, altro che attività libero professionale, la salute dei cittadini meridionali, cui viene destinato il 23% del Fondo Sanitario Nazionale. Mentre la Corte dei Conti denuncia gli effetti della riduzione della spesa sanitaria, maggiori dove il reddito è più basso, si consumano conflitti istituzionali che mettono il coperchio sulla iniquità distributiva. E, nell universo parallelo della realtà, le condizioni di lavoro di medici e dirigenti sanitari peggiorano,
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