2014 6 NOVEMBRE CLAUDIA MANNINO ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA ISOLA DELLE FEMMINE PROVINCIA PALERMO DANNI ERARIALI

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Processo per smaltimento illegale di rifiuti - La Sicilfert è già sotto processo a Marsala per smaltimento illegale di rifiuti. Nel procedimento risultano imputati Orazio Colimberti, ex direttore dell’area Sud dell’Aimeri Ambiente, il capo impianto del cantiere di Trapani Salvatore Reina, Michele Foderà amministratore di fatto della “Sicilfert”, Pietro Foderà, responsabile conferimenti Sicilfert, e Caterina Foderà, responsabile amministrativo della stessa azienda, che trasforma i rifiuti in fertilizzanti. Sono parti civili il ministero e l’assessorato regionale Ambiente. La nuova gestione dell’Ato Tp1, il comune di Marsala ma anche i comuni di Erice e Paceco. Processo per truffa aggravata - Altro processo in cui si è finito imputato Pietro Foderà, succeduto al padre all’amministrazione dell’azienda, è quello per truffa aggravata. Secondo l’accusa, l’azienda marsalese che in contrada Maimone, tra Marsala e Salemi, trasforma rifiuti in concimi, avrebbe barato sul peso dei rifiuti conferiti dai mezzi dell’Aimeri per conto di diversi Comuni dell’Ato Tp1. A far scattare l’inchiesta, nel febbraio 2014, fu un esposto anonimo arrivato all’allora comandante dei Vigili Urbani di Marsala Vincenzo Menfi. Una lettera in cui si denunciavano scorrettezze nella pesatura dei rifiuti da trasformare in fertilizzanti per l’agricoltura. Seguirono, perciò, una perquisizione dell’impianto di compostaggio (a fine aprile 2014) e il sequestro delle carte relative alla pesatura dei rifiuti e delle attrezzature utilizzate per pesare i rifiuti arrivati con gli autocompattatori. Le bilance non erano truccate, ma è emerso che il peso lordo dei mezzi che trasportavano i rifiuti veniva memorizzato nel sistema e poi richiamato utilizzando il relativo numero identificativo, sostituendo, però, in diversi casi, il peso del mezzo in uscita con quello di un altro mezzo meno pesante. Con una “tara” minore, quindi, secondo l’accusa, il peso netto dei rifiuti in entrata risultava maggiore di quello reale. Sarebbe stato così alterato lo scontrino rilasciato agli autisti, sul quale era indicato un peso netto maggiore rispetto a quello effettivamente trasportato. Battaglie giudiziarie in famiglia - E non sono mancate nemmeno le battaglie giudiziarie familiari all’interno della Sicilfert. Queste sono terminate con un’assoluzione per Antonino e Pietro Foderà, zio e nipote, accusati di avere cambiato le serrature della porta dei magazzini dell’azienda di famiglia. A denunciarli era stato Michele Foderà, padre di Pietro e fratello di Antonino. Una vicenda che ha dell’incredibile, una lite familiare approdata in un’aula di giustizia. Michele Foderà, primo titolare dell’azienda aveva querelato e mandato sotto processo il figlio, Pietro, e il fratello, Antonino, accusandoli di avere cambiato le serrature della porta dei magazzini dell’azienda di famiglia. Magazzini sequestrati dalla magistratura dei quali Michele Foderà, in qualità di amministratore unico, era stato nominato custode giudiziario. Ma tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, della Sicilfert divenne amministratore, e di conseguenza custode giudiziario, il figlio, Pietro Foderà, che con lo zio Antonino, secondo Michele Foderà, avrebbe cambiato le serrature agli ingressi

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  ! Spett. PROCURA REGIONALE DELLA CORTE DEI CONTI PER LA REGIONE SICILIA Oggetto: mancato raggiungimento da parte dei Comuni di Balestrate, Borgetto, Carini, Giardinello, Isola delle Femmine, Montelepre, Partinico, Torretta, Trappeto, Termini Imerese, Caccamo, Bolognetta degli obiettivi stabiliti dalla normativa vigente in materia di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. I sottoscritti: - Claudia Mannino,     nata a Carini il 26/08/1978 e residente a Capaci in via A. Diaz, 43, mannino_claudia@camera.it; - Giorgio Ciaccio, Giorgio Ciaccio, nato a Palermo il 2/09/1981, via Principe di Resuttano, 13/A; - Irene Sclafani nata a Bolognetta il 01/10/1975 e residente a Bolognetta in via Giovanni Verga, 12; - Vincenzo Richichi, nato a Carini il 04/03/1979 e residente a Carini, via Mandorlo, 11; - Eleonora Corpora, nata a Termini Imerese, il 18/08/1984 e ivi residente in C.da Balata, snc; - Manuela Sinatra, nata a Palermo, il 12/07/1975 e residente a Termini Imerese in via E. Mattei, 2; - Pietro Salvino, nato a XXX il XXX e residente a Capaci in via A. Diaz, 43; - Adriano Varrica, nato a Palermo il 4/9/1982 e ivi residente in via Thaon de Revel, 22;   ! #$%&$%$ ()*%+$ !&)!  Visto che  - in materia di rifiuti, il diritto comunitario ha imposto agli Stati membri, attraverso le direttive del Consiglio n. 91/156/CEE del 18/3/1991 e 99/31/CE del 26 aprile 1999, l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie ad assicurare il recupero o lo smaltimento degli stessi senza pericolo per la salute dell’uomo e senza l'uso di procedimenti o di metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente, vietandone nel contempo l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato; - il decreto legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 che - fino all'entrata in vigore del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, di attuazione della delega contenuta nella legge n. 308 del 2004 per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale - ha costituito la normativa quadro sulla gestione dei rifiuti, che prevede, in attuazione della citata direttiva europea 91/156/CEE, l’adozione di un sistema di raccolta differenziata idoneo a consentire la drastica diminuzione dei rifiuti avviati in discarica e la realizzazione di un modello alternativo di smaltimento i cui punti qualificanti sono il riciclo dei materiali, il compostaggio della frazione organica e il collocamento in discarica (o termovalorizzazione) del solo residuo;  # - lo stesso decreto n. 22/1997, e successive modifiche, ha provveduto ad individuare le funzioni amministrative che in materia di raccolta differenziata competono a ciascun livello di governo, centrale, regionale, provinciale e comunale, attribuendo allo Stato il compito di indicare i criteri generali per l'organizzazione e l'attuazione della raccolta (art. 18, comma 1°, lettera m), alle Regioni la funzione di provvedere alla “regolamentazione delle attività di gestione dei rifiuti, ivi compresa la raccolta differenziata di rifiuti urbani, anche pericolosi, con l'obiettivo prioritario della separazione dei rifiuti di provenienza alimentare, degli scarti di prodotti vegetali e animali, o comunque ad alto tasso di umidità, dai restanti rifiuti” (art. 19, comma 1°, lettera b), alle Province la cura dell'organizzazione delle attività di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati sulla base di ambiti territoriali ottimali delimitati ai sensi dell'articolo 23 (art. 20, comma 1°, lettera g) e ai Comuni il compito di stabilire “le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani, al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi” (artt. 21, comma 1°, lettera c, e 23, co. 3); - per dare maggiore concretezza all’obiettivo di un utilizzo razionale ed economicamente vantaggioso dei rifiuti, il predetto decreto ha anche disposto (art. 24) che in ogni Ambito Territoriale Ottimale (A.T.O.) la raccolta differenziata degli stessi venga assicurata in misure percentuali minime del 15% entro due anni dall’entrata in vigore del decreto stesso, del 25% entro quattro anni e del 35% dal sesto anno (percentuali successivamente fissate dall’art.   205, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006 e dall’art. 1, comma 1108, della legge n. 296/2006 nella misura del 35% entro il 31 dicembre 2006, del 40% entro il 31 dicembre 2007, del 45% entro il 31 dicembre 2008, del 50% entro il 31 dicembre 2009, del 60% entro il 31 dicembre 2011 e del 65% entro il 31 dicembre 2012); - l'articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, definisce la cosiddetta ecotassa: “ Al fine di favorire la minore produzione di rifiuti e il recupero dagli stessi di materia prima e di energia, a decorrere dal 1 gennaio 1996 e' istituito il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, così come definiti e disciplinati dall'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915”;  - l’art. 205, comma 3, del D.Lgs. n. 152/2006, inoltre, al fine di penalizzare il conferimento in discarica dei rifiuti e di rafforzare i previsti obblighi di raccolta differenziata, ha introdotto, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi minimi fissati dalla legge, un’addizionale del 20% al tributo dovuto per il conferimento in discarica, da applicarsi nei confronti dell’A.T.O. con successiva ripartizione dell’onere tra quei Comuni del territorio che non abbiano raggiunto le prescritte percentuali minime; Tenuto conto che  $ Tenuto conto le percentuali di raccolta differenziata suddivise per anni: - Balestrate: 19.1% anno 2008, 15.16% anno 2009, 6.47% anno 2010, 4.88% anno 2011, 3.63% anno 2012, 3.50% anno 2013, - Borgetto: < 5% anno 2008, 2.94% anno 2009, 2.85% anno 2010, 1.96% anno 2011, 1.66% anno 2012, 1.20% anno 2013, - Carini: 6.7% anno 2008, 7.84% anno 2009; 5.02% anno 2010; 3.52% anno 2011; 2.42% anno 2012, 3.50% anno 2013; - Giardinello: 10.4% anno 2008, 9.09% anno 2009, 4.69% anno 2010, 6.51% anno 2011, 4.72% anno 2012, 4.30% anno 2013, - Isola delle Femmine: 13.2% anno 2008, 12.12% anno 2009, 3.56% anno 2010, 1.67% anno 2011, 1.54% anno 2012, 1.20% anno 2013; - Montelepre: 16.6% anno 2008, 15.90% anno 2009, 8.02% anno 2010, 7.78% anno 2011, 7.30% anno 2012, 7.10% anno 2013, - Partinico: 7.00% anno 2008, 7.80% anno 2009, 3.74% anno 2010, 2.70% anno 2011, 2.87% anno 2012, 2.80% anno 2013, - Torretta: 11.4% anno 2008, 7.94% anno 2009, 5.41% anno 2010, 4.18% anno 2011, 1.21% anno 2012, 1.20% anno 2013, - Trappeto: 17.7% anno 2008, 11.28% anno 2009, 5.04% anno 2010, 4.77% anno 2011, 2.22% anno 2012, 1.00% anno 2013. - Termini Imerese: 7.49% anno 2006, 9.64% anno 2007, 10.22% anno 2008, 7.90% anno 2009, 10.02% anno 2010, 15.39% anno 2011, 17.12% anno 2012, 10.85% anno 2013; - Caccamo: 1.56% anno 2006, n.d. anno 2007, 20.07% anno 2008, 14.92% anno 2009, 16.16% anno 2010, 28.42% anno 2011, 30.92% anno 2012; - Bolognetta: 0.5% anno 2006, 1.75% anno 2007, 2.23% anno 2008, 2.03% anno 2009, 0% anno 2010-11, 2.09% anno 2012 (per questo Comune i dati sono calcolati sulla base dei documenti allegati). Considerando che  - il nuovo impianto normativo fonda la propria ratio nel fatto che “la raccolta differenziata svolge un ruolo rilevante e prioritario nel sistema di gestione integrato dei rifiuti, in quanto consente sia di ridurre il flusso dei rifiuti da avviare allo smaltimento, sia di condizionare positivamente l’intero sistema di gestione, garantendo: a) la valorizzazione delle componenti merceologiche dei rifiuti sin dalla fase della raccolta; b) la riduzione delle quantità e della pericolosità dei rifiuti da avviare allo smaltimento indifferenziato, individuando tecnologie più adatte di gestione e minimizzando l’impatto ambientale dei processi di trattamento e smaltimento; c) il recupero di materiali e di energia nella fase del trattamento finale; d) la promozione di comportamenti più corretti da parte dei cittadini, con conseguenti significativi cambiamenti nelle abitudini di consumo, a beneficio di politiche di  % prevenzione e di riduzione” (deliberazione n. 6/2007/G della Sezione centrale di controllo della Corte dei conti sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato); - da un punto di vista strettamente giuridico occorre, tra l’altro, evidenziare che in base all’articolo 1, comma 2, del legislativo 22/97, le disposizioni dello stesso costituiscono principi fondamentali della legislazione statale, ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e, secondo il successivo comma 3, le disposizioni di principio costituiscono, nei confronti delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome aventi competenza esclusiva in materia, norme di riforma economico - sociale. (CORTE DEI CONTI Sez. Giur. Liguria, 27 Maggio 2013 Sentenza n. 83); - all'articolato quadro normativo appena descritto emerge, l'obbligo ricadente sulle singole amministrazioni comunali di attuare le prescrizioni legislative in materia di raccolta differenziata dei rifiuti, e di garantire, indipendentemente dal soggetto cui è materialmente affidato il servizio di raccolta dei rifiuti urbani, il rispetto delle percentuali minime previste dalla legge. La fissazione di soglie minime della raccolta differenziata risulta, infatti, necessaria ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati dal legislatore, oltre che della credibilità del sistema stesso, e l’adempimento del dettato normativo non può non costituire un puntuale e inderogabile obbligo per le amministrazioni, la cui violazione viene, infatti, “sanzionata” con aggravi di costo per lo smaltimento a carico dei Comuni inadempienti. (CORTE DEI CONTI Sez. Giur. Liguria, 27 Maggio 2013 Sentenza n. 83); - l’osservanza delle previsioni del decreto n. 22/97 e segnatamente dell’art. 24 relativo alle percentuali minime di raccolta differenziata, (percentuali successivamente fissate dall’art.   205, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006 e dall’art. 1, comma 1108, della legge n. 296/2006 nella misura del 35% entro il 31 dicembre 2006, del 40% entro il 31 dicembre 2007, del 45% entro il 31 dicembre 2008, del 50% entro il 31 dicembre 2009, del 60% entro il 31 dicembre 2011 e del 65% entro il 31 dicembre 2012), da realizzare secondo scaglioni progressivi annuali, costituiva, pertanto, adempimento inderogabile del gestore, posto a tutela di un interesse generale e, sicuramente, prevalente rispetto a quello vantato dalle stesse parti. (CORTE DEI CONTI Sez. Giur. Liguria, 27 Maggio 2013 Sentenza n. 83). Tutto ciò premesso, visto, tenuto conto e considerato, si segnala alla Corte dei Conti - il mancato rispetto delle predette disposizioni, con realizzazione della raccolta differenziata in misure significativamente inferiori a quelle previste dal citato art. 24 del decreto n. 22/97 e dall’art. 205 comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006, ha comportato a carico del Comune il pagamento di oneri aggiuntivi per il conferimento in discarica del materiale che avrebbe dovuto essere destinato proficuamente alla raccolta differenziata ed ha, pertanto, arrecato al Comune di Capaci un danno patrimoniale conseguente;  
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